Umberto Brindani è l’attuale direttore del settimanale Gente, ma anche un volto
tv, spesso ospite in diversi programmi sia Rai sia Mediaset. In queste ore, un
suo post sta facendo il giro dei social, perché si tratta di un racconto
professionale e umano che inizia con una frase molto netta, che dà una direzione
precisa: “Triturato dai Falsissimo di Corona, Alfonso Signorini si è dimesso da
direttore editoriale di Chi, dopo aver mollato anche il GF. Nel suo lungo e
mieloso editoriale d’addio sull’ultimo numero di Chi, a un certo punto scrive:
‘Ringrazio i tre direttori che sono stati un faro per la mia crescita
professionale: Silvana Giacobini, Carlo Rossella, Pietro Calabrese’. Tralasciamo
quella virgola tra ‘direttori’ e ‘che’ (l’accuratezza nella scrittura non è mai
stata un suo punto di forza), ma forse manca qualcosa? O qualcuno? Vediamo”.
Brindani racconta allora di essere stato il successore di Silvana Giacobini alla
guida del “settimanale mondadoriano”. Ancora: “Con Carlo Rossella ho lavorato a
lungo e fui anche per qualche anno suo condirettore a Panorama: grande esperto
di Esteri, scrittura fluida, spiritosissimo, uomo di relazioni e, in definitiva,
un geniaccio. Con Pietro Calabrese, che purtroppo è scomparso diversi anni fa,
non ho mai lavorato, ma ricordo la sua gentilezza e la sua disponibilità nel
darmi una mano quando arrivò in Mondadori al posto di Rossella: io dirigevo Chi
e ogni tanto ci scambiavamo opinioni e suggerimenti”.
“ECCO CHI MANCA NEI RINGRAZIAMENTI DI SIGNORINI: IL SOTTOSCRITTO”
Poi arriva l’affondo diretto ad Alfonso Signorini: “Quindi? Ah, ecco chi manca
nei ringraziamenti di Signorini: il sottoscritto. Aridaje: se ne era già
dimenticato nella recente celebrazione dei 30 anni del settimanale. Si vede che
proprio non gli entra in testa. O forse ha cancellato dalla memoria l’anno e
mezzo che abbiamo passato insieme, io alla direzione e lui alla vicedirezione di
Chi. Si chiama damnatio memoriae e, in un certo senso, anche alla luce degli
ultimi avvenimenti, quella dimenticanza dovrei considerarla quasi una medaglia.
Ma siccome sono innamorato della verità dei fatti, ecco come sono andate le
cose. Un piccolo ‘insider’ su come funziona il mondo editoriale”.
Brindani racconta quindi il percorso fatto dall’ex conduttore del Grande
Fratello, che “sotto la Giacobini, a un certo punto si ritrovò a spasso, per
motivi a me sconosciuti. Rossella e io lo recuperammo a Panorama, come
collaboratore esterno a singhiozzo. Ci serviva la sua già allora enorme rete di
contatti con il mondo del gossip (…). Poi Alfonso, sempre da freelance, approdò
in tv alla corte di Piero Chiambretti come ‘lookologo’ ed ebbe un buon successo.
Al punto che, sempre Rossella e io, dedicammo ai due una copertina, stavolta un
po’ più memorabile, soprattutto per il titolo che mi inventai: ‘I rimbambini'”.
“MI CHIAMARONO A DIRIGERE CHI, PENSAI DI CHIAMARE SIGNORINI”
Nel 2004 Brindani passò alla direzione di Gente, mentre Signorini continuò a
essere un collaboratore “non assunto” a Panorama (“anche quando Rossella cedette
il passo a Calabrese. Insomma, con nessuno dei tre direttori ‘ringraziati’ ebbe
un vero, formale rapporto di lavoro: una se ne liberò, gli altri due lo
sfruttarono come contributor esterno”). Nel 2005, dopo le dimissioni di
Giacobini, Brindani venne chiamato a dirigere Chi e gli venne l’idea di dire al
manager Nini Briglia, di Mondadori, di prendere proprio Signorini: “Lui rispose:
‘Ci abbiamo già pensato, anzi gli abbiamo già parlato: vorrebbe venire come
condirettore’. Malefico Briglia. Ci rimasi un po’ male: ma come, mi avevano già
preparato la sorpresa? Ribattei: ‘Nini, condirettore è troppo, lo prendo come
vice e vediamo come va, poi semmai più avanti lo promuoviamo. Non preoccuparti,
glielo spiego io'”.
