“Eh sì, il tempo delle guasconate è proprio finito”. È questa la frecciatina,
pubblicata sui social, che Stefano Bettarini avrebbe indirizzato ad Alfonso
Signorini dopo la notizia della sua autosospensione da Mediaset. Il conduttore,
a detta dei suoi avvocati, starebbe affrontando “una campagna calunniosa e
diffamatoria” che sarebbe cominciata con le accuse lanciate da Fabrizio Corona
nel suo podcast “Falsissimo”. Da qui la sua scelta di allontanarsi
volontariamente e temporaneamente dall’azienda di Cologno Monzese.
Una decisione che l’ex calciatore, concorrente in ben due edizioni del GF Vip,
avrebbe commentato punzecchiando il conduttore con un frecciata al veleno sui
social. In una storia su Instagram, infatti, Bettarini condivide il comunicato
Mediaset sull’autosospensione decisa dal presentatore tv. E poi aggiunge un
vecchio filmato del 2016, risalente alla sua prima partecipazione al programma
di Canale 5, all’epoca condotto da Ilary Blasi, in cui Signorini lo critica
duramente per il suo comportamento nella casa più spiata d’Italia.
In quell’occasione Bettarini si rese protagonista con Clemente Russo, anche lui
concorrente del reality, di una conversazione molto esplicita sulla sua vita
sentimentale. Ed entrambi, in quello scambio di opinioni, furono accusati di
aver usato parole molto forti nei confronti di altri personaggi del mondo dello
spettacolo. La conversazione generò presto uno scandalo mediatico che costò
all’ex pugile l’eliminazione per squalifica. Bettarini, invece, fu richiamato
duramente proprio da Signorini, con affermazioni che è lo stesso ex calciatore a
rievocare nelle sue Instagram Stories. “La cosa è grave, perché è grave. Io
credo che tu ne usciresti alla grande innanzitutto chiedendo scusa a tutte le
persone interessate, perché ci vogliono. Ma ti dirò: non ci bastano neanche le
tue scuse, capisci? Bisogna proprio che cambi atteggiamento nella casa. Non puoi
essere il ragazzotto che al bar fa il gagliardo… il tempo delle guasconate è
finito”, disse l’allora opinionista durante la diretta.
Ed è proprio quest’ultima frase che Bettarini ha voluto riprendere per mandare
un messaggio al conduttore tv. L’ex gieffino, infatti, scrive: “Eh sì, il tempo
della guasconate è proprio finito”, riferendosi, probabilmente, al clamore
mediatico che si è creato dopo le dichiarazioni di Fabrizio Corona contro
Signorini. Il tempismo scelto da Bettarini non sembra casuale. Il suo messaggio,
infatti, arriva proprio poche ore dopo che gli avvocati del presentatore,
Daniela Missaglia e Domenico Aiello, ne hanno reso nota la decisione di
autosospendersi da Mediaset.
Quello del 2016 non è stato l’unico battibecco televisivo tra Signorini e
Bettarini. Anche nel 2020, quando il direttore editoriale di “Chi” era già
conduttore del Grande Fratello, l’ex calciatore fu chiamato a partecipare al
reality. La sua seconda esperienza nella casa, però, durò soltanto 72 ore e
Bettarini fu eliminato perché accusato di aver usato un’espressione ritenuta
blasfema: “Purtroppo ti sei reso protagonista di un episodio che dobbiamo subito
chiarire – disse Signorini -. Ti sei lasciato sfuggire un’espressione che non
possiamo ripetere, è un’espressione blasfema. Da una vecchia volpe come te non
me lo sarei aspettato. Sei ufficialmente squalificato dal gioco, mi dispiace”,
commentò ancora. Lo stesso Bettarini, dopo la squalifica, si disse preso in giro
dalla scelta del programma: “Trovo sproporzionata la “sanzione” e, dopo 21
giorni di quarantena e 5 tamponi, mi sento preso in giro; la pedina di un gioco
al rialzo…”, disse all’epoca.
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commenta l’autosospensione di Signorini da Mediaset con un vecchio filmato sui
social. E poi lancia una frecciata al conduttore del GF proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Stefano Bettarini
Che non abbia mai avuto peli sulla lingua è cosa risaputa e Stefano Bettarini
non si è, di certo, risparmiato in una intervista con Il Corriere della Sera
Bologna. “Non ho bisogno di lavorare, ho saputo investire nel mattone e mi godo
la vita – ha affermato -. Le partite di calcio le guardo senza audio perché
certe telecronache e commenti non li sopporto”. La televisione sembra ormai un
lontano ricordo: “La facevo quando gli ascolti erano veramente alti e non ho più
voglia di essere usato“, così come anche l’addio a Milano sembra definitivo
“dopo la seconda rapina che ho subito in poche settimane, se non era sicura in
quegli anni figuriamoci adesso”.
Da padre Bettarini è sfiduciato nei confronti della giustizia dopo il terribile
agguato che il figlio Niccolò ha subito a luglio 2018 fuori dalla discoteca Old
Fashion di Milano. Per i quattro imputati condanne definitive dai 5 agli 8 anni.
“Dico solo che sono disgustato della giustizia e che se quegli ‘animali’- ha
affermato – sono liberi dopo che hanno preso tentato omicidio con 13 coltellate,
non mi sorprende il mondo e la direzione che sta prendendo. Pare purtroppo che
in Italia, venga permesso tutto”.
E ancora: “Mio figlio vive con tanta rabbia, come può vivere un essere umano
dopo tanta violenza subita e non punita”.
Sempre sul tema sicurezza Bettarini ha poi spiegato: “Ho lasciato Milano nel
2015 definitamente dopo la seconda aggressione per rapina di un orologio che
avevo subito. La prima in pieno centro, corso Garibaldi, stavo andando da
un’amica e due individui con pistole e incappucciati hanno provato a rapinarmi
senza riuscirci ma rischiai grosso. Ne uscii fortunatamente con qualche
escoriazione e basta”.
“La seconda uscendo dal garage di casa, stavo andando a Mediaset – ha aggiunto –
per partecipare a un programma di Federica Panicucci. Con la classica botta allo
specchietto mi rapinarono portandomi via un orologio Rolex Daytona in platino
dal valore di 50.000 euro. Da lì il mio cambio di vita, il trasferimento, per me
Milano non era più una città sicura. Ci sono tornato solo per toccate e fughe e
per lavori sporadici, non era una città sicura in quegli anni, figuriamoci
adesso”.
Infine sull’indagine nei suoi confronti per il calcioscommesse ha spiegato:
“Sono stato coinvolto e squalificato per omessa denuncia dalla giustizia
sportiva. In pratica avrei dovuto denunciare un mio ex compagno avversario per
qualcosa che non è mai avvenuto, perché non avevano né intercettazioni né
messaggi dove provare quanto sostenuto. Perché nella giustizia sportiva basta il
sospetto per condannarti, non come quella ordinaria dove puoi difenderti e
basarti su prove reali ed esistenti. Morale: a mio avviso, una grande buffonata.
Sono stato assolto per non aver commesso il fatto. E purtroppo furono molto
bravi i giornali a pompare notizie e accuse quando mi indagarono ma molto meno
quando venni assolto. Una volta scagionato sono usciti dei trafiletti”.
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a mio figlio sono liberi. In Italia viene permesso tutto”: lo sfogo di Stefano
Bettarini proviene da Il Fatto Quotidiano.