“Ti faccio una domanda semplice”. “Ok ma parla forte perché non ti sento”.
“Quando hai cominciato a bere te lo ricordi?”. “No”. “Eravamo a Vallombrosa e tu
hai cominciato a bere e fumare lì. Ero ubriaca anche io, e per farti riprendere
dalla sbornia ti ho infilato in una vasca congelata che a momenti muori“. “Però
non sono morto”. Basterebbe questo scambio di battute per sintetizzare il
rapporto unico, fatto di genialità e affetto sincero, tra Ornella Vanoni e Gino
Paoli. Nel giorno in cui la musica italiana piange la scomparsa del cantautore
genovese all’età di 91 anni, il ricordo corre inevitabilmente all’intervista
doppia andata in onda il 29 ottobre 2023 nel salotto televisivo di Fabio Fazio a
“Che tempo che fa“. Un incontro che si è trasformato in un pezzo di storia della
televisione, giocato sul filo dell’ironia e della vecchiaia che cancella i
ricordi.
Durante l’ospitata, organizzata per presentare l’autobiografia di Paoli (“Cosa
farò da grande“, edita da Bompiani), il contrasto tra i due artisti è emerso in
tutta la sua forza. Di fronte alla lucidità della collega, pronta a snocciolare
aneddoti del passato, Paoli ha ammesso candidamente: “Lei si ricorda tutto, io
non mi ricordo un ca...”. Eppure il cantautore ha regalato al pubblico squarci
di un passato a dir poco surreale. Tra questi, l’episodio di una foca comprata
nel negozio di animali di un amico, che Paoli voleva tenere nella vasca da bagno
della sua camera d’albergo. Di fronte alle accese proteste del titolare della
struttura, l’artista fu costretto a un compromesso: scambiare la foca con due
pinguini, per aggirare il fermo divieto del portiere.
Il dialogo ha toccato anche l’analisi dei brani che hanno fatto la storia della
musica italiana. Interpellato da Fazio sul significato de “Il cielo in una
stanza”, descritto dal conduttore come il racconto del momento del piacere,
Paoli si è rivolto direttamente alla platea: “Riesci a farti spiegare cos’è il
momento dell’amore che si chiama orgasmo? Nessuno lo sa spiegare, è una cosa
inesprimibile”. Per rendere l’idea, l’autore ha iniziato a tracciare dei cerchi
concentrici nell’aria con la mano, sotto lo sguardo perplesso di Ornella Vanoni,
cercando una similitudine visiva: “È… come quella che c’è nelle conchiglie”. A
toglierlo dall’impaccio ci ha pensato Fazio suggerendo il termine “un’ellisse”,
trovando l’immediata approvazione del cantautore.
Riguardo alla stessa canzone, portata al successo da Mina, Paoli ha voluto
chiarire una dinamica storica: “Il cielo in una stanza non è dedicata a Mina,
lei l’ha presa di forza e l’ha fatta”. Una rivelazione che ha scatenato la
reazione pragmatica della Vanoni: “Brava… ecco, io sono arrivata 5 minuti dopo.
Magari arrivando prima…”. Se con Mina fu un’appropriazione artistica, con
Ornella Vanoni nacque invece un ritratto su misura. Paoli ha raccontato la
genesi estemporanea di “Senza fine”: “Ero in una saletta della Ricordi al
pianoforte, Ornella arriva, si affaccia alla porta e mi chiede ‘Ma tu me la
scriveresti una canzone?’ e io gli rispondo di sì. Dopo un po’ torna e mi chiede
‘Allora me l’hai scritta?’. E gli dico ‘Sì, l’ho scritta’”. Una promessa
mantenuta in tempo reale: “Ed era vero. La musica l’avevo composta in quel
momento. È un ritratto di lei…”.
