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Vannacci: “Il mio partito al 4%? Mica male. Salvini? Lealtà non vuol dire obbedienza cieca”
“Nei giorni pari la Lega si opponeva all’invio di armi in Ucraina, nei giorni dispari vota a favore dell’invio. Nei giorni pari si professa identitaria, in quelli dispari liberale e progressista, come vuole Zaia. Ecco perché me ne sono andato”. Lo ha detto l’ex generale Roberto Vannacci, in conferenza stampa a Modena, dopo l’addio al Carroccio. “Il mio partito viene dato al 4,2% dai sondaggisti? Mica male per un soggetto politico che ancora non esiste”. L'articolo Vannacci: “Il mio partito al 4%? Mica male. Salvini? Lealtà non vuol dire obbedienza cieca” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Roberto Vannacci
Calenda candidato sindaco di Roma per il centrodestra? Lui risponde così: “C’è la possibilità che conquisti Marte?”
“C’è la possibilità che io conquisti Marte? No, non ho i razzi spaziali“. Con queste parole Carlo Calenda, leader di Azione, ha escluso una sua candidatura a sindaco di Roma, commentando le indiscrezioni circolate nelle ultime ore. “Per essere molto chiari – ha aggiunto – io non mi candiderò a fare il sindaco di Roma, perché Azione si candiderà a essere il polo europeista e liberale, alternativo a questa destra e a questa sinistra che non mettono mai davanti l’interesse del Paese”. Secondo Calenda, la priorità politica è un’altra: “Oggi l’interesse nazionale è partecipare alla costruzione di un’Europa federale nel minor tempo possibile. Questo farà Azione, questo farò io ed è quello che abbiamo promesso ai nostri elettori”. L'articolo Calenda candidato sindaco di Roma per il centrodestra? Lui risponde così: “C’è la possibilità che conquisti Marte?” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Carlo Calenda
Vannacci attacca Salvini: “È lui il traditore. Su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona”
Fresco di divorzio dalla Lega, Roberto Vannacci sceglie un evento a Modena sulla remigrazione come prima uscita pubblica per lanciare il suo nuovo partito Futuro Nazionale. Ed è a Matteo Salvini che il generale dedica le sue prime parole, tutt’altro che concilianti: “Io sleale? È lui che ha tradito le promesse“, incalza Vannacci in un colloquio con Repubblica prima della conferenza. “È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione“. Così elenca i temi da lui contestati: “Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma”. Arrivato a Modena, l’europarlamentare spiega i motivi della sua decisione di dire addio alla Lega che lo ha candidato nel 2024 e del quale era stato nominato meno di un anno fa anche vicesegretario: “Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro” su certi valori. Il riferimento evidente è alle parole di ieri di Salvini: “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa”, aveva scritto in un posto il vicepremier che lo ha definito un “ingrato“. “La Lega mi aveva portato come persona che portava principi, valori e ideali. Nel momento in cui non vengono rispettati non rimango in un contenitore che tradisce la mia identità“, spiega l’ex paracadutista in conferenza stampa. “Io non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina”, ha aggiunto. Così lancia il suo Futuro Nazionale: “Un partito come quello che mi approccio a fondare – precisa – è interlocutore naturale della destra. Presenta principi valori e ideali portati avanti. Forse qualcuno se n’è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro”. Così dice che con il suo nuovo partito vuole fungere “da sveglia, adunata del mattino” per il centrodestra. Forse con gli squilli di tromba “qualcuno si sveglia e dice ‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo promesso agli elettori'”, ha aggiunto. Cita anche le stime del primo sondaggio di YouTrend per SkyTg24: “Presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%, mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori del mio partito che ho specificato nel mio manifesto”, commenta. L'articolo Vannacci attacca Salvini: “È lui il traditore. Su armi a Kiev e legge Fornero si mette in posizione prona” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lega
