“Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova cronometrata a Kiztbuhel,
dandomi un’enorme motivazione, e poi mi ha mandato i complimenti dopo la
vittoria“. Giovanni Franzoni oggi è la grande speranza dell’Italia ai Giochi
Olimpici di Milano-Cortina 2026, ha vinto il superG a Wengen, ma soprattutto ha
trionfato in discesa a Kitzbuhel, su una delle piste più difficili e pericolose
del mondo. Insomma, l’anno in corso è stato quello della sua esplosione nello
sci.
C’è stato però un periodo – o meglio, una gara nello specifico (a San Sicario,
nel 2009) – in cui prendeva quattro secondi da Jannik Sinner, che ha poi scelto
il tennis e oggi è il numero due al mondo. I due sono coetanei (24 anni) e lo
stesso Franzoni – nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport – ha
raccontato il suo rapporto con Sinner, soprattutto da quando si è diffusa la
curiosa storia citata della gara da sci nella categoria Junior.
“Sarò sincero, se non le avessero riproposte i giornali, non mi sarebbero mai
venute in mente. Non ho una grande memoria e poi a quell’epoca ero veramente
scarso e quindi più che agli avversari dovevo pensare a me stesso. Ma quando la
storia è uscita di nuovo, ci siamo messi in contatto su Instagram“, ha rivelato
Franzoni, a proposito del campione italiano di tennis, fresco di eliminazione in
semifinale agli Australian Open. “Non sapete quale onore sia e quanto mi renda
felice essere apprezzato da uno dei più grandi campioni di quest’epoca”.
Sperava di diventare un campione tra i pali stretti dello slalom, oggi è un
astro nascente della velocità. “Quando ho cominciato a sciare avrei voluto
diventare un campione di slalom. Ma quando provi la velocità per la prima volta,
è una sensazione che non ti abbandona più, ti dà qualcosa che ti resta dentro
per sempre. Io a 150 km all’ora mi sento completamente libero”.
Lo sta dimostrando in questi mesi, periodo in cui ha trovato il suo primo podio
in Val Gardena e conquistato anche il superG di Wengen, dove nel gennaio 2023
arrivò un terribile infortunio che ne frenò l’ascesa tra i big. Due tendini
rotti e un’operazione chirurgica. A distanza di due anni – su quella pista – il
trionfo che lo ha lanciato tra i grandi. Poi il capolavoro in discesa a
Kitzbuhel. Due successi in due delle piste più iconiche del circuito sciistico.
La terza è Bormio, dove il 7 febbraio alle Olimpiadi si assegna l’oro nella gara
più attesa, la discesa libera. E dove Franzoni cerca – questa volta sì – la
definitiva consacrazione.
L'articolo “Sinner mi ha scritto un messaggio dopo ogni prova a Kiztbuhel”:
Franzoni racconta come è nato il loro rapporto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Jannik Sinner
La forbice si allarga: 2650 punti dal numero 1 del mondo, che domenica
potrebbero diventare ben 3.350. La sconfitta di Jannik Sinner nella semifinale
dell’Australian Open contro Novak Djokovic non ha solo un peso sportivo o
emotivo, ma ha anche un peso quantificabile e traducibile nel ranking mondiale.
Il piano dell’azzurro di tornare al numero 1 del mondo in tempi brevi si è
complicato di colpo. E questo nonostante Sinner non debba difendere punti da qui
fino ai prossimi Internazionali d’Italia (causa sospensione per il caso
Clostebol nella passata stagione).
Una sconfitta che rappresenta una grande delusione per l’azzurro, al termine di
un torneo in cui si è vista a sprazzi la sua versione migliore. E anche contro
Djokovic è stato così. Sinner ha lottato fino alla fine, il serbo è andato oltre
i propri limiti, ma due palle break sfruttate su un totale di 18 è davvero
troppo poco. A pesare poi sono quelle 8 chance nel quinto set tutte mancate. Per
bravura di Nole certo, ma non solo. Per Sinner alla fine in questo Australian
Open non ci sono state prestazioni al cento al cento. L’unica uscita davvero
convincente è stata nel quarto di finale contro Ben Shelton. Ma anche in quella
occasione, a un certo punto, si era palesato quel leggero calo fisico che già
era emerso contro Luciano Darderi agli ottavi. Momenti gestiti però ottimamente.