L'articolo “Volevo tenere una foca nella vasca dell’hotel, fui costretto a
scambiarla con due pinguini. L’orgasmo? È… come quella che c’è nelle
conchiglie”: l’esilarante botta e risposta tra Gino Paoli e Ornella Vanoni
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Ornella Vanoni
Gino Paoli se n’è andato all’età di 91 anni. Così, ricevendo in una affollata
Aula Magna della Statale di Milano, la laurea honoris causa magistrale in
Musica, Culture, Media e Performance, Ornella Vanoni, morta pochi mesi fa,
ricordava il suo incontro con il cantautore descrivendolo come un momento che le
ha cambiato la vita.
“Vedendo un ragazzo bruttino che suonava malino, gli ho detto ‘mi scriveresti
una canzone?’, lui mi ha detto sì, ed era Paoli”, raccontò Vanoni ricevendo la
laurea. In platea ad applaudirla numerosi studenti ma anche amici tra cui
Mahmood, Samuele Bersani, Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Mario Lavezzi e
Liliana Segre.
L'articolo Gino Paoli morto, l’elogio di Ornella Vanoni: “La mia vita è cambiata
incontrandolo. Era un ragazzo bruttino e gli ho detto ‘mi scriveresti una
canzone?'” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Senza fine, Tu sei un attimo senza fine, non hai ieri, non hai domani…Tutto è
ormai nelle tue mani, mani grandi. Mani senza fine”. Suonano malinconiche ma
anche ricche d’amore le parole di “Senza Fine”, scritta da Gino Paoli – morto
oggi 24 marzo all’età di 91 anni – per Ornella Vanoni nel 1961. Il loro amore è
stato intenso, l’amicizia che ne è seguita anche, fatta di complicità,
trasparenza e sincerità. Quando è morta Ornella Vanoni, il 21 novembre 2025, il
silenzio di Paoli è stato assordante. Un cuore nero è stato il commento per la
dipartita della sua grande amica. Ma della coppia musicale straordinaria,
entrambi hanno segnato la musica italiana per sempre, rimane tutto. Le loro
canzoni, i loro tour insieme, gli scherzi.
La già citata “Senza Fine” è un quadro perfetto che descrive una relazione
unica. Il brano nasce nel 1961 proprio quando la coppia è unita, un sentimento
nato non all’improvviso ma piano piano con la conoscenza e lo scambio culturale.
La canzone è la celebrazione delle mani dell’artista che definiva “grandi,
bellissime”.
I due si incontrano per la prima volta nel 1960 al Bar Jamaica. Un segno del
destino li unisce già sono entrambi nati a settembre del 1934: lei il 22, lui il
23. Entrambi erano legati all’etichetta Ricordi: da quel momento nasce non solo
una collaborazione professionale, ma anche una relazione sentimentale intensa.
Paoli, già sposato in quel periodo, scrive per Ornella alcuni dei suoi brani più
importanti, come “Senza fine” e “Che cosa c’è”
Nell’intervista a Il Corriere della Sera, Vanoni racconta: “Gino non aveva i
soldi neanche per il biglietto del tram; così andavamo sempre a piedi, io gli
trotterellavo dietro con i tacchi a spillo, sfinita. Fino a quando, appoggiati a
un muretto, gli chiesi: ‘Ma tu sei frocio?’. Rispose: ‘No, perché?’. E io: ‘Mi
avevano detto così’. E lui: ‘A me invece hanno detto che tu sei lesbica, canti
male e porti male…’.Siamo scoppiati a ridere. E ci siamo dati il primo bacio'”.
Sebbene Ornella Vanoni lo amava, ha sposato Ardenzi. “Quando è scoppiato l’amore
con Gino Paoli, – ha ricordato Vanoni – lui era sposato e io mi sono sposata
poco dopo. Una sofferenza tremenda, altro che scandalo”.
La loro collaborazione professionale non si esaurisce con la fine della
relazione sentimentale. Paoli e Vanoni continuano a duettare e a esibirsi
insieme. Esce, tra le altre produzioni, l’album live “Insieme”, pubblicato nel
1985, che raccoglie molti dei loro pezzi più famosi, come “Senza fine”, “Che
cosa c’è”, “L’appuntamento” e “Non andare via”.