Roberto Vannacci
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Referendum, il Pd rilancia video con adunata di estrema destra e il saluto romano: “Loro votano sì”. È polemica
“Casapound annuncia il sostegno alla riforma del governo Meloni. Loro votano sì, noi difendiamo la Costituzione: il 22 e 23 marzo vota no”. Con questo post l’account del Pd ha lanciato su fb un video in cui viene rappresentata un’adunata fascista che urla “Presente” e fa il saluto romano. L’iniziativa social fa discutere, anche all’interno dello stesso Partito democratico, con la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno che definisce la “linea comunicativa che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo gravemente insultante e svilente”. “Io – dice la dem – voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti”. Dura la deputata di FdI Cristina Almici: “il video diffuso dal Partito democratico contro il Sì al referendum sulla separazione delle carriere, che accomuna chi sostiene la riforma ai fascisti, è indegno, offensivo e inaccettabile. Non è confronto politico: è delegittimazione, è propaganda tossica, è un attacco gratuito a cittadini, giuristi e forze politiche che partecipano legittimamente al dibattito democratico. Siamo oltre ogni limite di decenza”. “Secondo il Pd chi vota Si al referendum è accomunato ad un fascista? Questa riforma fu impostata dalla medaglia d’argento al valor militare della Resistenza, il socialista Giuliano Vassalli. Che i fascisti – nelle prigioni di Via Tasso – li conobbe davvero, e in modo tragico. Che vergogna questo video del Pd”, afferma Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico. L'articolo Referendum, il Pd rilancia video con adunata di estrema destra e il saluto romano: “Loro votano sì”. È polemica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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PD
Sicurezza, Conte: “Cercano di impedire il dissenso”. E sul referendum: “Vogliono politici che non rispondono a nessuna autorità giudiziaria”
“Questo governo sta prendendo in giro i cittadini. Vuole una stretta di vite per impedire le manifestazioni di dissenso, di protesta, ma non fa nulla sui bisogni reali dei cittadini che non riescono a uscire la sera in modo sicuro nelle strade, nelle periferie e nei centri storici”. A rivendicarlo il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a margine della presentazione al Senato del libro di “Divide et impera. La separazione delle carriere e i rischi di eterogenesi dei fini” di Pietro Gurrieri , alla quale hanno partecipato anche il deputato M5s Federico Cafiero De Raho e la responsabile Giustizia Pd, Debora Serracchiani. “La separazione delle carriere c’è anche in altri ordinamenti, è vero. Ma il problema è il disegno che c’è dietro. Si stanno accanendo con un disegno politico che nell’ideologia di destra è perseguito da tempo: loro si arrabbiano quando gli richiamano il ‘Piano di rinascita’ della P2. Qualcuno ha avuto l’ardire di dire che non è vero, ma c’è scritto. Lì c’è proprio la separazione dei pubblici ministeri rispetto al resto del corpo giudicante”, ha continuato Conte. E ancora: “Lo hanno detto anche Nordio e Meloni, quando hanno spiegato che la riforma della giustizia servirà per ‘contrastare le ingerenze e le invasioni della magistratura’”. Per Conte la maggioranza vorrebbe che “solo i politici possano scorazzare liberamente e non rispondere a nessuna autorità giudiziaria. Questo è il punto. E allora è questo che va contrastato. La legge è uguale per tutti. Per questo voteremo No compatti”. Critica contro il governo e la legge Nordio anche Serracchiani: “Governo vuole cambiare la Costituzione incidendo sull’indipendenza della magistratura, che viene attaccata ogni giorno. Il nostro No è per difendere la Costituzione e la democrazia”. L'articolo Sicurezza, Conte: “Cercano di impedire il dissenso”. E sul referendum: “Vogliono politici che non rispondono a nessuna autorità giudiziaria” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Giuseppe Conte
Sulle liste d’attesa Gabanelli dà i numeri ma non le cause. Io dico: la sinistra ha ‘bombardato’ la sanità
