“Sai che il Santo, questo Santo Remo, ha fatto un miracolo vero. Tutti intonati,
nessuno che ha steccato”. Iva Zanicchi è piacevolmente impressionata dalle
esibizioni dei cantanti in gara al Festival di Sanremo 2026. All’indomani della
prima puntata, ospite di Alberto Matano a Vita in diretta, la cantante commenta
la top 5 della sala stampa (“La classifica mi sta anche bene”) per poi esprimere
un giudizio sui big.
IL PARERE DI IVA ZANICCHI SULLA PERFORMANCE DI ELETTRA LAMBORGHINI
Tutti promossi per l’Aquila di Ligonchio, anche gli insospettabili, come Elettra
Lamborghini. La “twerking queen” è oggetto però di un lapsus da parte di Iva
Zanicchi, che non ricorda il suo nome e scambia un marchio d’auto per un altro:
“Tutti, anche quelli, insomma… per esempio la… stavo dicendo la Ferrari, la
Lomb… aiutami, la Lamborghini!… Era la più intonata, la più quadrata di tutti”
commenta nello studio di Alberto Matano. E ancora: “Ma ti rendi conto questo
Santo cosa ha fatto? Lei mi ha convinto, mi sono meravigliata, intonazione
perfetta, andava a tempo. Ha anche un gran coro che l’ha aiutata”.
LA STANCHEZZA SANREMESE DI ELETTRA LAMBORGHINI
Chissà se queste parole di apprezzamento sono giunte alle orecchie di
Lamborghini, che nelle scorse ore è apparsa piuttosto delusa e demotivata. Se
commentando la performance della prima serata si era detta soddisatta, dopo la
seconda esibizione le cose sono cambiate. Ai microfoni di “Radio2 a Sanremo”,
infatti, ha commentato senza mezzi termini: “Ho fatto ca*are stasera”.
L'articolo “Mi è piaciuta Elettra Ferrari”, il lapsus di Iva Zanicchi su
Lamborghini. “È stata la più intonata, il Santo Remo ha fatto il miracolo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nella puntata di ieri de “La volta buona“, Iva Zanicchi ha raccontato aneddoti
della sua carriera e della vita privata, tra cui il toccante ricordo del
fratello e dello storico compagno, il paragone con Mina e Iva Zanicchi e il
concetto di icona. A riguardo ha esclamato: “Non me ne frega niente! Questa
parola mi fa paura”.
Per Iva il passato è passato e non ci sono malinconie. L’artista ha detto:
“Niente malinconie, posso andare avanti tanti anni. Ho mantenuto la mia ironia,
adoro far ridere, forse avrei dovuto fare la comica. Sul palco i fan mi chiedono
le barzellette”. La cantante ha ricordato con emozione il fratello. Zanicchi ha
raccontato così la perdita più dolorosa della sua vita: “È morto durante il
Covid, era il vero artista di casa. Suonava qualsiasi strumento, scriveva poesie
bellissime ed era un pittore straordinario, a casa ho solo i suoi quadri. Era
come un figlio per me, la mamma me l’aveva affidato. Andavamo in colonia, per me
era una vitaccia perché dovevo badare a lui. Sabato e domenica la merenda era
pane e cioccolato, io non l’ho mai mangiato, lo davo sempre a lui che li dava ai
suoi amici! È sempre stato un grande amore“. E ancora: “Con le mie sorelle c’era
un buon rapporto, ma tanti contrasti. Con mio fratello nessuno screzio. Da
ragazzina mi chiamavano Pinocchio e, nonostante fosse più piccolo di me, mio
fratello mi difendeva sempre. Il dolore più grande è legato alla sua scomparsa
e, subito dopo, a quella del mio compagno Fausto Pinna“.
La cantante ha raccontato gli ultimi momenti trascorsi insieme al fratello: “Io,
lui e mia sorella eravamo ricoverati nello stesso reparto che i medici avevano
soprannominato ‘Reparto Zanicchi’. Siamo entrati col Covid, a me e mia sorella
hanno mandato a casa, mentre mio fratello, dato che aveva ancora la febbre ed
era cardiopatico, lo hanno tenuto lì. L’ho salutato e aveva le lacrime agli
occhi. Arrivo a casa e ricevo una sua telefonata in cui mi ha detto ‘Chiamo te,
sono arrivato alla fine. Ho chiamato te, non i miei figli, perché tu sei come
una mamma per me’. Durante la notte è morto“.