Più concreto Paoli sull’ex compagna aveva dichiarato a Il Corriere della Sera:
“La Vanoni mi ha tolto le belinate del sesso con la colpa… Che poi su ognuno di
noi giravano voci senza senso”. Una coppia che rimarrà senza fine.
L'articolo “Gino Paoli non aveva i soldi nemmeno per il tram. Così gli
trotterellavo dietro con i tacchi a spillo, sfinita”. Il legame con Ornella
Vanoni fatto di amore vero e amicizia sincera proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ho amato anche più del necessario, ho fatto il dovuto e lo straordinario”. Con
queste parole di Ornella Vanoni ieri sera, 18 gennaio, si è concluso l’evento
musicale “Ornella Senza Fine“, in onda sul Nove. Ma quello che si è consumato
non è stata solo una magnifica serata di musica e parole, ma anche una lezione
di vita. Ornella Vanoni ha lasciato una grande eredità con le sue canzoni, ma
soprattutto con la sua vita vissuta sulle montagne russe dei sentimenti.
L’elemento fondamentale per l’essere umano è e rimane la libertà. Libertà di
amare, di sbagliare, di inciampare e di rialzarsi nel momento giusto. Fabio
Fazio con Luciana Littizzetto e il suo team di “Che Tempo Che Fa” hanno fatto un
lavoro che va al di là dei tecnicismi televisivi. È raro che una emozione
abbatta la quarta parete della televisione ormai diventata asettica. E ieri è
accaduto, questo anche grazie a molti dei colleghi ed amici intervenuti per
rendere omaggio alla grande artista.
Sulle note di “Senza Fine” è stato Marco Mengoni ad aprire la serata. Un inizio
elegante, in salsa jazz con una delle canzoni più belle della storia della
musica italiana. L’accoppiata Paolo Fresu-Mengoni strepitosa. La bellezza della
musica e di Ornella che commuovono sempre. “Gino questa canzone l’ha composta
per me, ma non trovava le parole giuste. Un giorno è venuto da me con le mani
piene di foglietti e mi ha detto ‘scegli tu’. Io ho scelto le parole che mi
somigliavano di più”. Questa la spiegazione di Ornella sulla celebre canzone,
letta dal nipote Matteo.
Loredana Bertè struggente già con l’incipit “è uno di quei giorni che ti prende
la malinconia”. La voce potentissima di Annalisa, l’interpretazione minimal e
intensa di “Una ragione di più” ad evidenziare ogni parola e l’importanza del
testo scritto nel 1970, ma sempre attuale… Con il rosso che Ornella amava molto.
Non poteva mancare Virginia Raffaele. Quello tra l’attrice e Ornella Vanoni è
stato un intreccio artistico, al di là dell’imitazione. La Raffaele aveva colto
la grande ironia e la libertà della grande artista, spingendole ancora più in
altro. Da uno dei dischi più belli della storia della musica, l’omaggio di
Fiorella Mannoia con Toquinho con “La voglia la pazzia”. Sia la Mannoia che la
Vanoni sono accomunati dall’amore per la musica brasiliana e il Brasile “A
questo punto Buonanotte all’incertezza”…
“Sant’Allegria” nella versione di Mahmood con la Vanoni è un piccolo gioiello.
Ornella Vanoni era pazza di lui: “Questo ragazzo qui lo amo, è come se lo
conoscessi da sempre”. Bello il momento in studio con la voce fuori campo della
grande interprete. Poi il momento tanto atteso. “Cantante, artista e donna
libera“. La città di Milano alla presenza del sindaco Sala e dell’Assessore
Sacchi ha dedicato così con una targa l’aiuola che si trova davanti al Piccolo
Teatro Strehler.
“Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già…” Paolo Fresu alla tromba ha
omaggiato la sua amica Ornella su una delle sue canzoni più iconiche
“L’appuntamento”. Lo aveva fatto al suo funerale e questa sera provoca la stessa
emozione. Poi la preziosa Elisa ha fatto da cornice a un momento di struggente
commozione.