Signorini accettò e la collaborazione iniziò con “risultati di vendita
eccezionali”. Prima di iniziare, Signorini si tirò fuori “dal cast di personaggi
che erano seguiti da Lele Mora (figuravano la sua foto e il suo nome sul sito
della LM Management)”. Nel 2006 Brindani venne chiamato anche a dirigere Tv
Sorrisi e Canzoni, mentre la direzione di Chi passò a Signorini.
“Dopo un paio d’anni, con il giornale che reggeva benissimo (1.070.000 copie
diffuse), mi licenziarono, di botto. Il giorno prima avevo incontrato in bagno
Signorini, che era direttore di Chi. Lavandoci le mani, mi sussurrò: ‘Stai
attento, stanno succedendo delle cose…’. Quali? ‘Non posso dirtelo’. Lo scoprii
di lì a 24 ore: io cacciato, lui nominato anche direttore di Sorrisi (che nei
tre mesi successivi, giusto per gradire, perse 300 mila copie). Da allora,
diciamo che il rapporto tra noi si incrinò leggermente… Io ricominciai a
lavorare a testa bassa, prima a Oggi e, da tre anni, di nuovo a Gente. Lui
spiccò il volo verso una luminosa carriera di megadirettore, conduttore
televisivo, regista teatrale, scrittore e, soprattutto, potente tra i potenti
d’Italia. Fino alla recente, rovinosa caduta. Questa è la storia. Morale della
favola: mi spiace sinceramente di non essere stato citato tra i direttori
ringraziati, ma forse dovrei esserne orgoglioso”.
L'articolo “Sono stato io a portare Alfonso Signorini a Chi, poi mi licenziarono
e lui non disse niente. Ora non mi ringrazia nel suo mieloso editoriale di
dimissioni? Forse dovrei esserne orgoglioso”: così Umberto Brindani proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Tag - Alfonso Signorini
A “La Pennicanza” nella puntata del 4 marzo si parla di bodyshaming, e Fiorello
confessa di averlo subito anche lui anni fa. Tutto nasce da un articolo de Il
Messaggero che viene mostrato e che parla di come lo scherno relativo al peso
ferisca nel profondo chi ne è oggetto. “Anche io sono stato bodyshamingato”
spiega il conduttore, rivelando un aneddoto che lo riguarda direttamente: “C’è
stato un periodo in cui ho avuto un problema di salute. Sono andato in ospedale,
mi han fatto talmente tanto cortisone che pesavo quasi cento chili“.
LE SCUSE DI ALFONSO SIGNORINI A FIORELLO
Il racconto di Fiorello prosegue: “A un certo punto copertina di Chi, con foto
mia enorme al mare col titolo ‘Fiorello slabbrato’”. Lo showman ammette di
esserci rimasto molto male e di aver preso provvedimenti: “Mi sono inca**ato
come una bestia, ho chiamato e ho detto: ‘Scusate ma vi sembra una cosa da fare?
Tra l’altro non sapete nemmeno perché’”. E qui si inserisce un’altra piccola
rivelazione: “Però devo dire, a onor del vero, all’epoca il direttore Alfonso
Signorini mi chiese scusa e mi disse: ‘Abbiamo sbagliato’“. Lo showman spiega
come quella stessa foto in qualche modo gli abbia dato la spinta per tornare a
una forma fisica che lo facesse sentire a proprio agio: “Io presi quella
copertina, la ritagliai e la attaccai al frigo, e da allora…”, conclude
indicando soddisfatto la propria silhouette.
