Non solo Fiorello, anche il suo pupillo Gabriele Vagnato (hanno lavorato assieme
a ‘Viva Radio2’) ha preso le sembianze di Fabrizio Corona. L’attore e conduttore
ha pubblicato sul suo canale YouTube una parodia dell’ex re dei paparazzi, al
centro delle note vicende e accuse del presunto sistema Signorini con un
contenzioso aperto anche con Mediaset.
Vagnato mostra anche un messaggio criptico mandato da Corona stesso che recita
“ho bisogno di un giorno per riflettere”. Si suppone riflettesse se dare o meno
il consenso per una telefonata che si evince ad inizio video in cui Vagnato nei
panni di Corona chiama “l’originale”. Cosa si saranno detti? Non lo sapremo mai,
anche perché Vagnato probabilmente avrà rispettato il “no” di Corona e quindi
non ha mostrato la chiamata in questione.
I principali colossi della Rete, come raramente accade, hanno bloccato i profili
di Fabrizio Corona e fatto tabula rasa dei video che ancora circolavano di
“Falsissimo”. Vagnato ad inizio clip fa vedere una intervista di tre mesi fa, in
cui l’ideatore di “Falsissimo” dichiara: “Della morte non me ne frega niente, se
mi chiudono il canale YouTube. Prendo questa (una mazza), vado da Google e
incomincio a distruggerlo“. Tutto previsto….
L'articolo “Ho bisogno di un giorno per riflettere”: Fabrizio Corona riappare
(ma non appare) per cantarle con Gabriele Vagnato con una tv nella bara – IL
VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Fabrizio Corona è stato ospite al Peppy Night, programma condotto da Peppe
Iodice in onda sul Canale21 e disponibile su Youtube. L’intervista risale a
poche ore prima della chiusura dei profili social dell’ex re dei paparazzi.
Rimozione che non è dovuta, a quanto si è saputo, ad un provvedimento della
magistratura penale: è stata un’azione dell’ufficio legale di Mediaset a
portare, come raramente accade, sia Google a rimuovere tutti i contenuti del
format Falsissimo di Fabrizio Corona da YouTube, sia Meta a bloccare il profilo
Instagram dell’ex re dei paparazzi. Rimosso anche quello su TikTok. Notizia che,
quindi, non è stata commentata da Corona.
Durante la chiacchierata con Iodice, l’imprenditore web è tornato a parlare di
Gerry Scotti: “Non m’ha mica denunciato, perché non m’ha denunciato? Perché nel
momento in cui denunci una persona se poi vai in aula e quello di porta le cose
si chiama exceptio veritatis ed è finita”. Parole dell’ex re dei paparazzi che
non trovano al momento alcuna conferma o smentita da parte del conduttore. Poi
la domanda di Iodice, se Falsissimo sia fatto più per senso di giustizia o per
soldi: “Lo faccio per soldi. Ma la televisione com’è nata, per soldi. I
conduttori cosa fanno, lavorano per soldi, gli artisti lavorano per soldi, gli
stessi calciatori. Ecco, io guadagno tanti soldi ma non è che li guadagno con
Falsissimo, li guadagno da quando ho 25 anni, poi li ho persi, li ho bruciati,
li ho fatti, ma ho guadagnato milioni e milioni e milioni di euro. Qual è la
differenza rispetto a prima? È vero che questa cosa che ho costruito mi ha fatto
guadagnare un sacco di soldi e continua a farmi guadagnare, insieme ad altre
cose, un sacco di soldi ma questa roba qui che faccio è una roba cerebrale, nel
senso che tu non è che ti metti li e fai un video, è una roba che tu devi
studiare la notte, guardare le carte, fai una sorta di introiezione e nei 3 o 4
giorni prima della puntata stai male, hai herpes, io lavoro 20 ore al giorno e
faccio una vita da rinchiuso, tanto è vero che domani andrò a farmi un check up
perché il corpo ha ceduto. Lo faccio anche per un senso di verità, se tu sei
nella posizione di poter intercettare un pubblico che capisce questo… Perché se
un altro si mettesse nello sgabello a fare quello che faccio io, se la gente non
sentisse l’empatia, l’enfasi, come lo dici, come lo fai, non fingi, trasmetti
verità. Se ho mai paura? Mai”.