Poi il collegamento con l’inviato a Ligonchio, il paese dov’è nata e cresciuta.
Alcune persone del posto sono intervenute per salutare la cantante, che ha
chiesto subito: “Siete a Ligonchio e non a Vaglie? A Vaglie ho pagato per far
costruire il campanile nuovo!”. Zanicchi ha spiegato di essere nata a Vaglie e
di essere cresciuta tra il paesino natio e Ligonchio. Iva ha aggiunto: “Io sono
“L’aquila di Ligonchio”, con questo accorpamento di comuni sono diventata
l’aquila di Ventasso?”. Iva si è poi rivolta a un’amica in collegamento dal
paese, Sandra. L’artista ha spiegato che la donna ha avuto un’idea, ossia
inserire la frase “paese natio di Iva Zanicchi” sul cartello di benvenuto a
Ligonchio. La cantante ha dichiarato che la proposta è stata bocciata e, con
tono scherzoso, ha minacciato le autorità competenti: “Arrivo eh, vi prendo per
il collo“. E poi: “Non importa, vi amo lo stesso“.
“CON FAUSTO 40 ANNI DI AMORE”
L’ingresso a sorpresa di Tommaso Zorzi ha fatto sorridere Zanicchi, che toccando
i muscoli dell’influencer e quelli del ballerino Samuel Peron, ha detto a
quest’ultimo: “Sembri una mozzarella in confronto”. Iva ha specificato: “Io amo
Samuel, insieme inizieremo una tournee teatrale insieme. I miei figli pensano
che lui sia il mio amante, lo ritrovano sempre per casa”. Riguardo Zorzi,
invece, ha detto: “Ci siamo divertiti molto come opinionisti dell’Isola dei
famosi“. Tommaso ha elogiato Iva, definendola la sua mentore.
L’artista ha raccontato poi la relazione con Fausto: “Non mi ha mai tradita,
eravamo sempre insieme. Ogni tanto forse ha tentato, ma gli stroncavo le corna
subito. Una volta eravamo in un ristorante in Sardegna e c’era una bella donna
che passava davanti a Fausto. Lui la guardava perché era bella. Io gli ho detto
‘Guarda che ti spacco le corna, me ne sono accorta’. La signora è ripassata e io
le ho detto ‘Signora può stare anche seduta perché con lui ci sto io’. Passerò
per maleducata, ma io sono così. Era sempre con me, era molto simpatico”.
Zanicchi ha mandato un bacio e un pensiero al compagno defunto dicendo: “Pippi,
io ti sento vicinissimo ancora“. Poi ha svelato in studio un segreto: “Il
pomeriggio mi sdraio sul divano con i miei cani e dormiamo tutti e tre. Nel
dormiveglia, un giorno ho aperto gli occhi e ho visto Fausto seduto al tavolo.
L’ho chiamato, mi sono svegliata e non c’era. Non bisogna avere paura, anzi.
Prima di andare a dormire metto una mano sul cuscino e lo sento vicino. Sono
stati 40 anni di amore. Prima di lui qualche corna l’ho fatta, da quando l’ho
conosciuto sono stati 40 anni di fedeltà assoluta”. Ha poi ricordato gli ultimi
momenti insieme: “Stava malissimo e mi ha detto ‘Iva, fammi ridere’. Come fai a
far ridere uno che sta morendo? Mi sono spogliata e ho camminato nella stanza.
Lui ha alzato gli occhi al cielo ma non è morto in quel momento”.
Infine, un commento su due rivali e amiche, Mina e Ornella Vanoni. Sulla prima
ha detto: “Mina, tu che sei lassù, lassù in Svizzera! Se c’è stata davvero una
cantante che ho amato, adorato e cercato di imitare, sei tu! Sei una jazzista,
hai una voce incredibile”. Su Ornella Vanoni invece: “Vanoni non aveva la stessa
voce di Mina, ma aveva la sensibilità che arrivava al cuore. Poi c’è Zanicchi
che aveva sia l’una che l’altra. Scherzo!”
L'articolo “La morte di mio fratello il lutto più doloroso insieme a quella del
mio compagno Fausto. Lui non mi ha mai tradita, quando stava male mi ha chiesto
di farlo ridere”: così Iva Zanicchi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il conto alla rovescia per il Festival di Sanremo entra nel vivo e Domenica In
inaugura ufficialmente il clima sanremese con uno spazio interamente dedicato
alla kermesse, che prenderà il via il 24 febbraio. Nel salotto di Mara Venier si
ritrovano alcune icone della musica italiana che hanno segnato la storia del
Festival, tra racconti, aneddoti e momenti di leggerezza, ma anche con un
passaggio che ha destato preoccupazione nel pubblico.
