Pierpaolo Pretelli, ospite nella puntata di oggi 21 marzo a “Verissimo“, ha
rivelato a Silvia Toffanin di aver attraversato un momento delicato. Il
riferimento è ad una delle puntate di “Falsissimo” in cui Fabrizio Corona ha
fatto riferimento a un sex-tape presunto che l’ex gieffino avrebbe mandato ad
Alfonso Signorini.
Circostanza poi rettificata, in una puntata successiva dall’ex re dei paparazzi.
Pretelli da quel momento si è chiuso in un silenzio mediatico per lungo tempo,
lasciando così intende di attraversare una momento molto delicato della sua
vita.
“Un po’ di tempo fa qualcuno ha provato a buttarmi un po’ del fango addosso
senza un briciolo di verità, – ha detto a Tofffanin – quindi tutto ovviamente
infondato. Però sai cosa? Quando hai la verità dalla tua parte, quando tu ti
alzi al mattino e ti guardi allo specchio e sei fiero di quello che sei, di
quello che hai costruito con un mattoncino su un mattoncino, uno dopo l’altro
non hai né da rispondere. Penso che il silenzio sia la risposta più giusta in
questi casi, quindi è quello che ho fatto io”.
E infine: “La famiglia mi è stata molto vicina, perché sanno chi sono e da dove
vengo. Quindi è stato anche facile affrontare un momento così delicato. Sono
grato alla vita per avere una solidità familiare che ti aiuta ad affrontare
anche i momenti un po’ più difficili”.
L'articolo “Un po’ di tempo fa qualcuno ha provato a buttarmi un po’ del fango
addosso senza un briciolo di verità”: Pierpaolo Pretelli risponde a Fabrizio
Corona proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Fabrizio Corona
Il caso giudiziario che da diversi anni vede coinvolto Lorenzo Pellegrini arriva
nelle aule di Tribunale. Il gup di Roma ha infatti disposto il rinvio a giudizio
di Fabrizio Corona con l’accusa di diffamazione nei confronti del centrocampista
giallorosso. Il procedimento è stato fissato per il prossimo primo dicembre
davanti al tribunale monocratico.
Al centro della vicenda c’è la pubblicazione a ottobre 2023 sul sito
dillingernews.it di un’intervista a una escort di 25 anni che aveva accusato
Pellegrini di stalking. Accuse risalenti addirittura all’anno precedente che,
secondo quanto emerso dalle indagini, si sono rivelate infondate. La donna – a
cui vengono contestati i reati di calunnia e minacce – aveva raccontato di
presunti incontri con il calciatore e di comportamenti ossessivi, una
ricostruzione poi smentita dagli accertamenti degli inquirenti, secondo cui i
due non si sarebbero mai conosciuti.
Proprio la diffusione di quell’intervista è alla base della contestazione mossa
a Corona, accusato di aver contribuito a ledere la reputazione del giocatore. Un
passaggio che rappresenta l’evoluzione di un’indagine nata tra Roma e Parma a
partire dalla denuncia della 25enne, con diversi trasferimenti di competenza e
verifiche investigative che hanno progressivamente ridimensionato l’impianto
accusatorio nei confronti del calciatore. “Siamo soddisfatti di questo passaggio
processuale. Una decisione che ritengo doverosa: la sede dove ora verrà
approfondita questa vicenda è il dibattimento”, ha commentato all’Ansa
l’avvocato Federico Olivo, legale di Pellegrini.
Per il capitano della Roma, 29 anni e un contratto in scadenza a giugno, la
vicenda giudiziaria ha rappresentato un caso mediatico significativo. Sposato e
padre di tre figli, il centrocampista aveva sempre respinto ogni accusa,
affidando ai propri legali la tutela della sua immagine dopo la diffusione delle
notizie. Le indagini avevano già evidenziato come le dichiarazioni della donna
fossero prive di riscontri, portando a un ribaltamento del quadro iniziale. Ora
il procedimento a carico di Corona segna un ulteriore sviluppo di una storia
che, partita da accuse gravi nei confronti di un calciatore di primo piano del
campionato italiano, si è progressivamente trasformata in un caso di presunta
diffamazione.
