“Non ho fatto né ho visto nulla di illecito”, ha detto. Però alla fine, Bill
Gates ha dovuto comunque capitolare. Durante un incontro con lo staff della sua
organizzazione benefica, il fondatore di Microsoft ha ammesso di aver tradito la
ex moglie con due ragazze russe, ma fuori dai circuiti di Epstein. Il Wall
Street Journal sarebbe riuscito a mettere le mani sulla registrazione del
summit, avvenuto lo scorso 24 di febbraio e durante il quale il 70enne ha dovuto
fronteggiare le domande di chi, lavorando per lui, ha chiesto spiegazioni sulla
sua relazione con il predatore sessuale Jeffrey Epstein.
Per una volta, i progetti futuri della Gates Foundation sono passati in secondo
piano. Un portavoce sentito da People avrebbe anche spiegato che questo tipo di
incontri si tiene due volte all’anno ed è una prassi consolidata che, anche in
questo caso, non aveva nulla di emergenziale. In realtà, però il coinvolgimento
di Bill Gates negli Epstein Files chiede risposte e spiegazioni da tempo e la
prima ad invocarle era stata proprio la ex moglie del milionario, Melinda. Era
l’inizio di febbraio quando la donna, parlando ai microfoni del podcast NPR,
spingeva l’ex marito a dare chiarimenti e gettare la maschera. Lei, dal canto
suo, si diceva “felice di essere lontana da tutto questo letame” e di aver
incontrato Epstein solo una volta. In quella occasione, aveva ricordato, “mi
sono pentita dal momento in cui entrai da quella porta” perché Epstein “era
ripugnante, era la personificazione del demonio. Da allora – aveva aggiunto – ho
avuto incubi su quell’incontro”.
La bomba era stata sganciata dopo 27 anni di matrimonio e dopo un divorzio
archiviato nel 2021. Bill Gates, però, continua a fare i conti con le
rivelazioni dei files che lo vedono chiamato in causa nonostante continui
ostinatamente a negare ogni addebito. A fine gennaio, in concomitanza con la
diffusione della seconda ondata di contenuti sul predatore sessuale da parte del
Dipartimento di Giustizia americano, un suo portavoce aveva respinto ogni
addebito derubricando le ricostruzioni fatte sulla base di e-mail e fotografie,
“assolutamente assurde e completamente false”, giudicandole “il frutto della
frustrazione di Epstein per non avere una relazione con Bill Gates e la sua
conseguente volontà di intrappolarlo e diffamarlo”.
Gates, negli anni, aveva già ammesso una relazione extraconiugale avvenuta con
una impiegata, ma il suo passato non smette di ribollirgli sotto al materasso
costringendolo ora a snocciolare anche l’esistenza di altre due relazioni extra
coniugali.
Scusandosi con il suo staff per i ripetuti adulteri, ha comunque negato di aver
mai approfittato delle occasioni offerte dalla fitta rete di giovani “schiave
del sesso” messa a disposizione di Epstein. Il filantropo con la passione per le
donne ha parlato di due ragazze russe, una giocatrice di bridge incontrata
durante un torneo ed una fisica nucleare, anche questa trovata sulla sua strada
durante i suoi giri per affari. La prima, stando alle ricostruzioni condotte dal
quotidiano People, nel 2023, ovvero ai tempi della tresca con Gates, avrebbe
avuto solo una ventina di anni. Una ammissione tardiva appoggiata accanto ad una
ennesima solenne smentita: “Non ho mai trascorso del tempo con le vittime, con
le donne che giravano intorno a Epstein”.
