L’escalation delle ultime ore è diventata guerra aperta. USA e Israele hanno
colpito obiettivi strategici in Iran. Teheran ha risposto con il lancio di
missili e droni verso Israele e alcune basi statunitensi nel Golfo. Con gli
aeroporti momentaneamente chiusi e migliaia di voli cancellati, sono diversi gli
sportivi che per lavoro (o in vacanza) sono rimasti bloccati negli Emirati Arabi
Uniti o in Qatar, da Dubai a Doha. Il punto della situazione per quanto riguarda
gli sportivi italiani e non solo.
CUNEO E CISTERNA VOLLEY A DUBAI
Ci sono anche i giocatori (e gli staff) delle squadre di pallavolo del Cuneo e
del Cisterna Volley tra gli italiani presenti in queste ore a Dubai. Entrambe
impegnate nel NAS Sport Tournament (torneo internazionale organizzato negli
Emirati Arabi Uniti) le due squadre si trovano a poche centinaia di metri da
alcune delle zone colpite. “Qui l’aria è pesante, ma stiamo tutti bene”, ha
rassicurato Ivan Zaytsev, opposto ed ex stella della Nazionale italiana. “Non
piacevolissimo trovarsi esattamente nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Grazie per i messaggi, stiamo bene”, scrivono il coach Matteo Battocchio e il
presidente cuneese Gabriele Costamagna.
ROBERTO MANCINI BLOCCATO A DOHA
Teheran ha risposto aprendo un fronte che non si è fermato ai confini
israeliani. Tra le basi americane colpite c’è anche il Qatar. E proprio dalla
capitale Doha arrivano gli aggiornamenti di Roberto Mancini, allenatore
dell’Al-Sadd: “Mi ha chiamato mia mamma, era preoccupata. Le ho detto di stare
tranquilla. Almeno per il momento. C’è un immenso dispiegamento di forze qua nel
Golfo, avevamo paura che succedesse qualcosa. Ci auguravamo che la diplomazia
potesse sciogliere la tensione. Ora speriamo bene. Ha iniziato a suonare
l’allarme del mio cellulare, la scritta era in arabo. Sono arrivati cinque o sei
messaggi. Poco dopo sono iniziate le esplosioni. Eravamo a messa, sono arrivati
gli alert mentre eravamo in chiesa. Dicevano di tornare subito a casa e di non
muoversi da lì”. Insieme a lui c’è un altro italiano, Massimo Maccarona, ex
calciatore che lavora all’interno dello staff di Mancini. “Si vive con un po’ di
preoccupazione. Questa mattina c’è stata una sveglia con un po’ di
bombardamenti, ma fortunatamente sono lontani da noi, anche se la base americana
non è lontanissima e sentiamo qualcosa. Cerchiamo di rimanere qua e mantenere la
calma”.
“Stiamo tutti bene, terrorizzati ma stiamo bene. Aspettiamo solo che ci
riportino a casa!”. Parola di Danilo D’Ambrosio, ex calciatore di Inter e Monza
bloccato a Dubai. Lui si trova in vacanza negli Emirati Arabi Uniti con la
moglie e i due figli piccoli: la sua testimonianza racconta le ultime ore tra il
panico generale e una notte trascorsa nel sottoscala di un amico. Chi invece è
riuscito a tornare in Italia (per una coincidenza) è Mario Balotelli: il
giocatore dell’Al Ittifaq FC di Dubai (del presidente Pietro Laterza) è a casa
da venerdì. “Sarebbe dovuto rientrare qui lunedì, ma così non sarà”.
L’EUROLEGA CANCELLA L’ADIDAS NEXTGEN EUROLEAGUE
Non solo calcio e pallavolo. Come previsto, ovviamente, anche tutte le
competizioni sportive sono state momentaneamente sospese o definitivamente
cancellate. È il caso del torneo di qualificazione Adidas NextGen EuroLeague ad
Abu Dhabi, organizzato dall’Eurolega di basket “con l’obiettivo di garantire la
sicurezza e la protezione di tutti i partecipanti”. Con la gara tra AS Monaco e
Aris Salonicco sospesa sul 19-15, l’organizzazione ha successivamente deciso di
cancellare definitivamente l’evento. Sulla via della sospensione anche il derby
europeo tra Maccabi e Hapoel Tel Aviv, previsto per giovedì 5 marzo. Mentre
l’Hapoel è riuscita a evacuare i giocatori direzione Atene, il Maccabi e il suo
staff sono rimasti bloccati in Israele (mentre gli stranieri sono negli Emirati
Arabi). Infine, il Partizan Belgrado potrebbe fare a meno di Dylan Osetkovski e
Scuoti Milton: i due cestisti, infatti, sono a Dubai. Così come l’intera squadra
della città, in cui gioca anche l’italiano Awudu Abass.
MEDVEDEV E RUBLEV A DUBAI, RUNE A DOHA
Reduci dall’ATP 500 di Dubai, Daniil Medvedev e Andrey Rublev sono anche loro
ora bloccati negli Emirati. Oltre ai due tennisti russi tra i giocatori bloccati
a Dubai ci sono anche Tallon Griekspoor, Marcelo Arévalo, Mate Pavic, Harri
Heliovaara e Henry Patten. Dopo la riunione d’emergenza organizzata dall’ATP, la
raccomandazione è quella di rimanere in albergo. Le testimonianze dirette
arrivano dal giornalista spagnolo del quotidiano Marca Juan Solsona: “L’albergo
è diventato un bunker. Sono stati allestiti dei letti al piano sotterraneo nel
caso in cui l’attacco dell’Iran dovesse intensificarsi. Sono tutti rinchiusi nei
rispettivi alberghi. Tutti i tennisti, l’organizzazione e i giornalisti
accreditati, seguendo le raccomandazioni delle rispettive ambasciate, rimangono
chiusi nel Creekside Hotel, che si trova vicino all’aeroporto e lontano dalle
zone più turistiche di Dubai. Medvedev è l’unico che alloggia al Four Seasons“.
Come confermato dalla madre Aneke, invece, Holger Rune è bloccato a Doha. “È
stata una notte selvaggia – ha raccontato la mamma –. Non riuscivamo a dormire,
vedevamo palle di fuoco nel cielo e abbiamo passato ore a rifugiarci nella hall
dell’hotel. Holger era davvero spaventato“.
L'articolo Due squadre di volley, Roberto Mancini, Awudu Abass: chi sono gli
sportivi italiani (e non) bloccati nel Golfo dalla guerra proviene da Il Fatto
Quotidiano.