Un misterioso triangolino sfreccia sopra i cieli dell’Area 51. A riaccendere
l’attenzione – e a far invocare gli alieni – è un video girato alcuni giorni fa
che mostra un velivolo dalla forma triangolare sorvolare la celebre base
militare nel deserto del Nevada, alimentando nuovamente il dibattito sugli UAP,
gli Unidentified Aerial Phenomena, termine oggi utilizzato al posto di Ufo.
Il filmato è stato realizzato dal documentarista Anders Otteson, noto per le sue
spedizioni nell’area che circonda l’Area 51. Otteson è il creatore del canale
YouTube Uncanny Expeditions e da tempo documenta attività, luci e movimenti
aerei nella zona. Le immagini sono state riprese di notte, durante una delle sue
esplorazioni nel deserto americano. Nel video è indicato l’orario: le tre del
mattino del 14 gennaio. Nel cielo notturno si vede un oggetto muoversi in modo
regolare, con un profilo netto e una forma chiaramente triangolare. Il velivolo
non presenta elementi riconducibili a mezzi convenzionali e non mostra ali
visibili, ma è il suo aspetto perfettamente geometrico ad aver attirato subito
l’attenzione degli utenti online.
Un tempo questi avvistamenti venivano classificati come Ufo; oggi, negli Stati
Uniti, si parla ufficialmente di Uap, la sostanza, però, non cambia. Secondo chi
ha analizzato il filmato, l’oggetto ripreso non corrisponde a nessun velivolo
militare noto. In particolare, viene escluso che si tratti del bombardiere
stealth B-2 Spirit, spesso citato in passato per spiegare avvistamenti simili.
La sagoma del mezzo ripreso da Otteson non coincide con quella del B-2 né con
quella di droni conosciuti.
Sui social è stato anche ricordato che non si tratta del primo avvistamento di
oggetti triangolari nei cieli americani: segnalazioni simili si sono susseguite
negli anni, tra cui quelle avvenute sopra Wichita, in Kansas, e Amarillo, in
Texas. Anche in quei casi non si era riusciti ad attribuire gli avvistamenti ad
aerei sperimentali o a droni di ultima generazione.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda le comunicazioni radio: lavorando
con il ricercatore Joerg Arnu, Anders Otteson afferma di aver intercettato
conversazioni captate da canali radio non criptati riconducibili all’Area 51.
Secondo quanto riportato, prima della comparsa del velivolo sarebbero state
udite espressioni e codici insoliti come “michelob profile”, “imperial with
garlic”, “pretzel snack” e “refrigerator hydrate”. Non è chiaro se si tratti di
gergo tecnico, parole in codice o semplici comunicazioni prive di un reale
significato operativo.
Il video si inserisce in un contesto più ampio: nel 2025, secondo quanto circola
online, sarebbero stati segnalati oltre 40 avvistamenti di velivoli triangolari,
non solo in Nevada ma anche in altre aree degli Stati Uniti. A questi si
aggiungono altri episodi mai del tutto chiariti, come il misterioso incidente
aereo avvenuto lo scorso ottobre nei pressi dell’Area 51. Al momento non
esistono conferme ufficiali sulla natura dell’oggetto ripreso.
> ❗️???????????? – New thermal imagery captured by explorer Anders Otteson shows
> an unidentified triangular aircraft—described as sharply “Dorito-shaped” with
> a distinct planform, no visible wings, and no standard navigation
> lights—operating in restricted airspace over the Nevada Test and…
> pic.twitter.com/vLZhnm1Bwu
>
> — ????????The Informant (@theinformant_x) January 21, 2026
L'articolo Area 51, un video riaccende il mistero degli Ufo: “C’è un velivolo
triangolare che sfreccia in cielo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - UFO
“Non ho mai visto un UFO, ma forse esiste in un’altra dimensione”. Holly Hunter
sorride mentre lo dice, ma non sta scherzando. È una convinzione che nasce da
lontano, alimentata da una vita passata tra cinema d’autore e fantascienza, e
che riaffiora oggi con Starfleet Academy, il nuovo spin-off di Star Trek
disponibile su Paramount+, proprio nell’anno in cui il franchise celebra i suoi
60 anni. Hunter è la protagonista della serie: interpreta Nahla Ake, cancelliera
e capitano della nave accademica U.S.S. Athena, chiamata ad addestrare la prima
nuova classe di cadetti della Flotta Stellare da oltre un secolo. Un ruolo di
comando, ma anche di ascolto e responsabilità, che l’attrice legge come una
metafora profondamente umana. Parlare di Star Trek, per Holly Hunter, significa
tornare all’infanzia: “Papà mi tritava il ghiaccio per il succo d’uva e insieme
ci sedevamo sul divano a guardarlo in tv”, racconta a Leggo.