Come già dichiarato in passato, Gates si è detto pentito di quella amicizia
portata avanti anche dopo che il faccendiere pedofilo era stato arrestato la
prima volta, per sfruttamento della prostituzione con una minorenne. I rapporti
tra i due, ha ammesso Gates, erano proseguiti fino al 2014, cinque anni prima
del secondo arresto e della morte di Epstein, ma “mai sono stato suo ospite di
notte nè sulle sue isole private”. “Mi scuso con le persone che sono state
trascinate in questa storia per gli errori che ho commesso”. Gates oggi è ben
consapevole dei danni di tipo reputazionale che tutta questa vicenda ha generato
sulla sua fondazione e sulle sue attività e cospargersi il capo di cenere, così
come lasciare libertà di coscienza ai suoi dipendenti sono le ultime carte che
gli restano da giocare per salvare il salvabile. In attesa di altre possibili
confessioni.
L'articolo Bill Gates ammette la relazione con due ragazze russe durante il
matrimonio con Melinda. “Mai fatto nulla di illecito” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Bill Gates
Il caso Epstein dispiega i suoi primi effetti su Bill Gates, che ha annullato il
suo discorso previsto per oggi al summit sull’intelligenza artificiale in India.
Lo ha dichiarato la Gates Foundation, dopo che il fondatore di Microsoft è stato
nominato nei file del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. “Dopo
un’attenta valutazione e per garantire che l’attenzione rimanga sulle priorità
chiave dell’AI Summit, Gates non terrà il suo discorso”, ha affermato la
fondazione in una nota. “La Fondazione Gates resta pienamente impegnata nel
nostro lavoro in India per promuovere i nostri obiettivi comuni in materia di
salute e sviluppo”, ha affermato. La Fondazione ha dichiarato che al posto del
fondatore avrebbe parlato il presidente delle sedi in Africa e in India.
Gates ha dichiarato di rimpiangere “ogni minuto” trascorso con Jeffrey Epstein,
mentre la sua ex moglie Melinda ha affermato che aveva ancora domande a cui
rispondere sulla sua relazione con il finanziere. In una bozza di e-mail
contenuta nei documenti, Epstein affermava che Gates aveva avuto relazioni
extraconiugali. In altre email il pedofilo ha scritto che il suo rapporto con
Gates spaziava dall’”aiutare Bill a procurarsi i farmaci, per affrontare le
conseguenze dei rapporti sessuali con ragazze russe, al facilitare i suoi
tentativi illeciti con donne sposate”.
In una mail inviata a se stesso il 18 luglio 2013, che fa parte dei milioni di
documenti resi pubblici dal Dipartimento della Giustizia, Epstein sostiene che
Gates sarebbe rimasto contagiato da una malattia venerea dopo esser andato a
letto con ragazze russe e attacca il fondatore di Microsoft per aver rotto la
loro amicizia: “Per aggiungere insulto alla ferita mi chiedi ora di cancellare
le mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta
di antibiotici da passare di nascosto a Melinda”, si legge, tra l’altro, nel
messaggio.
Il 4 febbraio in un’intervista a 9 News Australia, Gates ha ammesso di essere
stato “sciocco” a trascorrere del tempo con Epstein, di essersi pentito di
averlo mai conosciuto ma ha liquidato come “falsa” l’e-mail nella quale il
finanziere pedofilo lamenta che Gates ha “scelto di ignorare la nostra amicizia”
e fa riferimento alle “sue malattie sessualmente trasmissibili”. “Non sono mai
andato all’Isola (di proprietà del finanziere sulla quale avvenivano gli
incontri con le ragazze, ndr), non ho mai incontrato donne. Più cose verranno
fuori, più sarà chiaro che, sebbene il momento sia stato un errore, non ha nulla
a che fare con quel tipo di comportamento”.
Il 18 dicembre i deputati democratici della Commissione di Vigilanza della
Camera dei avevano hanno diffuso cinque fotografie provenienti dalla proprietà
di Epstein: in una di queste Gates era in posa con una donna il cui volto era
stato oscurato.
L'articolo Caso Epstein, Bill Gates annulla il suo discorso al summit sull’AI in
India proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Manipolatore, ambizioso, magnetico, il diavolo”. Sono tanti gli appellativi
usati per definire Jeffrey Epstein da chi lo ha conosciuto e oggi si pente di
averlo frequentato. Ma chi era veramente quello che i media chiamano il
“faccendiere pedofilo”, colui che sta facendo tremare i potenti della terra?
