“Non ho particolari aspettative, voglio solo stare bene“. Il primo proposito di
Lorenzo Musetti alla vigilia del Miami Open, secondo Masters 1000 della
stagione. Il 2026 del 24enne carrarino si è fermato lì, ai quarti di finale
all’Australian Open. Stava giocando il miglior tennis della sua carriera e stava
dominando contro Novak Djokovic, prima che un infortunio lo costringesse ad
alzare bandiera bianca ad un passo dalla semifinale, quando era avanti due set a
zero. Djokovic avrebbe poi battuto Jannik Sinner, scrivendo un’altra storia.
Quella di Musetti si è interrotta sul più bello, quando il carrarino sembrava
pronto perfino a sfidare il duopolio di Sinner e Carlos Alcaraz.
Sono passati appena due mesi, nemmeno. Ma riannodare il filo è complicato,
specialmente se di mezzo c’è un infortunio. Musetti è ancora il numero 5 al
mondo, ma ha giocato una sola partita, quando è rientrato alle competizioni la
settimana scorsa in quel di Indian Wells, perdendo però all’esordio. In Florida,
però, dove ha raggiunto gli ottavi di finale nelle ultime due edizioni, è deciso
a cambiare marcia: “Negli anni passati ho sempre sentito di poter fare meglio
qui a Miami, e i risultati lo dimostrano”, ha detto Musetti in un’intervista
realizzata per l’ATP.
A Miami l’obiettivo di Musetti è chiaramente ritrovare condizione e feeling, per
presentarsi poi al meglio al via della stagione sulla terra rossa: il mirino è
puntato su Montecarlo (dal 4 al 12 aprile), dove un anno fa perse in finale
contro Alcaraz. Fu l’inizio di quel percorso che lo ha portato ad avvicinarsi al
trono del tennis, prima del ko a Melbourne. “In Australia stavo giocando il mio
miglior tennis, ed è un peccato che sia andata così. Ero entrato in una specie
di ‘flow’ – ha raccontato il toscano – in cui senti di poter fare qualsiasi cosa
e la palla resta in campo”.
Il punto è riuscire a tornare a quel livello. È una questione fisica, certo, ma
pure mentale: “Ci ho messo del tempo per recuperare dall’infortunio e non è
stato facile, e non è facile ritrovare quel tipo di sensazioni“. Musetti sarà
testa di serie n.4 nel torneo di Miami e dopo il bye del primo turno farà il suo
esordio contro uno tra Rafael Jodar e Yannick Hanfmann. “Qui sento che ogni
giorno mi sto avvicinando alla mia miglior condizione“, ha sottolineato il
carrarino. “Voglio ritrovare il ritmo giusto, sperando di fare più partite
possibili. Penso sia un processo in cui magari basta una partita, un piccolo
dettaglio, per cambiare tutto e trasformare le sensazioni negative in positive.
Spero di vivere quel momento proprio qui a Miami”. Per Musetti è il momento
della ripartenza.
L'articolo La ripartenza di Musetti: “Ero entrato nel ‘flow’ e sentivo di poter
fare qualsiasi cosa. Non è facile ritrovare quelle sensazioni” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tag - Lorenzo Musetti
“La mia preparazione sta andando molto bene. Questo è un posto speciale.
Ovviamente, non aver potuto partecipare l’anno scorso lo rende ancora più
speciale, e speriamo che sia un grande torneo”. Tornare a convincere per
scrollarsi di dosso due mesi complicati in questo inizio di 2026. Jannik Sinner
torna in campo e lo fa a Indian Wells, primo Masters 1000 della stagione.
L’azzurro sfiderà il ceco Dalibor Svrcina nel secondo turno del torneo
americano, dopo il bye al primo turno. Tra i due non ci sono precedenti.
