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“È stato un grande viaggio, chissà cosa accadrà in futuro”: l’emozione di Djokovic. Alcaraz lo batte e lo ringrazia: “Sei d’ispirazione”
“Chissà cosa accadrà domani, più complicato pensare tra 6 mesi o 12 mesi. È stato un grande viaggio“. La speranza di chi l’ha visto giocare negli ultimi tre giorni è quella di goderselo ancora per un po’. Ma Novak Djokovic non si sbilancia al termine della finale degli Australian Open persa contro Carlos Alcaraz. “Non pensavo di poter essere qui oggi, sono grato a voi per avermi spinto. Credo sempre in me stesso ed è quello che hai bisogno quando giochi a questo livello contro avversari contro Carlos e Jannik.”. Il serbo – avvantaggiato anche dall’aver giocato poco nel torneo (o nulla in alcuni match, come contro Mensik agli ottavi) – è riuscito a tenere un livello altissimo anche in semifinale e finale, dove solitamente negli ultimi tornei dello Slam cedeva senza troppa resistenza ad Alcaraz o Sinner. A sorpresa negli ultimi Australian Open è riuscito a battere Sinner al quinto set e da subito ha provato ad alzare il ritmo contro Alcaraz, salvo poi cedere tra terzo e quarto set. “Complimenti a Carlos, hai giocato un torneo straordinario. Stai ottenendo qualcosa di storico. Ti auguro il meglio per il resto della tua carriera, sei giovanissimo. Ci rivedremo ancora tante volte“, ha proseguito il serbo nell’intervista dopo la partita. “Novak, quello che fai tu mi ispira. Sono onorato di aver condiviso il campo e gli spogliatoi con te, grazie per tutto quello che fai. Sei di grande ispirazione“, ha risposto Alcaraz dopo la premiazione. Il serbo si è poi rivolto a Rafa Nadal, presente in tribuna, con cui c’è stato un simpatico siparietto nel quarto set. Djokovic l’ha visto in prima fila e tra un punto all’altro ha chiesto: “Vuoi giocare, Rafa?“, scatenando le risate del campione maiorchino. “Voglio parlare al leggendario Rafa. È strano vederti in tribuna e non in campo. Sono onorato di aver condiviso il campo con te ed è stato un onore vederti in tribuna. Grazie al pubblico per gli incoragiamenti e la positività che mi avete trasmesso. Ho cercato di darvi del buon tennis”. LE PAROLE DI ALCARAZ Poi è stato il turno di Carlos Alcaraz, che nella sua prima fase del discorso post premiazione ha voluto ringraziare Djokovic: “Sono onorato di aver condiviso il campo e gli spogliatoi con te, grazie per tutto quello che fai”. Successivamente il murciano ha ringraziato il suo team (che come ormai noto da qualche settimana è orfano di Juan Carlos Ferrero) per il lavoro in pre-season e per il traguardo raggiunto. Alcaraz è infatti il più giovane tennista della storia ad aver ottenuto il Career Grand Slam. Come Djokovic, anche lui successivamente si è rivolto a Rafa Nadal in tribuna: “È strano vederti lì Rafa: sono onorato di aver condiviso con te gli allenamenti, vederti è un privilegio. Grazie a tutti coloro che rendono fantastico questo torneo, sono felice di tornare ogni anno”. La prima volta in un torneo dello Slam è sempre speciale e lo è stata anche per Alcaraz, che in Australia non aveva mai vinto: “L’amore che sento in Australia è fantastico, sia dentro che fuori dal campo. Vi ringrazio perché mi avete spinto nei momenti difficili. Non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo”. L'articolo “È stato un grande viaggio, chissà cosa accadrà in futuro”: l’emozione di Djokovic. Alcaraz lo batte e lo ringrazia: “Sei d’ispirazione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Carlos Alcaraz vince gli Australian Open: sfuma il sogno di Djokovic, che cede in 4 set di fronte al più forte