L'articolo Fabrizio Corona: “Perché lo faccio? Per soldi. Ma la televisione per
cosa è nata? Questa cosa, insieme ad altre, me ne ha fatti guadagnare un sacco.
E lo faccio per un senso di verità” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Claudio Lippi, dopo l’audio mandato in onda da Fabrizio Corona nella puntata di
Falsissimo incentrata su Mediaset, rompe il silenzio. L’ex conduttore ha deciso
di aprire un account Instagram per parlare direttamente con i suoi follower.
“Eccomi, sono vivo, non sono in terapia intensiva come avrete visto nel corso di
altri appuntamenti”, esordisce Lippi nel primo video pubblicato, smentendo
quindi la ricostruzione di Corona che aveva detto che era “in fin di vita anche
se lui dice che non sta morendo”.
Lippi spiega di aver aperto il profilo dopo “l’insistenza e il supporto” della
figlia Federica. “Ho una lunga storia da raccontarvi”, continua, promettendo
“dopo 21 anni di silenzio” di raccontare molte cose. “Credo di poter pretendere
di farvi conoscere direttamente quello che sono e quello che costruisco, dire la
verità per me è essenziale – continua – Io ho un credo solo, vero, il rispetto e
la dignità. Non voglio fare la vittima”. Lippi invita quindi i suoi follower a
fare domande se hanno “curiosità sulla tv che frequento da 60 anni”. “Spero vi
sia chiaro che è un modo per me di sentirmi vivo, perché lo sono. Sano
magari…però sono vivo”, continua ancora ringraziando anche Corona e il suo
coraggio. “Molti hanno aperto una finestrella – conclude – rendendosi conto che
la tv è uno strumento straordinario. Ma che non è tutto vero e dietro ci sono i
circolini”.
L'articolo “Sono vivo”, Claudi Lippi rompe il silenzio con un video e apre un
profilo Instagram: “Dopo 21 anni, vi racconterò…” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sono stati rimossi i profili social di Fabrizio Corona. In particolare, non è
più visibile quello Instagram, dove si legge che la pagina è stata “rimossa”.
Negli spazi social a lui riconducibili, l’ex re dei paparazzi rilanciava alcuni
spezzoni di Falsissimo, il suo programma Youtube, e in particolare le ultime
puntate con al centro dichiarazioni su Mediaset e su Alfonso Signorini, compresa
quella messa online ieri sera, nella quale Corona è tornato a parlare del
“sistema Signorini”.
La rimozione non è dovuta, a quanto si è saputo, ad un provvedimento della
magistratura penale, ma potrebbe essere legata alla recente sentenza di
inibitoria del Tribunale civile di Milano o ad un’azione autonoma dei colossi
del web, tra cui Meta, dopo denunce e diffide arrivate per contenuti
diffamatori. “Non so il perché della rimozione, ma è a rischio la libertà di
parola”, ha detto il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa.
Lo scorso 31 gennaio è stata è stato rimosso da YouTube l’ultimo episodio di
Falsissimo grazie ad uno strumento presente nelle linee guida della piattaforma:
lo strike per violazione del copyright. La rimozione sarebbe stata richiesta da
Mediaset per bloccare la diffusione di quella che l’azienda aveva definito una
“reiterazione di falsità gravissime, menzogne che ledono la reputazione di una
società quotata in borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in
modo vergognoso anche le loro famiglie”.
L'articolo Rimossi i profili social di Fabrizio Corona: pagine Instagram
irraggiugibili. Ieri sera l’ex re dei paparazzi aveva pubblicato la nuova
puntata di Falsissimo proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’avvocato Ivano Chiesa è stato ospite, sabato 31 gennaio, a Rai Radio 2 nel
programma “Maschio Selvaggio” condotto da Nunzia De Girolamo e Gianluca Semprini
per commentare i nuovi fronti giudiziari che vedono coinvolti il suo assistito
Fabrizio Corona e Mediaset. Durante l’intervista all’avvocato i due conduttori
hanno sottolineato come i contenuti diffusi da Corona tocchino spesso la sfera
intima e privata delle persone, “mettendo in dubbio l’effettivo interesse
pubblico delle rivelazioni”.
