“Per me la dirigente andava licenziata”. Giuseppe Mendico, padre di Paolo, il
quattordicenne morto suicida lo scorso 11 settembre a Santi Cosma e Damiano,
commenta con amarezza il provvedimento disciplinare a carico di Gina Antonetti,
preside dell’istituto “Pacinotti” di Fondi. La sospensione di tre giorni, già
eseguita, è stata disposta dall’Ufficio Scolastico Regionale in seguito
all’ispezione inviata dal ministro Giuseppe Valditara per accertare la gestione
delle segnalazioni di bullismo subite dal ragazzo prima del gesto estremo.
LA SOSPENSIONE E LA REAZIONE DELLA FAMIGLIA
Il provvedimento di sospensione per tre giorni è giunto al termine
dell’ispezione disposta dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Una
decisione che la famiglia Mendico accoglie con amarezza. “Mi sembra una
decisione piuttosto sbilanciata: tre giorni è come se fosse stata ‘richiamata
alla lavagna’“, dichiara Ivan Roberto, fratello di Paolo. “Andiamo avanti, ma mi
pare un po’ troppo poco. Da una parte c’è una persona che non c’è più,
dall’altra una sospensione: la vita umana non vale più nulla?”. Ancora più duro
il padre, Giuseppe Mendico: “Per me la dirigente andava licenziata. Io ho perso
un figlio per colpa del bullismo che è stato completamente ignorato in quella
scuola, nonostante le tante segnalazioni. La vita di mio figlio vale tre giorni
di sospensione? Ma stiamo scherzando?”. L’uomo sottolinea come la famiglia
avesse interloquito principalmente con la vicepreside: “A lei abbiamo raccontato
tutto ciò che accadeva a Paolo. Cosa facevano i bulli, le aggressioni verbali e
fisiche. Perché non ci sono provvedimenti per lei?“, prosegue il padre.
L’”AUTOPSIA PSICOLOGICA” NEI DIARI: IL RUOLO DEI DOCENTI
Parallelamente al fronte disciplinare, la psicologa e grafologa forense Marisa
Aloia sta eseguendo una perizia sui diari del ragazzo per ricostruirne il
percorso emotivo. Dagli scritti emerge un profondo senso di ingiustizia legato
all’ambiente scolastico e, in particolare, al rapporto con alcuni docenti. In
una delle pagine, Paolo riferisce di essere stato rimandato in matematica mentre
un suo compagno, indicato come uno dei presunti bulli, era stato promosso
nonostante un rendimento analogo. Un altro episodio centrale riguarda il
doposcuola: Paolo non aveva potuto iscriversi per motivi economici e una docente
avrebbe obiettato davanti alla classe che “in fondo il doposcuola non costava
così tanto”. Secondo la perizia della dottoressa Aloia, “questo discorso turbò
molto Paolo, che probabilmente si sentì umiliato e accusato davanti alla classe
intera”, alimentando una percezione di isolamento che lo portava a scrivere di
sé in terza persona.
L’APPUNTAMENTO MANCATO: IL MISTERO DELLE ULTIME 24 ORE
Un dettaglio ritenuto fondamentale dalla dottoressa Aloia riguarda le ultime ore
di vita del ragazzo. Il 10 settembre, il giorno prima del suicidio, Paolo aveva
fissato un appuntamento online per la sera successiva con un amico di
videogiochi: “È un dettaglio importante che delinea una progettazione nel tempo.
Il giorno precedente Paolo non aveva intenzione di uccidersi”, sottolinea la
psicologa. La domanda su cui si concentrano ora i periti è cosa sia accaduto tra
la sera del 10 e la mattina dell’11 settembre per spingerlo al gesto estremo.
LE INCHIESTE IN CORSO
Al momento sono attive due inchieste: quella della Procura di Cassino per
istigazione al suicidio e quella della Procura dei Minori di Roma sulla
posizione dei compagni di classe. Gli inquirenti stanno analizzando i
dispositivi elettronici sequestrati — cellulari, tablet e la console Xbox — per
cercare nei messaggi e nelle chat le prove delle aggressioni verbali e fisiche
denunciate dalla famiglia. “Mio figlio si è tolto la vita la mattina del primo
giorno di scuola, quindi l’ha fatto per non tornare in classe. Questo per noi è
chiarissimo”, conclude il padre Giuseppe. “Si deve scavare per arrivare alla
verità e alle responsabilità di chi sapeva del bullismo e non ha fatto nulla”.
L'articolo “La dirigente andava licenziata, la vita di mio figlio vale così
poco?”: la rabbia del papà di Paolo Mendico per i 3 giorni di sospensione alla
preside proviene da Il Fatto Quotidiano.