Lunedì sera, al Tg La7, ho visto il Dataroom – letteralmente “la sala dati” – di Milena Gabanelli sulle liste d’attesa. La cosa che mi ha colpito, ancora una volta (quindi, una sgradevole riconferma), è che sulla sanità il giornalismo è come una macchina ma che cammina con il freno a mano tirato. È un giornalismo evidentemente convinto che per non favorire la destra si devono nascondere i delitti commessi dalla sinistra anche se questi delitti perpetuati mettono in mezzo ad una strada milioni e milioni di persone. La “sala dati” di Gabanelli spiega le statistiche quindi i numeri: quelli delle liste di attesa, della libera professione dei medici, ricordando, genericamente, che negli anni 90 è stata fatta una legge sull’intramoenia. Ma essa è una “sala dati” che non interpreta mai niente cioè in realtà non spiega mai niente. E invece spiego io: nel caso dell’intramoenia – alla quale la Gabanelli attribuisce buona parte dei mali della sanità – siamo di fronte al caso più inquietante di tradimento e di prostituzione politica nel quale la ministra Bindi quindi parliamo di centro sinistra, venendo meno ai suoi doveri costituzionali (art. 32), ha svenduto i diritti dei cittadini ad una sindacato ospedaliero amico (Anaao), concedendogli di fare la libera professione negli ospedali pubblici. Più che una riforma, una controriforma. Gabanelli si limita a dire che, negli anni 90, è stata fatta una legge senza dire neanche chi è stato. Non spiega perché è stata fatta e meno che mai descrive il problema di milioni di cittadini che non avendo i soldi non hanno fatto in tempo ad essere curati neanche negli ospedali pubblici, quelli – per intenderci – che sono morti nelle liste di attesa. Il giornalismo della “sala dati” che ci propone Gabanelli è sicuramente “denotativo” cioè spiega perfettamente i numeri statistici ma in nessun caso è un giornalismo “connotativo” cioè una informazione che, in scienza e coscienza, come diciamo noi in sanità, si prende la responsabilità di una interpretazione. Trovo che Gabanelli, considerata da taluni come la “bocca della verità” della tv, alla fine cada nel paradosso del poliziotto che denuncia i delitti, cioè conta i morti, senza mai trovare i colpevoli. Ma lo spettatore in questo modo è come se fosse imbrogliato, gli si nega il diritto di sapere “perché” oggi non abbiamo più una sanità pubblica ma abbiamo una “privatocrazia sanitaria” e soprattutto “come” sia potuto accadere ciò dal momento che il diritto fondamentale alla salute è sancito in Costituzione come fondamentale (art. 32). Alla fine di che è la colpa se oggi almeno 6 milioni di cittadini – non riuscendo a pagarsi e cure – sono di fatto abbandonati al loro destino? In sanità oggi abbiamo un governo di destra che sta usando le controriforme fatte dalla sinistra (Prodi e Bindi) per distruggere la sanità pubblica e l’art 32. La situazione oggi è quella che mi permetto di definire “sanità come Gaza” quindi una sanità che di fatto è bombardata H24 da circa 30 anni. Secondo voi come dovrebbe stare? Alla fine è ovvio che essa si trovi esattamente come descrive la “sala dati” di Gabanelli: un sistema pubblico raso al suolo. Se la situazione è questa, le soluzioni che cerca la Gabanelli non sono solo ridicole ma sono financo grottesche: l’unica possibilità per salvare la sanità pubblica è smettere semplicemente di bombardarla. Ma per smettere di bombardarla, il Pd dovrebbe ritirare almeno idealmente le controriforma fatte negli anni 90, come gesto di onestà, di coerenza e di amore nei confronti del popolo oppresso. Invece fino ad ora né il Pd né Rosy Bindi l’hanno mai chiesto. Ma se la sinistra che dice di volere la pace e lei per prima non è disponibile a sospendere i bombardamenti, perché mai lo dovrebbe fare la destra che da queste macerie ha tutto da guadagnare? Personalmente penso che la sinistra da questa situazione, a differenza della destra, abbia tutto da perdere. Vedremo. L'articolo Sulle liste d’attesa Gabanelli dà i numeri ma non le cause. Io dico: la sinistra ha ‘bombardato’ la sanità proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milena Gabanelli
Riforma Sanitaria