L’avvocato Chiesa ha però ribattuto con fermezza: “Io non conosco i contenuti
prima che vengano pubblicati, ma Fabrizio è intelligente, sa dove è il limite”.
Sulle possibili contromosse di Cologno Monzese, il legale non ha mostrato
timore: “Da Mediaset mi aspetto azioni giudiziarie scatenate, ma non c’è alcun
problema. Siamo qua. Fabrizio sta benissimo, è carico a mille e queste
iniziative lo motivano ulteriormente”.
Chiesa fa il punto anche sull’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni
manager di Google per la diffusione di chat private. Se per Signorini il legale
parla di “atto dovuto”, esprime forti perplessità sulle ipotesi di reato legate
alla piattaforma: “Capisco il concorso in diffamazione, ma sulla ricettazione
faccio veramente fatica”. Secondo Chiesa, Corona ha ormai raggiunto una maturità
strategica: “Non è stupido come molti pensano, ha imparato a gestire il confine
del rischio”.
Incalzato dai conduttori sulla natura delle rivelazioni di Fabrizio Corona,
definiti da molti come una forma di “dossieraggio” mediatico, il legale ha
rispedito le accuse al mittente: “Anche il più farabutto d’Italia ha il diritto
di dire ciò che pensa. Se qualcuno si sente offeso, sporga querela o chieda i
danni dopo, non prima”.
Chiesa ha poi contestato la tesi secondo cui il diritto di cronaca spetterebbe
solo ai giornalisti iscritti all’albo: “Dire che Fabrizio non può parlare perché
non è giornalista è un errore giuridico. Se tu fondi uno degli aspetti
essenziali della sentenza sul fatto che ‘’Falsissimo’’ non è una testata
giornalistica, stai dicendo che lo avesse fatto una testata registrata sarebbe
andato bene? Il principio non cambia”. Secondo Chiesa, la decisione dei
magistrati creerebbe una “frattura nel sistema” che minaccia non solo Corona, ma
chiunque voglia manifestare opinioni in modo aggressivo o “ficcante”.
L'articolo “Da Mediaset mi aspetto azioni giudiziarie scatenate, ma non c’è
alcun problema. Fabrizio Corona non è stupido come molti pensano”: così
l’avvocato Ivano Chiesa proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Qualche pistola ha detto che Travaglio difende Fabrizio Corona, non è vero
niente io ho parlato di un principio che prescinde dalle persone. Ho scritto un
pezzo perché un giudice di Milano aveva sequestrato tutta una puntata del suo
talk su Youtube, Falsissimo, su Alfonso Signorini e un altro giudice aveva
ordinato con urgenza a corona di ritirare dai social ogni video e contenuto
audio, scritto diffamatorio su Signorini. Il giudice aveva stabilito che quello
che aveva già pubblicato era diffamatorio e violava la privacy. E fin qui ci
sta. Il problema è che poi il giudice è andato oltre e ha anche preventivamente
ordinato di non rifarlo. Cioè di non trasmettere altri contenuti lesivi della
privacy di Signorini perché Corona dice cerca solo la morbosa curiosità del
pubblico per fare soldi. E qui secondo me non ci siamo più. Uno può decidere se
una cosa è diffamatoria dopo averla vista e letta, non prima che venga diffusa
altrimenti si chiama censura preventiva e con quel pericoloso precedente oggi
può toccare a Corona e domani a chiunque altro”. Così Marco Travaglio ad
Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi in onda ogni sabato sul Nove
con la partecipazione di Andrea Scanzi, commenta quanto accaduto con il
programma di Corona, Falsissimo, e le puntate dedicate all’ex conduttore del Gf,
messe “offline”.
Il direttore del Fatto Quotidiano quindi, spiega di aver “difeso il principio” e
non l’ex re dei paparazzi “di cui non me ne importa niente”. “Mi sono domandato,
ma se al posto di Signorini e dei figli di Berlusconi ci fosse stato un
passante, avrebbe ottenuto lo stesso? Ne dubito. Poi è uscito il comunicato di
Mediaset che applaudiva il giudice e per poco non cadevo dalla sedia per le
risate”.