Accanto a lei, nel nuovo spin-off, c’è un altro premio Oscar: Paul Giamatti.
Anche per lui Star Trek è legato al padre: “Non sono uno che cita le battute a
memoria – e chi lo fa un po’ mi spaventa – ma anch’io dai 7 anni in su vedevo la
serie con papà”, spiega a Leggo. E aggiunge che Spock ha avuto “un grande
impatto” nella sua crescita: “In quanto creatura piena di traumi, parlava di
paura e di senso di appartenenza, temi che sentivo vicini”. Per Holly Hunter la
forza di Star Trek non sta solo nello spazio o nella tecnologia: “La
fantascienza è una metafora potentissima”, dice, “che affonda le sue radici nei
conflitti raccontati da Eschilo, Sofocle, dai greci, dai romani e da
Shakespeare”. Il dramma, secondo l’attrice, nasce sempre dai momenti di
cambiamento e dall’evoluzione che ne deriva. “In Star Trek si parla di guerre
globali, galattiche. È questo che lo rende sempre attuale”.
Un’idea condivisa da Giamatti, che vede nella nuova serie il suo vero punto di
forza. “L’asso nella manica è l’empatia”, sottolinea, insieme alla capacità di
ascolto. Hunter la definisce “accettazione attiva dell’altro e dei suoi
sentimenti”. I cadetti della Starfleet Academy sono adulti, spiega, “hanno piena
libertà, ma esistono confini e limiti, per la loro stessa sicurezza”.
Entrare ufficialmente nell’universo di Star Trek ha anche un lato ludico: “La
fantascienza è un territorio creato dagli appassionati”, osserva Giamatti. “E
ora posso legittimamente partecipare a una convention di fan”. Subito dopo
ammette una certa apprensione: “Mi terrorizza essere sfidato da chi ne sa
tantissimo e può mettere in discussione il mio lavoro”. Il ritorno nello spazio
ha riacceso anche le domande più antiche. Holly Hunter è cauta: “Non ho mai
visto un UFO”, precisa, “ma forse esiste in un’altra dimensione”. Paul Giamatti
è più netto: “Io credo nella vita aliena. Sarebbe folle pensare che non esistano
altre forme di vita in un universo tanto vasto”.
L'articolo “Non ho mai visto un Ufo ma credo negli alieni, esiste un’altra
dimensione”: parlano Holly Hunter e Paul Giamatti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Anche in Italia al Senato si discute di geopolitica e fenomeni anomali non
identificati (Uap). Si è svolta infatti, mercoledì 10 dicembre presso la
libreria del Senato, la presentazione del libro Il mondo in guerra, dove è stato
inserito un capitolo specifico sul tema della geopolitica e il fenomeno degli
oggetti non identificati o Uap.
Le relazioni svolte sono state ovviamente tutte di altissimo livello, visto
anche anche la partecipazione di due rappresentanti del Copasir. Tra gli
attualissimi temi svolti, la presentazione che ha creato vivo interesse e
curiosità è stata quella dedicata agli Uap o ex Ufo. Infatti l’autore del
capitolo sugli oggetti non identificati, Angelo Pugliese, che già si era
distinto per un master di secondo livello presso la Sapienza nella facoltà di
Scienze Politiche, ha trattato l’argomento degli oggetti non identificati, sia
dal lato geopolitico, sia evidenziando le varie attività di ricerca e di
intelligence per lo studio del fenomeno Uap svolte da parte degli Usa della
Russia e della Cina. Attività spesso svolta in segreto con la collaborazione di
prestigiose università e cattedratici.