Un addio generoso, ricco d’amore e di dolcezza. “Ti lascio una canzone” è uno
dei brani più belli di Gino Paoli che solo lui e Ornella sapevano rendere
magica, specie insieme. Gianni Morandi è riuscito a farne un omaggio in punta di
piedi pieno di affetto. La letterina di Luciana Littizzetto tutta dedicata ad
Ornella nel ricordarla per le sue interminabili telefonate, con ironia e
affetto. “E se lassù non riesci a dormire, chiedi pure perché qualcuno che sa
rollare, lo trovi sicuro”, ha chiosato l’attrice.
Il Piccolo Teatro Grassi, dove Vanoni ha mosso i primi passi come attrice, apre
le porte per un omaggio collettivo tra attori da Lella Costa a Angela
Finocchiaro con al piano Paolo Jannacci. Ovviamente la canzone scelta è “Ma Mi“.
Un bellissimo gesto simbolico. “Imparare ad amarsi” è la bella canzone firmata
con Bungaro e Pacifico, una delle più belle della Vanoni. Interpretazione
vibrante di Emma che ne ha sottolineato l’importanza delle parole.
“Rossetto e cioccolato” è una delle canzoni più iconiche del repertorio della
Vanoni. Sensuale e ironica: “La gola è soddisfatta e nella stanza il cielo. Si
fa così per cominciare il gioco”. Brava Malika Ayane a farla “sua”. Non facile.
Il più grande regalo che Ornella Vanoni ha ricevuto, musicalmente parlando,
negli ultimi ani è stato “Un sorriso dentro al pianto”, la canzone più bella
scritta da Francesco Gabbani. Molto bello il duetto con Noemi, già proposto
all’evento “Una Nessuna Centomila”. L’incantevole voce di Arisa su “La musica è
finita” “Un minuto è lungo da morire. Se non è vissuto insieme a te” da standing
ovation. Toquinho e Sangiorgi su uno dei pezzi iconici dell’album cult “La
voglia la pazzia l’incoscienza…”: “Io so che ti amerò”. Il sentimento e il
feeling in ogni nota. L’eleganza e la sobrietà di Diodato e della nipote
dell’artista Camilla su “Senza Fine” chiudono la carrellata delle esibizioni.
Il canale Nove con “Ornella Senza Fine” per la prima volta ha offerto un evento
che nulla ha da invidiare ai diretti competitor. Una serata di alta qualità e
davvero emozionante. Su tutti l’arte, la forza e la libertà di Ornella Vanoni
che vivrà per sempre.
L'articolo “Ornella Senza Fine” è stato un piccolo miracolo: l’evento televisivo
che si trasforma in lezione di vita e d’amore. Mengoni, Mahmood, Emma e Annalisa
emozionati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un appuntamento, proprio come quello che lei cantava. Senza parole d’attesa e
disillusione, come nel brano. Solo con amore vero. Quello della famiglia, degli
amici e dei colleghi artisti che stasera 18 gennaio, alle 20.30 in diretta sul
canale Nove (e in streaming su Discovery +) con una puntata speciale di Che
tempo che fa, ricorderanno Ornella Vanoni. “Vuole essere una festa. O almeno ci
proviamo, perché ci manca tantissimo”, ha dichiarato a Repubblica Fabio Fazio,
che condurrà l’evento insieme a Luciana Littizzetto. Saranno presenti il figlio
dell’artista Cristiano Ardenzi, persona molto riservata (“ai funerali non ha
detto una parola”), e i nipoti Camilla – che aveva omaggiato la nonna su Tik Tok
cantando “Senza fine” – e Matteo. Ospiti di “Ornella senza fine” e interpreti
della sua musica saranno anche Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Marco Mengoni,
Toquinho, Loredana Bertè, Virginia Raffaele, Diodato, Elisa, Emma, Mahmood,
Annalisa, Arisa, Noemi, Giuliano Sangiorgi, Francesco Gabbani e Malika Ayane. Un
cast messo insieme dal padrone di casa Fazio: “Erano tutti felici e disponibili.
Le canzoni le ho attribuite io, ho cercato di abbinare le voci ai brani”.