L'articolo Accuse di stalking a Lorenzo Pellegrini: Fabrizio Corona finisce a
processo per diffamazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Umberto Brindani è l’attuale direttore del settimanale Gente, ma anche un volto
tv, spesso ospite in diversi programmi sia Rai sia Mediaset. In queste ore, un
suo post sta facendo il giro dei social, perché si tratta di un racconto
professionale e umano che inizia con una frase molto netta, che dà una direzione
precisa: “Triturato dai Falsissimo di Corona, Alfonso Signorini si è dimesso da
direttore editoriale di Chi, dopo aver mollato anche il GF. Nel suo lungo e
mieloso editoriale d’addio sull’ultimo numero di Chi, a un certo punto scrive:
‘Ringrazio i tre direttori che sono stati un faro per la mia crescita
professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese’. Tralasciamo
quella virgola tra ‘direttori’ e ‘che’ (l’accuratezza nella scrittura non è mai
stata un suo punto di forza), ma forse manca qualcosa? O qualcuno? Vediamo”.
Brindani racconta allora di essere stato il successore di Silvana Giacobini alla
guida del “settimanale mondadoriano”. Ancora: “Con Carlo Rossella ho lavorato a
lungo e fui anche per qualche anno suo condirettore a Panorama: grande esperto
di Esteri, scrittura fluida, spiritosissimo, uomo di relazioni e, in definitiva,
un geniaccio. Con Pietro Calabrese, che purtroppo è scomparso diversi anni fa,
non ho mai lavorato, ma ricordo la sua gentilezza e la sua disponibilità nel
darmi una mano quando arrivò in Mondadori al posto di Rossella: io dirigevo Chi
e ogni tanto ci scambiavamo opinioni e suggerimenti”.
“ECCO CHI MANCA NEI RINGRAZIAMENTI DI SIGNORINI: IL SOTTOSCRITTO”
Poi arriva l’affondo diretto ad Alfonso Signorini: “Quindi? Ah, ecco chi manca
nei ringraziamenti di Signorini: il sottoscritto. Aridaje: se ne era già
dimenticato nella recente celebrazione dei 30 anni del settimanale. Si vede che
proprio non gli entra in testa. O forse ha cancellato dalla memoria l’anno e
mezzo che abbiamo passato insieme, io alla direzione e lui alla vicedirezione di
Chi. Si chiama damnatio memoriae e, in un certo senso, anche alla luce degli
ultimi avvenimenti, quella dimenticanza dovrei considerarla quasi una medaglia.
Ma siccome sono innamorato della verità dei fatti, ecco come sono andate le
cose. Un piccolo ‘insider’ su come funziona il mondo editoriale”.
Brindani racconta quindi il percorso fatto dall’ex conduttore del Grande
Fratello, che “sotto la Giacobini, a un certo punto si ritrovò a spasso, per
motivi a me sconosciuti. Rossella e io lo recuperammo a Panorama, come
collaboratore esterno a singhiozzo. Ci serviva la sua già allora enorme rete di
contatti con il mondo del gossip (…). Poi Alfonso, sempre da freelance, approdò
in tv alla corte di Piero Chiambretti come ‘lookologo’ ed ebbe un buon successo.
Al punto che, sempre Rossella e io, dedicammo ai due una copertina, stavolta un
po’ più memorabile, soprattutto per il titolo che mi inventai: ‘I rimbambini'”.
“MI CHIAMARONO A DIRIGERE CHI, PENSAI DI CHIAMARE SIGNORINI”
Nel 2004 Brindani passò alla direzione di Gente, mentre Signorini continuò a
essere un collaboratore “non assunto” a Panorama (“anche quando Rossella cedette
il passo a Calabrese. Insomma, con nessuno dei tre direttori ‘ringraziati’ ebbe
un vero, formale rapporto di lavoro: una se ne liberò, gli altri due lo
sfruttarono come contributor esterno”). Nel 2005, dopo le dimissioni di
Giacobini, Brindani venne chiamato a dirigere Chi e gli venne l’idea di dire al
manager Nini Briglia, di Mondadori, di prendere proprio Signorini: “Lui rispose:
‘Ci abbiamo già pensato, anzi gli abbiamo già parlato: vorrebbe venire come
condirettore’. Malefico Briglia. Ci rimasi un po’ male: ma come, mi avevano già
preparato la sorpresa? Ribattei: ‘Nini, condirettore è troppo, lo prendo come
vice e vediamo come va, poi semmai più avanti lo promuoviamo. Non preoccuparti,
glielo spiego io'”.