Sicurezza, mozione unitaria delle opposizioni: “Interventi fuori dalla Costituzione”. Piantedosi: “Serve il fermo preventivo”
Dopo i fatti di Torino e le comunicazioni del ministro Piantedosi al Parlamento, le opposizioni si compattano e annunciano battaglia contro interventi ritenuti “fuori dal perimetro della Costituzione”. Mentre il titolare del Viminale ancora parlava a Palazzo Madama, i capigruppo hanno incontrato la stampa per annunciare un testo unitario che chiede 11 impegni all’esecutivo: dallo stop alla decretazione d’urgenza sulla sicurezza al rientro degli agenti impegnati in Albania. Intanto il ministro ha respinto le accuse al governo sull’idea “che le violenze siano state in qualche modo organizzate” e ha ribadito: “Serve il fermo preventivo”. Nelle stesse ore, il sottosegretario Mantovano veniva convocato al Colle per parlare proprio del pacchetto Sicurezza. LA RISOLUZIONE UNITARIA DELLE OPPOSIZIONI CON 11 IMPEGNI I capigruppo di Pd, M5s, Avs e Iv al Senato Francesco Boccia, Stefano Patuanelli, Peppe De Cristofaro e Raffaella Paita hanno presentato una risoluzione unitaria sulle comunicazioni del ministro Matteo Piantedosi sui fatti di Torino con 11 impegni per l’esecutivo. “Di fronte alle forzature istituzionali di queste ore e al tentativo di strumentalizzare un tema così delicato come la sicurezza – ha detto il dem Boccia – per incendiare il Paese e coprire i fallimenti del governo Meloni le opposizioni si sono unite”. È “inaccettabile che Giorgia Meloni avesse già deciso di varare un decreto per coprire i fallimenti sulla sicurezza utilizzando gli incidenti e chiedendo alle opposizioni di condividere un decreto che noi avverseremo perché le caratteristiche di quel decreto sono caratteristiche di un decreto securitario fuori dal perimetro della Costituzione, esattamente come gli altri due che abbiamo contestato”. “Credo – ha sottolineato il 5 stelle Patuanelli – che il segnale di unità dell’opposizione sia un segnale importante, la destra si sta spaccando e Vannacci sarà un grosso problema per la Meloni, il campo progressista sarà una proposta alternativa per il governo del Paese”. Niente decretazione d’urgenza “in materia di ordine pubblico” privilegiando invece “veicoli normativi di iniziativa parlamentare che possano consentire un reale confronto democratico a salvaguardia dei diritti e dei limiti previsti dalla Costituzione”. E’ il primo impegno della risoluzione. Il documento, che ribadisce la massima solidarietà alle forze dell’ordine coinvolte, impegna anche il governo a stanziare risorse per “il completamento della pianta organica delle forze di pubblica sicurezza ben oltre il semplice turnover nonché l’adeguamento e il potenziamento dei mezzi, delle dotazioni personali e strumentali di sicurezza degli agenti, e dei servizi logistici”. L’invito è inoltre quello a “richiamare gli agenti attualmente inviati in Albania, in un centro totalmente inutile, per utilizzare la loro presenza e competenza a difesa della sicurezza nel territorio italiano”. Si chiede ancora di isolare i gruppi violenti ma anche “astenersi da qualsivoglia iniziativa legislativa volta a prevedere una limitazione del diritto costituzionalmente garantito di manifestazione del proprio pensiero attraverso provvedimenti amministrativi limitativi della libertà personale. Si propone ancora di “reintrodurre la procedibilità d’ufficio per quei reati di particolare disvalore sociale, come alcune fattispecie di furto aggravato” e ancora di “abrogare alcune recenti norme contenute nel decreto Nordio che rendono inefficace e ostacolano l’azione sulla sicurezza”. Nessuna ipotesi di cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni, “per non penalizzare ingiustamente chi manifesta in modo libero e civile usando il pretesto di facinorosi che non si è in grado di controllare”. PIANTEDOSI IN AULA: “SERVE IL FERMO PREVENTIVO” Piantedosi, intervenendo in Senato per le comunicazioni sugli scontri di Torino, ha difeso gli interventi annunciati dal governo: “Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo. Per fermare preventivamente ci vuole un fermo preventivo. Il governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso”. E ha accusato: “È arrivato il momento per tirare