Carlos Alcaraz vince gli Australian Open, l’ultimo Slam che mancava nella sua bacheca. Nella finale di Melbourne, sfuma il sogno di Novak Djokovic di conquistare il 25esimo Major al termine di una finale combattuta forse anche più del previsto. Il 38enne serbo infatti vince il primo set 6 a 2, per poi subire la rimonta di Alcaraz: 6-2, 6-3, 7-5. Nole ha provato la zampata al tramonto del quarto set, ma alla fine ha dovuto cedere di fronte al numero 1 al mondo, che oggi si conferma il tennista più forte. E diventa il più giovane della storia ad aver completato il Career Grand Slam, a soli 22 anni e 272 giorni. Articolo in aggiornamento L'articolo Carlos Alcaraz vince gli Australian Open: sfuma il sogno di Djokovic, che cede in 4 set di fronte al più forte proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sinner, e ora? Il divario con Alcaraz si è allargato: la nuova classifica Atp e la missione di un sorpasso a Roma
La forbice si allarga: 2650 punti dal numero 1 del mondo, che domenica potrebbero diventare ben 3.350. La sconfitta di Jannik Sinner nella semifinale dell’Australian Open contro Novak Djokovic non ha solo un peso sportivo o emotivo, ma ha anche un peso quantificabile e traducibile nel ranking mondiale. Il piano dell’azzurro di tornare al numero 1 del mondo in tempi brevi si è complicato di colpo. E questo nonostante Sinner non debba difendere punti da qui fino ai prossimi Internazionali d’Italia (causa sospensione per il caso Clostebol nella passata stagione). Una sconfitta che rappresenta una grande delusione per l’azzurro, al termine di un torneo in cui si è vista a sprazzi la sua versione migliore. E anche contro Djokovic è stato così. Sinner ha lottato fino alla fine, il serbo è andato oltre i propri limiti, ma due palle break sfruttate su un totale di 18 è davvero troppo poco. A pesare poi sono quelle 8 chance nel quinto set tutte mancate. Per bravura di Nole certo, ma non solo. Per Sinner alla fine in questo Australian Open non ci sono state prestazioni al cento al cento. L’unica uscita davvero convincente è stata nel quarto di finale contro Ben Shelton. Ma anche in quella occasione, a un certo punto, si era palesato quel leggero calo fisico che già era emerso contro Luciano Darderi agli ottavi. Momenti gestiti però ottimamente. Il tutto senza poi considerare la crisi di crampi al terzo turno con Eliot Spizzirri. Insomma, non è stato assolutamente un torneo insufficiente quello di Sinner, ma nemmeno un appuntamento giocato ai livelli a cui l’altoatesino ci ha abituato. Campione in carica un anno fa, l’altoatesino fermandosi in semifinale perde ben 1.200 punti, con la classifica mondiale che recita 10.300. Il secondo posto è più che saldo, ma è la distanza da Carlos Alcaraz a farsi adesso pesante. Lo spagnolo a Melbourne ha fatto meglio rispetto al 2025, ha guadagnato punti e l’eliminazione di Sinner rafforza tantissimo il suo primato. Adesso il murciano ha 2.650 lunghezze di vantaggio, a quota 12.950 punti. In caso di vittoria domenica invece salirebbe a 13.650. Scenari che tuttavia non cancellano le possibilità di Sinner di tornare numero uno in primavera. La salita si è fatta solo più ripida. L’azzurro fino a Roma non avrà punti da difendere, mentre Alcaraz sarà chiamato a fare i conti con ben 2.340 punti, dovuti soprattutto ai successi al Masters 1000 di Montecarlo e nel 500 di Rotterdam, alla finale nel 500 di Barcellona e alla semi ad Indian Wells. Lo spagnolo però avrà anche degli slot dove potrà guadagnare tantissimo, come a Miami e Madrid, entrambi tornei 1000, dove nel 2025 non ha raccolto nulla (fuori al primo turno in Florida e forfait nella capitale spagnola). Sinner quindi dovrà essere bravo a capitalizzare al massimo le sue uscite, sperando in qualche passo falso del rivale. Molto difficile ma non impossibile il sorpasso entro Roma. Più plausibile invece pensare a un cambio al vertice dopo gli Internazionali d’Italia o al termine del Roland Garros (in entrambi i tornei Alcaraz arriva da campione in carica e l’azzurro da finalista). L'articolo Sinner, e ora? Il divario con Alcaraz si è allargato: la nuova classifica Atp e la missione di un sorpasso a Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Carlos Alcaraz