Signorini accettò e la collaborazione iniziò con “risultati di vendita
eccezionali”. Prima di iniziare, Signorini si tirò fuori “dal cast di personaggi
che erano seguiti da Lele Mora (figuravano la sua foto e il suo nome sul sito
della LM Management)”. Nel 2006 Brindani venne chiamato anche a dirigere Tv
Sorrisi e Canzoni, mentre la direzione di Chi passò a Signorini.
“Dopo un paio d’anni, con il giornale che reggeva benissimo (1.070.000 copie
diffuse), mi licenziarono, di botto. Il giorno prima avevo incontrato in bagno
Signorini, che era direttore di Chi. Lavandoci le mani, mi sussurrò: ‘Stai
attento, stanno succedendo delle cose…’. Quali? ‘Non posso dirtelo’. Lo scoprii
di lì a 24 ore: io cacciato, lui nominato anche direttore di Sorrisi (che nei
tre mesi successivi, giusto per gradire, perse 300 mila copie). Da allora,
diciamo che il rapporto tra noi si incrinò leggermente… Io ricominciai a
lavorare a testa bassa, prima a Oggi e, da tre anni, di nuovo a Gente. Lui
spiccò il volo verso una luminosa carriera di megadirettore, conduttore
televisivo, regista teatrale, scrittore e, soprattutto, potente tra i potenti
d’Italia. Fino alla recente, rovinosa caduta. Questa è la storia. Morale della
favola: mi spiace sinceramente di non essere stato citato tra i direttori
ringraziati, ma forse dovrei esserne orgoglioso”.
L'articolo “Sono stato io a portare Alfonso Signorini a Chi, poi mi licenziarono
e lui non disse niente. Ora non mi ringrazia nel suo mieloso editoriale di
dimissioni? Forse dovrei esserne orgoglioso”: così Umberto Brindani proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Alfonso Signorini affida a un editoriale sul nuovo numero di Chi in edicola
mercoledì 4 marzo l’addio alla direzione editoriale del settimanale,
sottolineando come il ‘caso Corona’ non abbia influenzato la sua scelta. “Care
lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda
che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il
momento di farlo”.
L’EDITORIALE DI ALFONSO SIGNORINI
Il conduttore tv sostiene che la decisione è maturata nel 2023, quando “ho
cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo
vissuto, non era più prioritario”, riporta l’Ansa che ha letto in anteprima
l’editoriale. “Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo
mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi.
Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita“. Un addio graduale, che
lo ha visto in un primo momento affidare la direzione a Massimo Borgnis, e poi
lasciare anche la direzione editoriale.
IL ‘GRAZIE’ AI LETTORI
Signorini ringrazia i vertici del Gruppo Mondadori ma anche i lettori: “In un
cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre
lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della
mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti, più
semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali”.
LE PAROLE SU FABRIZIO CORONA
In merito al ‘caso Corona’, invece, spiega che “lo squallore si commenta da
solo. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma
c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da
chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala
fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una
ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.
In conclusione, Signorini fa sapere che a tempo debito spiegherà meglio “tutto
quello a cui sto alludendo”. “Non vedo l’ora di farlo” annuncia.
Intanto proprio per questa sera alle ore 21 è prevista l’uscita di una nuova
puntata di “Falsissimo”, intitolata: “La resa dei conti” con nuove ‘rivelazioni’
su Mediaset, la famiglia Berlusconi e lo stesso Signorini.
L'articolo Alfonso Signorini lascia la direzione di “Chi”: “È il momento di
farlo, inizio una nuova vita. Corona? Lo squallore si commenta da solo” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Lo scorso 26 gennaio il giudice Roberto Pertile ha imposto a Fabrizio Corona,
accogliendo l’istanza degli avvocati di Alfonso Signorini, di non diffondere
ulteriori contenuti “di carattere diffamatorio” contro il conduttore: ora
l’imprenditore del web, con i suoi legali civilisti e l’avvocato Ivano Chiesa,
avrà un’udienza per il ricorso fissata per il 19 davanti ad un collegio del
Tribunale civile di Milano.
