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Francesco Baccini ricoverato in ospedale per un malore: “Doveva essere ospite a Domenica In”
Francesco Baccini è stato colto da un lieve malore nella giornata di domenica 1 febbraio e ha rinunciato alla partecipazione a Domenica In, il programma di Rai Uno condotto da Mara Venier, dove era atteso come ospite nel pomeriggio. Secondo quanto riferito da Il Giorno, il cantautore genovese, 65 anni, che da oltre trent’anni vive a Imbersago, in provincia di Lecco, si è sentito poco bene e ha deciso di rivolgersi al Pronto soccorso dell’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate per sottoporsi ad accertamenti. Sempre secondo Il Giorno, le sue condizioni non sono apparse gravi: i medici di turno lo hanno sottoposto ai controlli di routine, escludendo problematiche rilevanti. In attesa di essere visitato, Baccini ha raccontato agli altri pazienti presenti che avrebbe dovuto partecipare alla trasmissione domenicale di Rai Uno, intrattenendosi con loro e dispensando sorrisi, saluti e strette di mano a chi lo riconosceva. Al termine degli accertamenti il cantautore – impegnato in questi giorni nella presentazione del nuovo singolo Franco Califano – è stato dimesso, con i medici che gli hanno consigliato qualche giorno di riposo. L'articolo Francesco Baccini ricoverato in ospedale per un malore: “Doveva essere ospite a Domenica In” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Stanotte ho avuto un malore, non riuscivo a respirare. Ho avuto paura”: la rivelazione di Bobby Solo a Domenica In. Iva Zanicchi: “Un ricovero di vecchi. Io sto male, lui sta male…”
Il conto alla rovescia per il Festival di Sanremo entra nel vivo e Domenica In inaugura ufficialmente il clima sanremese con uno spazio interamente dedicato alla kermesse, che prenderà il via il 24 febbraio. Nel salotto di Mara Venier si ritrovano alcune icone della musica italiana che hanno segnato la storia del Festival, tra racconti, aneddoti e momenti di leggerezza, ma anche con un passaggio che ha destato preoccupazione nel pubblico. A colpire è stato soprattutto il racconto di Bobby Solo, che ha rivelato di aver avuto un problema di salute nella notte precedente alla diretta. “Stanotte ho avuto un malore. Un raffreddore, non riuscivo a respirare. Ero in albergo. Non so respirare con la bocca e allora alle 3:30 di notte sono andato sotto in reception”, ha spiegato l’artista, ricostruendo quanto accaduto poche ore prima di sedersi in studio. La situazione, fortunatamente, si è risolta senza conseguenze. Bobby Solo ha raccontato che, grazie all’aiuto dello staff dell’albergo, è riuscito a trovare una farmacia aperta: “Ne troviamo una aperta che mi hanno dato uno spray per la voce”. Un intervento tempestivo che gli ha permesso di essere comunque presente in trasmissione. Accanto a lui, anche Iva Zanicchi ha parlato apertamente delle proprie condizioni fisiche, scegliendo però il registro dell’ironia. “Un ricovero di vecchi. Io sto male, lui sta male…”, ha detto sorridendo, commentando il clima generale in studio. La cantante è arrivata a Domenica In afona, ma non ha rinunciato a esibirsi davanti al pubblico. A darle una mano, come ha raccontato lei stessa, è stato Maurizio Vandelli, presente in studio, che le ha consigliato un rimedio dell’ultimo minuto. Poco prima di cantare, Zanicchi lo ha ringraziato pubblicamente: “Grazie, perché io ero un po’ afona, mi ha dato una pastiglia che funziona davvero”. Nel corso della puntata, Zanicchi ha ripercorso anche il suo legame storico con il Festival di Sanremo, ricordando le undici partecipazioni complessive e soprattutto le tre vittorie che l’hanno resa una delle artiste più premiate della manifestazione: nel 1967 con Non pensare a me, nel 1969 con Zingara e nel 1974 con Ciao cara come stai. L'articolo “Stanotte ho avuto un malore, non riuscivo a respirare. Ho avuto paura”: la rivelazione di Bobby Solo a Domenica In. Iva Zanicchi: “Un ricovero di vecchi. Io sto male, lui sta male…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Avere una persona che ti dice ‘io ti posso rovinare’ e si prende il potere dei tuoi errori, non si augura a nessuno”: Raoul Bova sui messaggi a Martina Ceretti