Il tutto senza poi considerare la crisi di crampi al terzo turno con Eliot
Spizzirri. Insomma, non è stato assolutamente un torneo insufficiente quello di
Sinner, ma nemmeno un appuntamento giocato ai livelli a cui l’altoatesino ci ha
abituato.
Campione in carica un anno fa, l’altoatesino fermandosi in semifinale perde ben
1.200 punti, con la classifica mondiale che recita 10.300. Il secondo posto è
più che saldo, ma è la distanza da Carlos Alcaraz a farsi adesso pesante. Lo
spagnolo a Melbourne ha fatto meglio rispetto al 2025, ha guadagnato punti e
l’eliminazione di Sinner rafforza tantissimo il suo primato. Adesso il murciano
ha 2.650 lunghezze di vantaggio, a quota 12.950 punti. In caso di vittoria
domenica invece salirebbe a 13.650. Scenari che tuttavia non cancellano le
possibilità di Sinner di tornare numero uno in primavera. La salita si è fatta
solo più ripida.
L’azzurro fino a Roma non avrà punti da difendere, mentre Alcaraz sarà chiamato
a fare i conti con ben 2.340 punti, dovuti soprattutto ai successi al Masters
1000 di Montecarlo e nel 500 di Rotterdam, alla finale nel 500 di Barcellona e
alla semi ad Indian Wells. Lo spagnolo però avrà anche degli slot dove potrà
guadagnare tantissimo, come a Miami e Madrid, entrambi tornei 1000, dove nel
2025 non ha raccolto nulla (fuori al primo turno in Florida e forfait nella
capitale spagnola). Sinner quindi dovrà essere bravo a capitalizzare al massimo
le sue uscite, sperando in qualche passo falso del rivale. Molto difficile ma
non impossibile il sorpasso entro Roma. Più plausibile invece pensare a un
cambio al vertice dopo gli Internazionali d’Italia o al termine del Roland
Garros (in entrambi i tornei Alcaraz arriva da campione in carica e l’azzurro da
finalista).
L'articolo Sinner, e ora? Il divario con Alcaraz si è allargato: la nuova
classifica Atp e la missione di un sorpasso a Roma proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Fa male. Era uno Slam molto importante per me, tenendo conto del contesto, ma
può succedere di perdere. Entrambi abbiamo giocato un ottimo match. Ho avuto
molte opportunità e non sono riuscito a sfruttarle. Questo è il risultato. Fa
sicuramente male”. Così Jannik Sinner in conferenza stampa dopo la sconfitta al
quinto set in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. Un match
strano, che non ha mai avuto un padrone. O meglio, non ha mai dato la sensazione
di averlo. “Non c’è un unico momento in cui la partita è cambiata – sottolinea
il numero 2 del mondo -. Anche nel quinto set ho avuto le mie chance, tante
palle break non trasformate. In alcuni casi lui ha trovato dei grandi colpi“.
Sinner ha avuto un rendimento ottimo al servizio, con 24 ace e percentuali
altissime di prime in campo e di punti con la prima, ma dal quarto set in poi
non ha mai dato la sensazione di comandare gli scambi. Un’anomalia per uno come
lui, che al contrario spesso in queste partite dà il meglio di sé. “Ho preso
delle decisioni diverse e oggi non hanno funzionato. Questo è il tennis. Nel
primo set ho espresso un buon livello, ma è stato un po’ come sulle montagne
russe, ed è andata come è andata”.
Dall’altra parte c’era però un avversario enorme, immortale, eroico. Perché dove
finiscono i demeriti di Sinner, iniziano i meriti (tanti) di Djokovic, che a un
certo punto della gara è sembrato il Nole di qualche anno fa. “Djokovic ha vinto
24 tornei del Grande Slam. Ci conosciamo molto bene, sappiamo come giochiamo.
Non mi sorprende, perché penso che sia il giocatore più grande da molti, molti
anni. Gioca meno tornei a causa della sua età, ma sappiamo anche quanto siano
importanti i tornei del Grande Slam per me, per lui, per Carlos e per tutti”.
Il serbo è infatti ormai alla ricerca del suo 25esimo slam, un obiettivo che
insegue da tempo e che con il passare degli anni potrebbe essere sempre più
difficile da raggiungere: “C’è questa piccola motivazione in più, e lui ha
giocato un ottimo tennis. Spero di prenderla anche come una lezione per capire
su cosa devo ancora migliorare”.