Ancora, interverranno Vincenzo Mollica, Pacifico, Filippa Lagerbäck, Mara
Maionchi, Mario Lavezzi e il sindaco di Milano Giuseppe Sala.
UN’ARTISTA AMATA DA TUTTI
Le dediche, canzoni e ricordi, saranno tutti per la grande artista, scomparsa lo
scorso 21 novembre a 91 anni. In un giorno, la domenica, che “mi fa sempre una
gran tristezza”, raccontava lei. Ma che aveva imparato ad apprezzare proprio
diventando ospite fissa di Che tempo che fa, dove aveva il suo spazio e parlava
senza filtri di quello che voleva. Sempre elegante, spiritosa, pungente. A volte
spiazzante. E leggera, anche se “le sembrava ingiusto parlare di cose leggere
quando succedevano le tragedie – ha raccontato Fazio sempre al quotidiano
fondato da Eugenio Scalfari –. Provavamo a convincerla che quella leggerezza era
un dono”. Amata in studio (“le sue foto sono appese nei corridoi”) e dai più
adulti, la Vanoni era riuscita a costruire un ponte con le nuove generazioni. A
farsi amare anche dai giovani. “In Ornella hanno trovato l’originalità,
l’anticonformismo. Noi da ragazzi eravamo omologati dalla tv, voleva dire avere
una finestra comune, ovunque fossimo potevamo parlare di tutto. Ora ci sono i
social, i ragazzi ascoltano le stesse cose, si scambiano gli stessi meme e
filmati – ha spiegato ancora Fazio –. Ornella non era omologata e oggi è un
lusso: era un contenuto dei social, non era social”.
IL RICORDO DI FABIO FAZIO
Negli ultimi anni era diventata una star della tv e del web, ma prima ancora
Ornella Vanoni era amata esponente di una generazione di artisti che traeva
ispirazione “dalla poesia dei primi del ‘900: la Liguria da una parte e Trieste
dall’altra con Endrigo”, ha sottolineato Fazio. Che ha ricordato anche il suo
rapporto con la sua amica e ospite fissa. Fatto di consigli, dialogo, prese in
giro: “È stata più importante di quello che pensassi. Mi trovo a cercare Ornella
quotidianamente, sento il bisogno di ascoltare la sua voce”.
LA DEDICA DELL’AIUOLA
Questa sera, durante l’evento a lei dedicato, ci sarà anche l’occasione per
intitolarle un’aiuola nella sua città. “Devo dire grazie, per l’impegno e la
velocità, al sindaco di Milano Beppe Sala e all’Assessore alla Cultura Tommaso
Sacchi, perché riusciremo a esaudire il desiderio che Ornella aveva manifestato
e cioè che le venisse intitolata un’aiuola nella sua Milano – ha specificato
Fazio in un video pubblicato sui profili social di Che tempo che fa – Non vi
dico dov’è, ma è in un posto perfetto di cui sono sicuro sarebbe orgogliosa”.
L'articolo “Ornella senza fine”, tutti gli ospiti dello speciale sul Nove
dedicato a Vanoni. Fazio: “Sento il bisogno di ascoltare la sua voce” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Milano omaggia Ornella Vanoni con un luogo a lei dedicato. Come annunciato su
Instagram dal conduttore di “Che tempo che fa” Fabio Fazio, il comune milanese
intitolerà un’aiuola alla cantante. Domenica 18 gennaio, durante “Che tempo che
fa” sul canale Nove, andrà in scena lo speciale “Ornella senza fine” che svelerà
anche la zona dove si troverà l’aiuola. Fazio ripercorrerà aneddoti e curiosità
della cantante. Il presentatore ha pubblicato un breve video su Instagram per
presentare l’omaggio speciale all’artista, scomparsa lo scorso 21 novembre.
Fazio ha dichiarato: “Eccoci qua in una delle pause delle prove di ‘Ornella
senza fine’, ma voglio anticiparvi una cosa che accadrà poi domenica“.