“Dalla Befana mi aspetto carbone dolce, simbolicamente ci sta. Qualcosa di sbagliato l’abbiamo fatta, ma spero che nella calza ci siano tanti dolci di pace”, ha scherzato Raoul Bova a “Domenica In”, presente in studio ieri domenica 4 gennaio per promuovere la nuova stagione di “Don Matteo” in arrivo su Rai1 giovedì 8 gennaio. Nel corso della chiacchierata non sono mancati riferimenti alle polemiche che hanno travolto Bova nei mesi scorsi, dalle rivelazioni di Fabrizio Corona sulla presunta storia tra l’attore e la modella Martina Ceretti alla divulgazione di audio e messaggi privati, tra querele e presunti ricatti, oltre a segnare la fine della relazione con la collega Rocio Munoz Morales. “Avere una persona che ti dice ‘io ti posso rovinare’ e si prende il potere dei tuoi errori, non si augura a nessuno – spiega Bova facendo riferimento agli audio diffusi – ognuno deve avere la forza di ammettere i propri errori, perché tutti possono sbagliare. Ma nessuno ti può mettere contro i tuoi errori per farti fare ciò che vuole. Devi prenderti la tua responsabilità”. “Ultimamente penso che il gossip abbia preso troppo spazio. Siamo in un momento in cui c’è voglia di affossare l’altro, questa è una cosa che fa paura. C’è voglia di affossare qualcun altro per sentire la propria identità”, continua l’attore che oltre a finire nel mirino di Falsissimo, il format di Corona disponibile su Youtube, è al centro del gossip per la nuova relazione con l’attrice Beatrice Arnera. “Non si pensa a crescere e a valorizzare il proprio futuro, si cerca di distruggere l’altro. E questo, a prescindere dalla mia vicenda, mi fa paura perché i social in questo senso diventano lo specchio di una società senza valori. Prima c’erano figure a cui ispirarsi, ora – racconta l’attore che interpreta Don Massimo nella serie Rai – ci sono figure da distruggere. E questo mi fa male, a prescindere dalla mia vicenda. Dovremmo dare messaggi di amore e di rispetto, invece si dice sempre ‘tu sei peggio di me’. Bisogna accettare l’altro e ascoltare”. Nei giorni scorsi in un’intervista al settimanale “Tv Sorrisi e Canzoni” aveva rivelato di aver pensato di lasciare la serie prodotta da Lux Vide per il timore di danneggiare il prodotto e il suo personaggio: “Quando è successo quello che sappiamo, ho convocato i produttori della serie per capire cosa fosse meglio fare. Ho detto loro: ‘Se pensate che, con la mia vita personale, stia facendo del male a una fiction così amata, ditemelo e mi faccio da parte’. Avevo persino proposto di far morire improvvisamente don Massimo per uscire di scena”, aveva spiegato Bova. “Mi hanno detto: ‘Se hai fatto qualcosa di illecito, diccelo subito così troviamo un modo giusto per andare avanti’. Non lo avevo fatto, perciò abbiamo continuato a lavorare con serenità e nessuno sul set ha mai fatto un commento negativo nei miei confronti, ho avuto il supporto e il conforto di tutti”, aveva continuato l’attore. “‘È la filosofia di don Matteo” mi dicevano. Nella serie parliamo spesso di peccato, di persone che possono sbagliare. Se l’attore che ha sbagliato non venisse perdonato, ci contraddiremmo”, le sue parole al giornale diretto da Aldo Vitali. L'articolo “Avere una persona che ti dice ‘io ti posso rovinare’ e si prende il potere dei tuoi errori, non si augura a nessuno”: Raoul Bova sui messaggi a Martina Ceretti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho avuto un malore alla stazione mentre partivo per Domenica In”: la disavventura di Loredana Lecciso