Un match che però lascia l’amaro in bocca a Sinner, visto che ha concretizzato
solo due palle break su 18 e nel quinto set ne ha avute otto, ma senza mai
riuscire a concretizzarne una. “Non dico su tutte e otto le palle break, ma
nella maggior parte di esse ha servito molto bene. Ho avuto le mie occasioni, ho
commesso degli errori, può succedere. Così funziona il tennis. Devo solo fare i
complimenti a Djokovic, sono anche un po’ contento per lui. Anche se è una
sconfitta che fa male”.
L'articolo “Fa sicuramente male. Ho preso decisioni diverse ma non ha
funzionato, così funziona il tennis”: la delusione di Sinner proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Questa sera è forse la più bella della mia carriera in Australia”. Questa
partita Novak Djokovic la bramava con tutto se stesso, la aspettava dal 25
novembre 2023. In quella semifinale di Coppa Davis un ragazzo dai capelli rossi
gli aveva strappato di mano lo scettro, battendolo dopo aver annullato tre match
point. Da allora, Jannik Sinner aveva vinto tutti gli scontri diretti contro
Djokovic: soprattutto, l’onta più grande, lo aveva battuto anche a Melbourne
poche settimane dopo, diventando il nuovo re degli Australian Open. Due anni
dopo, con 38 primavere sulle spalle, è stato ancora Djokovic a far cadere
l’imbattibilità di Sinner sulla Rod Laver Arena, a buttarlo fuori dalla finale
già scritta contro Carlos Alcaraz. Il vecchietto serbo, il tennista più vincente
della storia, può andare ancora a caccia del suo sogno: vincere il 25esimo
titolo Slam, firmare il record dei record, quello che non è mai riuscito neanche
all’australiana Margaret Smith Court in campo femminile.
“Grazie a Jannik per avermi permesso di vincere una partita”, dice Djokovic a
fine partita. Il segnale di quanto lo avessero segnato nel profondo le cinque
sconfitte consecutive contro l’italiano. Involontariamente, anche una verità su
come è andato il match, che in qualche modo Sinner ha regalato al suo
avversario. L’altoatesino ha vinto più punti (152 contro 140) e ha sprecato la
bellezza di 16 palle break, di cui 8 solo nel quinto set. Ma in generale, lungo
tutto l’arco della partita, Djokovic è sembrato spesso sul punto di capitolare,
senza però mai ricevere la spallata definitiva. Un Sinner inspiegabilmente
nervoso e poco lucido gli ha dato sempre la possibilità di rimanere a galla. Il
resto lo ha fatto ovviamente la classe del campione.
“Sinner e Alcaraz giocano a un grande livello, ma non è impossibile batterli.
Anche io so giocare a quel livello“, ha rivendicato ancora Djokovic
nell’intervista in campo dopo l’incredibile vittoria. L’orgoglio è
comprensibile, legittimo. Questa semifinale vinta a 38 anni resterà l’ennesima
opera d’arte che porta la sua firma nella galleria secolare del tennis. Ma ora
la finale sembra una montagna ancora più difficile da scalare: “Ho visto la
partita di Alcaraz, incredibile. È come se avessi vinto, ma lotterò contro il
numero 1 del mondo e spero di avere ancora benzina“, ha sottolineato Djokovic.
È un altro aspetto cruciale, che non va dimenticato: il serbo non sarebbe mai
stato in grado di vincere questa partita al quinto set senza una congiuntura
astrale favorevole, che gli ha permesso di non giocare gli ottavi per il ritiro
pre-partita del suo avversario e di superare i quarti per il ritiro di Lorenzo
Musetti, che era avanti due set a zero e stava dominando. Djokovic quindi è
arrivato alla semifinale riposato come non mai, senza di fatto aver giocato
nell’ultima settimana, al netto delle due ore contro Musetti che di fatto si
sono rilevate un ottimo allenamento. Il Djokovic falloso visto ai quarti ha
lasciato spazio alla sua versione migliore possibile, vista l’età. Difficile
pensare che possa bastare per battere Alcaraz, a meno che lo spagnolo non
finisca nella stessa trappola che oggi ha incartato Sinner.
