
Referendum, Travaglio smonta le balle del “Sì” raccontate da governo, giornali e pregiudicati vari. “I padri nobili? Berlusconi e Gelli”
Il Fatto Quotidiano - Friday, March 20, 2026“Per Meloni se vince il No i magistrati mettono in libertà stupratori e pedofili in libertà. Le faccio notare che avevamo arrestato uno stupratore e pedofilo, per di più assassino, ma lo stesso governo Meloni lo ha rilasciato, permettendogli di tornare in Libia con un volo di Stato. Si chiama Almasri“. Ha aperto così il suo intervento il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ieri sera alla fine della serata “La Costituzione è nostra” al Teatro Italia di Roma.
Il direttore del Fatto ha smontato le balle del Sì, a partire dalla supposta – e poi negata – “migliore efficienza della giustizia” – fino al caso Garlasco e alla famiglia nel bosco. Alla fine del proprio intervento, Travaglio ha citato alcuni dei padri costituenti della nostra Costituzione, compreso uno dei discorsi di Benedetto Croce, e in un secondo momento i “ricostituenti” della riforma Nordio, il cui Pantheon (o “padri nobili”) è costituito da: “Licio Gelli, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi”. I politici (da Meloni e Nordio fino a Delmastro e Donzelli), i pregiudicati, vale a dire “Dell’Utri, Cuffaro, Previti, Formigoni, Palamara, Lacerenza”, gli indagati e i giornalisti. E ha concluso: “E poi si meravigliano se c’è chi dice No”.
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