Tanta paura, ma per fortuna nulla di grave per Loredana Lecciso. La compagna di Al Bano ha raccontato che si trovava alla Stazione Centrale di Milano, dove è caduta in terra in seguito ad un mancamento. Lo ha rivelato lei stessa a Mara Venier a “Domenica In”. In un post ha ringraziato le forze dell’ordine e le persone che l’hanno soccorsa a Milano mentre prendeva il treno per recarsi a Roma ospite appunto di “Domenica In”. “Siamo sempre pronti a lamentarci, ma è giusto e bello anche fermarsi a spendere parole positive – ha scritto su Instagram – e un ringraziamento quando le cose van per il verso giusto: alla Stazione Centrale di Milano, in partenza per Domenica In, in seguito a un leggero malore, ho trovate persone pronte ad aiutarmi e una presenza immediata ed efficace della sicurezza e degli operatori”. ”Non amo alcun tipo di esposizione non solo televisiva, in un periodo come questo ti rendi conto che le cose più autentiche sono quelle a portata di mano. Sto bene nel mio, voglio ritagliarmi lo spazio per i miei affetti più autentici”, ha detto la Lecciso su Rai Uno. ”È quello che ci tiene insieme”, ha detto Al Bano che ha ricordato di avere 30 anni di differenza che avevano i nonni di lei, sua compagna di vita, tra alti e bassi dicono entrambi, da oltre un ventennio. L'articolo “Ho avuto un malore alla stazione mentre partivo per Domenica In”: la disavventura di Loredana Lecciso proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Devo capire se questa brutta cosa che ho, il tumore, si è ridotta un po’ o si è spostata. Sono un po’ vigliacca, perché non penso mai al futuro”: così Enrica Bonaccorti
Enrica Bonaccorti, ospite di Domenica In, oggi 4 gennaio, a Mara Venier ha aggiornato sulla sua malattia, il tumore al pancreas. La conduttrice, 76 anni, ha dichiarato: “Sono in un limbo. Aspetto un incontro con il professor Tortora, devo capire cosa sia successo. Aspetto una risposta per capire cosa devo fare. Devo capire se questa brutta cosa che ho si è ridotta un po’ o si è spostata. E ancora: “Per ora non si sa, lo sapremo a breve. Il professore mi dirà se devo riprendere terapie o se la malattia si è ridotta, se ha lasciato quella vena per cui non si può intervenire”. Nelle ultime ore, la conduttrice si è sottoposta ad una Tac “e ho fatto tutte le analisi. Suppongo le risposte arriveranno nel giro di 7-8 giorni. Sono un po’ vigliacca, perché non penso mai al futuro ma voglio essere ottimista, perché la scienza sta andando avanti. Non sono pessimista. Trasmetto leggerezza? Esternamente, dentro di me sono molto melanconica di natura“. Bonaccorti per settimane, dopo la diagnosi, si è chiusa nel silenzio allontanandosi da amici e colleghi: “All’inizio mi sono cancellata, è stato faticoso uscire da questo silenzio con me stessa. Non so perché sia andata così. Ho seguito la storia di Eleonora Giorgi, che ha affrontato questa malattia. Quando è arrivata la diagnosi, ho pensato che non sarei stata in grado di comportarmi nella stessa maniera e mi sono chiusa in me stessa”. “Tutte queste attenzioni e questo affetto mi imbarazzano un po’. – ha concluso – Questa situazione brutta mi ha portato alcune cose belle, come alcune amicizie che si erano un po’ perse. Con te, Mara, con Renato Zero…”. A Natale, Enrica Bonaccorti e Mara Venier hanno festeggiato insieme: “Festeggiamo insieme Natale anche l’anno prossimo”, dice Mara Venier. “Va bene, io ci sono. Speriamo”, ha replicato una commossa Bonaccorti tra gli applausi finali del pubblico. L'articolo “Devo capire se questa brutta cosa che ho, il tumore, si è ridotta un po’ o si è spostata. Sono un po’ vigliacca, perché non penso mai al futuro”: così Enrica Bonaccorti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ma che stai a dì! Così sembra che ci siano state tensioni… vado d’accordo con voi che per sopportarvi mi faranno santa!”: il botta e risposta tra Mara Venier e Teo Mammucari a Domenica In