Travaglio spiega quindi il paradosso della nota stampa, leggendone alcune parti.
“A me sembra l’autoritratto di Mediaset, cioè di 35 anni di Fininvest, tg talk,
giornali, Chi, il settimanale di gossip diretto per 17 anni da Signorini.
Cos’altro fa Chi se non cerare la morbosa curiosità del pubblico per monetizzare
violando la privacy di centinaia di vip o presunti tali? E ora invocano la
privacy per se e da 30 anni la calpestano per gli altri. Voi direte, ma dov’è
l’interesse pubblico sulle abitudini sessuali di Signorini, Marina Berlusconi,
Piersilvio Berlusconi, Gerry Scotti, Letterine eccetera? – continua il direttore
– assolutamente d’accordo. E dov’è l’interesse pubblico per tutti i baci
furtivi, gli amori e le corna di tutti i vip sputtanati da Chi, magari con le
foto fornite da Corona?”.
“Quindi torniamo al punto di partenza – conclude – chi si sente diffamato
querela chi ha già parlato di lui. Vogliamo stabilire nuovi strumenti contro
queste nuove forme di diffamazione così immediate? Facciamolo, ci vuole una
legge però. Nessuno può pretendere che qualcuno non parli mai più di lui. E
comunque anche qui, tutte le testate del gruppo Berlusconi da anni non fanno che
diffamare chiunque dia fastidio alla real casa di Arcore, esattamente come ora
la real casa di Arcore accusa Corona di fare contro se stessa”.
L'articolo “Corona? Si può decidere se una cosa è diffamatoria dopo, altrimenti
si chiama censura preventiva. È un pericoloso precedente”. Così Marco Travaglio
sul Nove proviene da Il Fatto Quotidiano.
Lo scontro a distanza tra Mediaset e Fabrizio Corona sarebbe arrivato a una
svolta. L’ultimo episodio di Falsissimo, in cui l’ex paparazzo accusava volti
noti e importanti dell’azienda Cologno Monzese, è stato rimosso da YouTube
grazie ad uno strumento presente nelle linee guida della piattaforma: lo strike
per violazione del copyright.
La rimozione sarebbe stata richiesta da Mediaset per bloccare la diffusione di
quella che l’azienda aveva definito una “reiterazione di falsità gravissime,
menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in borsa e, ancora
peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro
famiglie”. Secondo Mediaset quello di Corona sarebbe “un metodo che normalizza
l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo”, come Il
Biscione ha sottolineato in una nota pubblicata negli scorsi giorni. Ed è
probabilmente per questo motivo che l’azienda si è affrettata a chiedere la
rimozione delle puntate di Falsissimo sfruttando una norma presente nelle policy
di YouTube.
Gli avvocati di Alfonso Signorini erano già riusciti ad ottenere da un giudice
l’oscuramento degli episodi 19 e 20 del programma web, in cui Corona sosteneva
per la prima volta l’esistenza di una fitta rete di messaggi, ritenuti a sfondo
sessuale, tra il conduttore e aspirante volto tv, Antonio Medugno, che poi
sarebbe entrato nella casa del Grande Fratello. Nonostante sia stato ottenuto
anche un divieto di andare avanti, imposto dal Tribunale di Milano, l’ex re dei
paparazzi aveva comunque pubblicato la puntata 21 di Falsissimo, nella quale
dichiarava di voler spostare l’attenzione dal presunto “Sistema Signorini” a
quello che lui definisce “Sistema Mediaset”.
Ora, però, Mediaset sembra sia riuscita a trovare la soluzione più rapida ed
efficace al problema: chiedere la rimozione delle puntate per presunte
violazioni di copyright. Per ottenere l’oscuramento, infatti, non occorre
presentarsi da un giudice, ma chiedere supporto a YouTube, che può controllare
se c’è stata una violazione e agire sulla base delle linee guida aziendali. In
caso di avvenuta infrazione, la piattaforma di Google può rimuovere i contenuti
ritenuti non conformi attraverso lo strike, che è lo strumento con cui
solitamente sanziona chi viola il diritto d’autore.