Sinner è reduce dalla sconfitta contro Novak Djokovic in semifinale agli
Australian Open e da quella ai quarti contro Jakub Mensik a Doha. L’altoatesino
deve quindi ripartire e ritrovare una condizione psicofisica che lo scorso anno
lo ha portato ai vertici per un largo periodo. Adesso sarà infatti un momento
favorevole anche per quanto riguarda il ranking: a Indian Wells – e così fino a
maggio, fino agli Internazionali d’Italia – Sinner non dovrà difendere punti
visto che lo scorso anno di questi tempi era stato sospeso per tre mesi per il
caso Clostebol. Sinner non sarà però l’unico italiano a scendere in campo tra
venerdì e sabato. Nella notte tra giovedì e venerdì infatti scenderanno infatti
in campo Matteo Arnaldi e Francesco Maestrelli contro Hijikata, mentre nella
notte italiana successiva toccherà a Matteo Berrettini (che ha vinto al primo
turno), Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli, Luciano Darderi e appunto Jannik
Sinner.
DOVE VEDERE SINNER-SVRCINA IN TV E STREAMING
Il match tra Jannik Sinner e Dalibor Svrcina, in programma nella notte tra
venerdì e sabato, come tutte le altre partite del Masters 1000 di Indian Wells
2026, sarà trasmesso da Sky (canali Sky Sport Uno, Sky Sport Tennis, Sky Sport
Max) e in streaming su Sky Go e Now.
INDIAN WELLS, GLI ITALIANI IN CAMPO
Saranno sei gli italiani impegnati a Indian Wells tra primo e secondo turno.
Nella notte tra giovedì e venerdì – non prima delle 2 – scenderanno in campo
Francesco Maestrelli e Matteo Arnaldi. Il primo (unico azzurro che arriva dalle
qualificazioni) sfiderà Rinky Hijikata nel primo turno, mentre Arnaldi
affronterà McDonald, anche lui qualificato. A distanza di 24 ore toccherà ai big
italiani: Jannik Sinner se la vedrà con il qualificato Dalibro Srvcina, mentre
Matteo Berrettini – dopo aver sconfitto Adrien Mannarino all’esordio – adesso
sfiderà Alexander Zverev in un secondo turno già complicatissimo. Anche Lorenzo
Musetti tornerà in campo dopo i problemi fisici contro Marton Fucsovics, mentre
Flavio Cobolli (testa di serie numero 15) sfiderà Miomir Kecmanovic. Luciano
Darderi attende invece il vincente della sfida tra Maestrelli e Hijikata.
Possibile derby italiano quindi al secondo turno.
* Ore 02:00 di venerdì 6 marzo
– Francesco Maestrelli [Q] – Rinky Hijikata [Q]
– Matteo Arnaldi – Mackenzie McDonald [Q]
* Notte tra venerdì e sabato 7 marzo
– Jannik Sinner [2] – Dalibor Svrcina [Q]
– Matteo Berrettini – Alexander Zverev [4]
– Flavio Cobolli [15] – Miomir Kecmanovic
– Lorenzo Musetti [5] – Marton Fucsovics
L'articolo Indian Wells, quando gioca Sinner: il programma degli italiani |
Date, orari e dove vedere in tv proviene da Il Fatto Quotidiano.
Parte dalla California l’assalto di Jannik Sinner per tornare al numero uno del
mondo. Il torneo di Indian Wells – al programma dal 4 al 15 marzo – è il primo
Masters 1000 della stagione e quindi rappresenta la prima grande occasione
dell’azzurro per accorciare sensibilmente su Carlos Alcaraz nel ranking. In
questo momento sono più di tremila i punti che lo separano dallo spagnolo (per
la precisione 3150), e Sinner non deve difendere punti. Un anno fa infatti il
caso Clostebol ha impedito la sua partecipazione. Ha quindi tutto da guadagnare,
a differenza del rivale murciano, che invece è chiamato a fare i conti con una
cambiale da 400 punti, figlia della semifinale raggiunta nel 2025.
Indian Wells però è anche altro: un modo per riscattare le delusioni di questo
inizio di stagione. La semifinale dell’Australian Open persa contro Novak
Djokovic ha lasciato l’amaro in bocca, così come la sconfitta contro Jakub
Mensik nei quarti di finale del torneo 500 di Doha. Alzare il primo 1000 della
stagione cancellerebbe in un colpo solo i due scivoloni in Australia e Qatar,
ristabilendo un po’ quelle gerarchie sul cemento che questo inizio di 2026 ha
cambiato. Alcaraz non ha solo vinto a Melbourne completando il proprio Career
Grand Slam, ma ha anche dato continuità vincendo il torneo di Doha. Oltre a
tutto questo, Sinner cerca anche di spezzare un piccolo tabù. Indian Wells è
l’unico Masters 1000 sul cemento assente nella bacheca dell’azzurro. Non è mai
andato oltre la semifinale, raggiunta due volte nel 2023 e 2024, sempre
sconfitto dall’attuale numero uno spagnolo.
