Sono stati rimossi i profili social di Fabrizio Corona. In particolare, non è
più visibile quello Instagram, dove si legge che la pagina è stata “rimossa”.
Negli spazi social a lui riconducibili, l’ex re dei paparazzi rilanciava alcuni
spezzoni di Falsissimo, il suo programma Youtube, e in particolare le ultime
puntate con al centro dichiarazioni su Mediaset e su Alfonso Signorini, compresa
quella messa online ieri sera, nella quale Corona è tornato a parlare del
“sistema Signorini”.
La rimozione non è dovuta, a quanto si è saputo, ad un provvedimento della
magistratura penale, ma potrebbe essere legata alla recente sentenza di
inibitoria del Tribunale civile di Milano o ad un’azione autonoma dei colossi
del web, tra cui Meta, dopo denunce e diffide arrivate per contenuti
diffamatori. “Non so il perché della rimozione, ma è a rischio la libertà di
parola”, ha detto il legale di Corona, l’avvocato Ivano Chiesa.
Lo scorso 31 gennaio è stata è stato rimosso da YouTube l’ultimo episodio di
Falsissimo grazie ad uno strumento presente nelle linee guida della piattaforma:
lo strike per violazione del copyright. La rimozione sarebbe stata richiesta da
Mediaset per bloccare la diffusione di quella che l’azienda aveva definito una
“reiterazione di falsità gravissime, menzogne che ledono la reputazione di una
società quotata in borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in
modo vergognoso anche le loro famiglie”.
L'articolo Rimossi i profili social di Fabrizio Corona: pagine Instagram
irraggiugibili. Ieri sera l’ex re dei paparazzi aveva pubblicato la nuova
puntata di Falsissimo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Siamo decisamente soddisfatti” che la Procura di Milano abbia “aperto una
indagine nei confronti dei vertici di Google Ireland e Italia per il reato di
ricettazione, e per concorso in diffamazione. Chiederemo identico intervento
contro Youtube, Meta e Tik tok“. A manifestare questa soddisfazione sono gli
avvocati di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia.
L’ex conduttore Mediaset (si è autosospeso) è al centro di un’indagine su un
presunto sistema illecito denunciato da Fabrizio Corona. Intanto però i suoi
avvocati hanno ottenuto dal Tribunale civile di Milano un’ordinanza che esortava
Corona a rimuovere i video passati e a non pubblicarne più altri dello stesso
tenore sul loro assistito. La puntata di Falsissimo, il format dell’ex re dei
paparazzi, del 26 gennaio è però andata in onda e, secondo Aiello e Missaglia,
questo è accaduto perché si “è preferito tenere tutto in rete”.
“Non è possibile, neanche per i colossi del web, limitare l’accesso alle tutele
o alle azioni giudiziarie di fronte ad azioni illecite di tale gravità. Questi
operatori macinano ricavi superiori al nostro Pil – si legge ancora nella nota
dei due legali – e pretenderebbero attraverso strutture societarie complesse e
l’imposizione all’utente di forme rigorose di segnalazione delle pubblicazioni
illecite, di rendere difficoltoso se non inaccessibili ogni legittima richieste
di verifica e rimozione di notizie false o documenti acquisiti illecitamente.
Ogni tentativo di corrispondenza con questi signori assume toni dilatori e
pilateschi, spesso si rinvia a procedure o interlocutori di comodo. E intanto il
danno come i ricavi aumentano giorno dopo giorno”.
Secondo Aiello e Missaglia il web e le piattaforme citate, come dimostrano i
numeri di visualizzazioni di ‘Falsissimo‘, sono “uno strumento a disposizione
dei malintenzionati, letale, criminogeno, che si vuole ad ogni costo
deresponsabilizzato. Anche dopo precise e documentate richieste di rimozione e
oscuramento”.
L'articolo Gli avvocati di Signorini contro Youtube, Meta e TikTok: “Strumenti a
disposizione dei malintenzionati, letali, criminogeni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Nel fascicolo aperto dalla Procura di Milano dopo la denuncia presentata dai
legali di Alfonso Signorini viene ipotizzato anche il reato di ricettazione,
oltre a quello di diffamazione aggravata. L’indagine non riguarda solo Fabrizio
Corona, autore dei contenuti pubblicati sul canale web Falsissimo, ma coinvolge
anche i responsabili di Google Italia e Google Ireland, la sede europea del
gruppo che controlla YouTube, piattaforma sulla quale sono state caricate le
puntate contestate.