L'articolo “Pesavo quasi cento chili per un problema di salute, ‘Chi’ mi mise in
copertina dandomi dello ‘slabbrato’. Poi Signorini mi chiese scusa”: lo rivela
Fiorello proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alfonso Signorini affida a un editoriale sul nuovo numero di Chi in edicola
mercoledì 4 marzo l’addio alla direzione editoriale del settimanale,
sottolineando come il ‘caso Corona’ non abbia influenzato la sua scelta. “Care
lettrici, cari lettori, vi saluto. Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda
che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. Questo è il
momento di farlo”.
L’EDITORIALE DI ALFONSO SIGNORINI
Il conduttore tv sostiene che la decisione è maturata nel 2023, quando “ho
cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo
vissuto, non era più prioritario”, riporta l’Ansa che ha letto in anteprima
l’editoriale. “Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo
mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi.
Sentivo di avere la forza per cominciare una nuova vita“. Un addio graduale, che
lo ha visto in un primo momento affidare la direzione a Massimo Borgnis, e poi
lasciare anche la direzione editoriale.
IL ‘GRAZIE’ AI LETTORI
Signorini ringrazia i vertici del Gruppo Mondadori ma anche i lettori: “In un
cassetto del mio studio conserverò sempre tutte le vostre mail, le vostre
lettere, i vostri telegrammi che mi sono arrivati per i giorni più tristi della
mia vita, come la morte dei miei genitori, ma anche per quelli più lieti, più
semplicemente, per l’apprezzamento dei miei editoriali”.
LE PAROLE SU FABRIZIO CORONA
In merito al ‘caso Corona’, invece, spiega che “lo squallore si commenta da
solo. Esiste e continuerà ad esistere un mondo meraviglioso da raccontare, ma
c’è anche uno squallido sottoscala, per fortuna assai più ristretto, fatto da
chi vive ai margini, che si nutre di menzogne e di cattiverie, un sottoscala
fatto anche da chi assiste a crimini e calunnie mostruose con un ghigno, una
ironia, o peggio ancora con un silenzio che delinque quanto il crimine stesso”.
In conclusione, Signorini fa sapere che a tempo debito spiegherà meglio “tutto
quello a cui sto alludendo”. “Non vedo l’ora di farlo” annuncia.
Intanto proprio per questa sera alle ore 21 è prevista l’uscita di una nuova
puntata di “Falsissimo”, intitolata: “La resa dei conti” con nuove ‘rivelazioni’
su Mediaset, la famiglia Berlusconi e lo stesso Signorini.
L'articolo Alfonso Signorini lascia la direzione di “Chi”: “È il momento di
farlo, inizio una nuova vita. Corona? Lo squallore si commenta da solo” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico Ministero” per
“mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. A scriverlo è
Roberto Pertile, giudice del Tribunale civile di Milano dopo che Alfonso
Signorini, attraverso i suoi legali Domenico Aiello e Daniela Missaglia, ha
fatto ricorso. Perché? Corona ha violato l’ordinanza del 26 gennaio scorso,
emessa dallo stesso Pertile: nel provvedimento di “inibitoria” il giudice
Pertile aveva ordinato all’ex agente fotografico di rimuovere tutti i video del
format Falsissimo su Signorini, di non pubblicare ulteriori “contenuti
diffamatori” e di consegnare tutto il materiale, tra cui chat e immagini, usato
per quelle puntate contro il conduttore. Fabrizio Corona, secondo Pertile,
ostenta “in modo plateale il suo rifiuto di ottemperare al provvedimento
cautelare” e arriva “persino a compiacersi di tale suo illecito rifiuto”.
Intanto Corona è tornato su Instagram con un nuovo profilo, dopo che Meta aveva
provveduto a chiudere il suo. Ed è anche approdato su X.
