A 81 anni Santo Versace ha con ancora tante idee e proposte in testa, ad
iniziare dalla Fondazione che porta il suo nome e che, insieme alla moglie
Francesca De Stefano, avvocatessa, ha istituito nel 2021. La missione, come ha
spiegato a La Stampa, è rivolta “ai fragili, a tutti coloro che soffrono”. Il
sogno? Diventare ministro della cultura e il programma è già tutta nella testa
dell’imprenditore.
“Primo, rendere i nostri musei famosi in tutto il mondo. Tutte le opere d’arte
che abbiamo vanno essere esposte. Non c’è spazio? Ci prendiamo il Quirinale. –
ha affermato -. Spostiamo la presidenza della Repubblica altrove: è inutile per
una sola persona mantenere quella enorme struttura. Il Parlamento anche lo
sposterei: all’Eur. Tutti i ministeri li metterei in periferia, in palazzi
moderni ed efficienti. Un governo di dieci anni di sole donne. E vede come
sistemano tutto”.
Il discorso poi si sposta sulla famiglia e l’azienda: “Sono fuori dal 2018.
Tornare? Se mi chiamassero, valuterei”. I rapporti con la sorella Donatella sono
migliorati: “Ora va meglio. C’è stata una fase in cui, forse, avermi visto come
un padre, ha creato tra noi il conflitto che si crea tra genitori e figli. Era
l’assistente e la sorella minore di un genio”.
“Sono felice della mia vita e mio fratello era felice se io lo ero. – ha
affermato – La moda ha smesso di essere amore ed è diventata lavoro, per me, il
giorno che è stato assassinato. Ho continuato fintanto che ho salvato il
patrimonio e protetto l’azienda: è stato più difficile mantenerla dopo il 15
luglio che costruirla, perché costruirla, avendo accanto un genio, è stato
naturale. Dopo la morte di Gianni ci davano per falliti. Eravamo due cose
imperdonabili: ricchi e calabresi, ma soprattutto calabresi. Fossimo stati di
Biella come gli Zegna, nessuno si sarebbe permesso di insinuare che fossimo
collegati alla ’ndrangheta. Quando andai in tv da Gad Lerner e mostrai i
bilanci, rimasero tutti a bocca aperta. Tanti mi chiesero scusa. Tra ’97 e ’93
avevamo dato allo Stato 250 miliardi di vecchie lire di imposte. Coi bilanci
sempre in attivo”.
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cose imperdonabili: ricchi e calabresi. Mia sorella Donatella Versace? Era
l’assistente e la sorella minore di un genio”: parla Santo proviene da Il Fatto
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