La Procura — che ha aperto più filoni sull’asse Corona-Signorini sulla base
delle querele presentate dagli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia —
contesta a Corona la diffamazione per gli attacchi rivolti nei video ad Alfonso
Signorini. In concorso, viene valutata anche la posizione dei responsabili di
Google, chiamati in causa per il caricamento e la diffusione di quei contenuti.
Gli inquirenti stanno inoltre esaminando l’ipotesi di ricettazione, reato che
punisce chi riceve o utilizza beni provenienti da un illecito allo scopo di
trarne profitto. La valutazione è legata al fatto che Corona è già indagato per
revenge porn, per la presunta diffusione illecita di chat e immagini private
mostrate nelle puntate di Falsissimo. Da qui l’approfondimento sulle eventuali
responsabilità della piattaforma che ha ospitato e diffuso quei video.
Parallelamente, la stessa Procura — con i pm Mannella e Gobbis — sta indagando
anche sulle accuse di presunti abusi e ricatti denunciate dal modello Antonio
Medugno, che sostiene di essere stato vittima di Signorini. Un’inchiesta che
passa anche attraverso l’analisi del materiale acquisito dai telefoni e dai
dispositivi di Corona e di altri soggetti coinvolti.
L'articolo Caso Corona-Signorini, inchiesta della Procura anche su Google. E ora
i pm ipotizzano anche la ricettazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Il ritorno di Grande Fratello? Più sì che no”. Sono state queste le parole di
Pier Silvio Berlusconi lo scorso dicembre, durante un incontro natalizio con la
stampa, nonostante gli ascolti non esaltanti dell’ultima edizione. E così sarà.
Oggi, 29 gennaio, Mediaset ha diramato un comunicato stampa che ha sciolto ogni
riserva.
“Intorno alla metà di marzo Grande Fratello tornerà in prima serata su Canale 5,
con la conduzione di Ilary Blasi. – si legge nella nota- La prossima sarà
un’edizione rinnovata nel format, con ritmi più intensi e una diversa durata
complessiva. Il programma andrà in onda per un ciclo di sei settimane. Il
progetto sarà sviluppato e prodotto da Endemol Shine Italy, che si impegnerà a
realizzare un Grande Fratello con un approccio nuovo pur nel rispetto
dell’identità del format”.
Dunque avanti tutta nonostante le difficoltà legate al “caso” del presunto
“sistema Signorini”, denunciato da Fabrizio Corona. L’ex ormai conduttore del
format e direttore editoriale di “Chi” avrebbe promesso un ingresso nella casa
in cambio di profferte sessuali a ragazzi eterosessuali. Ci sono delle indagini
in corso.
Al momento Alfonso Signorini è indagato dalla Procura di Milano per presunta
violenza sessuale ed estorsione in seguito alla denuncia presentata dall’ex
concorrente del Grande Fratello VIP, Antonio Medugno. L’ex conduttore ha
respinto fermamente tutte le accuse, definendole “irreali” e parte di una
campagna diffamatoria, e si è autosospeso dai suoi impegni editoriali con
Mediaset. Fabrizio Corona invece risulta indagato per revenge porn in seguito a
una querela presentata da Alfonso Signorini. L’indagine riguarda la diffusione
di presunte immagini private del giornalista nel programma web “Falsissimo”.
Come si evince dal comunicato di Mediaset il lavoro che si dovrà fare sul format
sarà quello di un rinnovamento nel cast e anche nella formula.
Dal 2016 al 2018 il reality show nella versione Vip è stato condotto da Ilary
Blasi, poi è subentrato Alfonso Signorini dal 2020 al 2023, già opinionista dal
2008 al 2012.
L'articolo Il Grande Fratello si farà: Ilary Blasi torna e prende il posto di
Alfonso Signorini. Mediaset promette: “Approccio nuovo nel rispetto
dell’identità del format” proviene da Il Fatto Quotidiano.
