La successione al vertice di LVMH torna al centro dell’attenzione dei mercati.
L’assenza di un piano esplicito per il dopo–Bernard Arnault, fondatore e guida
del più grande gruppo del lusso al mondo, sta alimentando le preoccupazioni
degli investitori, nonostante il colosso francese capitalizzi circa 300 miliardi
di euro. Arnault, che a marzo compirà 77 anni, ha cinque figli tutti già
coinvolti in ruoli chiave nel gruppo, ma non ha ancora indicato chi —
eventualmente affiancato da un top manager — ne assumerà la guida in futuro.
Secondo Repubblica, l’incertezza pesa sulla percezione della governance e
contribuisce allo “sconto” con cui LVMH viene trattata in Borsa rispetto a
rivali come Hermès. Il tema è riemerso con forza dopo la decisione presa la
scorsa primavera: Arnault ha fatto innalzare a 85 anni l’età massima per i
vertici del gruppo, estendendo di fatto il proprio mandato fino al 2034. Una
mossa che gli concede ancora otto-nove anni per preparare il passaggio di
consegne, ma che non scioglie i nodi sulla struttura futura del potere.
Il fondatore aveva minimizzato la questione lo scorso dicembre in un’intervista
alla CNBC: “Chiedetemelo tra dieci anni e vi darò una risposta più precisa. Come
in ogni famiglia, a un certo punto arriva una successione, ma io spero che, a
meno che mi colpisca una palla da tennis in testa mentre gioco sul campo, di
essere ancora qui tra dieci anni”. Parole che non hanno però dissipato i dubbi
del mercato.
Come riporta Reuters, una parte significativa degli investitori istituzionali ha
ripreso a sollecitare maggiore trasparenza: “La pianificazione della
successione, al momento, appare poco chiara e opaca — ha dichiarato Stefan
Bauknecht, gestore dei fondi di DWS (gruppo Deutsche Bank), dodicesimo maggiore
azionista di LVMH — vogliamo più trasparenza e un piano chiaro su come evolverà
la situazione”. Una posizione condivisa da altri operatori. “Dieci anni fa la
successione non era una questione pressante — osserva Ariane Hayate, fund
manager di Edmond de Rothschild a Parigi — oggi è diventata un fattore di
rischio e comporta uno sconto di governance per l’azienda”. Il tema tornerà
inevitabilmente sul tavolo martedì 27 gennaio, quando LVMH presenterà i
risultati del 2025, attesi in miglioramento. In quell’occasione analisti e
investitori chiederanno nuovamente a Bernard Arnault indicazioni sul futuro
assetto del gruppo che controlla marchi come Louis Vuitton, Dior, Sephora,
Rimowa e i duty free di DFS. Per il mercato, i numeri non bastano più: serve una
risposta sul dopo-Arnault.
L'articolo “Vogliamo sapere chi sarà l’erede di Bernard Arnault, chiediamo un
piano chiaro per la successione”: la preoccupazione degli investitori per il
futuro del colosso del lusso LVMH proviene da Il Fatto Quotidiano.