Tutti discorsi rimandati a domenica. Intanto il dato di fatto è un solo:
Djokovic raggiunge la sua 11esima finale all’Australian Open, la 38esima
considerando tutti i Major, a 38 anni e 255 giorni. Aveva una chance
irrepetibile, l’ha sfruttata. Resta un campione intramontabile, ancora l’unico
baluardo di fronte al dominio della coppia Sinner-Alcaraz. Proverà in qualche
modo a compiere anche l’ultima impresa, quella più grande di una storia sportiva
già leggendaria.
L'articolo “È la sera più bella, Sinner e Alcaraz non sono impossibili da
battere”: l’orgoglio di Djokovic, il 38enne in finale a caccia dello Slam dei
record proviene da Il Fatto Quotidiano.
L'articolo Australian Open, Alcaraz e Zverev al quinto set (con lo spagnolo che
non sta benissimo): poi toccherà a Sinner e Djokovic – La diretta proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Noooo, mamma mia”. Disgustato in volto, quasi inorridito. Jannik Sinner
conquista tutti in campo e fuori durante gli Australian Open. Il tennista
italiano – tra i vari impegni extra tennis – ha partecipato anche a The Hundred,
lo show con Andy Lee e Sophie Monk. Nel programma bisogna indovinare quante
persone, su 100, compiono determinate azioni, soprattutto “insolite”. E alla
domanda sulla percentuale di australiani che spezzano gli spaghetti, Sinner –
che per gli spaghetti “alla Berrettini” aveva già fatto parlare di sé negli
scorsi giorni – d’istinto ha esclamato: “No, mamma mia. Ho una brutta
sensazione”, con espressione del viso non proprio felice. Si sa, in Italia è una
pratica insolita. Motivo per cui Sinner si è subito dissociato – ovviamente tra
le risate – dal gesto.
L’azzurro ha indicato il 44% come percentuale di persone che lo fanno, andando
non distante dalla risposta esatta: 37%. Sophie Monk – sua “rivale” nella
trasmissione – aveva votato con un significativo 80% e ha giustificato così la
sua decisione: “Gli spaghetti sono troppo lunghi, io li spezzo 3 volte”, ha
dichiarato sorridendo, con Sinner inorridito in volto che ha replicato: “Non
commento”. Un’espressione linguistica e un linguaggio del corpo – oltre che
un’ideologia – prettamente italiani da parte di Jannik Sinner.
> ????️ “What percent of Australians break their spaghetti before boiling it?”
>
> ???? “Noooo, mamma mia. I have a tough feeling.”
>
> ????️ “I might even go three ways.”
>
> ???? “I don’t comment.” pic.twitter.com/2bPyGE7sEI
>
> — janniksin archive (@sinnervideos) January 29, 2026
L'articolo “No, mamma mia che brutta sensazione”: Sinner inorridito per gli
australiani che spezzano gli spaghetti – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jannik Sinner contro Novak Djokovic. Atto undicesimo. O atto quinto se parliamo
di semifinali Slam. I due si incontreranno di nuovo venerdì 30 gennaio per la
quarta volta negli ultimi due anni in una semifinale di un torneo così
importante (il loro ranking e il rendimento di entrambi “favorisce” l’incrocio
nel penultimo atto), con in palio la finale degli Australian Open, primo Slam
del 2026. Sinner ha sconfitto Ben Shelton ai quarti, mentre Djokovic ha superato
Lorenzo Musetti a causa del ritiro per infortunio dell’italiano, che conduceva
per 2-0 nel conteggio dei set. Ad attendere il vincitore della sfida tra il
numero due al mondo e il serbo ci sarà chi trionferà nell’altra semifinale – la
prima – tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev.
Entrambe le semifinali si giocheranno ovviamente alla Rod Laver Arena, il
centrale di Melbourne, con la prima semifinale – come prevedibile – che vedrà di
fronte il numero uno al mondo contro il tedesco, reduce da una bella vittoria
contro Learner Tien ai quarti di finale. Alcaraz–Zverev si giocherà nella notte
italiana, mentre Sinner-Djokovic è l’unico match della sessione serale sul
centrale a partire dalle 9:30 italiane.