In rete Fabrizio Corona grida alla censura: “Un giudice mi diffida e mi censura
mentre indago su fatti GRAVI. Ma se oggi zittiscono me, ragazzi domani
zittiscono voi”. E invita tutti a fare “casino”. Ragioni che, in altri termini,
aveva espresso davanti al Tribunale Civile di Milano che però ha deciso di
accogliere quelle di Alfonso Signorini, che aveva chiesto tutela contro la
diffusione dei materiali usciti nei racconti di Falsissimo. Il giudice Roberto
Pertile ha confermato l’esigenza di tutelare immediatamente i diritti lesi ed
evitare un danno irreparabile, ordinando a Corona di ritirare ogni contenuto
diffamatorio e privato riguardante Signorini dai propri canali social e dalle
piattaforme di hosting. Vanno rimossi da ogni provider e da ogni social media
direttamente o indirettamente riconducibile a Corona, tutti i video e tutti i
contenuti (testuali, audio) riferiti a Signorini. Inoltre, l’ordinanza vieta di
pubblicare, diffondere o condividere qualunque altro video o contenuto di tipo
diffamatorio o che comunque danneggi il diritto alla reputazione, all’immagine e
alla riservatezza.
Corona ha rivendicato l’articolo 21 della Costituzione, che assicura a tutti il
“diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo
scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. L’articolo 21 dice anche che “La
stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Ma il giudice ha
chiarito innanzitutto che le garanzie contro il sequestro o l’inibitoria
preventiva non possono essere estese all’attività di Corona su piattaforme
digitali poiché mancano i requisiti strutturali di una testata editoriale. In
altre parole, il primo problema di Corona è il media utilizzato. Se Falsissimo
fosse una testata giornalistica, Signorini avrebbe dovuto fargli causa, ma
quanto pubblicato non avrebbe potuto essere sequestrato. Per beneficiare delle
tutele previste per la stampa, un’attività deve essere inquadrata in una
struttura con un direttore responsabile e una redazione organizzata, finalizzata
all’attività professionale di informazione. In particolare, il tribunale osserva
che Corona non è iscritto all’albo professionale, non è soggetto a controlli
editoriali, né deontologici né di responsabilità interna e dunque, piaccia o no,
i suoi video non sono “assimilabili a un prodotto giornalistico” protetto
dall’articolo 21 della Costituzione.
Giornalismo o no, c’è poi la questione dei requisiti essenziali per il legittimo
esercizio del diritto di cronaca: la verità dei fatti e l’interesse pubblico
alla notizia. “Nel caso di specie non è dato ravvisare tali condizioni”, si
legge. Le informazioni diffuse sarebbero dunque prive di solidi riscontri nei
fatti, basandosi su ricostruzioni congetturali e illazioni. Lo stesso Corona ha
dichiarato che “la Procura ritiene necessario verificare nel merito la
fondatezza dei fatti esposti”, riporta l’ordinanza. Per il giudice è
l’ammissione che non è stato ancora stabilito se le sue dichiarazioni “siano
veritiere o comunque dotate di un solido fondamento fattuale”. E tanto basta a
ritenere che “possono egualmente ritenersi false”. Quanto all’utilità sociale
della pubblicazione delle vicende intime del conduttore televisivo, non sarebbe
provato alcun “sistema Signorini”. Il magistrato spiega che “non si ravvisa
nessun interesse pubblico a conoscere le sue preferenze e abitudini sessuali,
che costituiscono di fatto l’unico oggetto delle informazioni diffuse dal
Corona”. Né la notorietà del personaggio cambia le cose. La diffusione di tali
dettagli è stata quindi degradata dal rango di informazione a quello di una
iniziativa volta a soddisfare la “morbosa curiosità” del pubblico per scopi di
profitto economico personale. Non solo: non si rintracciano indizi, scrive il
giudice, “del sistema basato su ricatti sessuali per favorire l’ingresso di
giovani nel mondo dello spettacolo” del quale sarebbe responsabile Signorini.