Pertile aveva anche imposto all’ex rei dei paparazzi di rimuovere “i contenuti
di carattere diffamatorio” contro l’ex conduttore del Grande Fratello già messi
su web e social e di consegnare il materiale, compresi documenti, chat, immagini
e video usati per le puntate del suo format ‘Falsissimo’.
Per il giudice, Corona con quei video di attacchi a Signorini, difeso dai legali
Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha solo alimentato un “pruriginoso
interesse del pubblico” e una “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali”.
E ha accusato il conduttore “di aver ‘perpetrato condotte immorali, deplorevoli
e penalmente rilevantì”, senza “neppure il conforto di prove”, per “offendere”
la sua “dignità” e “ricavare profitto”.
Per l’avvocato Chiesa, invece, quel provvedimento di inibitoria si muove dal
“presupposto errato che Fabrizio abbia voluto parlare dei gusti sessuali di
Signorini”, mentre lui ha “denunciato l’esistenza di un sistema che avrebbe
comportato la commissione di reati: ci sono denunce e un’indagine”. Da qui il
reclamo con al centro la libertà di espressione tutelata dalla Costituzione,
contro ogni forma di “censura preventiva”.
Nel frattempo, il giudice Pertile ha trasmesso alla Procura gli atti per
indagare l’ex agente fotografico per “mancata esecuzione dolosa di un
provvedimento del giudice” per alcune violazioni. E Corona, tornato attivo sui
social dopo il blocco imposto dai colossi del web nelle scorse settimane, sta
annunciando da giorni il suo ritorno sul canale YouTube con una nuova puntata di
‘Falsissimo’ prevista per il 2 marzo.
L'articolo Fabrizio Corona: il 19 marzo l’udienza contro lo stop ai video su
Signorini. E intanto l’ex re dei paparazzi annuncia il ritorno su Youtube
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sto male, ho una malattia, una roba brutta che non guarisce. Sono stato
ricoverato varie volte, da due mesi non riesco a curarla”. Fabrizio Corona torna
a parlare delle proprie condizioni di salute, dopo che nei giorni scorsi le foto
che lo ritraevano su un letto d’ospedale hanno allarmato i fan. Questa volta
affida ai microfoni di Radio Marte le proprie parole. Ospite di Fabio Brescia il
17 febbraio, l’ex re dei paparazzi fa sapere, come riporta Fanpage: “Per me è
uno sforzo. I medici dicono ‘ti devi fermare 10 giorni’, un amico con cui lavoro
mi dice ‘i grandi campioni si fermano e ripartono’, ma io non ho il tempo,
soprattutto ora. In questo momento ogni giorno vale oro. Sto combattendo la
battaglia più importante della mia vita, ogni giorno ha un valore, non posso
permettermi di stare 4 giorni a letto“.
Solo pochi giorni fa Corona, ricoverato 3 giorni nel reparto di cardiologia del
Fatebenefratelli di Milano, aveva spiegato al sito con sede a Napoli: “Ho
un’infezione grave, sto male da tre settimane. Non capiscono”. Allo stesso tempo
però aveva già fatto capire chiaramente che non si sarebbe fermato, e infatti
sarebbe volato a Napoli per un evento nella giornata del 16 febbraio. Nel
frattempo c’è molta attesa per il prossimo 2 marzo, quando – stando ancora alle
parole dello stesso Corona – ‘sgancerà’ un nuovo contenuto YouTube che verterà
su Mediaset e Alfonso Signorini, malgrado il provvedimento che gli proibisce di
diffamare il conduttore e la causa civile che 6 personaggi vicini all’azienda di
Cologno Monzese hanno promosso nei suoi confronti.