Il torneo di Sinner inizierà contro James Duckworth o un qualificato. Dalla sua
parte del tabellone anche Ben Shelton (potenziale avversario ai quarti).
Alexander Zverev o Lorenzo Musetti solo in semifinale. Le insidie però possono
arrivare anche da Mensik, Learner Tien, Denis Shapovalov o Karen Khachanov.
In California torna in campo anche Musetti. Il carrarino ha recuperato
dall’infortunio patito all’Australian Open ma la sua condizione fisica è tutta
da testare dopo quasi un mese e mezzo di stop. Indian Wells si pone così come un
appuntamento chiave per ricevere risposte importanti e come una chance per
scalare ancora la classifica mondiale. Il numero 4 del mondo di Zverev è lì a un
passo, lontano appena 150 punti. Sia l’azzurro che il tedesco però non hanno
molti punti da difendere e così è probabile che chi andrà più avanti nel torneo
sarà quello che si porterà a casa la quarta posizione. Musetti ripartirà dai
primi due set dei quarti di finale a Melbourne, quando stava dominando Djokovic
prima del ritiro.
Ci sarà curiosità e attesa infine anche su Flavio Cobolli e Luciano Darderi,
ormai sempre più al centro delle cronache sportive. Entrambi si presentano con
un titolo conquistato la settimana scorsa, rispettivamente nel 500 di Acapulco e
nel 250 di Santiago del Cile. Cobolli è entrato in top 15, vuole consolidata la
posizione e iniziare a porre le basi per tentare l’attacco alla top 10 entro
questa stagione. Darderi invece è alle porte dei primi venti posti al mondo. E
Indian Wells può adesso diventare il luogo per dare ufficialità a un risultato
che solo pochi mesi sembrava improbabile.
GLI ITALIANI IN TABELLONE
PRIMO TURNO
* Matteo Berrettini – Adrian Mannarino
* Matteo Arnaldi – [Q]
* Mattia Bellucci – Gabriel Diallo
SECONDO TURNO
* Jannik Sinner [2] – James Duckworth o [Q]
* Lorenzo Musetti [5] – Marton Fucsovics o [Q]
* Flavio Cobolli [15] – Daniel Altmaier o Miomir Kecmanovic
* Luciano Darderi [20] – [Q] o [Q]
DOVE VEDERE IN TV E STREAMING
Le partite di tennis del torneo di Indian Wells 2026 sono trasmesse in diretta
tv in Italia su Sky Sport e in streaming sulle piattaforme SkyGo e NOW Tv. Gli
incontri sono inoltre trasmessi in streaming sulla piattaforma Tennis TV.
L'articolo Sinner torna in campo, oggi comincia Indian Wells: gli italiani in
tabellone, programma e dove vedere il torneo in tv e streaming proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Non è stato un grande inizio di stagione per Jannik Sinner, ma il tennis
italiano continua a regalare e regalarsi soddisfazioni. Come ogni lunedì,
infatti, si è aggiornato il ranking Atp e c’è subito una grande novità: per la
prima volta nella storia ci sono tre italiani tra i primi 15 del ranking Atp.
Parliamo di Jannik Sinner – che rimane in seconda posizione -, Lorenzo Musetti
al quinto posto e Flavio Cobolli al quindicesimo posto dopo il successo al
torneo di Acapulco. Per lui si tratta del terzo torneo vinto in carriera dopo
Amburgo e Budapest nel 2025.