Altro requisito mancante, la continenza, cioè la pretesa che i fatti siano
esposti in modo corretto e non inutilmente offensivo. Il linguaggio utilizzato
nei video e nei post è stato giudicato un’aggressione gratuita che nulla ha a
che vedere con la critica professionale o sociale. L’ordinanza richiama
espressioni specifiche, in particolare “porco lurido” (“circostanza non
contestata dal resistente”). Così, si legge, il pensiero di Corona “di fatto si
traduce nella deliberata alimentazione del pruriginoso interesse del pubblico,
accusando il ricorrente di aver “perpetrato condotte immorali, deplorevoli e
penalmente rilevanti” senza neppure il conforto di prove univoche e al solo
scopo di offendere la dignità del ricorrente per poter da ciò ricavare profitto
economico”. Ragioni per cui il limite imposto alla manifestazione del pensiero
sarebbe stato violato. Ma ai fini della decisione, che vieta future
pubblicazioni su Signorini, tutto questo non basterebbe senza la sussistenza del
periculum in mora, ovvero il rischio concreto di un danno “imminente e
irreparabile”. E qui Corona si sarebbe dato la zappa sui piedi, tanto da non
poter contestare di aver “preannunciato (o piuttosto minacciato) la diffusione
di altro materiale”. Così facendo avrebbe reso necessaria un’azione immediata
per evitare l’aggravamento della lesione alla dignità e alla reputazione di
Signorini. E per garantire l’effettività dell’ordine imposto su tutti i
materiali, il giudice ha infine fissato una misura coercitiva che obbliga Corona
a pagare duemila euro per ogni singola violazione futura o per ogni giorno di
ritardo nell’esecuzione dell’ordine di rimozione.
L'articolo Corona grida alla “censura”. Ecco perché il giudice ha bloccato
Falsissimo accogliendo il ricorso di Signorini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Svolta nel caso Corona-Signorini. È stato accolto dal giudice il ricorso di
Alfonso Signorini, presentato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico
Aiello. Fabrizio Corona dovrà consegnare tutto il materiale raccolto e
raccontato a “Falsissimo” sul giornalista e soprattutto non potrà più pubblicare
ulteriori informazioni su di lui.
Come riporta Il Corriere della Sera: “Il giudice della prima sezione civile del
Tribunale di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso urgente presentato dai
legali di Signorini e, dopo l’udienza di venerdì scorso, ha depositato oggi la
sua ordinanza”.
Pertile ha ordinato “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da
ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i
video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)”. L’ex re dei paparazzi
non potrà più “pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o
strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto
di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o
indirettamente, il diritto del ricorrente (Alfonso Signorini, ndr) alla
reputazione, all’immagine e alla riservatezza”.
Dunque entro due giorni andrà consegnato tutto il materiale richiesto e che
riguarda Signorini, chat comprese. Corona dovrà anche “pagare le spese
processuali, il compenso degli avvocati di Signorini e 2mila euro al giorno a
Signorini per ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza”.
Fabrizio Corona è finito al centro della cronaca perché in “Falsissimo” ha
raccolto tutta una serie di testimonianze e materiali che proverebbero
l’esistenza del “sistema Signorini” che si baserebbe sullo schema delle
profferte sessuali in cambio di un posto dentro la Casa del “Grande Fratello”.
L'articolo “Fabrizio Corona dovrà ritirare Falsissimo e tutte le informazioni
private riguardanti Alfonso Signorini”: è la decisione del giudice Roberto
Pertile proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il caso Signorini, esploso sui social lo scorso 15 dicembre dopo la messa in
onda della puntata di Falsissimo, il format Youtube di Fabrizio Corona, ha ormai
superato la dimensione mediatica per riversarsi a pieno titolo nelle aule di
giustizia. Al centro della vicenda ci sono le accuse lanciate dall’ex re dei
paparazzi: il giornalista e conduttore televisivo viene descritto come il perno
di un presunto “sistema criminale seriale” fatto di ricatti e favori sessuali
legati alla partecipazione al Grande Fratello.
Accuse che Signorini respinge, definendosi vittima di una vera e propria
campagna diffamatoria. I suoi legali, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno
ora annunciato una denuncia nei confronti di Google Italia e Google Ireland,
contestando alla piattaforma di non aver rimosso contenuto diffamatori. “Le
risposte di Google oltre ad esser state tardive e ciclostilate – si legge nel
comunicato dei due legali – hanno di fatto negato la richiesta di rimuovere i
contenuti presenti su Youtube e nel programma Falsissimo”. E ancora: “Questo
comportamento – afferma l’avv. Aiello – integra l’ipotesi di concorso doloso e
consapevole nella diffamazione perpetrata da Corona nei confronti di Signorini
ed altri”.
A seguito dell’esposto, i legali rappresentanti delle due società risultano
iscritti nel registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e
continuata. Annunciate iniziative analoghe anche nei confronti di Meta e TikTok.
