“Promossa come calciatrice?”. La campionessa di biathlon Dorothea Wierer, fresca
medaglia d’argento nella staffetta mista alle Olimpiadi di Milano-Cortina (e che
si è appena ritirata dalle competizioni, come annunciato e promesso), ha
pubblicato un video in cui palleggia con Alessandro Del Piero.
I due, da quanto si apprende, hanno partecipato a un’iniziativa di una nota
marca di abbigliamento sportivo.
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suoi palleggi con Alessandro Del Piero proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Quando giocavamo contro una squadra italiana, sapevamo che era difficile
superarvi in velocità. Che tatticamente eravate solidi e che sarebbe stato
sempre difficile segnare contro di voi”. Nell’ultima puntata di Cbs Sports
Golazo è andata in scena una illuminante discussione tra Thierry Henry e
Alessandro Del Piero sul declino della Juventus. Al termine del match contro il
Galatasaray, che ha permesso ai turchi di passare agli ottavi di Champions
League, l’ex attaccante francese ha chiesto un parere alla leggenda bianconera
sul momento di difficoltà del calcio italiano in generale e nello specifico
della Juve.
“Era sempre difficile fare gol quando giocavamo contro di voi. E quando eravate
in 10 uomini, eravate ancora più forti. Soprattutto parlando della Juve”, ha
detto Henry. Per poi ricordare la sua breve esperienza a Torino: “Ci sono
rimasto solo un anno, ma la prima cosa che ho sentito nello spogliatoio è stata:
‘Ragazzi, non molliamo mai'”. “Cosa pensi sia successo da allora?”, ha chiesto
quindi Henry a Del Piero. Per poi aggiungere: “Perché non vedo più spesso cose
del genere nelle squadre italiane e soprattutto nella Juve? Quando indossi
quella maglia, la senti subito”.
Del Piero ha risposto in maniera molto diretta: “Beh, è successo sicuramente che
sono state fatte scelte sbagliate con alcuni giocatori. E non parlo di giocatori
sbagliati, ma di scelte sbagliate. È diverso”. Secondo l’ex capitano della Juve,
mancano innanzitutto giocatori di personalità nella squadra di Spalletti: “Sei
stato qui solo per un anno, ma sai perfettamente cosa intendo”, ha proseguito
rivolgendosi a Henry. “Lo scheletro della squadra, sai? Hai bisogno di cinque,
sei, sette giocatori che sappiano dove si trovano. Perché la responsabilità che
questa squadra ha – non sto parlando dell’Europa, ma dell’Italia – è grande.
Puoi sentirla davvero ogni giorno in allenamento o quando esci”. Del Piero ha
quindi spiegato che per giocare alla Juve bisogna saper reggere questa
pressione: “E questa è una cosa che se non sei preparato, se vieni colpito,
potresti ritrovarti nella posizione di non essere in grado di dare il massimo.
Ecco cosa intendo”.
La leggenda bianconera, concludendo il suo ragionamento, ha però voluto elogiare
la prestazione della Juventus mercoledì sera: “A proposito di ‘ non mollare
mai’, sai, in particolare abbiamo un altro motto qui, ovvero ‘fino alla fine‘.
Questo genere di cose deriva da generazioni e generazioni, anni dopo anni. E
stasera ci sono andati molto, molto vicini, perché se Zhegrova avesse segnato
quel gol, saremmo qui a goderci un’altra serata. Ma questo è il calcio”, ha
concluso Del Piero. In effetti, la Juventus nonostante un’altra folle espulsione
era riuscita a rimontare il passivo di 5-2 dell’andata e a chiudere il match di
ritorno allo Stadium sul 3-0. Poi è crollata ai supplementari, colpita dai gol
di Osimhen e Yilmaz. Ma ha sfiorato un’impresa da Juve d’altri tempi. Quella che
ricordava appunto Henry.
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risponde alla domanda di Henry sul declino della Juventus proviene da Il Fatto
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Hanno perso i genitori a causa della stessa malattia, Sara e Matteo. Il papà
quando avevano 9 e 10 anni. La mamma da poco tempo. È Sara ad aver scritto a
Maria De Filippi per fare una sorpresa al suo adorato fratello, a C’è Posta per
Te: “Mamma si è fatta in quattro per non farci pesare nulla, nemmeno le sue
lacrime. Abbiamo imparato a vivere così, con il suo amore come punto fermo.
Quando pensavamo che il peggio fosse passato con papà, siamo ripiombati in un
incubo spaventoso: la diagnosi, la stessa di babbo. Davanti a quella storia che
si ripeteva io mi sono arresa subito, tu no, sei andato avanti e hai continuato
a sperare fino all’ultimo”, alcune parole della lettera.
Perché Matteo per Sara è stato ed è una figura importantissima: “Sei la persona
più importante della mia vita, sono qui per ringraziarti per quello che fai per
me. Da quando non c’è papà, sei diventato la mia figura paterna e da quando
anche mamma se ne è andata ti prendi cura di me”. E la sorpresa per Matteo è
stata gigante: Alessandro Del Piero è entrato in studio, con il ragazzo
emozionato tra un “non è vero” e un “mi viene un infarto”.
Commosso, il campione ha abbracciaot Matteo: “Anche a me è mancato il papà, so
quanto è difficile e come Sara sono uno che fatica a esprimere i propri
sentimenti. La vostra storia, vissuta in privato, è bello che venga
sottolineata”. E Matteo ha raccontato: “Mi ha sempre fatto vedere la Juve,
quello che ci univa a guardarla eri tu. Lui era nato nel 1966 e ti ha visto
crescere nella tua carriera. La prima e unica volta allo stadio è stata per
questo, mi ha regalato la maglia della Juve. L’ho visto piangere raramente, una
volta quando hai detto addio alla squadra”. Per Matteo autografi sui poster che
ha in camera e biglietti per un viaggio, da fare insieme a Sara.
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vedere te”, “Anche mio padre è mancato, so quanto è difficile”: Alessandro Del
Piero a C’è Posta per Te proviene da Il Fatto Quotidiano.