Tre tra i primi 15, ma anche otto gli italiani in Top 100 nel ranking Atp di
questa settimana. È infatti rientrato tra i primi 100 Mattia Bellucci, che nel
torneo in cui Cobolli ha trionfato, è arrivato ai quarti di finale all’ATP 500
di Acapulco. Il 24enne di Busto Arsizio è risalito di 16 posizioni e adesso
occupa la posizione numero 94. Primo degli azzurri è ovviamente Jannik Sinner,
secondo dietro Carlos Alcaraz. Quinto Lorenzo Musetti, 15esimo Flavio Cobolli e
21esimo Luciano Darderi. Alle loro spalle Lorenzo Sonego (61), Matteo Berrettini
(66), Matteo Arnaldi (85) e Mattia Bellucci (94).
Cobolli è l’ottavo italiano ad aver raggiunto la Top 15 nel ranking Atp nell’era
Open. Per 66 punti, quelli che separano Luciano Darderi (2.104), altro italiano
che ha trionfato in un torneo ma a Santiago, da Francisco Cerundolo (2.170),
fermato in semifinale in Cile, l’Italia non si è risvegliata con quattro
giocatori tra i migliori venti del mondo in singolare maschile per la prima
volta dal 1973, quando è stato introdotto il ranking Atp computerizzato.
LA TOP 10 DEL RANKING ATP
1. (=0). Carlos Alcaraz (ESP) 13.550 punti
2. (=0). Jannik Sinner (ITA) 10.400
3. (=0). Novak Djokovic (SRB) 5.280
4. (=0). Alexander Zverev (GER) 4.555
5. (=0). Lorenzo Musetti (ITA) 4.405
6. (=0). Alex de Minaur (AUS) 4.235
7. (=0). Taylor Fritz (USA) 4.220
8. (+1). Ben Shelton (USA) 4.010
9. (-1). Felix Auger-Aliassime (CAN) 3.950
10. (=0). Alexander Bublik (KAZ) 3.405.
L'articolo Cobolli trionfa ad Acapulco: per la prima volta nella storia tre
italiani in top 15 nel ranking | La nuova classifica Atp proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L’infortunio era inaspettato, almeno per Lorenzo Musetti: “Abbiamo fatto tutti
gli esami e i test prima di iniziare la stagione per vedere e cercare di
prevenire questo tipo di infortuni, e poi dicono che non è venuto fuori nulla,
quindi onestamente non ho parole per descrivere come mi sento adesso e quanto
sia difficile per me questo infortunio in questo momento”. Parla così il
tennista azzurro, in conferenza stampa dopo il ritiro nel match dei quarti di
finale delle Australian Open contro Novak Djokovic.
Per gli italiani collegati alle 5.45 del mattino – colpa del fuso orario
australiano – a sperare un possibile derby italiano tra Sinner e il carrarese,
l’infortunio alla coscia di inizio del secondo set è stato uno shock. Musetti
stava dominando la gara e si dirigeva verso un terzo posto nel ranking che
avrebbe portato a una storica maggioranza tricolore sul podio. E invece, “c’ho
una sfiga ragazzi”, come ha dovuto dichiarare durante il ritiro.
Alle domande dei giornalisti, visibilmente e comprensibilmente deluso, il 23enne
ha fatto chiarezza: “L’ho sentito all’inizio del secondo set. Sentivo che c’era
qualcosa di strano nella mia gamba destra. Ho continuato a giocare, perché stavo
giocando davvero bene, ma sentivo che il dolore aumentava e il problema non si
risolveva”. Dopo aver preso il medical time-out, “mi sono seduto e quando ho
ricominciato a giocare, sentivo ancora di più e il dolore diventava sempre più
forte. Quindi non c’è molto da dire al riguardo”.
Musetti continua: “Non sono un medico, non so se è l’adduttore. Farò tutti gli
esami quando tornerò a casa e vi aggiornerò”. Esprime il pensiero di gran parte
del suo pubblico, poi, quando dice che “oggi ho giocato forse una delle migliori
partite della mia vita, per pesantezza e importanza della partita stessa. Credo
di aver davvero messo in grande difficoltà, dal punto di vista del gioco, un
giocatore che ha vinto più di tutti nella storia del tennis, e questo è
sicuramente qualcosa che mi porterò a casa”. Una lieve consolazione che, però,
“forse mi fa ancora più arrabbiare ripensarci, perché non riesco a capacitarmi
di come sia arrivato questo infortunio, visto tutto il lavoro che sto facendo
per preservarmi e prevenire questa mia fragilità agli infortuni”.