L'articolo Fabrizio Corona “deve essere sin d’ora denunciato al Pubblico
Ministero”. Ecco cosa è accaduto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sono stati rimossi i profili social di Fabrizio Corona. In particolare, non è
più visibile quello Instagram, dove si legge che la pagina è stata “rimossa”.
Negli spazi social a lui riconducibili, l’ex re dei paparazzi rilanciava alcuni
spezzoni di Falsissimo, il suo programma Youtube, e in particolare le ultime
puntate con al centro dichiarazioni su Mediaset e su Alfonso Signorini, compresa
quella messa online ieri sera, nella quale Corona è tornato a parlare del
“sistema Signorini”.
La rimozione non è dovuta, a quanto si è saputo, ad un provvedimento della
magistratura penale, ma potrebbe essere legata alla recente sentenza di
inibitoria del Tribunale civile di Milano o ad un’azione autonoma dei colossi
del web, tra cui Meta, dopo denunce e diffide arrivate per contenuti
diffamatori. “Non so il perché della rimozione, ma è a rischio la libertà di
parola”, ha detto il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa.
Lo scorso 31 gennaio è stata è stato rimosso da YouTube l’ultimo episodio di
Falsissimo grazie ad uno strumento presente nelle linee guida della piattaforma:
lo strike per violazione del copyright. La rimozione sarebbe stata richiesta da
Mediaset per bloccare la diffusione di quella che l’azienda aveva definito una
“reiterazione di falsità gravissime, menzogne che ledono la reputazione di una
società quotata in borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in
modo vergognoso anche le loro famiglie”.
L'articolo Rimossi i profili social di Fabrizio Corona: pagine Instagram
irraggiugibili. Ieri sera l’ex re dei paparazzi aveva pubblicato la nuova
puntata di Falsissimo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Siamo decisamente soddisfatti” che la Procura di Milano abbia “aperto una
indagine nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per il reato di
ricettazione, e per concorso in diffamazione. Chiederemo identico intervento
contro Youtube, Meta e Tik tok“. A manifestare questa soddisfazione sono gli
avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia.
L’ex conduttore Mediaset (si è autosospeso) è al centro di un’indagine su un
presunto sistema illecito denunciato da Fabrizio Corona. Intanto però i suoi
avvocati hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un’ordinanza che esortava
Corona a rimuovere i video passati e a non pubblicarne più altri dello stesso
tenore sul loro assistito. La puntata di Falsissimo, il format dell’ex re dei
paparazzi, del 26 gennaio è però andata in onda e, secondo Aiello e Missaglia,
questo è accaduto perché si “è preferito tenere tutto in rete”.
“Non è possibile, neanche per i colossi del web, limitare l’accesso alle tutele
o alle azioni giudiziarie di fronte ad azioni illecite di tale gravità. Questi
operatori macinano ricavi superiori al nostro Pil – si legge ancora nella nota
dei due legali – e pretenderebbero attraverso strutture societarie complesse e
l’imposizione all’utente di forme rigorose di segnalazione delle pubblicazioni
illecite, di rendere difficoltoso se non inaccessibili ogni legittima richieste
di verifica e rimozione di notizie false o documenti acquisiti illecitamente.
Ogni tentativo di corrispondenza con questi signori assume toni dilatori e
pilateschi, spesso si rinvia a procedure o interlocutori di comodo. E intanto il
danno come i ricavi aumentano giorno dopo giorno”.
Secondo Aiello e Missaglia il web e le piattaforme citate, come dimostrano i
numeri di visualizzazioni di ‘Falsissimo‘, sono “uno strumento a disposizione
dei malintenzionati, letale, criminogeno, che si vuole ad ogni costo
deresponsabilizzato. Anche dopo precise e documentate richieste di rimozione e
oscuramento”.
