L’apertura verso il bacino del Mediterraneo, il coinvolgimento attivo delle
nuove generazioni e un progetto culturale saldamente ancorato al presente ma con
una lucida visione internazionale. Con queste armi, Ancona ha sbaragliato la
concorrenza, aggiudicandosi ufficialmente il prestigioso titolo di Capitale
italiana della Cultura per l’anno 2028. La proclamazione è avvenuta oggi a Roma,
all’interno della Sala Spadolini del Ministero della Cultura. A svelare il
verdetto è stato il Ministro Alessandro Giuli, coronando un percorso di
selezione che ha visto la città marchigiana mettere d’accordo tutti: la
vittoria, infatti, è arrivata con il voto unanime della giuria presieduta dal
direttore dell’agenzia AdnKronos, Davide Maria Desario.
IL DOSSIER VINCITORE: “ANCONA. QUESTO ADESSO”
A convincere la commissione giudicante — composta da esperti del calibro di Luca
Galassi, Vincenzo Trione, Luisa Piacentini, Vicky Diquattro, Davide Rossi e
Stefano Baia Curioni — è stato un dossier definito “eccellente” e intitolato
significativamente “Ancona. Questo adesso”. Grazie alla vittoria, la città
riceverà dal governo un contributo di un milione di euro. Fondi che serviranno a
tradurre in realtà un programma imponente, strutturato su quattro macroaree
tematiche strettamente legate alla morfologia del territorio: ‘Questo Mare’,
‘Via Maestra’, ‘Adesso Parco’ e ‘Mare Culturale’. Non si tratterà di un semplice
calendario di eventi, ma di un piano di rigenerazione urbana e sociale composto
da oltre ottanta progetti originali e site-specific. Per realizzarli, Ancona ha
chiamato a raccolta firme di assoluto rilievo del panorama artistico e
culturale, tra cui spiccano il premio Oscar per la scenografia Dante Ferretti,
il compositore e produttore Dardust, il collettivo Quiet Ensemble, oltre a
studiosi come Francesco de Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo e Gabriele Tinti.
LA MOTIVAZIONE: I GIOVANI COME PROTAGONISTI
Prima di pronunciare il nome della città vincitrice, il Ministro Giuli ha letto
le motivazioni che hanno spinto la giuria a premiare il capoluogo marchigiano.
Il progetto di Ancona è stato lodato per la sua solidità e coerenza, ma
soprattutto per la capacità di coniugare l’identità locale con una spiccata
dimensione europea. L’elemento di rottura rispetto ai modelli tradizionali è
stato individuato nel target e nelle modalità di fruizione: il piano marchigiano
garantisce un impatto significativo sul tessuto socio-economico, includendo un
pubblico estremamente diversificato. Soprattutto, il dossier ha il merito di
trasformare i giovani da semplici spettatori passivi a veri e propri
“protagonisti” e co-creatori delle iniziative previste.
LE ALTRE FINALISTE E IL PASSAGGIO DI TESTIMONE
Ancona raccoglierà il testimone da L’Aquila, attualmente al centro delle
iniziative come Capitale 2026, e da Pordenone, che deterrà il titolo nel 2027.
La corsa verso il 2028 ha visto il capoluogo dorico superare una concorrenza di
altissimo profilo. Il Ministro Giuli ha tenuto a ringraziare le altre nove città
arrivate in finale, definendo i loro progetti ideali co-vincitori per lo sforzo
e la visione dimostrata. Le realtà che si sono contese il titolo fino all’ultimo
voto, presenti alla cerimonia con i rispettivi sindaci in fascia tricolore,
erano: Anagni (Frosinone), Catania, Colle di Val d’Elsa (Siena), Forlì, Gravina
in Puglia (Bari), Massa, Mirabella Eclano (Avellino), Sarzana (La Spezia) e
Tarquinia (Viterbo). Un patrimonio di idee che, come sottolineato dal presidente
di giuria Desario, dimostra l’esistenza di un’Italia capace di unire visione e
capacità manageriale, desiderosa di “migliorarsi a colpi di cultura”.
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