Il 61enne ha ringraziato le istituzioni che hanno reso possibile il gesto. Il
conduttore ha detto: “Devo dire grazie, ma grazie proprio con tutto il cuore,
per l’impegno e la velocità, al Sindaco di Milano Beppe Sala e all’Assessore
alla Cultura Tommaso Sacchi, che ringrazio di cuore, perché riusciremo ad
esaudire il desiderio che Ornella aveva manifestato proprio qui e cioè che le
venisse intitolata un’aiuola nella sua Milano”. E infine: “Lei teneva molto a
questa aiuola. Non vi dico dov’è, ma è in un posto perfetto di cui sono sicuro
Ornella sarebbe orgogliosa e quindi domenica sera scoprirete anche dove sarà
questa aiuola che verrà dedicata a Ornella con tanto di iscrizione”.
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L'articolo Milano esaudisce il desiderio di Ornella Vanoni: un’aiuola dedicata
alla cantante. L’annuncio di Fabio Fazio: “Non vi dico dov’è, ma è in un posto
perfetto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Elio di Elio Le Storie Tese continua a girare l’Italia con il suo spettacolo
teatrale “Quando un musicista ride” e immancabile si rinnova l’appuntamento con
il Concertozzo a Biella il 26 e 27 giugno 2026. Lo show teatrale è concentrato
“sulla Milano degli Anni 60 e 70, quella della mia infanzia e della mia
adolescenza. Una città caratterizzata, dal punto di vista artistico, da una
libertà creativa estrema, tra sarcasmo, ironia e quant’altro: tutto materiale
che abbiamo ripreso con gli Elio e le Storie Tese”, ha detto l’artista a Il
Messaggero.
E ancora: “Crescere allevato da personaggi della caratura di Jannacci, Fo, Gaber
è stata una fortuna unica.- ha continuato – Quel repertorio lì, eseguito oggi,
suona quasi come roba pensata da qualche estremista pazzo. I migliori
ascoltatori sa chi sono? I bambini. Arrivano in sala completamente vergini e non
hanno alcun tipo di preconcetto rispetto ai brani di Jannacci, Gaber e gli altri
giganti che omaggio. Ridono di quello che si dice sul palco, anche della natura
politicamente scorrettissima di certi brani”.
Su Ornella Vanoni Elio ha affermato che “è un personaggio che ha segnato
profondamente la cultura pop italiana degli ultimi sessant’anni. Insieme a lei
lavorammo nel 1997 a un meraviglioso programma Rai, ‘Carosello’, che per motivi
misteriosi non fu rinnovato. Sa cosa mi preoccupa della scomparsa di artisti
come Vanoni e il grande Beppe Vessicchio? Che non c’è nessuno in grado di
prendere il loro posto“.
“Per me si è fermato tutto a Giorgia e Carmen Consoli, – ha detto- che però
hanno entrambe cinquant’anni. Non vedo ventenni con la stessa fame che aveva
all’epoca Ornella Vanoni e la stessa voglia di stravolgere gli schemi. Nella
musica italiana di oggi vedo solo un grandissimo conformismo. E poca voglia di
faticare. Sembrano le frasi dette dai nonni, ma è così”.
“La mia umiliazione massima è stata ascoltare la canzone vincitrice di Sanremo
cantata con l’autotune”, ha detto in passato riferendosi a Olly: “E ripeterò ciò
che ho detto fino alla morte. L’autotune è un modo sbagliato di usare la
tecnologia”.
L'articolo “Ornella Vanoni? Nessuno in grado di prendere il suo posto. Per me si
è fermato tutto a Giorgia e Carmen Consoli, che però hanno entrambe 50anni”:
così Elio proviene da Il Fatto Quotidiano.
di Francesca Carone, docente
La morte di Ornella Vanoni ha avuto una risonanza tridimensionale: un’eco
profonda ha ripercorso l’Italia intera con voci e testimonianze che ne hanno
largamente intessuto doti, vizi, passioni, tenerezza, impulsività, eleganza,
intelligenza, ironia, sensibilità, sensualità, intraprendenza, leggerezza,
onestà. Alcune voci hanno colto aspetti contraddittori dell’artista; altre si
sono limitate alla sua sensualità e bellezza vocale, altri hanno ricordato la
sua libertà e la sua ironia… Altre ancora sono state suggestionate dall’”eterna
ragazza”, a dispetto dei suoi 90 anni.