Jannik Sinner
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“Fa sicuramente male. Ho preso decisioni diverse ma non ha funzionato, così funziona il tennis”: la delusione di Sinner
“Fa male. Era uno Slam molto importante per me, tenendo conto del contesto, ma può succedere di perdere. Entrambi abbiamo giocato un ottimo match. Ho avuto molte opportunità e non sono riuscito a sfruttarle. Questo è il risultato. Fa sicuramente male”. Così Jannik Sinner in conferenza stampa dopo la sconfitta al quinto set in semifinale agli Australian Open contro Novak Djokovic. Un match strano, che non ha mai avuto un padrone. O meglio, non ha mai dato la sensazione di averlo. “Non c’è un unico momento in cui la partita è cambiata – sottolinea il numero 2 del mondo -. Anche nel quinto set ho avuto le mie chance, tante palle break non trasformate. In alcuni casi lui ha trovato dei grandi colpi“. Sinner ha avuto un rendimento ottimo al servizio, con 24 ace e percentuali altissime di prime in campo e di punti con la prima, ma dal quarto set in poi non ha mai dato la sensazione di comandare gli scambi. Un’anomalia per uno come lui, che al contrario spesso in queste partite dà il meglio di sé. “Ho preso delle decisioni diverse e oggi non hanno funzionato. Questo è il tennis. Nel primo set ho espresso un buon livello, ma è stato un po’ come sulle montagne russe, ed è andata come è andata”. Dall’altra parte c’era però un avversario enorme, immortale, eroico. Perché dove finiscono i demeriti di Sinner, iniziano i meriti (tanti) di Djokovic, che a un certo punto della gara è sembrato il Nole di qualche anno fa. “Djokovic ha vinto 24 tornei del Grande Slam. Ci conosciamo molto bene, sappiamo come giochiamo. Non mi sorprende, perché penso che sia il giocatore più grande da molti, molti anni. Gioca meno tornei a causa della sua età, ma sappiamo anche quanto siano importanti i tornei del Grande Slam per me, per lui, per Carlos e per tutti”. Il serbo è infatti ormai alla ricerca del suo 25esimo slam, un obiettivo che insegue da tempo e che con il passare degli anni potrebbe essere sempre più difficile da raggiungere: “C’è questa piccola motivazione in più, e lui ha giocato un ottimo tennis. Spero di prenderla anche come una lezione per capire su cosa devo ancora migliorare”. Un match che però lascia l’amaro in bocca a Sinner, visto che ha concretizzato solo due palle break su 18 e nel quinto set ne ha avute otto, ma senza mai riuscire a concretizzarne una. “Non dico su tutte e otto le palle break, ma nella maggior parte di esse ha servito molto bene. Ho avuto le mie occasioni, ho commesso degli errori, può succedere. Così funziona il tennis. Devo solo fare i complimenti a Djokovic, sono anche un po’ contento per lui. Anche se è una sconfitta che fa male”. L'articolo “Fa sicuramente male. Ho preso decisioni diverse ma non ha funzionato, così funziona il tennis”: la delusione di Sinner proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jannik Sinner
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“È la sera più bella, Sinner e Alcaraz non sono impossibili da battere”: l’orgoglio di Djokovic, il 38enne in finale a caccia dello Slam dei record