Più che le sue dichiarazioni, a spiegare la partita che stava giocando Lorenzo
Musetti basterebbero quelle dell’avversario Novak Djokovic, uno dei migliori
tennisti della storia. Il serbo ha riconosciuto la superiorità dell’avversario
nel match, affermando che “Musetti era il giocatore migliore in campo” e che,
quindi, avrebbe dovuto vincere.
L'articolo “Avevamo fatto tutti gli esami, non ho parole per descrivere come mi
sento adesso e quanto sia difficile per me”: la frustrazione di Musetti proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Buongiorno Italia“. Questa la frase che Lorenzo Musetti aveva scritto sulla
telecamera del centrale di Melbourne dopo la vittoria agli ottavi degli
Australian Open contro Taylor Fritz. E sembrava essere un “buongiorno” anche
quello di oggi, c’erano tutti i presupposti perché lo fosse. Il carrarino stava
dominando Novak Djokovic ai quarti di finale e aveva vinto i primi due set. “Ne
è valsa la pena”, avrà pensato qualsiasi italiano sveglio dalle 5:45 del mattino
per vedere l’azzurro. Poi la fitta alla coscia su quell’allungo sullo 0-40 e
servizio nel terzo game del terzo parziale e il labiale chiarissimo: “Fisio“.
Musetti ha lo sguardo perso nel vuoto. Sa già che è tutto finito, sul più bello.
Infatti è crollato tutto. Proprio nel momento migliore di Musetti: stava per
battere il re di Melbourne, stava per raggiungere la prima semifinale agli
Australian Open, stava facendo sognare tutta l’Italia per il potenziale derby
contro Jannik Sinner e stava per raggiungere la top 3 nel ranking mondiale,
dietro solo ai due “mostri”, Alcaraz e Sinner appunto.
A nulla è servito l’intervento del fisioterapista: un paio di minuti di
massaggi, ma il linguaggio del corpo di Musetti era emblematico e non lasciava
presagire nulla di buono. Il carrarino è tornato in campo, ha giocato a tutto
braccio il game in risposta, vincendo anche due punti, ma non riusciva nemmeno a
muoversi.
Il riassunto della sua giornata è nel brevissimo dialogo con il suo angolo dopo
un punto ottenuto nel penultimo game giocato. “C’ho una sfiga ragazzi“. Inutile
il “dai, non pensarci” di José Perlas. Musetti ha giocato un altro game da fermo
e poi ha deciso di ritirarsi. Continuare non aveva senso. In semifinale ci va
Novak Djokovic, che a fine gara ha ammesso: “Ero pronto ad andare a casa,
meritava lui di vincere”.
Solo il caso, la sfortuna non hanno voluto regalare a Musetti quella che sarebbe
probabilmente stata la consacrazione definitiva nell’élite del tennis mondiale,
dopo le ottime cose fatte vedere negli ultimi mesi. Ma l’appuntamento è solo
rimandato, perché Musetti è maturo. Tecnicamente, mentalmente e per tenuta
fisica all’interno del match.
È migliorato al servizio, in risposta, ha più coraggio, non si lascia distrarre
da ciò che accade intorno a lui. Caratteristiche che abbinate alla grande
varietà di colpi che ha sempre avuto creano un mix vincente. Adesso è
consapevole dei propri mezzi.
E anche se oggi non è stato un “buongiorno”, questo match ci lascia la certezza
che Lorenzo Musetti è pronto a stare tra i grandi. Il sogno Slam si è spezzato
sul più bello, ma il percorso si è solo interrotto. E chi lo ha visto dominare
Djokovic (seppur non nella sua migliore versione), chi si è goduto quasi due ore
di altissimo tennis sa che non è solo un’illusione. I “buongiorno Italia”
torneranno. Forse non domani, forse non subito. C’è incertezza sull’infortunio.
Ma con questo Musetti, maturo e consapevole, ci sarà da divertirsi.
L'articolo “C’ho una sfiga ragazzi”: stava dominando Djokovic, poi la fitta e lo
sguardo nel vuoto. Così Musetti ha perso tutto con uno scatto proviene da Il
Fatto Quotidiano.