A colpire è stato soprattutto il racconto di Bobby Solo, che ha rivelato di aver
avuto un problema di salute nella notte precedente alla diretta. “Stanotte ho
avuto un malore. Un raffreddore, non riuscivo a respirare. Ero in albergo. Non
so respirare con la bocca e allora alle 3:30 di notte sono andato sotto in
reception”, ha spiegato l’artista, ricostruendo quanto accaduto poche ore prima
di sedersi in studio.
La situazione, fortunatamente, si è risolta senza conseguenze. Bobby Solo ha
raccontato che, grazie all’aiuto dello staff dell’albergo, è riuscito a trovare
una farmacia aperta: “Ne troviamo una aperta che mi hanno dato uno spray per la
voce”. Un intervento tempestivo che gli ha permesso di essere comunque presente
in trasmissione. Accanto a lui, anche Iva Zanicchi ha parlato apertamente delle
proprie condizioni fisiche, scegliendo però il registro dell’ironia. “Un
ricovero di vecchi. Io sto male, lui sta male…”, ha detto sorridendo,
commentando il clima generale in studio. La cantante è arrivata a Domenica In
afona, ma non ha rinunciato a esibirsi davanti al pubblico.
A darle una mano, come ha raccontato lei stessa, è stato Maurizio Vandelli,
presente in studio, che le ha consigliato un rimedio dell’ultimo minuto. Poco
prima di cantare, Zanicchi lo ha ringraziato pubblicamente: “Grazie, perché io
ero un po’ afona, mi ha dato una pastiglia che funziona davvero”. Nel corso
della puntata, Zanicchi ha ripercorso anche il suo legame storico con il
Festival di Sanremo, ricordando le undici partecipazioni complessive e
soprattutto le tre vittorie che l’hanno resa una delle artiste più premiate
della manifestazione: nel 1967 con Non pensare a me, nel 1969 con Zingara e nel
1974 con Ciao cara come stai.
L'articolo “Stanotte ho avuto un malore, non riuscivo a respirare. Ho avuto
paura”: la rivelazione di Bobby Solo a Domenica In. Iva Zanicchi: “Un ricovero
di vecchi. Io sto male, lui sta male…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Iva Zanicchi ha partecipato ai funerali di Ornella Vanoni. Dopo un breve
siparietto coi giornalisti, la cantante e conduttrice televisiva ha definito
Vanoni “la più grande interprete”. “L’ho sentita una settimana fa, mi ha detto
‘smetti di andare in giro con i capelli così lunghi che non stai bene, tagliali
che sei vecchia’. Me li sono tagliati il giorno che è morta”, ha raccontato.
L'articolo Funerali Ornella Vanoni, Iva Zanicchi: “Mi ha detto di tagliare i
capelli perché ero vecchia. L’ho fatto il giorno in cui è morta” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Non ci dormo la notte al pensiero che possano ammalarsi anche loro. Non
riuscirei a perdonarmelo, mi sentirei in colpa per il resto della mia vita”. È
la confessione di Iva Zanicchi, che ha rivelato al settimanale DiPiù la sua
battaglia contro la maculopatia, una patologia degenerativa che le sta
minacciando la vista. L’artista, 85 anni, convive con la consapevolezza di una
malattia che è presente da tempo nella sua famiglia e che non ammette
regressioni.
La maculopatia è infatti una patologia che colpisce la macula, la parte centrale
della retina responsabile della visione nitida e dettagliata. Zanicchi ha
spiegato che la forma che l’ha colpita è ereditaria e che lei la combatte da
quarant’anni. La prognosi, purtroppo, è irreversibile: “Il mio peggioramento è
graduale, lento ma costante. E non c’è la possibilità di migliorare: bisogna
solo adeguarsi e cercare di andare avanti”, ha ammesso. Di recente, la
situazione è peggiorata: “Da qualche settimana una macchia nuova e molto scura
mi ha colpito l’occhio destro, proprio al centro”. La visione centrale è
compromessa, anche se lateralmente riesce ancora a vedere. A ciò si aggiungono i
problemi tipici dell’età, come l’astigmatismo e la miopia.
