Marco Baldini è stato ospite nella puntata di ieri, 16 marzo, de “La Volta
Buona” di Caterina Balivo. Il conduttore e speaker radiofonico ha condiviso
ancora una volta i momenti difficili della sua vita contrassegnati da molti
bassi e problemi sia di salute che finanziari. “Mia mamma ha scoperto i miei
guai dai giornali, mentre mio padre un uomo tutto d’un pezzo viveva con grande
preoccupazione quella situazione, mentre mamma cercava di sdrammatizzare”.
Insomma un equilibrio davvero delicato.
E poi ancora: “Mamma mi ha confessato che poco prima che papà entrasse in coma,
le chiese se avevo sistemato le cose”.
Baldini ha poi condiviso un momento intimo, difficile e intenso durante la
chiacchierata”: Nel momento in cui stavo per farla finita, un barbone ha cercato
di aggredirmi e io mi sono ripreso e ho capito che dovevo riprendermi. L’ho
cercato per ringraziarlo di avermi salvato al vita, ma non l’ho più ritrovato”.
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aggredirmi e io mi sono ripreso e ho capito che dovevo riprendermi”: parla Marco
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La dipendenza dal gioco, le scelte sbagliate che hanno condizionato anche la sua
carriera: Marco Baldini si racconta a Ciao Maschio nella puntata in onda sabato
7 marzo alle 17.05 su Rai1.
LA LUDOPATIA
“L’errore più grosso che ho fatto in vita mia è stato confondere soldi e
successo” spiega Baldini, “pensavo che più soldi hai più sei bravo, più hai
successo. Avevo soldi ma volevo averne di più e mi sono imbucato in affari che
poi ho scoperto essere poco leciti”. La ludopatia, almeno all’inizio, era una
copertura per nascondere altro: “Per mascherare delle grosse uscite di denaro
all’inizio con il mio avvocato inventammo la storia del gioco. Poi, visto che
ero attenzionato, ho dovuto giocare davvero, far vedere che giocavo davvero una,
due, tre, quattro volte” continua Baldini nel salotto di Nunzia De Girolamo.
“Evidentemente avevo già dentro una propensione alla dipendenza: mi è capitata
quella e ci sono caduto dentro, fino a diventare veramente ludopatico“.
L’EPISODIO DELLA BUCA
Baldini racconta anche un episodio drammatico vissuto in quegli anni: “Consegnai
un campione di marche da bollo che credevo vere a delle persone. Mi chiamano per
incontrarci e appena arrivo mi danno uno schiaffo e mi dicono che sono tutte
false. Mi caricano in macchina, mi portano in un campo e mi dicono: scava. Erano
armati. Io scavavo piano e pensavo: adesso arriva il colpo“.
Poi, un’intuizione che gli salva la vita: “A un certo punto mi è scattata una
molla. Ho detto loro che se avessi voluto fregarli avrei dato un campione vero e
poi quelle false, non un campione falso subito. C’è stato un silenzio
interminabile, tre o quattro minuti. Io aspettavo il colpo. Invece uno mi dice:
‘Pischello, molla la pala e sali in macchina’. Mi ero salvato”.
IL TENTATIVO DI SUICIDIO
Infine il racconto del momento più buio della sua vita, quando tutto sembrava
senza via d’uscita: “Nel 2016 ero arrivato al limite. Ci avevo già provato
prima. Quella sera avevo deciso: mi butto dal balcone. Me lo ricordo con una
lucidità totale. Poi la vita, in qualche modo, mi ha rimesso davanti una
possibilità”, conclude.
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campo a farmi scavare una buca. Poi ho avuto un’idea”: il racconto choc di Marco
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