L'articolo Musetti sfida l’eterno Djokovic: in palio la semifinale | Diretta
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jannik Sinner per continuare una striscia aperta di 18 vittorie consecutive nel
torneo dal 2024, Lorenzo Musetti per raggiungere la semifinale per la prima
volta in Australia, la terza in uno slam. L’Italia del tennis torna protagonista
il 28 gennaio, con due azzurri impegnati ai quarti di finale. Jannik Sinner
sfida Ben Shelton, mentre Musetti – dopo la vittoria contro Fritz – se la vedrà
con Novak Djokovic, campione serbo che arriva riposatissimo al match, visto che
agli ottavi è avanzato senza scendere in campo per il forfait di Jakub Mensik.
Entrambi giocheranno alla Rod Laver Arena, il centrale di Melbourne. Musetti –
che sta giocando un torneo fin qui ottimo sia dal punto di vista tecnico che
mentale – scenderà in campo nell’ultimo match della sessione diurna (non prima
delle 4:30), mentre Sinner nel primo della sessione serale, alle 9 italiane. I
due – in caso di vittoria – si incontrerebbero in semifinale. Ma ci sarà tempo
per pensarci.
AUSTRALIAN OPEN, GLI ITALIANI IN CAMPO MERCOLEDÌ
Saranno appunto due gli italiani in campo nella giornata di mercoledì 28
gennaio. E sono anche gli ultimi due rimasti: Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Sinner tornerà in campo sul centrale di Melbourne, la Rod Laver Arena, dalle 9
in Italia: aprirà il programma serale. Lorenzo Musetti sfiderà invece Novak
Djokovic nel terzo match della sessione diurna, sempre sul centrale.
Non prima delle 4:30: [5] Lorenzo Musetti (ITA) – [4] Novak Djokovic (SRB) sulla
Rod Laver Arena
Ore 9:00: [8] Ben Shelton (USA) – [2] Jannik Sinner (ITA) sulla Rod Laver Arena
SINNER-SHELTON, I PRECEDENTI
Quello dei quarti di finale degli Australian Open sarà il decimo confronto tra
Jannik Sinner e Ben Shelton, il quarto in uno slam. I due si conoscono benissimo
e si sono sempre affrontati o su cemento o su erba. Nei nove precedenti il
bilancio è chiaro: otto vittorie per l’altoatesino, solo una per lo
statunitense. L’unica vittoria di Shelton risale al loro primo scontro: al
Masters 1000 di Shanghai, nel 2023, in tre set. Da lì non solo Sinner ha sempre
vinto, ma non ha mai perso nemmeno un set, vincendone ben 17 consecutivi. Sinner
parte con i favori del pronostico, ma su cemento Shelton è avversario temibile e
anche in questo torneo ha fatto vedere ottime cose. L’ultimo precedente risale
al 2025, alle Atp Finals, durante il Round Robin: finì 6-3, 7-6 per Sinner.
MUSETTI-DJOKOVIC, I PRECEDENTI
Non partirà con i favori del pronostico invece Lorenzo Musetti contro Novak
Djokovic. Per più motivi. In primis perché – nonostante l’età avanzi – il serbo
ha vinto per ben 10 volte in carriera gli Australian Open. In secondo luogo
perché arriva freschissimo e riposato al match, avendo speso pochissimo nei
primi tre turni e non essendo sceso in campo agli ottavi per il ritiro di Jakub
Mensik. E l’ultimo motivo – non il meno importante – riguarda i precedenti:
dieci sfide, nove vittorie di Djokovic, solo una di Musetti. L’unico successo
del carrarino risale al 2023, al Masters 1000 di Montecarlo, in tre set. I due
si sfideranno per la quarta volta in uno slam, la prima su cemento dopo le due
al Roland Garros (2021 e 2024) e uno a Wimbledon (2024). L’ultimo precedente
risale alla finale di Atene di qualche mese fa, quando Djokovic vinse in rimonta
e a fine partita comunicò a Musetti che non sarebbe andato alle Atp Finals,
“lasciandogli” il posto.