L'articolo “Ho una malattia, roba brutta che non guarisce ma non posso
fermarmi”: Fabrizio Corona parla dopo il ricovero in ospedale proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Non mi state fermando. Mi state ricreando“: queste le parole scritte da
Fabrizio Corona su X lo scorso 14 febbraio a commento di due foto che lo
ritraevano su un letto di ospedale. E, secondo Fanpage, l’ex re dei paparazzi è
stato ricoverato tre giorni in cardiologia al Fatebenefratelli di Milano. “Ho
un’infezione grave, sto male da tre settimane. Non capiscono”, ha detto Corona
al sito con sede a Napoli. E a proposito della città partenopea, ci sarebbe già
un evento il 16 febbbraio a Fuorigrotta che prevede la partecipazione del
creatore di Falsissimo, a poche ore quindi dalle dimissioni dall’ospedale. Lo
scrive sempre Fanpage.
IL PROFILO APERTO SU X
Quello che è certo, è che Corona si è preso una pausa forzata dai social: è
stata un’azione dell’ufficio legale di Mediaset a portare, come raramente
accade, sia Google a rimuovere tutti i contenuti del format Falsissimo di
Fabrizio Corona da YouTube, sia Meta a bloccare il profilo Instagram dell’ex re
dei paparazzi. Rimosso anche quello su TikTok. Ora per Corona rimane X, che però
usa con parsimonia, anche per la diversa natura del social di Musk rispetto agli
altri.
> Non mi state fermando. Mi state ricreando. pic.twitter.com/gaOCjLgzlY
>
> — Fabrizio Corona (@FMaria_Corona) February 14, 2026
L'articolo Fabrizio Corona ricoverato a Milano: “Ho un’infezione grave, sto male
da tre settimane. Non capiscono”. Poi vola a Napoli per un evento proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico Ministero” per
“mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. A scriverlo è
Roberto Pertile, giudice del Tribunale civile di Milano dopo che Alfonso
Signorini, attraverso i suoi legali Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha
fatto ricorso. Perché? Corona ha violato l’ordinanza del 26 gennaio scorso,
emessa dallo stesso Pertile: nel provvedimento di “inibitoria” il giudice
Pertile aveva ordinato all’ex agente fotografico di rimuovere tutti i video del
format Falsissimo su Signorini, di non pubblicare ulteriori “contenuti
diffamatori” e di consegnare tutto il materiale, tra cui chat e immagini, usato
per quelle puntate contro il conduttore. Fabrizio Corona, secondo Pertile,
ostenta “in modo plateale il suo rifiuto di ottemperare al provvedimento
cautelare” e arriva “persino a compiacersi di tale suo illecito rifiuto”.
Intanto Corona è tornato su Instagram con un nuovo profilo, dopo che Meta aveva
provveduto a chiudere il suo. Ed è anche approdato su X.
L'articolo Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico
Ministero”. Ecco cosa è accaduto proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’avvocato Ivano Chiesa, difensore di Fabrizio Corona, ieri 7 febbraio, ha
ricevuto una comunicazione dal colosso del web Meta sulla rimozione del suo
profilo social per violazione degli standard della community. “Mi hanno sospeso
l’account Instagram, – ha spiegato Chiesa – perché non avrei rispettato gli
standard di Meta. Poiché io parlo solo di questioni giudiziarie, ovviamente con
i dovuti modi, lo considero un atto di censura ancor più grave di quello fatto
nei confronti del mio assistito Corona. Silenziare i difensori è tipico delle
dittature più orribili”.
Immediata la replica di Mediaset: “Contrariamente a quanto si sta insinuando
nelle ultime ore, Mediaset non c’entra nulla con la sospensione dell’avvocato
Ivano Chiesa da Instagram, il profilo non è mai stato segnalato”.
È quanto fanno sapere fonti del Gruppo smentendo di avere mai segnalato i
profili social del legale di Fabrizio: “È appannaggio delle piattaforme decidere
cosa sospendere e cosa no”, precisano le stesse fonti.
Intanto è fissata per il 21 settembre prossimo, davanti al Tribunale civile di
Milano, la prima udienza della causa civile contro Fabrizio Corona intentata dal
gruppo Mediaset, da Pier Silvio e Marina Berlusconi, da Maria De Filippi, Silvia
Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, con una richiesta di danni
reputazionali e patrimoniali da 160 milioni di euro.
L’atto di citazione è stato notificato a Corona e alla sua società Atena. Gli
eventuali risarcimenti saranno destinati, ha spiegato il gruppo di Cologno
Monzese, “alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza
legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice
rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo”.