Nato da una famiglia di immigrati ebrei di Brooklyn, New York, il 20 gennaio del
1953, da professore di fisica senza laurea Epstein diventa prima broker, poi
dagli anni ’80, un consulente finanziario in grado di tessere una tela fatta di
agganci potentissimi con il mondo della politica, dell’università, della
finanza, delle banche, con i miliardari globali, il jet set e le famiglie reali
europee.
LA STORIA GIUDIZIARIA
Nel 1996 arriva la prima accusa per violenza sessuale; nel 2007 il
patteggiamento davanti a 60 capi d’imputazione raccolti in anni di indagini dei
procuratori federali. Nel 2008, la prima condanna per favoreggiamento della
prostituzione e prostituzione minorile. I 18 mesi comminati si riducono a 13,
con sei giorni a settimana da poter trascorrere negli uffici di Palm Beach.
Nel 2011 Virginia Giuffrè, una delle grandi accusatrici di Epstein e della sua
fidanzata e complice, Ghislaine Maxwell, passa a una giornalista del Daily Mail
alcune informazioni e dettagli sulla sua vita al giogo sessuale del finanziere.
E fornisce al tabloid anche la foto che mette al palo un figlio della regina
Elisabetta II, l’allora principe Andrea, duca di York. Nel 2018, Julie K. Brown,
una reporter del Miami Herald, arriva a raccogliere almeno 80 testimonianze di
persone che si consideravano “vittime di abusi sessuali” perpetrati da Jeffrey
Epstein e dai suoi “amici”.
È grazie a questo report che si riapre il fascicolo presso il tribunale federale
che porta al suo arresto nel luglio del 2019 mentre si trova al Toteboro Airport
del New Jersey. L’accusa è “traffico di esseri umani a scopo sessuale” e non
prevede il pagamento di alcuna cauzione. Le perquisizioni che seguono in tutte
le sue residenze, portano alla luce una quantità incredibile di materiale
pedopornografico, foto, quadri e lettini da massaggio che poco spazio lasciavano
all’immaginazione. Il mattino del 10 agosto del 2019, dopo un precedente
tentativo di suicidio dimostrato da alcune ferite riportate sul suo corpo,
Jeffrey Epstein viene trovato morto, impiccato nella sua cella.
LA RETE DI EPSTEIN
La rete tentacolare di relazioni intessute durante la sua scalata al successo
economico e il controllo delle dinamiche politiche e finanziarie dei paesi che
contano, hanno trasformato Epstein in un ventilatore che oggi soffia fango in
ogni direzione, ad ogni latitudine, mietendo vittime illustri, soprattutto nel
Regno Unito, mentre l’America sembra immobile pur avendo di fronte una lunga
sfilza di nomi illustri legati a Jeffrey Epstein. Ciò che è stato chiarito è che
Epstein non agiva da solo e soprattutto era molto attento a catalogare tutto
quello che accadeva attraverso la raccolta scrupolosa di e-mail, foto e video
accuratamente conservati. La sua complice più famosa ha il volto di una ricca
ereditiera inglese di origine ebraica: Ghislaine Maxwell. Nota come la sua
fidanzata, la donna oggi sconta una pena di 20 anni in carcere dove è reclusa
dal 2022. L’accusa per lei è stata quella di reclutamento di minorenni e
partecipazione ad abusi.
IL TRAFFICO DI RAGAZZE, LE “TRAPPOLE AL MIELE”, I SERVIZI SEGRETI
Il traffico e lo sfruttamento sessuale delle minori da parte di Epstein vedevano
il coinvolgimento di complici discreti, selezionati tra aristocratici senza
scrupoli, faccendieri, persone (anche donne) affermate con un’agenda ricca di
nomi importanti e agenzie per modelle. Tutte le feste, gli incontri, i
“massaggi”, avvenivano lontano da occhi indiscreti, nella villa El Brillo di
Palm Beach dalle pareti rosa, allo Zorro ranch in New Messico, sulle due isole
private alle Isole Vergini, nei lussuosi appartamenti di Manhattan e Parigi.
