
Referendum, il primo presidente della Cassazione: “L’autonomia della magistratura resti effettiva. Preoccupati per indebolimento dell’indipendenza”
Il Fatto Quotidiano - Friday, January 30, 2026“La magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale. La preoccupazione della magistratura è quindi volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale“. All’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 in Cassazione, di fronte al capo dello Stato Sergio Mattarella e al ministro della Giustizia Carlo Nordio, il primo presidente della Suprema Corte Pasquale D’Ascola dedica un passaggio esplicito della sua relazione alla riforma della magistratura su cui si terrà il referendum costituzionale a marzo.
D’Ascola – scelto dal Csm a settembre come successore di Margherita Cassano – cita il documento finale approvato lo scorso giugno dall’assemblea generale straordinaria della Cassazione, in cui si esprimeva il “preoccupato auspicio che venga escluso ogni possibile rischio di indebolimento, o solo anche di appannamento, dei principi costituzionali fondanti della giurisdizione, primo fra tutti quello della sua indipendenza in ogni articolazione o componente”. Ma resterà la “professionalità del magistrato”, assicura, “lo schermo contro ogni timore derivante dalla trasformazione del Consiglio superiore della magistratura, presidio dell’indipendenza e autonomia” dell’ordine giudiziario, rivoluzionato dalla riforma Nordio che lo divide in tre organi distinti (uno per i giudici e uno per i pm, più l’Alta Corte disciplnare) togliendo ai magistrati il diritto di eleggere i propri rappresentanti, selezionati per sorteggio. D’Ascola invita inoltre a “coltivare con tenacia un clima di rispetto reciproco e fattiva collaborazione tra le istituzioni, che permetta lo sviluppo di un dialogo pacato e razionale sul futuro della Giustizia”.
In prima fila c’è Mattarella, che come ogni anno fa il suo ingresso solenne nell’Aula Magna del Palazzaccio accompagnato dal primo presidente e dal procuratore generale Pietro Gaeta. Presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa (seduto accanto a Nordio) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. D’Ascola – come già aveva fatto l’anno scorso Cassano – cita i fenomeni criminali che trasformano la società e a cui i giudici guardano “con occhio attento” : “I reati di violenza in danno delle donne con la barbarie dei femminicidi, la trasformazione, fonte di insicurezza e instabilità, del mondo del lavoro, che reca con sé il tragico bilancio di morti e infortuni sul lavoro, la piaga dei suicidi in carcere”.
Il primo presidente rivolge poi l’invito a Nordio a “colmare le carenze di organico del personale amministrativo, ancora molto rilevanti per i continui pensionamenti” e perché i funzionari dell’Ufficio per il processo, “non avendo avuto tempestiva conferma della stabilizzazione, hanno in gran parte preferito dirigersi verso occupazioni più certe e remunerative. Gli uffici giudiziari, Corte di cassazione in testa, sono stati fieri di aver formato migliaia di giovani funzionari laureati, ma meglio sarebbe stato poterli trattenere tutti definitivamente e poterli affiancare ai magistrati”, mentre finora il ministero ha garantito la stabilizzazione solo di una parte.
L'articolo Referendum, il primo presidente della Cassazione: “L’autonomia della magistratura resti effettiva. Preoccupati per indebolimento dell’indipendenza” proviene da Il Fatto Quotidiano.