Ornella Vanoni è stata soprattutto una donna coraggiosa, autentica. Vera. Una
donna che non ha mai abbandonato la “giovane ragazza” che è stata, portandola
sempre con sé nel tempo, nel modo di essere e nella sua gioviale esuberanza. È
stata sempre una donna di grande onestà. Non solo nel lavoro e nelle relazioni.
Ma soprattutto nella consapevolezza di essere quello che era. Senza sconti.
Senza retromarce. Senza falsità. Ornella Vanoni è stata fedele alla sua identità
umana e professionale. Fisica ed emotiva. Non si è sottratta alla tirannia del
tempo. Al giudizio ineffabile della gente. Ha mostrato ogni sua ruga e ogni
imperfezione. Ogni acciacco, disagio fisico e interiore. Ogni sentimento, ogni
stato d’animo.
È apparsa in TV celebrando il suo passato e il suo presente attraverso
l’ineffabile metamorfosi fisica che abbraccia il destino dell’uomo. Ornella ci
ha mostrato con il suo stile sofisticato e contemporaneo che la bellezza ha in
sé qualcosa di etereo, sfuggente, difficile da definire. Impossibile da
comprendere. Ci ha rivelato la tridimensionalità dell’esistenza attraverso il
coraggio di mostrarsi per quello che era. Senza sottrarre. Ma aggiungendo ogni
ruga, ogni imperfezione, ogni acciacco.
La sua unicità è racchiusa in quel coraggioso amore per la vita. Per i ricordi.
Per gli amori vissuti intensamente e coraggiosamente. Intorno a lei si scorgeva
un’ aura luminosa e sconfinata. Ogni aspetto della sua vita, ogni emozione, ogni
sentimento e passione fluiscono in una combinazione di bellezza e autenticità.
Ornella ha vissuto seguendo la direzione del vento buono. A volte anche di
quello cattivo, lasciandosi sempre condurre con leggerezza, aprendo il suo
cuore, la sua mente, la sua forza e la sua sensibilità. In ogni tappa della sua
esistenza non ha mai gettato l’ancora per rimanere fissa in un “luogo
dell’anima”, ha esplorato sentimenti e passioni scoprendo la bellezza e il
chiaroscuro dell’esistenza.
Ha attraversato “l’Oceano della vita” navigando a vista, approdando in “porti”
insicuri senza abbandonare i suoi valori e la sua identità umana e artistica. Ha
viaggiato mostrandosi sempre per quello che era, nelle sue contraddizioni e
nella sua unicità. Con le sue sfumature emotive e passionali, con la sua
trasformazione fisica e il suo amore per la gente. E’ stata una donna della
“terra di mezzo”, una donna che non si è fatta sopraffare dai luoghi comuni,
un’artista “completa” nella sua “incompletezza”: una donna che ha celebrato la
vita in tutte le sue sfaccettature senza ingombranti sbavature autoreferenziali
o slanci da radical-chic.
Uno dei suoi cavalli di battaglia rimane la sua gentile e innata ironia e
spontaneità: Ornella raccontava e si raccontava attraverso una narrazione
genuina e infantile che comunicava bellezza e onestà. Il suo era un linguaggio
schietto e generoso, ironico e mai scontato. Fabio Fazio, suo amico fraterno, l’
ha celebrata e consegnata a tutti noi nella sua eterea umanità e nella sua
polifonica bellezza.
In uno dei suoi interventi televisivi da Fazio, Ornella parlò della sua
relazione con Giorgio Strehler; descrisse una appassionata scena “in camporella”
con Strehel con ironica tenerezza e con quella spontaneità gentile da rapire
tutti gli spettatori. Lo fece alla stregua di una ragazza di vent’anni, con
estrema normalità: chi ascoltava quelle parole si perdeva nella schiettezza e
nei particolari di un racconto vivido e appassionato. Con una carica di umanità
e passione tali da riviverlo quasi in una realtà parallela, squarciando i
teoremi spazio-temporali.