una netta linea di demarcazione; da una parte chi vuole isolare i violenti, dall’altra chi vuole lasciarli liberi di infiltrarsi e inquinare manifestazioni che potrebbero e dovrebbero essere invece del tutto pacifiche e legittime, nell’interesse di chi le organizza e le partecipa”. Il ministro ha anche respinto le accuse: “C’è chi ha persino adombrato l’idea che le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un’accusa evidentemente grave e strumentale. È un’insinuazione indegna e priva di qualsiasi riscontro nella realtà, che si scontra con un dato oggettivo e incontrovertibile: le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale governo. Sono oltre trent’anni che questi episodi si ripetono con regolarità, cavalcando di volta in volta temi diversi: Tap, Tav, alternanza scuola-lavoro, Expo, ambientalismo, immigrazione, Medio Oriente. Cambiano le argomentazioni, ma lo stile, o meglio il metodo squadrista, resta lo stesso”. E ha chiuso: “Io credo che se un teppista tenta di uccidere un poliziotto, la responsabilità sia del teppista, non del poliziotto. Io credo che se una persona commette un reato, la colpa sia di chi lo commette, non della pattuglia che in quel momento non si trovava in quel punto preciso. Dare la colpa allo Stato è spesso un modo per assolvere i colpevoli e, allo stesso tempo, per assolversi” ha sottolineato. L'articolo Sicurezza, mozione unitaria delle opposizioni: “Interventi fuori dalla Costituzione”. Piantedosi: “Serve il fermo preventivo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sicurezza
Cauzioni per manifestare, la resa di Salvini: “Non nel prossimo decreto Sicurezza ma obiettivo di legislatura”
“Non penso che possa rientrare nel ‘decreto Sicurezza’ per il carattere di necessità ed urgenza”. Matteo Salvini, di colpo, si rifugia nel tecnicismo insito nella natura stessa del decreto. Fino a ieri, invece, la Lega insisteva affinché la cauzione per organizzare manifestazioni in Italia venisse inserito nelle norme che il governo dovrebbe varare nella giornata di domani. “Puntiamo all’approvazione entro la fine della legislatura” afferma oggi Salvini, nel corso di una conferenza stampa alla camera dei Deputati. L'articolo Cauzioni per manifestare, la resa di Salvini: “Non nel prossimo decreto Sicurezza ma obiettivo di legislatura” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Matteo Salvini
Manifestazioni
Decreto Sicurezza
Salvini: “L’addio di Vannacci? Oggi la Lega è più forte. Ho visto tanti ingrati passare da qui”
“Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal 1991 e quindi ne ho visti tanti, anche alcuni che non hanno mantenuto la parola e gli impegni, ingrati”. Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa sul referendum della giustizia alla Camera risponde a quattro domande concesse dallo staff. Due riguardano, ovviamente il caso del giorno. “Quelli di Vannacci sono 500mila voti della Lega, non porta via niente. Dispiace umanamente, ma non preoccupa”. Ma il leader della Lega, alla domanda su una sua eventuale autocritica per aver portato Vannacci nella Lega, rilancia. “Gli abbiamo spalancato le porte di casa quando tutti lo attaccavano. Il ringraziamento è stato ‘mi tengo il posto, arrivederci’. Finito, capitolo chiuso. La Lega è la Lega. C’era prima, c’è più forte oggi. Non porto rancore, ognuno fa le sue scelte, io mi tengo ben stretta la mia comunità”, ha concluso il ministro delle Infrastrutture e trasporti e vicepresidente del Consiglio. L'articolo Salvini: “L’addio di Vannacci? Oggi la Lega è più forte. Ho visto tanti ingrati passare da qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lega
Roberto Vannacci
Matteo Salvini
Decreto Sicurezza, il sottosegretario Mantovano al Colle per incontro con Mattarella
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è salito al Quirinale per un incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al centro del colloquio, informano fonti parlamentari, ci sarebbe anche il tema del decreto Sicurezza. L'articolo Decreto Sicurezza, il sottosegretario Mantovano al Colle per incontro con Mattarella proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sergio Mattarella
Alfredo Mantovano