In televisione può bastare un malinteso per favorire un botta e risposta. Ne sanno qualcosa Mara Venier e Teo Mammucari, impegnati entrambi alla conduzione, seppur con spazi e ruoli differenti, di “Domenica In“. Nella puntata in onda domenica 28 dicembre Rai1 ha lasciato spazio all’oroscopo con le previsioni di Paolo Fox, la padrona di casa ha coinvolto il collega chiedendo cosa si aspettasse dal nuovo anno: “Io sono del Leone e in futuro mi piacerebbe vivere la serenità che stiamo vivendo in questi giorni a Domenica In”, la risposta del comico romano. “Perché questi giorni?“, la domanda di Venier. “Perché ci stiamo divertendo”, la replica di Mammucari. “Amore ma è dall’inizio che ci divertiamo! Ma che stai a dì. Così sembra che ci siano state tensioni, mai come quest’anno tutto tranquillo, vado d’accordo con voi che per sopportarvi mi faranno santa!”, ha continuato la conduttrice tra gli applausi e le risate dei presenti. Mammucari è apparso spiazzato: “Perché come si dice in italiano?”. Tommaso Cerno, anche lui nel cast fisso del contenitore domenicale, ha smorzato i toni con una battuta: “Ecco chi metteva in giro le voci”. Con Mammucari soccorso subito dopo da Francesco Paolantoni, ospite in studio: “Teo intendeva dire che da quando è iniziata Domenica In siamo stati felici e sereni”. Nessuna tensione, dunque, tra i protagonisti della cinquantesima edizione di “Domenica In” ma la volontà di spazzare via subito voci di tensioni dietro le quinte. L’edizone “corale” è stata infatti accompagnata dalle polemiche, il ruolo di co-conduttore era stato assegnato inizialmente a Gabriele Corsi che successivamente aveva annunciato il suo passo indietro. L'articolo “Ma che stai a dì! Così sembra che ci siano state tensioni… vado d’accordo con voi che per sopportarvi mi faranno santa!”: il botta e risposta tra Mara Venier e Teo Mammucari a Domenica In proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’encefalite? Una parte di memoria è tornata, l’altra è persa per sempre. Posso anche vedere un film 5 volte senza sapere di averlo già visto”: così Marco Bocci a Domenica In
“Vedo tutti questi momenti e sembra ti passi la vita davanti”. Marco Bocci guarda il filmato che Domenica In gli dedica e riassume così il senso di un percorso segnato da successi, affetti e da una frattura profonda: la malattia che nel 2018 ha cambiato radicalmente il suo modo di vivere. Ospite di Mara Venier, l’attore ripercorre la sua rinascita dopo l’encefalite erpetica: “Oggi sono stato fortunato e sono ottimista di natura”, racconta. A 47 anni, Bocci spiega come l’esperienza della malattia abbia ridisegnato le sue priorità: “Se prima cercavo di pianificare, adesso mi vivo ogni cosa senza fare programmi, ed è meno faticoso”. Al centro, oggi, ci sono i figli, di 10 e 11 anni: “La mia priorità è aiutarli a realizzare i loro sogni. Accettare la malattia è stato faticoso e accettarne le conseguenze ancora di più”, ammette. L’encefalite ha colpito aree delicate del cervello: “A me aveva colpito la parte della parola e della memoria. C’è una parte di memoria che è tornata e un’altra che invece è andata perduta. Ho imparato a convivere con questo”. Bocci torna sul periodo più difficile della sua vita, quando nel 2018 un’infezione cerebrale causata dal virus herpes simplex di tipo 1 ha provocato un’infiammazione del cervello: “Ci ho messo molto a ricordarmi le cose. Una parte di memoria è tornata, l’altra è persa per sempre. È stato brutto farci i conti all’inizio”. Con ironia, minimizza l’impatto