Persino sul suo jet privato, Lolita. Le ragazze più intraprendenti entravano a
far parte della “piovra” diventando a loro volta reclutartici, così come gli
ospiti più “coinvolti” o “disinvolti” venivano impiegati per portarle in luoghi
esclusivi, come i palazzi reali inglesi, spesso citati nei files perchè
diventati merce di scambio per accontentare le velleità sia delle giovani che
degli amici di Epstein, che sognavano di visitare luoghi inaccessibili.
Donne usate come trappole per mettere le vittime del faccendiere in situazioni
imbarazzanti da immortalare, così da poter poi battere cassa in cambio del
silenzio. Alcune interviste apparse sui quotidiani inglesi avrebbero parlato di
una operazione altrimenti detta “trappola al miele” fatta per conto dei servizi
russi del KGB, ma anche di quelli israeliani. Nei Files pubblicati dal
Dipartimento di Giustizia americano, figurerebbero 9629 menzioni della parola
Russia, 1056 di Vladimir Putin. Altri documenti dimostrerebbero come l’FBI
ritenesse Epstein “una spia del Mossad”, un uomo addestrato da Ehud Barak, l’ex
primo ministro israeliano.
GLI EPSTEIN FILES
Dopo una attesa di settimane dallo scadere dell’Epstein Files Tranparency Art,
firmato dal presidente Donald Trump in novembre e diventato legge, tutti i
documenti raccolti e legati alla figura e alle attività di Jeffrey Epstein sono
stati pubblicati e sono disponibili sul sito del Dipartimento di Giustizia
americano. 3 milioni di documenti scritti, 2000 video e 180.000 immagini hanno
superato la “redazione”, ovvero la cancellazione degli aspetti più sensibili, in
ottemperanza al rispetto della privacy delle vittime, delle indagini ancora
aperte, della sicurezza nazionale.
Da quel momento è partita la caccia ai nomi eccellenti e alle foto più
compromettenti. Tra questi figurano già due presidenti americani, Bill Clinton e
Donald Trump. Il primo è ritratto in diverse foto, sicuramente imbarazzati ma
non necessariamente compromettenti, il secondo, che nel 2002 definiva Epstein
“un grande amico da 15 anni”, nega ogni coinvolgimento sebbene risulterebbe che
abbiano volato insieme più volte sul jet privato di Epstein e che fosse il primo
datore di lavoro di Virginia Giuffrè, guardarobiera presso la villa di Mar a
Lago.
I NOMI E COSA SIGNIFICA ESSERE NEGLI EPSTEIN FILES
Apparire nei documenti non significa automaticamente avere commesso dei reati.
Per alcuni, ci saranno interrogativi morali e di opportunità etica dei quali
rispondere. Molti dei personaggi menzionati hanno già ampiamente smentito ogni
coinvolgimento con gli illeciti promossi da Epstein. Il nome del presidente
americano Donald Trump fa rumore, è citato centinaia di volte, ma nessun capo di
imputazione è stato finora emesso nei suoi confronti.
Bill Gates ha smentito ogni accusa, compresa quella di aver contagiato la moglie
con una malattia sessualmente trasmissibile e di aver incontrato le “ragazze di
Epstein”. Accuse derubricate come “tutte completamente false”.
Elon Musk avrebbe intrattenuto una corrispondenza con Epstein su possibili
viaggi sulla sua isola privata per partecipare a “party selvaggi”, ma il diretto
interessato su X ha chiarito che quei contenuti erano “diffamatori”.