Fabrizio Corona, al quale Meta ha sospeso gli account compreso il secondo
profilo provvisorio, è sbarcato su X, l’ex Twitter di Elon Musk, e ha spiegato
“la richiesta di rimozione delle pagine social, la richiesta della rimozione del
canale YouTube, la richiesta dei 160 milioni in sede civile da parte di Mediaset
nei miei confronti sono atti intimidatori fatti con metodo mafioso” Con questo
messaggio Fabrizio Corona ha aperto un profilo sull’ex Twitter di Elon Musk.
L'articolo “Mi hanno sospeso Instagram, censura ancor più grave di quella fatta
al mio assistito Corona”: la denuncia dell’avvocato Chiesa. Mediaset replica:
“Non c’entriamo nulla, mai segnalato il suo profilo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Fabrizio Corona torna sui social, questa volta su X, l’ex Twitter di Elon Musk,
mentre prosegue il confronto giudiziario con Mediaset e si moltiplicano le
iniziative legali nei suoi confronti. L’apertura del nuovo profilo è stata
annunciata dallo stesso Corona prima su una chat Telegram e poi direttamente
sulla piattaforma, con un messaggio in cui definisce “atti intimidatori fatti
con metodo mafioso” le richieste di rimozione dei suoi contenuti, la chiusura
dei canali social e la maxi causa civile da 160 milioni di euro intentata da
Mediaset. Contestualmente, il profilo Instagram che Corona era riuscito ad
aprire nuovamente è stato rimosso ancora una volta. Su X l’ex re dei paparazzi
ha già iniziato a pubblicare una serie di messaggi in cui ribadisce di non avere
intenzione di fermarsi e rilancia gli attacchi al gruppo di Cologno Monzese.
Sul fronte giudiziario, è stata fissata per il 21 settembre, davanti al
Tribunale civile di Milano, la prima udienza della causa civile promossa da
Mediaset insieme a Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia
Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. La richiesta complessiva di
risarcimento ammonta a 160 milioni di euro per danni reputazionali e
patrimoniali, legati a quella che viene definita una “campagna di odio” e
diffamazione caratterizzata da una “violenza verbale inaudita”.
L’atto di citazione è stato notificato a Corona e alla sua società Atena.
Mediaset ha spiegato che eventuali risarcimenti derivanti dalle azioni civili
saranno destinati alla creazione di un fondo per coprire le spese legali delle
vittime di stalking, dei reati previsti dal Codice Rosso e dei fenomeni di
cyberbullismo. I tempi del procedimento civile si preannunciano lunghi, con
rinvii per il deposito di memorie e contromemorie e la possibile audizione di
testimoni. Nel frattempo, il gruppo Mediaset sta integrando progressivamente la
denuncia per diffamazione già presentata alla Procura di Milano, sulla base
delle nuove contestazioni che emergono quasi quotidianamente.
Parallelamente, i legali di Corona hanno presentato reclamo contro l’ordinanza
con cui, il 26 gennaio scorso, il giudice del Tribunale civile di Milano Roberto
Pertile aveva accolto il ricorso d’urgenza di Alfonso Signorini. Il
provvedimento imponeva a Corona la rimozione immediata, da ogni piattaforma e
social a lui riconducibili, di tutti i contenuti riguardanti il giornalista,
finito al centro di alcune puntate di Falsissimo dedicate a presunti meccanismi
opachi nella selezione dei concorrenti del Grande Fratello Vip. La decisione era
stata definita dalla difesa una forma di censura e aveva innescato un botta e
risposta con Mediaset, prima dell’oscuramento dei profili social di Corona e del
programma.
Mentre tenta senza successo di rientrare su Instagram, Corona apre ora un nuovo
fronte puntando sul teatro. Falsissimo diventa uno spettacolo dal vivo che
promette un racconto “senza filtri” su potere mediatico, informazione e gossip.
Cinque le date già annunciate per maggio: Milano il 7, poi Catania, Napoli, Roma
e Padova. I biglietti sono in vendita a prezzi compresi tra i 30 e i 45 euro.
L'articolo Fabrizio Corona riapre su X, profili social rimossi e maxi causa
Mediaset: fissata la prima udienza proviene da Il Fatto Quotidiano.