sul lavoro: “Non ha inciso affatto sul mio lavoro”. Ma la quotidianità è cambiata: “Posso anche vedere un film cinque volte, senza sapere di averlo già visto. Ho imparato a conviverci“. Da quell’esperienza, però, è nato un nuovo sguardo sulla vita: “Sono stato fortunato, oggi apprezzo al massimo ogni cosa. Mi piace vivere il presente. Non ero così prima. Sono cambiato”. Ampio spazio poi alla storia con Laura Chiatti, sua moglie da 11 anni, un legame iniziato nel 2013 con “una scusa banale”: “Feci finta di sbagliare numero per contattarla. Noi ci siamo sposati dopo due settimane di amore”. Oggi, per la prima volta, lavorano insieme nella miniserie Rai 1 “Se fossi te”. “Insieme abbiamo capito che potevamo divertirci”, racconta. “Non lo avevamo mai fatto prima, all’inizio è stato anche imbarazzante”. Bocci non manca di smentire con ironia le voci di crisi: “Secondo gli altri siamo in crisi per l’80esima volta. Che scrivano quello che vogliono”. L'articolo “L’encefalite? Una parte di memoria è tornata, l’altra è persa per sempre. Posso anche vedere un film 5 volte senza sapere di averlo già visto”: così Marco Bocci a Domenica In proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il meglio e il peggio della Tv 2025 – Domenica in, i pacchi, le sfuriate: difficile scegliere cosa spicca per bruttezza
Mamma mia che fatica! Ogni anno che passa mi sembra sempre più difficile compilare questo elenco del meglio e del peggio visto in tv. Saranno gli anni che passano… ma non tanto per me, soprattutto per una televisione che appare sempre più vecchia, sempre meno incline al nuovo. E le difficoltà nascono non tanto nel trovare il meglio (suvvia! in un anno intero qualcosa di buono viene fuori), ma nel definire il peggio perché anche spiccare verso il basso su una base di bruttezza così intensa e diffusa diventa un’impresa. Partiamo dunque da qui, togliamoci il pensiero. 1. Sul podio degli orrori, i gradini decideteli voi, non può mancare Domenica in nella stagione del suo cinquantesimo anniversario. E’ evidente che portare avanti un programma per mezzo secolo è un’impresa. Dagli anni della sua nascita e da quelli del suo splendore, quando a condurla c’era Corrado, Damato, Baudo o Boncompagni e gli ospiti erano gli attori, i registi, i musicisti più famosi e interessanti, è cambiato tutto. E’ cambiata la televisione, le sue forme di consumo, il pubblico e persino la domenica che forse non esiste più. Ma che tristezza vedere quello che era un palcoscenico scintillante di luci, di colori, di giochi, di balli sostituito da un misero studio da tv locale riempito di buoni sentimenti e chiacchiere. Chiacchiere e distintivo, come diceva quel tale… Infatti c’è anche un inutile dibattito per giustificare la presenza di Cerno. 2. Un posto sul podio va riservato più che a un programma o a un personaggio a una strana faccenda. Come saprete, qualche settimana dopo l’inizio Ballando con le stelle ha subito un piccolo spostamento nel palinsesto passando dalle 20.40 alle 21.30 del sabato. Motivo? Lo straordinario successo in quella fascia di access prime time di Affari tuoi, il programma dei pacchi abilmente condotto da Stefano De Martino. Poiché la battaglia del sabato sera tra Rai 1 e Canale 5 è quest’anno particolarmente avvincente, giocata sui decimali, si è pensato che la presenza di un traino molto popolare potesse consentire a Ballando di superare il competitor. Ora io non sono un fan sfegatato di Ballando con le stelle, troppe chiacchiere, troppi conflitti artificiosi. Ma vivaddio, che un programma solido, collaudato, basato su un format internazionale, un talent con un suo contenuto interessante, il ballo, per contrastare le baracconate di Canale 5, debba chiedere aiuto al traino dei pacchi, è un segno che il mondo va al contrario (anche se Vannacci di questo non si è accorto). 