Andrea Windsor-Mountbatten è la vittima più illustre con la ex moglie Sarah
Ferguson ed insieme all’ex ambasciatore britannico inglese a Washington,
destituito di ogni incarico dal governo di Keir Starmer. L’ex principe è stato
accusato direttamente dalla testimonianza di Virginia Giuffrè con la quale
raggiunse un accordo extragiudiziale milionario nel 2002, mentre il diplomatico
avrebbe trasferito ad Epstein informazioni sensibili e riservate del governo per
le quali ora rischia di cadere anche l’intero esecutivo. E poi ci sarebbero i
nomi del miliardario Richard Branson, Michael Jackson, Steve Bannon, la
principessa di Svezia e quella di Norvegia, Brett Ratner (il regista del
documentario di Melania Trump), il co fondatore di Google Sergey Brin, Vladimir
Putin, Ehud Barak, Noam Chomsky, Woody Allen, Kevin Spacey, David Copperfield,
Mick Jagger, Naomi Campbell, Stephen Hawking.
IL CAOS SOCIAL E LE TEORIE DEL COMPLOTTO
Essere citati nei files non costituisce, finora, alcun reato, non è una
incriminazione, nè tantomeno rappresenta una prova di eventuale complicità nelle
attività illecite di Epstein. Quello che si evidenzia sono le relazioni sociali
di Epstein. Eppure i social media hanno dato il via libera a pseudo filoni di
inchiesta paralleli e privi di fondamento, hanno dato spazio a teorie fantasiose
e manipolato immagini come quelle (fake) che hanno visto ingiustamente coinvolto
il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Il Dipartimento di Giustizia ha anche
dovuto rimettere mano ai file per operare una più attenta selezione di ciò che
poteva essere pubblicato, dopo che molte vittime si erano viste esposte
ingiustamente. Ciò nonostante, la macchina del fango ha acceso i suoi motori
generando caos e disinformazione, così come immagini frutto solo del lavoro
dell’AI. Finora ciò che fa fede sono le indagini della polizia britannica sul
conto e sulle azioni dell’ex diplomatico Peter Mandelson, per cui si potrebbe
profilare un reato ai danni della Pubblica Amministrazione come la rivelazione
di segreti di ufficio e per effetto del quale il governo di Keir Starmer
potrebbe avere le ore contate.
L'articolo Chi era veramente Jeffrey Epstein e come siamo arrivati ai Files? La
storia, i documenti, il caos social e le teorie del complotto proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Lei è “felice di essere lontana da tutto questo letame”, lui nega ogni addebito.
La ex coppia più ricca ed ammirata del mondo fa i conti con i 3 milioni di file
legati all’Affaire Epstein che nominano lui, Bill Gates, almeno 2.638 volte.
Melinda ed il co-fondatore di Microsoft stanno riguardando, ex post, la fine del
loro matrimonio a 5 anni dal divorzio. Non è mai stato un mistero che a spingere
la donna a chiedere di separarsi siano state le dubbie frequentazioni del
filantropo e miliardario americano, l’uomo dall’immagine quasi noiosa e
quell’aria un po’ da nerd di chi aveva avuto un’intuizione geniale che lo aveva
reso tanto ricco e condivideva con la moglie l’impegno per l’Africa e le azioni
caritatevoli.
Ai microfoni del podcast NPR, Melinda in questi giorni si è aperta rispondendo
senza filtri, schietta ed onesta davanti al giudizio per gli uomini che
abusavano delle giovani vittime della tratta di ragazze di Jeffrey Epstein: “Le
domande restano aperte – ha chiarito – non riesco neanche ad immaginare tutto
quello che c’è da sapere; e tutte queste domande sono lì per quelle persone e
per il mio ex marito. Sono loro che devono rispondere a queste cose, non io”.
All’epoca del divorzio, Melinda aveva alle spalle 27 anni di matrimonio modello,
una fondazione caritatevole costruita insieme, un figlio e due figlie femmine.