E da Mediaset trapela soddisfazione per l’iscrizione dei rappresentanti di
Google, che segue una serie di denunce e diffide già presentate dall’azienda –
separatamente da Signorini – per segnalare la gravità dei contenuti diffusi da
Corona. L’auspicio, fanno sapere fonti interne, è che le piattaforme online
prendano finalmente atto non solo delle proprie responsabilità giuridiche, ma
anche di quelle sociali, impegnandosi a contrastare la diffusione di materiali
considerati lesivi della dignità personale.
Nel frattempo, Corona è comparso nuovamente in Tribunale per un’udienza civile.
In discussione il ricorso presentato sempre dai difensori di Signorini, che
chiedono un provvedimento d’urgenza per bloccare la messa in onda della prossima
puntata di Falsissimo, prevista per il 26 gennaio. La decisione del giudice
Roberto Pertile è attesa nei prossimi giorni. “Se mi offendi, ti querelo. Ma non
puoi impedirmi di parlare perché domani potrei offenderti ancora: non siamo in
Russia”, le parole dell’avvocato dell’ex re dei paparazzi, Ivano Chiesa. Di
tutt’altro avviso l’avvocata Missaglia, secondo cui è “incredibile assistere a
una sorta di tribunale dell’Inquisizione, dove chi non è iscritto all’Ordine dei
giornalisti può dire qualunque cosa”.
L'articolo Ora Alfonso Signorini denuncia Google: “Hanno negato la rimozione di
Falsissimo e dei contenuti presenti su Youtube, concorso nella diffamazione”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fabrizio Corona oggi, 22 gennaio, si è presentato al Palazzo di Giustizia di
Milano con il suo avvocato Chiesa, dopo il ricorso presentato dai legali di
Alfonso Signorini, avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, per bloccare la
nuova puntata di “Falsissimo”, attesa per il 26 gennaio e “rimuovere i contenuti
già diffusi”. Il giudice “mi ha invitato a uscire dall’aula e ho fatto un
sorrisetto tra me e me”, ha confidato ai giornalisti uscendo dal Tribunale. “Io
ho imparato a comportarmi. – ha affermato – Il sorrisetto l’ho fatto perché
l’avvocato Aiello, lo vedo che difende ‘Tir’ – truffa imbrogli e raggiri – e
Venditti. Quando lo vedo in televisione mi fa ridere, vedrò dal vivo, mi ha
fatto un pò ridere, appena ha dichiarato due robe, secondo me in legalese e
sbagliate”.
“Esiste la libertà di stampa e andrò avanti come ho sempre fatto – ha dichiarato
l’ex re dei paparazzi – quale è il problema di guadagnare? È una vendetta
mirata? No. Ho un motivo per cui sono andato contro Signorini? No. Ho detto
qualcosa di sbagliato? No, io ho fatto un’indagine. Dei processi non ho paura,
tutti i processi di diffamazione li vinco”.
E ancora: “Non abbiamo paura se dovessero darci qualche interdizione o
l’arresto, sono vent’anni che combattiamo e la legge la conosciamo. Se ci sarà
da difenderci à la guerre comme à la guerre, come facciamo da vent’anni”.
Nell’atto della difesa si dice “che all’interno della puntata, io ho diffamato
gravemente Signorini senza alcun elemento probatorio. Come puoi scriverlo? Ci
sono delle chat clamorose, degli audio clamorosi, delle fotografie clamorose,
delle dichiarazioni e una denuncia…E non c’è un quadro probatorio?” aggiunge,
ribadendo che contro il direttore editoriale della rivista “Chi” ci sarebbe una
nuova denuncia di un uomo di Erba (Como). “Per me ci sono persone che sono state
sentite e hanno smesso di parlare” dice ancora.
Lunedì 26 gennaio, intanto, ci sarà l’ultima puntata su Signorini. “Basta,
chiudo l’inchiesta, chiudo la mia parte” ma pronostica che “sarò costretto a
ritornarci perché io sono sicuro che questa roba qua non finisce più. Non che
posso portare 50 puntate su Signorini, non ho bisogno di lui per fare milioni di
visualizzazioni”. Quanto agli altri nomi famosi annunciati, “Ci sto lavorando,
ma devono essere legati a delle inchieste perché il mio programma è un programma
d’inchiesta, io non mi siedo lì a sparare caz… sulle persone”.