Ornella sapeva raccontare. Sapeva mettersi in gioco senza sconti né compromessi.
Ornella ha celebrato le stagioni della sua vita con tenacia e tenerezza,
affrontando con la sua giunonica fisicità battaglie e sconfitte, cattiverie e
critiche gratuite. La sua forza e la sua audacia, il suo linguaggio schietto e
ironico, gentile e audace hanno conquistato e gioiosamente stupito tutti noi che
ci siamo lasciati sedurre e trasportare nella dimensione atemporale della sua
umanità.
L'articolo Perché la morte di Ornella Vanoni ha avuto una risonanza
tridimensionale proviene da Il Fatto Quotidiano.
La regista e responsabile del Teatro Franco Parenti di Milano, Andrèe Ruth
Shammah, ha rivelato di aver ricevuto l’ultima telefonata dalla cara amica
Ornella Vanoni morta il 21 novembre all’età di 91 anni, poco prima che morisse.
In un’intervista rilasciata a “La volta buona” il 27 novembre, la storica amica
ha ricordato quel momento con forte emozione: “Le avevo detto di venire presto
da me, lo sapevo che c’era poco tempo. Lei mi aveva chiesto delle mie condizioni
di salute, ma io l’ho fermata subito chiedendole come stesse lei”.
E ancora: “La sentivo parecchio abbattuta e le ho chiesto cosa avesse e lei mi
ha risposto ‘eh ho 91 anni c’è poco da essere allegri’. Poi abbiamo chiuso la
telefonata e ho ritrovato sul cellulare la nostra foto insieme di qualche tempo
fa. Gliel’ho mandata con un messaggio d’affetto e amore”.
Quando le è stata comunicata la morte della cantante, Shammah ha fatto fatica a
crederci: “Mi hanno detto che non c’era più e io non volevo crederci”. Una
chiamata che oggi assume un significato diverso: “Nella telefonata lei se lo
sentiva… Ornella aveva capito che sarebbe stata l’ultima”.
Il funerale, ha raccontato la regista, “è stato molto intenso”. A colpirla
particolarmente è stato il comportamento del figlio Cristiano: “È rimasto in
silenzio, è stato muto tutto il tempo. L’ho sentito molto presente, seppur in
silenzio”.
L'articolo “Ornella Vanoni aveva capito che sarebbe stata l’ultima telefonata,
se lo sentiva. Mi ha colpito il silenzio del figlio al funerale”: parla l’amica
Andrèe Ruth Shammah proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non posso certo dire di essere stato suo amico, ci siamo incontrati quattro,
forse cinque volte, anche una sera in Sardegna. Quella sera mi sembrò di
conoscerla da sempre“. Comincia così il toccante ricordo di Fiorello che in
apertura della nuova settimana di La Pennicanza, il programma Rai su Radio2, ha
dedicato un momento emozionante a Ornella Vanoni, scomparsa all’età do 91 anni.
“Mi rivelò, come solo lei sapeva fare, la sua libertà, la sua ironia
dissacrante, piena di storie incredibili raccontate con una voce roca e
magnetica, quasi uscita da un film d’autore“, prosegue Fiorello in un monologo
in cui descrive gli intensi incontri avuti con la cantante, compreso, appunto,
quello in Sardegna.
“Mi fece ridere tantissimo – prosegue Fiorello -. Forse proprio questo sapeva
fare Ornella: lasciare il segno anche in un solo incontro”. “Icona, mito,
signora della musica. Sì, tutto vero. Ma io la ricorderò soprattutto come quella
donna in spiaggia che, tra una risata e un racconto, mi regalò un piccolo pezzo
della sua grande anima. Ciao, Ornella!”.
L'articolo “Ornella Vanoni sapeva lasciare il segno anche in un solo incontro”:
l’emozionante ricordo di Fiorello a La Pennicanza proviene da Il Fatto
Quotidiano.