Nei giorni dell’annuncio della loro separazione, nel 2021, lei aveva spiegato
che “lui era stato troppo vicino” ad Epstein, che era già morto in carcere da
due anni. Oggi, il tempo sembra averle dato ragione, anche se ha dovuto
ammettere che i contenuti dei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia
americano per lei sono stati “duri” da accettare perché hanno riaperto una
ferita, riportando a galla “ricordi molto, molto dolorosi”. Ma c’è dell’altro,
forse qualcosa che mai si sarebbe immaginata e che oggi l’ex marito continua a
smentire derubricandola come una menzogna. Sulla base di due email datate 2013 e
che Epstein aveva spedito a se stesso, come promemoria, riferendosi ad un
impiegato dalla Gates Foundation, asseriva che “un miliardario” aveva contratto
una “infezione sessualmente trasmissibile da ragazze russe” e si era rivolto a
lui per “aiutarlo a dare di nascosto a sua moglie antibiotici” e chiedendo di
“astenersi da qualsiasi menzione del suo pene”.
Un portavoce di Bill Gates ha risposto alle accuse parlando di notizie
“assolutamente assurde e completamente false” aggiungendo che l’unica cosa che
quei documenti dimostravano era “la frustrazione di Epstein per non avere una
relazione con Bill Gates e la sua conseguente volontà di intrappolarlo e
diffamarlo”.
Melinda, dal canto suo, aveva già reagito alle indiscrezioni che vedevano l’ex
marito chiamato in causa, definendosi “inorridita” dal persistere di una
relazione tra i due, anche dopo che Epstein era stato arrestato per adescamento
di minore nel 2008. A sostenere la versione di Melinda ci sarebbero anche le
diverse foto di Bill Gates accanto a ragazze il cui volto è stato rigorosamente
occultato prima della pubblicazione, immagini che danno forza anche alle sue
esternazioni contro Epstein, rese sempre pubblicamente, senza timore di “essere
intimidita da ragazzi insolenti e arroganti”.
Lei ha sempre affermato di aver incontrato il faccendiere con la passione per i
soldi e le giovani donne solo una volta e di essersi “pentita dal secondo in cui
era entrata da quella porta”. “Era ripugnante, era la personificazione del
demonio. Da allora ho avuto incubi su quell’incontro”. Naturalmente il suo
pensiero, anche nell’ultima intervista, si è rivolto alle ragazze, alle vittime
in modo accorato: “Oltremodo straziante”. “Io ricordo – ha spiegato – quando
avevo la loro età, quando le mie figlie avevano la loro età. Riesco a sentire la
mia tristezza e a guardare a queste ragazze e dire: ‘come è potuto succedere a
queste ragazze?’”. “Noi dobbiamo fare i conti con questa società – ha poi
concluso – nessuna ragazza dovrebbe essere messa nella condizione in cui sono
state messe quelle ragazze da Epstein e da tutto quello che succedeva con tutte
le persone che lo circondavano”. Oggi, a 61 anni, ammette di essere “nel posto
migliore” e di indossare tacchi a spillo “killer” di Valentino. Tradita dal
marito che ammise di aver avuto una relazione con una impiegata di Microsoft nel
2019, oggi Melinda si dice “felice” e il mondo ancora si interroga su come uno
degli uomini più ricchi e potenti del mondo abbia potuto cedere alla seduzione
di un ex ragazzetto di Brooklyn, cresciuto accreditandosi tra i big della terra
e portando loro solo corruzione e fango che ancora mietonoi vittime illustri.
L'articolo “Felice di essere lontana da tutto questo letame”. Le rivelazioni di
Melinda sui rapporti tra Epstein e l’ex marito Bill Gates proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Migliaia di file, oltre tre milioni di pagine pubblicate dal Dipartimento di
Giustizia, tra cui più di duemila video e 180mila immagini, che includono
materiale pornografico. Si tratta della più grande quantità di documenti
rilasciata sul caso Epstein, che il New York Times sta esaminando. Ci sono file
che citano Trump, altri in cui si parla di Bill Gates. Documenti in parte
censurati, ha dichiarato il Dipartimento di Stato, per tutelare le vittime e non
tutelare il presidente. “Non abbiamo protetto Donald Trump, non abbiamo protetto
nessuno”, ha detto il viceministro della Giustizia Todd Blanche. Le autorità
federali, scrive il Nyt, hanno inoltre creato uno schema della cerchia ristretta
di Epstein, con le persone considerate suoi potenziali complici. Tra loro ci
sono la sua ex compagna già condannata Ghislaine Maxwell; il suo avvocato Darren
Indyke; il suo commercialista Richard Kahn; il suo consulente finanziario Harry
Beller; la sua assistente di lunga data Lesley Groff; e Jean-Luc Brunel, morto
suicida in una prigione francese dopo essere stato accusato di stupro.