SINNER-DJOKOVIC, I PRECEDENTI
Quello della semifinale degli Australian Open sarà l’undicesimo confronto tra
Jannik Sinner e Novak Djokovic. In vantaggio nei dieci scontri precedenti c’è
Sinner, che ne ha vinti sei contro i quattro di Djokovic. L’azzurro ha vinto gli
ultimi cinque, mentre Djokovic aveva vinto quattro dei precedenti cinque.
L’ultimo risale all’estate 2025, in semifinale a Wimbledon: in quel caso Sinner
dominò in tre set (6-3, 6-3, 6-4) e si qualificò alla finale poi vinta contro
Carlos Alcaraz.
E a proposito di semifinali slam, sarà la quinta volta che Sinner e Djokovic si
incontreranno a questo punto di un torneo così importante. I precedenti quattro
risalgono a Wimbledon 2023, Australian Open 2024, Roland Garros 2025 e Wimbledon
2025: tutti vinti da Sinner a eccezione di Wimbledon 2023.
* 2021 – Montecarlo, trentaduesimi: Novak Djokovic b. Jannik Sinner 2-0 (6-4,
6-2)
* 2022 – Wimbledon, quarti di finale: Novak Djokovic b. Jannik Sinner 3-2 (5-7,
2-6, 6-3, 6-2, 6-2)
* 2023 – Wimbledon, semifinale: Novak Djokovic b. Jannik Sinner 3-0 (6-3, 6-4,
7-64)
* 2023 – ATP Finals, Round Robin: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 2-1 (7-5,
6-75, 7-62)
* 2023 – ATP Finals, finale: Novak Djokovic b. Jannik Sinner 2-0 (6-3, 6-3)
* 2023 – Coppa Davis, semifinale: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 2-1 (6-2,
2-6, 7-5)
* 2024 – Australian Open, semifinale: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 3-1 (6-1,
6-2, 6-76, 6-3)
* 2024 – Shanghai, finale: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 2-0 (7-64, 6-3)
* 2025 – Roland Garros, semifinale: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 3-0 (6-4,
7-5, 7-63)
* 2025 – Wimbledon, semifinale: Jannik Sinner b. Novak Djokovic 3-0 (6-3, 6-3,
6-4)
DOVE VEDERE SINNER-DJOKOVIC IN TV E STREAMING
L’Australian Open è un’esclusiva di Warner Bros. La sfida tra Jannik Sinner e
Novak Djokovic – prevista per venerdì 30 gennaio alle 9:30 italiane – così come
tutto l’Australian Open sarà visibile su discovery+ e HBO Max. I canali
Eurosport, dove si vedono tutte le principali partite, sono disponibili su Dazn
e TimVision.
AUSTRALIAN OPEN, IL PROGRAMMA COMPLETO DI VENERDÌ 30 GENNAIO
ROD LAVER ARENA
Dalle 2:00
[WC] Olivia Gadecki/John Peers (AUS) – Kristina Mladenovic/Manuel Guinard (FRA)
Non prima delle 4:30
[1] Carlos Alcaraz (ESP) – [3] Alexander Zverev (POL)
Dalle 9:30
[4] Novak Djokovic (SRB) – [2] Jannik Sinner (ITA)
L'articolo Australian Open, tra Sinner e la finale c’è (ancora) Djokovic: quando
giocano e dove vedere il match in tv e streaming | Il programma di venerdì 30
gennaio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Poteva e doveva essere un derby tutto azzurro quello nella semifinale
dell’Australian Open, invece sarà nuovamente Jannik Sinner contro Novak
Djokovic. Il ritiro per infortunio di Lorenzo Musetti ha rimesso il serbo sulla
strada dell’altoatesino verso il tris consecutivo a Melbourne. Un confronto
diventato ormai una sorta di classico negli Slam. Questa infatti sarà la terza
semifinale tra l’azzurro e Nole negli ultimi cinque appuntamenti Major. Prima di
quella che andrà in scena venerdì 30 gennaio, i due avevano giocato l’uno contro
l’altro anche al Roland Garros e a Wimbledon. Tutti precedenti dolci per Sinner,
così come era stata dolce la partita di due anni fa, sempre a Melbourne, sempre
in semifinale. Quando Djokovic era ancora numero 1 del mondo e dominatore del
circuito, mentre l’altoatesino “solo” un giocatore in rampa di lancio.