“Questa sera è forse la più bella della mia carriera in Australia”. Questa partita Novak Djokovic la bramava con tutto se stesso, la aspettava dal 25 novembre 2023. In quella semifinale di Coppa Davis un ragazzo dai capelli rossi gli aveva strappato di mano lo scettro, battendolo dopo aver annullato tre match point. Da allora, Jannik Sinner aveva vinto tutti gli scontri diretti contro Djokovic: soprattutto, l’onta più grande, lo aveva battuto anche a Melbourne poche settimane dopo, diventando il nuovo re degli Australian Open. Due anni dopo, con 38 primavere sulle spalle, è stato ancora Djokovic a far cadere l’imbattibilità di Sinner sulla Rod Laver Arena, a buttarlo fuori dalla finale già scritta contro Carlos Alcaraz. Il vecchietto serbo, il tennista più vincente della storia, può andare ancora a caccia del suo sogno: vincere il 25esimo titolo Slam, firmare il record dei record, quello che non è mai riuscito neanche all’australiana Margaret Smith Court in campo femminile. “Grazie a Jannik per avermi permesso di vincere una partita”, dice Djokovic a fine partita. Il segnale di quanto lo avessero segnato nel profondo le cinque sconfitte consecutive contro l’italiano. Involontariamente, anche una verità su come è andato il match, che in qualche modo Sinner ha regalato al suo avversario. L’altoatesino ha vinto più punti (152 contro 140) e ha sprecato la bellezza di 16 palle break, di cui 8 solo nel quinto set. Ma in generale, lungo tutto l’arco della partita, Djokovic è sembrato spesso sul punto di capitolare, senza però mai ricevere la spallata definitiva. Un Sinner inspiegabilmente nervoso e poco lucido gli ha dato sempre la possibilità di rimanere a galla. Il resto lo ha fatto ovviamente la classe del campione. “Sinner e Alcaraz giocano a un grande livello, ma non è impossibile batterli. Anche io so giocare a quel livello“, ha rivendicato ancora Djokovic nell’intervista in campo dopo l’incredibile vittoria. L’orgoglio è comprensibile, legittimo. Questa semifinale vinta a 38 anni resterà l’ennesima opera d’arte che porta la sua firma nella galleria secolare del tennis. Ma ora la finale sembra una montagna ancora più difficile da scalare: “Ho visto la partita di Alcaraz, incredibile. È come se avessi vinto, ma lotterò contro il numero 1 del mondo e spero di avere ancora benzina“, ha sottolineato Djokovic. È un altro aspetto cruciale, che non va dimenticato: il serbo non sarebbe mai stato in grado di vincere questa partita al quinto set senza una congiuntura astrale favorevole, che gli ha permesso di non giocare gli ottavi per il ritiro pre-partita del suo avversario e di superare i quarti per il ritiro di Lorenzo Musetti, che era avanti due set a zero e stava dominando. Djokovic quindi è arrivato alla semifinale riposato come non mai, senza di fatto aver giocato nell’ultima settimana, al netto delle due ore contro Musetti che di fatto si sono rilevate un ottimo allenamento. Il Djokovic falloso visto ai quarti ha lasciato spazio alla sua versione migliore possibile, vista l’età. Difficile pensare che possa bastare per battere Alcaraz, a meno che lo spagnolo non finisca nella stessa trappola che oggi ha incartato Sinner. Tutti discorsi rimandati a domenica. Intanto il dato di fatto è un solo: Djokovic raggiunge la sua 11esima finale all’Australian Open, la 38esima considerando tutti i Major, a 38 anni e 255 giorni. Aveva una chance irrepetibile, l’ha sfruttata. Resta un campione intramontabile, ancora l’unico baluardo di fronte al dominio della coppia Sinner-Alcaraz. Proverà in qualche modo a compiere anche l’ultima impresa, quella più grande di una storia sportiva già leggendaria. L'articolo “È la sera più bella, Sinner e Alcaraz non sono impossibili da battere”: l’orgoglio di Djokovic, il 38enne in finale a caccia dello Slam dei record proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Match epico agli Australian Open: Alcaraz batte Zverev (e i crampi) in cinque ore e mezza, è in finale. Per il tedesco è l’ennesima caduta sul più bello