L'articolo Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a
disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Nel fascicolo aperto dalla Procura di Milano dopo la denuncia presentata dai
legali di Alfonso Signorini viene ipotizzato anche il reato di ricettazione,
oltre a quello di diffamazione aggravata. L’indagine non riguarda solo Fabrizio
Corona, autore dei contenuti pubblicati sul canale web Falsissimo, ma coinvolge
anche i responsabili di Google Italia e Google Ireland, la sede europea del
gruppo che controlla YouTube, piattaforma sulla quale sono state caricate le
puntate contestate.
La Procura — che ha aperto più filoni sull’asse Corona-Signorini sulla base
delle querele presentate dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia —
contesta a Corona la diffamazione per gli attacchi rivolti nei video ad Alfonso
Signorini. In concorso, viene valutata anche la posizione dei responsabili di
Google, chiamati in causa per il caricamento e la diffusione di quei contenuti.
Gli inquirenti stanno inoltre esaminando l’ipotesi di ricettazione, reato che
punisce chi riceve o utilizza beni provenienti da un illecito allo scopo di
trarne profitto. La valutazione è legata al fatto che Corona è già indagato per
revenge porn, per la presunta diffusione illecita di chat e immagini private
mostrate nelle puntate di Falsissimo. Da qui l’approfondimento sulle eventuali
responsabilità della piattaforma che ha ospitato e diffuso quei video.
Parallelamente, la stessa Procura — con i pm Mannella e Gobbis — sta indagando
anche sulle accuse di presunti abusi e ricatti denunciate dal modello Antonio
Medugno, che sostiene di essere stato vittima di Signorini. Un’inchiesta che
passa anche attraverso l’analisi del materiale acquisito dai telefoni e dai
dispositivi di Corona e di altri soggetti coinvolti.
L'articolo Caso Corona-Signorini, inchiesta della Procura anche su Google. E ora
i pm ipotizzano anche la ricettazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Il ritorno di Grande Fratello? Più sì che no”. Sono state queste le parole di
Pier Silvio Berlusconi lo scorso dicembre, durante un incontro natalizio con la
stampa, nonostante gli ascolti non esaltanti dell’ultima edizione. E così sarà.
Oggi, 29 gennaio, Mediaset ha diramato un comunicato stampa che ha sciolto ogni
riserva.
“Intorno alla metà di marzo Grande Fratello tornerà in prima serata su Canale 5,
con la conduzione di Ilary Blasi. – si legge nella nota- La prossima sarà
un’edizione rinnovata nel format, con ritmi più intensi e una diversa durata
complessiva. Il programma andrà in onda per un ciclo di sei settimane. Il
progetto sarà sviluppato e prodotto da Endemol Shine Italy, che si impegnerà a
realizzare un Grande Fratello con un approccio nuovo pur nel rispetto
dell’identità del format”.
Dunque avanti tutta nonostante le difficoltà legate al “caso” del presunto
“sistema Signorini”, denunciato da Fabrizio Corona. L’ex ormai conduttore del
format e direttore editoriale di “Chi” avrebbe promesso un ingresso nella casa
in cambio di profferte sessuali a ragazzi eterosessuali. Ci sono delle indagini
in corso.
Al momento Alfonso Signorini è indagato dalla Procura di Milano per presunta
violenza sessuale ed estorsione in seguito alla denuncia presentata dall’ex
concorrente del Grande Fratello VIP, Antonio Medugno. L’ex conduttore ha
respinto fermamente tutte le accuse, definendole “irreali” e parte di una
campagna diffamatoria, e si è autosospeso dai suoi impegni editoriali con
Mediaset. Fabrizio Corona invece risulta indagato per revenge porn in seguito a
una querela presentata da Alfonso Signorini. L’indagine riguarda la diffusione
di presunte immagini private del giornalista nel programma web “Falsissimo”.
Come si evince dal comunicato di Mediaset il lavoro che si dovrà fare sul format
sarà quello di un rinnovamento nel cast e anche nella formula.