Sinner è il grande favorito, dopo aver superato senza particolari problemi Ben
Shelton in tre set netti. La crisi fisica avuta contro Eliot Spizzirri al terzo
turno fa ormai parte del passato e la sua condizione pare essere in costante
crescita. Contro Shelton il numero 2 del mondo ha limitato al massimo gli
errori, concesso appena quattro palle break in tutto il match e non ha mai
ceduto il servizio. C’è stato qualche lieve acciacco, ma che non desta al
momento preoccupazione. Sarà il ritmo da fondo campo, ancora una volta, l’arma
principale di Sinner contro Djokovic, insieme a una potenza dei colpi che il
serbo non è mai riuscito a gestire nella passata stagione tra Parigi e Londra.
Fondamentali su cui far valere poi le altre aggiunte tecniche che l’azzurro ha
inserito nel suo gioco, con sempre maggior insistenza, dalla seconda parte del
2025, come le discese a rete e le palle corte. L’altoatesino arriva a questo
appuntamento forte anche di un filotto di cinque successi consecutivi contro
Nole, che ha ribaltato il bilancio negli scontri diretti: 6-4 per l’azzurro. Per
lui inoltre si tratta della sesta semifinale Slam consecutiva. Nell’Era Open,
solo Lendl, Nadal, Djokovic e Federer avevano raggiunto le semi di un Major per
almeno sei tornei di fila.
Cosa potrà fare quindi Nole? Per raggiungere l’undicesima finale in carriera a
Melbourne Djokovic dovrà in primis sperare in un Sinner non al cento per cento,
e poi dovrà trovare la condizione dei giorni migliori: alzare il suo livello,
variare tanto il gioco, accorciare i punti il più possibile. Più si entra nello
scambio, meno possibile avrà Nole di portare a casa il punto. Deve essere
imprevedibile per non far giocare tranquillo Sinner. Il serbo non parte
ovviamente battuto (è pur sempre il numero 4 del mondo, un 24 volte campione
Slam e una leggenda vivente) ma davanti a sé ha una bella montagna da scalare.
Servirà, in definitiva, un Djokovic diverso rispetto a quello visto fino a
questo momento; e soprattutto rispetto alla versione scena in campo contro
Musetti.
QUANDO GIOCA SINNER CONTRO DJOKOVIC: ORARIO E DOVE VEDERLA IN STREAMING
La semifinale tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev dove essere la prima in
programma venerdì 30 gennaio sulla Rod Laver Arena. Non è ancora ufficiale, ma
quasi sicuramente Sinner e Djokovic giocheranno il loro incontro nella sessione
serale, in programma a partire dalle ore 9.30 italiane.
L’Australian Open è un’esclusiva di Warner Bros. La sfida tra Jannik Sinner e
Novak Djokovic sarà quindi visibile sulle piattaforme discovery+ e HBO Max. I
canali Eurosport, dove si vedono tutte le principali partite, sono disponibili
su Dazn e TimVision.
L'articolo Sinner, l’ultimo ostacolo verso la finale degli Australian Open è
ancora Djokovic: il serbo proverà a sorprenderlo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L'articolo Sinner contro Shelton, a breve l’inizio del match | La diretta
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jannik Sinner per continuare una striscia aperta di 18 vittorie consecutive nel
torneo dal 2024, Lorenzo Musetti per raggiungere la semifinale per la prima
volta in Australia, la terza in uno slam. L’Italia del tennis torna protagonista
il 28 gennaio, con due azzurri impegnati ai quarti di finale. Jannik Sinner
sfida Ben Shelton, mentre Musetti – dopo la vittoria contro Fritz – se la vedrà
con Novak Djokovic, campione serbo che arriva riposatissimo al match, visto che
agli ottavi è avanzato senza scendere in campo per il forfait di Jakub Mensik.
Entrambi giocheranno alla Rod Laver Arena, il centrale di Melbourne. Musetti –
che sta giocando un torneo fin qui ottimo sia dal punto di vista tecnico che
mentale – scenderà in campo nell’ultimo match della sessione diurna (non prima
delle 4:30), mentre Sinner nel primo della sessione serale, alle 9 italiane. I
due – in caso di vittoria – si incontrerebbero in semifinale. Ma ci sarà tempo
per pensarci.