DOVE VEDERE SINNER-SHELTON E MUSETTI-DJOKOVIC IN TV E STREAMING
L’Australian Open è un’esclusiva di Warner Bros. La sfida tra Jannik Sinner e
Ben Shelton – prevista per mercoledì 28 gennaio alle 9 italiane – così come
tutto l’Australian Open sarà visibile su discovery+ e HBO Max. I canali
Eurosport, dove si vedono tutte le principali partite, sono disponibili su Dazn
e TimVision. Stesse modalità e stessi canali anche per il match tra Lorenzo
Musetti e Novak Djokovic, che comincerà nella notte tra il 27 e il 28 gennaio,
non prima delle 4:30 italiane.
AUSTRALIAN OPEN, IL PROGRAMMA COMPLETO DI MERCOLEDÌ
ROD LAVER ARENA
Dall’1:30
[5] Elena Rybakina (KAZ) – [2] Iga Swiatek (POL)
non prima delle 3:00
[6] Jessica Pegula (USA) – [4] Amanda Anisimova (USA)
non prima delle 4:30
[5] Lorenzo Musetti (ITA) – [4] Novak Djokovic (SRB)
dalle 9:00
[8] Ben Shelton (USA) – [2] Jannik Sinner (ITA)
L'articolo Australian Open, Sinner affronta Shelton e Musetti cerca l’impresa
contro Djokovic: quando giocano gli italiani e dove vederli | Il programma di
mercoledì proviene da Il Fatto Quotidiano.
13 ace, quasi il 90% di punti vinti con la prima palla, una sicurezza nei propri
mezzi diversa rispetto al passato. Nell’élite del tennis mondiale adesso c’è
definitivamente anche Lorenzo Musetti, che ha battuto nettamente Taylor Fritz
(uno che su cemento tira forte) per 3-0 (6-2, 7-5, 6-4) e adesso si prepara ad
affrontare Novak Djokovic ai quarti di finale. Una vittoria in cui Musetti è
rimasto concentrato dall’inizio alla fine, ha trovato continuità con i suoi
colpi migliori e con il servizio. L’azzurro sembra aver fatto uno step in più
rispetto agli anni precedenti, anche se Sinner e Alcaraz, sembrano ancora
distanti.
“Ero davvero concentrato sul mio gioco, su quello che dovevo fare. Non lo
guardavo. Probabilmente è stato questo a fare la differenza tra questo incontro
e altri in cui forse a volte mi concentravo troppo sul mio avversario”, ha
spiegato in conferenza stampa Musetti, che spesso nel corso dei match –
soprattutto in quelli più lunghi – faticava a rimanere sempre in partita e si
lasciava distrarre dall’avversario, dal pubblico e da qualsiasi cosa avesse
intorno.
I miglioramenti di Musetti sono evidenti infatti sia sul piano tecnico che su
quello mentale. Parlando di aspetto puramente tecnico, l’azzurro adesso prova a
essere più propositivo in risposta, ha avanzato la sua posizione di partenza e
di conseguenza sta trovando più incisività con i colpi da fondo. A variare è
sempre stato bravo, adesso lo fa ancora di più (e meglio) perché riesce
maggiormente a comandare gli scambi. E poi il servizio, vera arma in più in
questi mesi.
Da un punto di vista mentale – e qui entra in gioco il prossimo incontro contro
Novak Djokovic ai quarti di finale – Musetti è oggi più concentrato, più
focalizzato sull’obiettivo finale. Pensa meno agli errori commessi (prima
imprecava per un punto perso anche a distanza di diversi minuti), si concentra
più su sé stesso e meno sugli altri, come ha dichiarato in conferenza stampa.
Aspetto che con Djokovic potrebbe fare la differenza. Il serbo arriva
freschissimo al match: primi due match facili contro Martinez e Maestrelli,
quasi tre ore contro Van de Zandschulp e poi il ritiro di Mensik che gli ha
consentito di riposarsi per tre giorni.
“Giocare contro Novak è sempre una sfida, soprattutto qui, dove ha vinto tante
volte. Penso che sarà una partita dura, senza dubbio. Certo, si sente bene. Non
ha mai perso un set. Ha avuto la possibilità di riposare per qualche giorno.
