“La posizione del colonnello Lorenzo Sabatino – per il quale anche il
procuratore generale, in sede di appello, aveva chiesto l’assoluzione e che ha
rinunciato alla prescrizione – merita di essere esaminata con oggettività.
Temendo che le ingiustificate polemiche sollevate in queste ore possano
compromettere la necessaria serenità, provvederò a una rinuncia formale del
mandato difensivo”. Con questa dichiarazione all’Adnkronos l’avvocato Giulia
Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato e punto di
riferimento delle destre italiane in materia di giustizia, ha fatto un passo
indietro rispetto all’incarico assunto da uno degli imputati del processo Cucchi
Ter, che sarà trattato in Cassazione ai primi di marzo. Dell’intervento di
Bongiorno, avvocato di grande peso politico, aveva dato notizia il Fatto
Quotidiano nell’edizione del 30 gennaio.
Il colonnello Sabatino risponde di omessa denuncia e favoreggiamento nel
processo agli ufficiali accusati di aver imbrogliato le carte sul caso di
Stefano Cucchi, morto nel 2009 a una settimana da un arresto per droga a Roma.
Due carabinieri ritenuti responsabili del pestaggio del giovane romano sono
stati poi condannati a 12 anni, nel 2022, per omicidio preterintenzionale. Da
quel processo è nato questo, Cucchi Ter, nel quale sono emerse falsificazioni
degli atti fin dal 2009. Sabatino, condannato a un anno e tre mesi in appello,
non è certo l’imputato principale: risponde di fatti avvenuti nel 2015, cioè
quando la Procura di Roma imboccò la strada che ha poi portato alla condanna dei
due militari.
Un altro ufficiale, il generale Alessandro Casarsa, aveva preso cinque anni in
primo grado ma in appello è stato salvato dalla prescrizione alla quale, a
differenza di Sabatino, non ha rinunciato. Come altri ufficiali prescritti,
anche Casarsa ha fatto ricorso in Cassazione per ottenere l’assoluzione nel
merito
“Apprezzo la scelta della presidente Bongiorno che ha adottato una decisione
saggia”, ha detto Ilaria Cucchi, oggi senatrice e vicepresidente della
commissione Giustizia guidata da Bongiorno a Palazzo Madama, nota a tutti per la
lunga battaglia sostenuta perché fossero individuati e puniti i responsabili
della morte del fratello Stefano. Giovedì Cucchi aveva ricordato che “di questi
16 anni abbiamo perso i primi cinque, andando dietro a tre agenti penitenziari
innocenti, perché la politica entrò a gamba tesa”, ricordando Ignazio La Russa
allora ministro della Difesa che nel 2009 “giurava sull’onorabilità dei
carabinieri” proprio mentre “gli alti ufficiali falsificavano le carte” e
accusando le destre di voler “condizionare i giudici. Nell’Italia di oggi –
concludeva Cucchi – non credo che il processo Cucchi si potrebbe fare”.
Bongiorno aveva già detto al Fatto che non sarebbe andata in Cassazione, dove
comunque non è affatto certo che il processo sia trattato oralmente. Oggi
Bongiorno rinuncia e Cucchi apprezza. Le due senatrici, nelle scorse ore, si
sono senz’altro parlate. Il ricorso a firma Bongiorno per Sabatino però rimane,
sarà esaminato anche quello dalla Cassazione, quinta sezione, presidente Enrico
Vittorio Stanislao Scarlini e relatore Carlo Renoldi. L’udienza è fissata per il
4 marzo prossimo.
L'articolo Processo Cucchi Ter, Bongiorno rinuncia alla difesa del colonnello
Sabatino. La sorella Ilaria: “Apprezzo”. Ma il ricorso resta proviene da Il
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