E, secondo YouTube, Corona lo avrebbe violato. Al centro del richiamo ci
sarebbero quattro video di proprietà di Mediaset, che sarebbero stati usati
dall’ex paparazzo all’interno delle sue puntate. Ad esempio, l’intervista di
Andrea Sempio a Verissimo. Si tratterebbe di un materiale coperto dal diritto
d’autore: può essere usato, ma solo nel rispetto dei limiti previsti dalla legge
e dalle policy di YouTube.
COME FUNZIONA LO STRIKE DI YOUTUBE
Stando a quanto stabiliscono le Norme della community e le rivendicazioni
Content ID, un detentore di materiale coperto da copyright può inoltrare una
richiesta legale di rimozione. I contenuti vengono quindi esaminati e, se il
richiamo viene ritenuto valido, “siamo obbligati a rimuovere il contenuto per
rispettare la legge sul copyright”, scrive l’azienda statunitense.
Lo strike, inoltre, è una misura articolata su più livelli. Al primo richiamo,
la piattaforma si limita a rimuovere i contenuti ritenuti illeciti e ad inviare
un avvertimento formale. Con il secondo, invece, la limitazione permane e
rischia di coinvolgere anche la pubblicazione di nuovi contenuti. Se si subisce
un terzo strike, infine, il canale viene chiuso e i contenuti al suo interno
diventano inaccessibili.
Non si tratta però di un procedimento irreversibile, né permanente. Lo strike
infatti dura 90 giorni, durante i quali il proprietario del canale può chiedere
una ritrazione della segnalazione o inviare una contro-notifica valida. Se in
questo periodo di tempo l’autore dei video non riceve altri strike, può
cancellare la rimozione seguendo un corso educativo obbligatorio di YouTube sul
funzionamento del diritto d’autore.
CHE COSA SUCCEDE ORA A FALSISSIMO
Corona, al momento, è al primo strike. Ciò vuol dire che sono stati rimossi
alcuni dei suoi contenuti, ovvero le puntate di Falsissimo dedicate a Signorini
e Mediaset che avevano raccolto milioni di visualizzazioni in poche ore.
L’avvertimento lanciato dalla piattaforma di Google, però, rischia di limitare
le scelte comunicative adottate dall’ex paparazzo nei suoi video. Corona,
infatti, non potrà più montare all’interno delle sue puntate video di proprietà
di Mediaset. La misura di YouTube, almeno sulla carta, non intende limitare la
libertà di espressione, ma cerca di contrastare l’uso illegittimo del materiale
protetto dal diritto d’autore. L’ex paparazzo potrà continuare liberamente a
pubblicare le prossime puntate di Falsissimo, a patto però di non usare
illecitamente contenuti di proprietà altrui. O rischia di perdere il canale che
ha segnato il suo ritorno nel panorama mediatico italiano.
L'articolo Mediaset ferma Corona per presunta violazione del copyright: l’ultima
puntata di Falsissimo oscurata da YouTube con uno strike. Che cos’è e cosa
succede ora proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Gerry Scotti? Un gran signore, mai un avances, per noi letterine era come un
padre”. Giulia Montanarini difende l’ex conduttore di Passaparola dalle accuse
di Fabrizio Corona. Nell’ultima puntata di Falsissimo, l’ex re dei paparazzi
aveva parlato di “metodo Scotti” ovvero quello di intrattenersi con “tutte” le
colleghe Letterine per “rapporti extraprofessionali”.
La Montanarini, che ha partecipato al quiz di Canale 5 nell’edizione del 1998
(il primo anno della conduzione Scotti poi durata fino al 2008) ha pubblicato su
Instagram un post dove scagiona lo zio Gerry: “Mai avances, era per noi un
padre, un gran signore! Eravamo ragazze poco più di 20 anni, piene di sogni e
amate da tutta Italia. Gerry, un uomo brillante e premuroso. Mi meraviglio di
Claudio Lippi e delle sue affermazioni da un letto di ospedale. E dalla
squallida affermazione del Sig. Corona sempre più incazzato ma poi con chi? Il
termine tutte non vuol dire 2 persone. A casa mia vuol dire tutte!”.