Dal 2016 al 2018 il reality show nella versione Vip è stato condotto da Ilary
Blasi, poi è subentrato Alfonso Signorini dal 2020 al 2023, già opinionista dal
2008 al 2012.
L'articolo Il Grande Fratello si farà: Ilary Blasi torna e prende il posto di
Alfonso Signorini. Mediaset promette: “Approccio nuovo nel rispetto
dell’identità del format” proviene da Il Fatto Quotidiano.
In rete Fabrizio Corona grida alla censura: “Un giudice mi diffida e mi censura
mentre indago su fatti GRAVI. Ma se oggi zittiscono me, ragazzi domani
zittiscono voi”. E invita tutti a fare “casino”. Ragioni che, in altri termini,
aveva espresso davanti al Tribunale Civile di Milano che però ha deciso di
accogliere quelle di Alfonso Signorini, che aveva chiesto tutela contro la
diffusione dei materiali usciti nei racconti di Falsissimo. Il giudice Roberto
Pertile ha confermato l’esigenza di tutelare immediatamente i diritti lesi ed
evitare un danno irreparabile, ordinando a Corona di ritirare ogni contenuto
diffamatorio e privato riguardante Signorini dai propri canali social e dalle
piattaforme di hosting. Vanno rimossi da ogni provider e da ogni social media
direttamente o indirettamente riconducibile a Corona, tutti i video e tutti i
contenuti (testuali, audio) riferiti a Signorini. Inoltre, l’ordinanza vieta di
pubblicare, diffondere o condividere qualunque altro video o contenuto di tipo
diffamatorio o che comunque danneggi il diritto alla reputazione, all’immagine e
alla riservatezza.
Corona ha rivendicato l’articolo 21 della Costituzione, che assicura a tutti il
“diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. L’articolo 21 dice anche che “La
stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ma il giudice ha
chiarito innanzitutto che le garanzie contro il sequestro o l’inibitoria
preventiva non possono essere estese all’attività di Corona su piattaforme
digitali poiché mancano i requisiti strutturali di una testata editoriale. In
altre parole, il primo problema di Corona è il media utilizzato. Se Falsissimo
fosse una testata giornalistica, Signorini avrebbe dovuto fargli causa, ma
quanto pubblicato non avrebbe potuto essere sequestrato. Per beneficiare delle
tutele previste per la stampa, un’attività deve essere inquadrata in una
struttura con un direttore responsabile e una redazione organizzata, finalizzata
all’attività professionale di informazione. In particolare, il tribunale osserva
che Corona non è iscritto all’albo professionale, non è soggetto a controlli
editoriali, né deontologici né di responsabilità interna e dunque, piaccia o no,
i suoi video non sono “assimilabili a un prodotto giornalistico” protetto
dall’articolo 21 della Costituzione.
Giornalismo o no, c’è poi la questione dei requisiti essenziali per il legittimo
esercizio del diritto di cronaca: la verità dei fatti e l’interesse pubblico
alla notizia. “Nel caso di specie non è dato ravvisare tali condizioni”, si
legge. Le informazioni diffuse sarebbero dunque prive di solidi riscontri nei
fatti, basandosi su ricostruzioni congetturali e illazioni. Lo stesso Corona ha
dichiarato che “la Procura ritiene necessario verificare nel merito la
fondatezza dei fatti esposti”, riporta l’ordinanza. Per il giudice è
l’ammissione che non è stato ancora stabilito se le sue dichiarazioni “siano
veritiere o comunque dotate di un solido fondamento fattuale”. E tanto basta a
ritenere che “possono egualmente ritenersi false”. Quanto all’utilità sociale
della pubblicazione delle vicende intime del conduttore televisivo, non sarebbe
provato alcun “sistema Signorini”. Il magistrato spiega che “non si ravvisa
nessun interesse pubblico a conoscere le sue preferenze e abitudini sessuali,
che costituiscono di fatto l’unico oggetto delle informazioni diffuse dal
Corona”. Né la notorietà del personaggio cambia le cose. La diffusione di tali
dettagli è stata quindi degradata dal rango di informazione a quello di una
iniziativa volta a soddisfare la “morbosa curiosità” del pubblico per scopi di
profitto economico personale. Non solo: non si rintracciano indizi, scrive il
giudice, “del sistema basato su ricatti sessuali per favorire l’ingresso di
giovani nel mondo dello spettacolo” del quale sarebbe responsabile Signorini.