Cinque ore e 26 minuti di gioco. 6-5, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. La semifinale degli Australian Open tra Carlos Alcaraz e Alexander Zverev è stata folle. Alla fine vince lo spagnolo, nonostante i crampi nel terzo set. Alcaraz aveva vinto i primi due parziali, ma nel terzo quasi non si muoveva al punto da far pensare quasi a un ritiro. Poi un medical time–out sul 5-4 al terzo (concessione che non è piaciuta ad Alexander Zverev), che ha migliorato ma non di molto la sua condizione. Zverev da lì ha alzato il livello, ha vinto il terzo e il quarto set al tie break, ma è caduto sul più bello. Al quinto set infatti il tedesco ha anche servito per il match sul 5-4, ma ha subito un match da un Alcaraz che ha scovato in fondo al suo corpo delle energie per portare a termine un’impresa epica. Dopo il break sul 5-4, lo spagnolo ha piazzato anche il break decisivo sul 6-5, chiudendo la partita al primo match point. Alcaraz giocherà l’ottava finale Slam in carriera, la prima a Melbourne Park, agli Australian Open. Ora attende il vincitore della sfida tra Sinner e Djokovic. L'articolo Match epico agli Australian Open: Alcaraz batte Zverev (e i crampi) in cinque ore e mezza, è in finale. Per il tedesco è l’ennesima caduta sul più bello proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Proteggete sempre quei due ragazzi, è incredibile”: lo sfogo di Zverev dopo il medical time-out concesso ad Alcaraz
“È incredibile che venga curato per i crampi, li proteggete sempre”. Alexander Zverev non ha preso benissimo la decisione di concedere il medical time–out a Carlos Alcaraz nel terzoset vinto dal tedesco nella semifinale degli Australian Open. Ma riepiloghiamo: Alcaraz aveva vinto i primi due set, ma nel terzo ha iniziato ad accusare i crampi per il caldo e la stanchezza. Ha perso il set al tie–break, ma precedentemente aveva chiesto l’intervento del medico per ricevere le prime cure sul 5-4. Intervento concesso dal supervisor che ha mandato su tutte le furie Alexander Zverev: questo perché non è consentito un medical time-out per crampi. Nel suo sfogo, Zverev ha attaccato duramente la concessione del supervisor, accusandolo di tutelare maggiormente Sinner e Alcaraz rispetto al resto dei giocatori: “È una str*nzata! Proteggete sempre quei due ragazzi“, ha esclamato il tedesco, litigando con il giudice di sedia. L'articolo “Proteggete sempre quei due ragazzi, è incredibile”: lo sfogo di Zverev dopo il medical time-out concesso ad Alcaraz proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sabalenka-Svitolina, gelo tra la bielorussa e l’ucraina agli Australian Open: né foto né stretta di mano. E un labiale sospetto
Prima solida esterna, diritto lungolinea ad aprirsi il campo e diritto incrociato dal centro a chiudere il match. Poi un’espressione sospetta quasi a favor di telecamera che sembra proprio un “f*ck you”. Così la tennista bielorussa Aryna Sabalenka ha chiuso la sua semifinale contro la collega ucraina Elina Svitolina agli Australian Open (6-2, 6-3 in un’ora e 17 minuti di gioco) e sfiderà adesso Elena Rybakina in finale. Una vittoria netta, ma – come preventivabile alla vigilia della sfida – a prendersi la scena è quanto accaduto prima e dopo la partita: le due non avevano fatto la foto insieme e non si sono strette di nuovo la mano. Questa volta a fine match è stata Sabalenka a evitare l’incrocio con l’avversaria, andando diretta a stringerla