AUSTRALIAN OPEN, GLI ITALIANI IN CAMPO MERCOLEDÌ
Saranno appunto due gli italiani in campo nella giornata di mercoledì 28
gennaio. E sono anche gli ultimi due rimasti: Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Sinner tornerà in campo sul centrale di Melbourne, la Rod Laver Arena, dalle 9
in Italia: aprirà il programma serale. Lorenzo Musetti sfiderà invece Novak
Djokovic nel terzo match della sessione diurna, sempre sul centrale.
Non prima delle 4:30: [5] Lorenzo Musetti (ITA) – [4] Novak Djokovic (SRB) sulla
Rod Laver Arena
Ore 9:00: [8] Ben Shelton (USA) – [2] Jannik Sinner (ITA) sulla Rod Laver Arena
SINNER-SHELTON, I PRECEDENTI
Quello dei quarti di finale degli Australian Open sarà il decimo confronto tra
Jannik Sinner e Ben Shelton, il quarto in uno slam. I due si conoscono benissimo
e si sono sempre affrontati o su cemento o su erba. Nei nove precedenti il
bilancio è chiaro: otto vittorie per l’altoatesino, solo una per lo
statunitense. L’unica vittoria di Shelton risale al loro primo scontro: al
Masters 1000 di Shanghai, nel 2023, in tre set. Da lì non solo Sinner ha sempre
vinto, ma non ha mai perso nemmeno un set, vincendone ben 17 consecutivi. Sinner
parte con i favori del pronostico, ma su cemento Shelton è avversario temibile e
anche in questo torneo ha fatto vedere ottime cose. L’ultimo precedente risale
al 2025, alle Atp Finals, durante il Round Robin: finì 6-3, 7-6 per Sinner.
MUSETTI-DJOKOVIC, I PRECEDENTI
Non partirà con i favori del pronostico invece Lorenzo Musetti contro Novak
Djokovic. Per più motivi. In primis perché – nonostante l’età avanzi – il serbo
ha vinto per ben 10 volte in carriera gli Australian Open. In secondo luogo
perché arriva freschissimo e riposato al match, avendo speso pochissimo nei
primi tre turni e non essendo sceso in campo agli ottavi per il ritiro di Jakub
Mensik. E l’ultimo motivo – non il meno importante – riguarda i precedenti:
dieci sfide, nove vittorie di Djokovic, solo una di Musetti. L’unico successo
del carrarino risale al 2023, al Masters 1000 di Montecarlo, in tre set. I due
si sfideranno per la quarta volta in uno slam, la prima su cemento dopo le due
al Roland Garros (2021 e 2024) e uno a Wimbledon (2024). L’ultimo precedente
risale alla finale di Atene di qualche mese fa, quando Djokovic vinse in rimonta
e a fine partita comunicò a Musetti che non sarebbe andato alle Atp Finals,
“lasciandogli” il posto.
DOVE VEDERE SINNER-SHELTON E MUSETTI-DJOKOVIC IN TV E STREAMING
L’Australian Open è un’esclusiva di Warner Bros. La sfida tra Jannik Sinner e
Ben Shelton – prevista per mercoledì 28 gennaio alle 9 italiane – così come
tutto l’Australian Open sarà visibile su discovery+ e HBO Max. I canali
Eurosport, dove si vedono tutte le principali partite, sono disponibili su Dazn
e TimVision. Stesse modalità e stessi canali anche per il match tra Lorenzo
Musetti e Novak Djokovic, che comincerà nella notte tra il 27 e il 28 gennaio,
non prima delle 4:30 italiane.
AUSTRALIAN OPEN, IL PROGRAMMA COMPLETO DI MERCOLEDÌ
ROD LAVER ARENA
Dall’1:30
[5] Elena Rybakina (KAZ) – [2] Iga Swiatek (POL)
non prima delle 3:00
[6] Jessica Pegula (USA) – [4] Amanda Anisimova (USA)
non prima delle 4:30
[5] Lorenzo Musetti (ITA) – [4] Novak Djokovic (SRB)
dalle 9:00
[8] Ben Shelton (USA) – [2] Jannik Sinner (ITA)
L'articolo Australian Open, Sinner affronta Shelton e Musetti cerca l’impresa
contro Djokovic: quando giocano gli italiani e dove vederli | Il programma di
mercoledì proviene da Il Fatto Quotidiano.