Penso che a questa età sia contento di arrivare ben preparato e rilassato per
questa partita”, ha spiegato Musetti. I precedenti dicono 9-1 per Djokovic. Sarà
l’undicesima sfida tra i due: “Ci conosciamo bene“, ha spiegato il carrarino.
E conoscendolo bene, sa che da Djokovic – soprattutto se il match dovesse
allungarsi – non bisogna mai lasciarsi distrarre. Il serbo – con esperienza e un
po’ di furbizia – quando va in difficoltà usa ogni mezzo per arrivare alla
vittoria: enfatizza piccoli problemi fisici, incita e provoca il pubblico. Ecco
perché adesso – più che mai – per Musetti sarà fondamentale rimanere concentrato
su sé stesso. “Spero di prendermi la mia rivincita, perché l’ultima volta ad
Atene eravamo davvero, davvero vicini. Sento di avere un’altra possibilità ora”.
L'articolo “Non lo guardavo. Probabilmente è stato questo a fare la differenza
rispetto al passato”: Musetti spiega il suo step decisivo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una lezione di tennis. Non si può definire in altro modo la nuova prestazione di
Lorenzo Musetti all’Australian Open. L’azzurro conquista per la prima volta i
quarti di finale a Melbourne superando Taylor Fritz per 6-2 7-5 6-4. Tre set
perfetti, favoriti anche dai problemi fisici che lo statunitense si porta dietro
da un pò di tempo. Adesso per il carrarino ci sarà Novak Djokovic, ai quarti
senza nemmeno scendere in campo per il forfait di Jakub Mensik.
L’ultimo game della partita è stato l’emblema di una sfida dominata da Musetti
dall’inizio alla fine: servizio tenuto a zero, quattro punti, un ace e tre
smorzate consecutive. Confidenza totale, controllo e autorità. L’azzurro ha
giocato un tennis brillante, senza dare punti di riferimento, offrendo sempre
una palla diversa all’avversario. Il tutto condito dai soliti colpi
spettacolari, come lo scambio vinto con doppio tweener o quelli che hanno
prodotto il break nel secondo set sul 6-5, con un passante di rovescio e un
lungolinea di diritto in corsa al termine di uno scambio che ha mandato in tilt
Fritz. Statunitense, va detto, sceso in campo a mezzo servizio per i problemi al
ginocchio e a un fianco. Tanti gli errori e pochi i pericoli.
E poi c’è stato il servizio, la vera arma in più di questa partita dell’azzurro;
quella che ha fatto la differenza cancellando anche le poche situazioni
delicate. Ben tredici gli ace messi a segno. Musetti ha saputo leggere ogni fase
della partita, come all’inizio del terzo set, quando ha approfittato del secondo
parziale appena vinto per piazzare il break che poi si è rivelato decisivo. Un
vero e proprio show che ha esaltato la grande condizione fisica del carrarino.
Le quattro ore e mezzo contro Machac al terzo turno sono state assorbite
completamente.
“Sono molto orgoglioso di me stesso – ha detto l’azzurro nell’intervista in
campo -. Conosco molto bene Fritz, abbiamo già avuto tante battaglie tra noi.
Sono arrivato qui con una mentalità diversa: oggi il mio servizio ha funzionato
molto bene, credo di aver fatto una delle mie migliori performance a livello di
ace della mia carriera, sono molto molto felice”. “Mi sento più maturo in campo
– ha concluso – Voglio continuare a giocare così”.
Prossimo step: Djokovic. Il serbo è nettamente avanti negli scontri diretti
(9-1) ma questo cammino all’Australian Open e soprattutto l’ultimo precedente ad
Atene (perso alla fine però di una battaglia conclusa al terzo set) lasciano
buone sensazioni della vigilia. I miglioramenti di Musetti sul cemento sono
evidenti sotto ogni punto di vista e poi in palio non c’è solo la semifinale e
una possibile sfida contro Jannik Sinner. In ballo c’è anche la terza posizione
mondiale a fine torneo.
L'articolo Musetti dà lezioni di tennis e domina Fritz: “Qui con una mentalità
diversa”. La sfida a Djokovic vale il terzo posto mondiale proviene da Il Fatto
Quotidiano.