Per Montanarini l’esordio a Passaparola è stato un vero e proprio boom che l’ha
fatta scalare celermente tutte le tappe del successo dentro Mediaset: prima Ciao
Darwin, poi una lunga collaborazione con il Bagaglino e infine l’incoronazione a
tronista di Uomini e Donne.
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L'articolo “Gerry Scotti? Un gran signore, mai un avances, per noi Letterine era
come un padre”: così Giulia Montanarini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fabrizio Corona, nell’ultima puntata del suo Falsissimo, online su Youtube, ha
fatto – tra le altre – anche illazioni su presunte relazioni tra Gerry Scotti e
le Letterine del programma Passaparola. Il conduttore ha ribattuto con parole
nette in una intervista rilasciata al Corriere della Sera: “Sono presunte
rivelazioni che riguardano un periodo di venticinque anni fa della mia vita
professionale. Sono semplicemente false. Mi sopravvalutano ad attribuirmi
relazioni con più di trenta ragazze che in un intervallo della loro vita
professionale hanno ricoperto il ruolo di ‘letterina’. Basterebbe sentire le
dirette interessate, chiedere a loro e sono sicuro che all’unanimità direbbero
che le dichiarazioni che sono circolate sono false. L’amarezza che provo non è
solo per me, nessuno ha pensato alle ragazze“, le sue parole.
Ora Ludmilla Radchenko, una delle ex Letterine più note, ha deciso di pubblicare
uno scambio avvenuto via messaggi proprio con l’ex re dei paparazzi. Lui le
chiede di parlare ma lei risponde che non ne ha intenzione, visto che anche lei
è finita in mezzo alle illazioni fatte proprio da Corona. “Quando rientri?”,
chiede Corona. “Sono fissa”, risponde Radchenko.
E l’ex re dei paparazzi: “Allora trovo il modo di parlarti, ti scrivo. Ti devo
parlare di una cosa”. Poi Ludmilla aggiunge: “Non di arte immagino (…) Molto
brutto che hai tirato in mezzo anche me, sapendo che sono sempre stata ‘pulita’.
Corona ribatte: “Non ti ho tirato in mezzo (e fa i nomi di chi invece ha
menzionato, ndr). Ci sentiamo domani?”. Ma Radchenko non ci sta: “Io sono stata
letterina, punto. Quindi il mio nome è nel secchio. E sai benissimo come la
gente prende le notizie. Non ho tempo per il gossip, sto preparando una mostra e
ho tanti incontri Zoom”. A nulla servono le richieste di Corona di farne uno
anche con lui, di incontri, e quando dice “una possibilità di rilancio”,
Ludmilla risponde netta: “Ma rilancio di che???”.
L'articolo “Molto brutto che hai tirato in mezzo anche me sapendo che sono
sempre stata ‘pulita’. Sono una ex Letterina, il mio nome è nel secchio”:
Ludmilla Radchenko pubblica una chat con Fabrizio Corona proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Pornografia significa rappresentazione (graphé) di una situazione in cui una o
più persone si vendono (pórne). In senso più specifico: persone che si
prostituiscono, ossia vendono il proprio corpo per dare piacere a chi è disposto
a ricambiare, con denaro o altro.
Non è mia intenzione operare un banale esercizio di etimologia, magari inutile
per la maggior parte di coloro che leggono, bensì di sottolineare un concetto
implicito nel termine pornografia. Il concetto implicito è questo: non c’entra
tanto il corpo, il sesso, lo scandalo e l’eventuale oscenità delle questioni
rappresentate – qui saremmo nel campo dell’etica e della sensibilità individuale
– quanto piuttosto che corpo e sessualità diventano strumenti per il potere e il
lavoro, e qui siamo nel campo della giustizia ed eventualmente della legge.
Mi spiego con un esempio: una persona che usufruisce di materiale pornografico e
una che lavora nel settore, pur trattandosi di una questione riguardante la
vendita e l’acquisto di materiali legati al corpo, non sono e non possono essere
oggetto di iniziative e giudizi legati alla giustizia o, meno ancora, alla
legge. In un paese civile, dove non si vuole lasciare il settore in mano alla
criminalità o comunque all’anarchia, dovrebbe essere così anche per la
prostituzione, al netto di varie regolamentazioni (fiscale, igienica, di luoghi
deputati etc.), ma questo discorso specifico ci porterebbe lontano e quindi non
lo approfondisco. Le questioni legate al “piacere” (cercato o procurato),
insomma, possono dividere sul piano dell’opinione personale, ma quando si tratta
di adulti consenzienti non dovrebbe riguardare altri ambiti.