Altro requisito mancante, la continenza, cioè la pretesa che i fatti siano
esposti in modo corretto e non inutilmente offensivo. Il linguaggio utilizzato
nei video e nei post è stato giudicato un’aggressione gratuita che nulla ha a
che vedere con la critica professionale o sociale. L’ordinanza richiama
espressioni specifiche, in particolare “porco lurido” (“circostanza non
contestata dal resistente”). Così, si legge, il pensiero di Corona “di fatto si
traduce nella deliberata alimentazione del pruriginoso interesse del pubblico,
accusando il ricorrente di aver “perpetrato condotte immorali, deplorevoli e
penalmente rilevanti” senza neppure il conforto di prove univoche e al solo
scopo di offendere la dignità del ricorrente per poter da ciò ricavare profitto
economico”. Ragioni per cui il limite imposto alla manifestazione del pensiero
sarebbe stato violato. Ma ai fini della decisione, che vieta future
pubblicazioni su Signorini, tutto questo non basterebbe senza la sussistenza del
periculum in mora, ovvero il rischio concreto di un danno “imminente e
irreparabile”. E qui Corona si sarebbe dato la zappa sui piedi, tanto da non
poter contestare di aver “preannunciato (o piuttosto minacciato) la diffusione
di altro materiale”. Così facendo avrebbe reso necessaria un’azione immediata
per evitare l’aggravamento della lesione alla dignità e alla reputazione di
Signorini. E per garantire l’effettività dell’ordine imposto su tutti i
materiali, il giudice ha infine fissato una misura coercitiva che obbliga Corona
a pagare duemila euro per ogni singola violazione futura o per ogni giorno di
ritardo nell’esecuzione dell’ordine di rimozione.
L'articolo Corona grida alla “censura”. Ecco perché il giudice ha bloccato
Falsissimo accogliendo il ricorso di Signorini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Svolta nel caso Corona-Signorini. È stato accolto dal giudice il ricorso di
Alfonso Signorini, presentato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico
Aiello. Fabrizio Corona dovrà consegnare tutto il materiale raccolto e
raccontato a “Falsissimo” sul giornalista e soprattutto non potrà più pubblicare
ulteriori informazioni su di lui.
Come riporta Il Corriere della Sera: “Il giudice della prima sezione civile del
Tribunale di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso urgente presentato dai
legali di Signorini e, dopo l’udienza di venerdì scorso, ha depositato oggi la
sua ordinanza”.
Pertile ha ordinato “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da
ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i
video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)”. L’ex re dei paparazzi
non potrà più “pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o
strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto
di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o
indirettamente, il diritto del ricorrente (Alfonso Signorini, ndr) alla
reputazione, all’immagine e alla riservatezza”.
Dunque entro due giorni andrà consegnato tutto il materiale richiesto e che
riguarda Signorini, chat comprese. Corona dovrà anche “pagare le spese
processuali, il compenso degli avvocati di Signorini e 2mila euro al giorno a
Signorini per ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza”.
Fabrizio Corona è finito al centro della cronaca perché in “Falsissimo” ha
raccolto tutta una serie di testimonianze e materiali che proverebbero
l’esistenza del “sistema Signorini” che si baserebbe sullo schema delle
profferte sessuali in cambio di un posto dentro la Casa del “Grande Fratello”.
L'articolo “Fabrizio Corona dovrà ritirare Falsissimo e tutte le informazioni
private riguardanti Alfonso Signorini”: è la decisione del giudice Roberto
Pertile proviene da Il Fatto Quotidiano.