3. L’ultimo dei momenti peggiori del 2025 potrebbe stare anche nell’altro settore, quello del meglio. Mi spiego: io apprezzo molto Massimo Cacciari come filosofo e come opinionista politico, ma il massimo dell’entusiasmo me lo scatena quando si arrabbia e definisce le opinioni o le decisioni altrui “puttanate”. Puttanate è una parola un po’ desueta, andava forte ai tempi del mio liceo ( anni sessanta per capirci), in seguito sostituita da altri termini: cazzate (sempre verde), stronzate, minchiate (molto attuale). Per cui quando lo sento pronunciare con la sua inflessione veneta quella parola un po’ vintage lo trovo irresistibile. Un bel mattino della scorsa primavera è stato costretto a ripeterla più volte nel corso del programma di informazione di Rai 3 ReStart condotto con esibito accento toscano da Annalisa Bruchi. A lei e agli altri ospiti che stavano spiegando i motivi per cui si deve continuare il riarmo per impedire che la Russia invada tutta l’Europa fino a Lisbona, Cacciari oppone una sola obiezione: sono solo puttanate ed è vergognoso che simili puttanate vengano date in pasto all’opinione pubblica. Al ché l’acutissima conduttrice si oppone rivelando che questa è nientemeno che la posizione di un fantomatico ambasciatore americano presso la Nato. Ecco, ribadisce Cacciari, sono proprio puttanate, creando la giusta aura di ridicolo attorno alle certezze spacciate nei talk show. E ora passiamo alla lavagna dei buoni. 1. Sul più bel programma dell’anno non c’è dubbio. The winner is senza dubbio e alla grande lo spettacolo omaggio al padre di Paolo Jannacci realizzato al teatro degli Arcimboldi e trasmesso su Rai 3 il 27 agosto, non proprio una data felice. E’ il programma più bello perché per una volta la tv si fa semplice testimone di un evento senza imporre le sue scelte, i suoi tempi, i suoi ritmi, i suoi personaggi. Così, sfilano sul palcoscenico, accanto ad artisti famosi, musicisti ignoti al grande pubblico con pezzi dimenticati del grande Enzo, A un certo punto arriva anche Ornella Vanoni che interpreta un Ma mi di un’intensità straordinaria, da pelle d’oca. Ecco, se vogliamo davvero ricordare Ornella, valgono più quei tre minuti del suo ultimo Ma mi di tutte le parole in libertà dette e scritte in occasione della sua scomparsa. 2. Poi non si può rinunciare a una menzione per Crozza e la sua banda, in cui spicca sempre più la bravura di Andrea Zalone. Una menzione per il coraggio, la pervicacia, l’insistenza della sua denuncia delle malefatte e del malcostume della politica. Qualcuno sostiene che si ride meno quest’anno e forse è vero. Forse viene sacrificata un po’ di comicità a vantaggio dell’analisi delle contraddizioni, dell’indignazione, dello svelamento dell’assurdo. Comunque i discorsi del ministro Urso e la psicobanalisi di Recalcati valgono da soli il prezzo del biglietto. 3. Infine tra le cose belle non posso fare ameno di ricordare un episodio. E’ la sera della finale di Champions ed è finita come tutti sanno. Nel corso dello speciale dopopartita su Sky Federica Masolin nel ruolo di conduttrice dialoga con Luis Enrique grande vincitore della partita. Ma con lui, si sa, il discorso non può non cadere sulla tragedia della morte della figlia ancora bambina, sul quel suo terribile vissuto affrontato con grane nobiltà d’animo. Ma la Masolin che è in dolce attesa, comprensibilmente, non regge l’emozione e scoppia in un pianto che non esibisce, cercando di uscire dall’inquadratura. A risolvere la delicata situazione, prendendo in mano l’intervista, ci pensa, da gran signore, Esteban Cambiasso. Ecco: qualche volta capita di imbattersi davvero nella tv verità. L'articolo Il meglio e il peggio della Tv 2025 – Domenica in, i pacchi, le sfuriate: difficile scegliere cosa spicca per bruttezza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Perché mi devi far parlare male di Alain Delon?”: il botta e risposta tra Ornella Muti e Mara Venier a Domenica In
