Elena Santarelli, ospite a “La volta buona” ieri 26 gennaio, ha raccontato di
essere stata vittima di stalking e che, finalmente, è arrivata la condanna per
la donna che l’ha perseguitata. “Inizialmente ha iniziato a scrivere delle cose
irripetibili proprio anche riguardo a una tragedia che ci aveva colpito in casa,
– ha detto – che riguardava mio figlio, quindi augurava di nuovo di vivere
quella terribile esperienza. La sapete un po’ tutti. Non solo quindi era molta
accanita nei confronti di mio figlio, nonostante io non mostrassi mio figlio in
foto, ma per esempio se mettevo una foto sorridente, mi diceva ‘tanto è inutile
che sorridi perché prima o poi quella roba lì tornerà’, proprio così”.
Il riferimento è al figlio Giacomo colpito nel 2017 da un tumore cerebrale. La
diagnosi è arrivata il 30 novembre di quell’anno, quando il bambino aveva 8
anni. Dopo un lungo percorso di cure, nel maggio del 2019 l’annuncio che il
piccolo era completamente guarito.
“Poi un giorno ho deciso di contattarla su direct, su Instagram privatamente, –
ha continuato Santarelli – perché proprio non accettavo il fatto che ci fosse un
essere umano che si rivolgesse con tanta cattiveria, proprio nei confronti di un
bambino e di una famiglia che aveva già sofferto e ancora stava soffrendo. E
anche perché poi, alla fine, ho un percorso molto lungo e quindi durante questa
conversazione io sono sempre stata convinta che era una donna dietro si celasse
la figura femminile. Infatti anche la polizia postale mi chiese ma ‘come mai lei
è convinta che sia una donna?‘ Dico ‘perché con tanta cattiveria con tanta
malvagità può, mi dispiace, appartenere solo solo ad una donna’. Le donne a
volte sono capaci di fare delle cose crudeli. Nella mia vita non ho riscontrato
tanta cattiveria da parte di un uomo, sinceramente, per la mia esperienza.
Quindi su direct lei mi ha minacciato e mi ha detto ‘stai attenta a come ti
muovi e a quello che fai’. Ecco, quel messaggio mi ha proprio impaurito ed è
proprio grazie a quel messaggio che io sono andata dopo molto tempo alla polizia
postale e ho segnalato la conversazione”.
E ancora: “Ogni tot lei cambiava profilo, mi bloccava, ne ricreava un altro,
fino a quando a un certo punto non ha più potuto creare più profili. A maggio
2025, qualcuno dalla polizia postale mi chiama e mi dice, ‘Signora Santarelli,
le devo dare una bella notizia. Abbiamo trovato la persona che la stolkerizzava.
Quindi sappiamo chi è, dove vive e che cosa fa’. Quindi poi dopo mi hanno
chiamato i Carabinieri, c’è stata l’indagine, c’è stata l’udienza il 16 gennaio.
Non l’ho vista, anche il mio avvocato ha detto che comunque, secondo lei, non si
sarebbe mai presentata. Ecco io avrei tanto voluto proprio vederla in faccia.
Volevo capire quale fosse il motivo”.
Infine: “So solo che prima dell’udienza ha chiesto il patteggiamento. Quindi è
certo, ha capito che la situazione probabilmente si stava complicando. Le hanno
dato 9 mesi di reclusione, la pena che però in questo momento è stata sospesa,
proprio perché lei ha patteggiato e dunque deve frequentare un percorso
psicologico”.
L'articolo “Mi ha minacciata dicendomi ‘stai attenta a come ti muovi e a quello
che fai’. La donna che mi ha perseguitata è stata condannata a 9 mesi”: così
Elena Santarelli proviene da Il Fatto Quotidiano.