Invece, una persona che lavora per esempio nel mondo dello spettacolo – ma anche
in un’Università, in un ufficio, che in generale ricopre una posizione di potere
– e per selezionare il personale da acquisire richiede delle prestazioni
sessuali, dovrebbe essere fatta oggetto di azioni legali. Lo stesso discorso
dovrebbe valere per coloro che usano il proprio corpo per ottenere dei posti che
per legge dovrebbero essere assegnati in base a selezioni ufficiali, concorsi
puliti etc. Qui entrano in gioco questioni di potere, mercimonio e acquisizione
di posti di lavoro ottenuta illegalmente. In questo caso il “piacere” è un dato
accessorio, perché a dettare le regole del gioco sono il potere e il lavoro.
In entrambi i casi c’entra il denaro, questo è vero, e rimarca una condizione,
quella umana, in cui l’interesse egoistico prevale sempre e di gran lunga sulle
questioni etiche e morali.
Ma il denaro che intercorre fra chi cerca a vario titolo il piacere e chi,
sempre a vario titolo, decide di procurarlo con il proprio corpo è una questione
che riguarda esclusivamente loro due, che può essere soggetta al giudizio morale
individuale ma nulla di più.
Invece la seconda situazione – quella che oggi viene rappresentata dal caso
Signorini e da ciò che è stato chiamato da Fabrizio Corona “il sistema Mediaset”
– al netto del fatto che sarà appunto la magistratura (quindi la giustizia) a
stabilire reati o meno – scoperchia un danno sociale gravissimo. Quello di una
società in cui il merito è ignorato, in cui il potente di turno piazza persone
nei posti di lavoro in maniera arbitraria e in cui le regole che dovrebbero
valere per tutti sono sistematicamente ignorate da alcuni a beneficio di altri.
Un paese che funziona in questo modo è destinato alla rovina graduale, e lo
vediamo dai troppi giovani che fuggono all’estero, da una scuola e un’università
sempre più degradate, da una cultura e le sue figure di riferimento che è sempre
più incultura, da professionisti sempre più impreparati, dai terreni che
smottano, i ponti che crollano, gli ospedali che collassano etc. (l’elenco
sarebbe lunghissimo). Ma lo vediamo anche da una televisione e da un sistema
informativo che per larga parte sono gestiti da incompetenti o compiacenti il
potere (spesso le due cose coincidono…), da persone che sanno scrivere e parlare
a malapena, con programmi inguardabili, dai contenuti miseri e degradanti.
Insomma, a queste condizioni e con tutti i limiti del caso e del personaggio, è
difficile non empatizzare con Fabrizio Corona e assumerlo a guisa di un paladino
sguaiato della verità, seppure a fini economici. Uno che scoperchia la
pornografia sociale di cui il mondo dello spettacolo rischia di essere
un’epitome. Ma è difficile anche non solidarizzare con gli operatori del porno
che protestano contro la “tassa etica” , un obbrobrio moralistico che questo
governo ha istituito per far pagare loro il 25% in più su Irpef e Iref, quindi
non per diminuire la fruizione di materiale sessuale, ma per fare cassa dietro
indecorosi pretesti etici.
Senza contare che, in base a quanto detto sopra, uno Stato serio e autorevole
dovrebbe occuparsi di giustizia e legge, non di etica. Gli Stati che hanno
preteso di legiferare in quel campo sono quelli che hanno strabordato nel
dispotismo e nel totalitarismo.
Invece in Italia, come accade da troppo tempo, si persegue la pornografia del
piacere lecito, salvo proteggere la pornografia del potere illecito.
L'articolo Ha scoperchiato la ‘pornografia sociale’: difficile non empatizzare
con Fabrizio Corona proviene da Il Fatto Quotidiano.