Ornella Muti è stata ospite a “Domenica In” per presentare il suo libro autobiografico “Questa non è Ornella Muti“. Un racconto tra vita privata e carriera, un’intervista a tu per tu con Mara Venier con qualche ritrosia nel riportare in tv alcuni episodi riportati nel libro. “La parte più difficile da scrivere? Quella in cui parlo degli altri”, ammette Francesca Romana Rivelli, questo il suo vero nome, che ha compiuto lo scorso marzo 70 anni. L’attrice non sembra avere un bel ricordo di Alain Delon, l’icona del cinema con cui ha lavorato in tre film: “Nel libro ne parli molto male”, sottolinea la padrona di casa. “Perché mi devi far parlare male di Alain Delon?”, la replica di Muti con un tono difensivo e di chiusura. “Le persone lo leggono nel libro, tanto vale che lo racconti tu“, la spiegazione di Venier che la esorta a riportare quanto scritto. “Lui era fantastico, di una bellezza incredibile. Ma era una persona difficile. Non è stato gentile con me, è stato cattivo. Solo che faccio fatica qui a parlarne davanti a tutti, nel libro – spiega Muti – è stato diverso parlarne. Forse ho fatto io qualcosa e si è innervosito con me, ci siamo incontrati ma sempre con un po’ di distacco”. “Quando sei famosa l’immagine se la fanno gli altri, adesso voglio far conoscere la mia sensibilità”, aggiunge l’attrice spiegando il motivo per cui ha deciso di scrivere l’autobiografia. Dove riserva parole speciali per Ugo Tognazzi con il quale ha recitato nel film “Romanzo popolare”, durante le riprese era incinta al quarto mese di sua figlia Naike: “Era un grande uomo, è stato un amico e un fratello per me. Era molto sensibile, non è scontato che un attore che lavora con te senta le tue difficoltà”. “Noto la bellezza nelle piccole cose. Mi piace mangiare presto e andare a letto presto, perché la mattina ho più energie. Ho due maiali, perché Naike da piccola era fissata. Quando erano piccoli dormivano con me, ora invece hanno dei recinti dove dormono”, dice Muti. Ricorda il dolore per la morte di suo padre: “È stato uno choc, non lo dimenticherò mai. La sua assenza mi ha fatto male, anche perché una figura maschile come la sua non l’ho più ritrovata”. L'articolo “Perché mi devi far parlare male di Alain Delon?”: il botta e risposta tra Ornella Muti e Mara Venier a Domenica In proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Angela e Angelo dei Ricchi e Poveri cadono insieme in diretta a Domenica In: cosa è accaduto – Video
C’è chi si chiede se sia stata una gag ma la stragrande maggioranza dei commentatori social è convinta che il capitombolo sia stato reale. Ci vorrebbe il VAR per capire cosa sia accaduto davvero. Di che parliamo? Di Angelo Sotgiu e Angela Brambati, ovvero i Ricchi e Poveri, che sono entrati in scena a Domenica In cadendo in coppia. Avete letto bene: prima è andato giù Angelo e un secondo dopo, ecco che anche Angela s’è trovata per terra, con tanto di ‘Sarà perché ti amo‘ in sottofondo. Sui social, a pochi minuti dal ‘fattaccio’, il video ha già una marea di condivisioni: “La caduta degli angeli”, “Aiuto”, Che capitombolo”, “Angelo ha aperto e chiuso il 2025 col botto” (il riferimento è a L’anno che Verrà, quando il cantante, convinto di essere fuori onda, se ne uscì con un “teste di c****”). > Acchiappate i Ricchi e Poveri! ????#domenicain pic.twitter.com/wZt1sgRYbr > > — Giuseppe Candela (@GiusCandela) December 21, 2025 L'articolo Angela e Angelo dei Ricchi e Poveri cadono insieme in diretta a Domenica In: cosa è accaduto – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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