al giudice di sedia. Nel corso del match, sul maxischermo della Rod Laver Arena era apparso un annuncio: “Al termine dell’incontro, non ci sarà alcuna stretta di mano tra le giocatrici. Apprezziamo il vostro rispetto per entrambe durante e dopo il match”. Svitolina era stata protagonista di un episodio simile già agli ottavi di finale del torneo, dopo aver battuto la russa Mirra Andreeva. Con Sabalenka, invece, c’è già un precedente: le due non si erano strette la mano ai quarti del Roland Garros 2023, quando la bielorussa aveva atteso a rete l’avversaria, che aveva rifiutato il saluto. Questa volta però Sabalenka si è lasciata andare anche a un’espressione colorita nei confronti dell’avversaria. Dopo aver chiuso il match e mentre si dirigeva verso il giudice di sedia, la bielorussa – pescata in primo piano dalle telecamere – ha esclamato un “f*ck you” piuttosto chiaro dal labiale. Svitolina fin dall’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina si è schierata apertamente a difesa del suo popolo con una serie di iniziative umanitarie. Motivo per cui ha spesso protestato in modo simile nel corso dei match contro avversarie russe o bielorusse che ormai da diverso tempo giocano da atleti neutrali, senza bandiera. > Huge congrats to @SabalenkaA she is through to the AO final after a > masterclass against Elina Svitolina. > > This was a high level performance by Sabalenka and cruises into the final > without losing a set! > > Ukraines Svitolina refused to shake Sabalenkas hand.pic.twitter.com/YKxHy4LaAM > > — Pavvy G (@pavyg) January 29, 2026 L'articolo Sabalenka-Svitolina, gelo tra la bielorussa e l’ucraina agli Australian Open: né foto né stretta di mano. E un labiale sospetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“No, mamma mia che brutta sensazione”: Sinner inorridito per gli australiani che spezzano gli spaghetti – Video
“Noooo, mamma mia”. Disgustato in volto, quasi inorridito. Jannik Sinner conquista tutti in campo e fuori durante gli Australian Open. Il tennista italiano – tra i vari impegni extra tennis – ha partecipato anche a The Hundred, lo show con Andy Lee e Sophie Monk. Nel programma bisogna indovinare quante persone, su 100, compiono determinate azioni, soprattutto “insolite”. E alla domanda sulla percentuale di australiani che spezzano gli spaghetti, Sinner – che per gli spaghetti “alla Berrettini” aveva già fatto parlare di sé negli scorsi giorni – d’istinto ha esclamato: “No, mamma mia. Ho una brutta sensazione”, con espressione del viso non proprio felice. Si sa, in Italia è una pratica insolita. Motivo per cui Sinner si è subito dissociato – ovviamente tra le risate – dal gesto. L’azzurro ha indicato il 44% come percentuale di persone che lo fanno, andando non distante dalla risposta esatta: 37%. Sophie Monk – sua “rivale” nella trasmissione – aveva votato con un significativo 80% e ha giustificato così la sua decisione: “Gli spaghetti sono troppo lunghi, io li spezzo 3 volte”, ha dichiarato sorridendo, con Sinner inorridito in volto che ha replicato: “Non commento”. Un’espressione linguistica e un linguaggio del corpo – oltre che un’ideologia – prettamente italiani da parte di Jannik Sinner. > ????️ “What percent of Australians break their spaghetti before boiling it?” > > ???? “Noooo, mamma mia. I have a tough feeling.” > > ????️ “I might even go three ways.” > > ???? “I don’t comment.” pic.twitter.com/2bPyGE7sEI > > — janniksin archive (@sinnervideos) January 29, 2026 L'articolo “No, mamma mia che brutta sensazione”: Sinner inorridito per gli australiani che spezzano gli spaghetti – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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