Corona ha rilanciato contro la famiglia Berlusconi che lo ha denunciato: “Con la
storia che hai chiami la Dda per farmi chiudere i social perché sono pericoloso?
Te sei pazzo, Te sei pazzo, perché io ti rovino, io li rovino”. Al suo fianco,
come sempre, l’avvocato Ivano Chiesa. “Se passa il principio per cui puoi
impedire a uno di pubblicare qualcosa il giorno dopo voi avete finito di
lavorare. La Dda per una diffamazione mi mancava” conclude il difensore.
L’AVVOCATO CHIESA: “RICHIESTA QUERELANTE NON HA FONDAMENTO GIURIDICO”
“Una richiesta che non ha fondamento giuridico, perché il danno vecchio è già
accaduto e quindi il provvedimento d’urgenza riguarda solo i danni attuali,
immediati, che non si possono evitare in un altro modo”. Lo ha detto l’avvocato
Ivano Chiesa dopo il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, Daniela
Missaglia e Domenico Aiello, per bloccare la nuova puntata di “Falsissimo” e
“rimuovere i contenuti già diffusi”. “Per quanto riguarda il danno da evitare in
un altro modo – ha proseguito – questo danno non esiste sia perché c’è una
indagine in corso sia per l’esercizio di un diritto. Non c’è in Italia la
possibilità di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che vuoi”.
Si può intervenire “dopo, e se io ti ho offeso, tu mi quereli, però non è che,
siccome pensi che domani ti offenderò ancora, mi impedisci di parlare, perché
non siamo in Russia, siamo in Italia”.
GLI AVVOCATI DI SIGNORINI: “CORONA SI MUOVE COME L’INQUISIZIONE E DIFFAMA”
“È incredibile che si possa assistere ad un tribunale dell’Inquisizione, dove un
personaggio che non è iscritto all’Ordine dei giornalisti può diffamare e dire
qualunque cosa rispetto a delle cose, poi, che non sono state minimamente
verificate”. Lo ha spiegato ai cronisti l’avvocata Daniela Missaglia che, con il
collega Domenico Aiello, assiste Alfonso Signorini, dopo l’udienza civile a
Milano in cui si è discusso il ricorso dei legali del conduttore contro il
format “Falsissimo” di Fabrizio Corona e, in particolare, per chiedere una
“inibitoria” dal mettere in onda la prossima puntata.
L'articolo “Io li rovino e farò altri nomi. Il giudice mi ha invitato a uscire
dall’aula e ho sorriso”: Fabrizio Corona al Palazzo di giustizia di Milano. Gli
avvocati di Signorini: “Diffama e si muove come l’Inquisizione” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Fabrizio Corona ha ricevuto un’altra denuncia, dopo essere stato indagato per
revenge porn da Alfonso Signorini in seguito alle dichiarazione rilasciate a
“Falsissimo” sul presunto “metodo Signorini”.
Mediaset ha denunciato in Procura a Milano Fabrizio Corona per diffamazione e
minacce nei confronti dei vertici dell’azienda e di conduttori di note
trasmissioni tv. E ha anche chiesto alla Dda di attivarsi ai fini di ottenere
una misura di prevenzione che inibisca all’ex agente fotografico l’uso dei
social e di altre piattaforme telematiche e l’utilizzo del cellulare per
divulgare contenuti come quelli che sta diffondendo nelle ultime settimane. La
querela e l’istanza, infatti, arrivano dopo le puntate del suo format sul web
“Falsissimo” in cui ha attaccato, tra gli altri, Alfonso Signorini.
Intanto gli avvocati di Alfonso Signorini, i legali Daniela Missaglia e Domenico
Aiello, hanno presentato un’istanza al Tribunale civile di Milano per chiedere
un provvedimento cautelare d’urgenza di “inibitoria” per bloccare la messa in
onda sul web della prossima puntata, prevista per il 26 gennaio, del format
‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona, il quale nelle precedenti due puntate ha
attaccato il conduttore tv e giornalista che, a suo dire, avrebbe messo in piedi
un “sistema di ricatti e favori sessuali”.
Signorini ha già respinto tutto le accuse, interrogato su sua richiesta dai pm
di Milano il 7 gennaio, dopo la denuncia per violenza sessuale ed estorsione da
parte dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, che invece ha
confermato già il contenuto della sua querela davanti ai magistrati.