Il dolore più grande per l'”aquila di Ligonchio” non è tanto la sua condizione,
quanto la paura di aver trasmesso la maculopatia a sua figlia e ai suoi nipoti,
Luca e Virginia. Una paura fondata sulla storia della sua famiglia: “Le mie
sorelle Maria Rosa e Wiria e le mie cugine hanno scoperto di esserne affette
dall’età dello sviluppo”, ha raccontato. Lei e sua madre, Elsa (scomparsa nel
2010), hanno invece manifestato i primi sintomi con l’arrivo della menopausa.
“Li ho già portati a fare le prime visite, li tengo sotto controllo medico e per
ora sta andando tutto bene: non c’è nessun sintomo del problema e spero che non
ci sia mai”.
La malattia ha avuto un impatto anche sulla vita pratica. Il rischio maggiore è
legato alle cadute: “La possibilità di mettere i piedi in un posto sbagliato è
dietro a ogni angolo. E cadere, alla mia età, può essere davvero pericoloso”, ha
spiegato l’artista. Da qui il suo recente incidente nello studio di Belve: “Sono
inciampata e sono caduta, ho picchiato la spalla e il sedere ma non mi sono
fatta nulla per fortuna”.
L'articolo “Non ci dormo la notte al pensiero che i miei nipoti possano
ammalarsi come me. Non riuscirei a perdonarmelo, mi sentirei in colpa per il
resto della mia vita”: la confessione di Iva Zanicchi proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Della sua autobiografia che parla della sua vita attraverso ricette, parla al
Corriere della Sera. Il libro si chiama Quel profumo di brodo caldo, e il motivo
per cui Iva Zanicchi ha deciso di darlo alle stampe non è esattamente il modo in
cui cucina ma un altro: “È che io amo follemente mangiare. Io vivo per mangiare,
a differenza di mia figlia Michela che mangia per vivere. La mia è una fame
ostinata, persistente, costante, insistente. Mi faccio di quei piatti di pasta…
Sai cosa vuol dire mangiare due etti di pasta?”. Insomma, un amore di quelli
puri, parrebbe. E sulle diete confessa: “Ma sì, ogni tanto la faccio. Pure
Michela mi stressa dalla mattina alla sera, mi dice di trattenermi per la
salute, mi tratta come se avessi 80 anni, invece ne sto per compiere 86! Solo
che quando sono a dieta ho l’occhio triste. Quindi con Fausto Leali, che è un
buongustaio anche lui e abita come me in Brianza, ogni tanto ce ne freghiamo e
andiamo a fare di quelle scorpacciate al ristorante. Lo facciamo per lo spirito.
Del resto, io sono nata affamata”.
Il racconto della nascita (“Dopo due figlie femmine, i miei genitori volevano il
maschio, una volta era così. Avevano persino organizzato una festa per la mia
nascita ma quando scoprirono che ero femmina la annullarono. Una crudeltà
inaudita a pensarci oggi. Morale, credo che il vuoto derivato dalla delusione di
mio padre Zeffiro sia diventato il mio e si sia trasformato alla fine in fame”),
quello sulla nonna Armida che imparò a cucinare in Liguria mentre era “a
servizio da una nobile famiglie genovese”, e sulla mamma Elsa, una ‘sfoglina’.
Poi la rivalità presunta con Milva, e la risposta alla domanda se sia stata mai
infastidita da qualche dommento sull’aspetto fisico: “Solo una volta ci rimasi
malissimo quando in un titolo su un giornale usarono l’espressione “la giunonica
Zanicchi”. In realtà ero magrissima, alta, con la vita stretta, ma il seno
abbondante ingannava. Alla fine, comunque, me ne sono sempre fregata”. Piatto
preferito di Zanicchi? “Tutto ciò che si arrotola. Spaghetti o tagliatelle, in
tutti i modi possibile. Aglio, olio e peperoncino. Con il tonno. Con i
pomodorini. Con il ragù, ma solo le tagliatelle: lo spaghetto non sopporta sughi
pesanti. Al doppio burro maestoso, ricetta di mia mamma. Oppure alla poverella,
come mi ha insegnato Marisa Laurito, una specie di carbonara senza guanciale:
cioè pasta condita con due uova a testa appena scottate e tantissimo burro”.
L'articolo “Amo follemente mangiare. Mi faccio di quei piatti di pasta, sai cosa
vuol dire mangiarne due etti? La dieta, ogni tanto sì ma quando la faccio ho
l’occhio triste”: così Iva Zanicchi proviene da Il Fatto Quotidiano.