I documenti che riguardano il presidente Usa – Alcuni dei file che menzionano
Trump sembrano essere segnalazioni inviate agli investigatori in relazione al
caso Epstein, altri sono riferimenti al presidente Usa in articoli di giornale
che sono stati inseriti nei file. Epstein e i suoi amici erano infatti soliti
scambiarsi articoli e anche gli investigatori federali hanno esaminato i
resoconti dei media nell’ambito delle loro indagini. Ci sono anche e-mail che
fanno semplicemente riferimento a Trump: Epstein, ad esempio, discuteva
regolarmente del tycoon, riflettendo anche sulle sue possibilità nelle elezioni
presidenziali del 2016. Trump ha negato qualsiasi illecito in relazione a
Epstein.
La “malattia venerea di Bill Gates e gli antibiotici per Melinda” – Ma a colpire
sono anche i file che riguardano Bill Gates. Il fondatore di Microsoft sarebbe
rimasto contagiato da una malattia venerea dopo esser andato a letto con ragazze
russe: questo il succo di una mail che Jeffrey Epstein avrebbe scritto a se
stesso. Risale al 18 luglio 2013. Epstein attacca Gates per aver rotto
l’amicizia: “Per aggiungere insulto alla ferita mi chiedi ora di cancellare le
mail relative alla tua malattia sessualmente trasmissibile e la tua richiesta di
antibiotici da passare di nascosto a Melinda“, si legge, tra l’altro, nel
messaggio pubblicato dal Daily Mail. Bill Gates e la moglie sono stati sposati
dal 1994 al 2021.
Le “omissioni” del Dipartimento di Stato – Successivamente alla pubblicazione
dei file, il vice procuratore generale americano Todd Blanche ha dichiarato che
di aver applicato “ampie omissioni” ai file. “Le categorie di documenti non
divulgati includono quelli che la legge consente di non divulgare, i fascicoli
che contengono informazioni personali identificabili delle vittime, i fascicoli
personali e medici e fascicoli simili – ha spiegato Blanche – La loro
divulgazione costituirebbe una chiara e ingiustificata violazione della privacy
personale”. “Abbiamo oscurato tutte le donne raffigurate in qualsiasi immagine o
video, ad eccezione di Ghislaine Maxwell. Non abbiamo oscurato le immagini di
nessun uomo, a meno che non fosse impossibile oscurare la donna senza oscurare
anche l’uomo – ha chiarito – A tal fine, tuttavia, e per garantire la
trasparenza, se un membro del Congresso desidera esaminare qualsiasi parte della
produzione in forma non oscurata, è invitato a prendere accordi con il
dipartimento per farlo”.
Blanche ci ha tenuto a ribadire l’impegno del Dipartimento di Giustizia per la
tutela delle vittime. “Il procuratore generale, il direttore dell’Fbi e i nostri
partner in tutta l’amministrazione lavorano duramente ogni giorno per proteggere
i più vulnerabili tra noi con misure di protezione di questa portata – ha
spiegato, ammettendo tuttavia che – gli errori sono inevitabili. Naturalmente,
vogliamo correggere immediatamente eventuali errori di censura che il nostro
team potrebbe aver commesso”. Ha infine reso noto che il Dipartimento di
Giustizia ha creato un indirizzo e-mail per le vittime “per correggere le
omissioni e qualsiasi dubbio, quando opportuno”.
L'articolo Nuovi documenti di Epstein: la malattia venerea di Bill Gates e gli
antibiotici per la moglie Melinda proviene da Il Fatto Quotidiano.