I giudici civili dovranno, dunque, decidere sulla richiesta dei legali di
Signorini di stop alla puntata, ma anche alla ripubblicazione di contenuti già
mostrati, e l’udienza è fissata per il 22 gennaio.
L'articolo Fabrizio Corona denunciato da Mediaset per diffamazione e minacce nei
confronti dei vertici dell’azienda e dei conduttori proviene da Il Fatto
Quotidiano.
È prevista per lunedì 26 alle 21 la pubblicazione della nuova puntata in
streaming di “Falsissimo”, dal titolo “Il prezzo del successo – parte finale”.
Fabrizio Corona ha promesso ulteriori sviluppi sul presunto “sistema Signorini”,
ossia il reclutamento di ragazzi eterosessuali per entrare al “Grande Fratello”,
ma dietro profferte sessuali. Gli avvocati di Alfonso Signorini, i legali
Daniela Missaglia e Domenico Aiello, hanno presentato un’istanza al Tribunale
civile di Milano per chiedere un provvedimento cautelare d’urgenza di
“inibitoria” per bloccare la messa in onda sul web della prossima puntata,
prevista per il 26 gennaio, del format ‘Falsissimo’ di Fabrizio Corona, il quale
nelle precedenti due puntate ha attaccato il conduttore tv e giornalista che, a
suo dire, avrebbe messo in piedi un “sistema di ricatti e favori sessuali”.
Nei passaggi riportati del ricorso dei legali si legge che viene richiesto
“l’intervento urgente dell’Autorità Giudiziaria non solo al fine di rimuovere i
contenuti già diffusi, ma anche per impedire ulteriore pubblicazione e
diffusione da parte del Signor Corona, a tutela dei diritti del ricorrente e
della sua sfera privata”.
Sempre nel ricorso si evidenzia che l’ex agente fotografico “non solo ha
continuato a pubblicare contenuti illeciti anche dopo l’avvio dell’indagine
penale e il sequestro a suo carico”, scaturiti da una querela di Signorini, ma
“ha espressamente annunciato che il 26 gennaio pubblicherà una puntata avente
come protagonista” sempre il giornalista e “dall’impatto straordinario, con
contenuti di irreparabile gravità”.
La pubblicazione di altri “contenuti diffamatori”, si legge ancora,
“comporterebbe un irreversibile aggravamento del danno subito” da Signorini.
Anche perché quei contenuti possono essere “scaricati, condivisi e replicati da
chiunque” con “diffusione incontrollabile” e senza possibilità di “rimozione”.
Quando il “danno si sarà compiuto, non ci sarà più nulla da fare, con effetti
devastanti sulla vita personale e professionale” del conduttore, che si è
autosospeso nelle scorse settimane dai suoi impegni con Mediaset. Effetti
“devastanti” anche sulla sua “integrità psicofisica”.
Signorini ha già respinto tutto le accuse, interrogato su sua richiesta dai pm
di Milano il 7 gennaio, dopo la denuncia per violenza sessuale ed estorsione da
parte dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, che invece ha
confermato già il contenuto della sua querela davanti ai magistrati. Anche
Corona è indagato in un altro filone delle indagini per revenge porn ed è stato
già interrogato a fine dicembre.
I giudici civili dovranno, dunque, decidere sulla richiesta dei legali di
Signorini di stop alla puntata, ma anche alla ripubblicazione di contenuti già
mostrati, e l’udienza è fissata per il 22 gennaio.
“Ci vediamo giovedì in udienza, non vedo l’ora”, ha risposto l’ex “re dei
paparazzi” su Instagram, annunciando la prossima puntata e soprattuto ribadendo:
“Trattative non ne facciamo”.
E ancora: “Mi sa che gli avvocati di Signorini non hanno capito bene. Ci vediamo
giovedì in udienza, non vedo l’ora. Preparatevi per la puntata di lunedì (…)
perché quello che vedrete e ascolterete vi farà definitivamente capire il
complesso e criminale sistema Signorini”.
L'articolo “Bloccate la nuova puntata di Falsissimo. Contro Signorini contenuti
diffamatori”: così gli avvocati del conduttore. Corona replica: “Trattative non
ne facciamo” proviene da Il Fatto Quotidiano.