Interessante anche il dibattito al QuestionTime, a cui ho partecipato e sono
intervenuto anche io, dove è stata evidenziata l’attività bipartisan
parlamentare negli Stati Uniti, le prime attività svolte anche al Parlamento
Europeo e ricordando le numerose interrogazioni parlamentari italiane,
ricordando che l’Italia è stata la prima nazione al mondo a pubblicare su
Internet i dati statistici sugli Ufo dall’anno 2000 ad oggi, sul Sito del
Reparto Generale Sicurezza – Stato Maggiore Aeronautica, ente preposto per
l’attività di monitoraggio e raccolta delle segnalazioni Ovni (Oggetti Volanti
Non Identificati) con una modulistica online.
È stata anche denunciata la mancanza da parte dei media di una informazione più
professionale e costante, e il silenzio dei media nostrani sul docufilm “The Age
of Disclosure” con le clamorose dichiarazioni di Marco Rubio Segretario di Stato
Usa e di altri alti funzionari degli apparati di intelligence, militari e
docenti delle più importanti università americane e alte personalità di altre
nazioni.
In Italia questo importante documentario è passato praticamente ignorato, eppure
ha riscosso un successo mondiale di pubblico diventando il documentario numero 1
di tutti i tempi in Amazon.
Speriamo che a questa iniziativa ne seguano altre. Il prossimo anno segna anche
l’anniversario delle prime ricerche del nascente Cun che a partire dal 1966 ha
iniziato le indagini sul campo e ancora prosegue la sua mission, diventando una
delle 4 associazioni più antiche in attività. Con il nuovo anno il Disclosure
proseguirà come annunciato da molti parlamentari statunitensi.
Intanto sta crescendo l’attesa per il nuovo film di Spielberg che uscirà il 12
giugno 2026 che si intitolerà appunto Disclosure Day. Altra attesa, specie nel
mondo Usa, riguarda le future dichiarazioni del Pontefice Leone XIV, che già
aveva commentato con battute sull’esistenza degli extraterrestri e con il nuovo
direttore della Specola Vaticana Padre Richard Anthony D’Souza che si è augurato
a breve di battezzare una specie extraterrestre come pure Padre Gionti,
astronomo della Specola: “Gli alieni? Anche loro creature di Dio. La Chiesa
pronta a evangelizzare altri pianeti”.
E allora che il prossimo anno ci riservi, oltre alla pace mondiale, ulteriori
sorprese per l’umanità.
L'articolo Il mondo in guerra: anche al Sento si affronta il tema Ufo proviene
da Il Fatto Quotidiano.
The Age of Disclosure è il titolo del documentario denuncia realizzato dal
regista Dan Farah presentato negli Stati Uniti e recentemente trasmesso anche
online, dove viene esplicitato in maniera decisa da alte figure governative,
istituzionali e del mondo della scienza che non siamo soli nell’universo.
Colpisce l’apertura del documentario, con l’introduzione di Marco Rubio,
Segretario di Stato Usa, che dichiara: “Abbiamo basi nucleari e segrete che
vengono visitate da oggetti con tecnologie per noi sconosciute”. Chi sono? Da
dove vengono? Cosa vogliono? Subiamo interferenze di tecnologie avanzatissime
sconosciute ed anche la presenza di Nhi, Non Human Intelligence, civiltà non
appartenenti alla nostra genia.
Il lungo documentario rivela sia il coinvolgimento di personale di altissimo
livello istituzionale, scientifico, militare e di Intelligence, sia la
preparazione meticolosa del documentario-denuncia. Il linguaggio non lascia
dubbi sulle qualifiche degli intervistati, cattedratici di università, PhD,
ammiragli, generali, biologi, fisici, analisti. Tutti concordi e atti a
testimoniare che siamo in presenza di una reale attività tecnologica e
intelligente a noi sconosciuta! “Loro” sono qui e non ne conosciamo il perché,
chi siano e cosa vogliano. Si disegnano scenari e ipotesi. L’unica certezza è
che adesso siamo passati dallo studio delle lucette nel cielo e le
classificazioni degli oggetti, al confermare la presenza dei corpi dei piloti
trovati nei luoghi degli incidenti. Si denuncia l’esistenza di strutture ad hoc
statunitensi russe e cinesi anche congiunte, per il recupero di questi oggetti
precipitati.
Un salto davvero enorme non solo per chi non ha mai accettato la realtà del
fenomeno Ufo/Uap, ma anche per chi ha osservato il fenomeno come possibile,
visto che dal 2023 la realtà del fenomeno è stata ufficializzata come reale. La
notizia del servizio mandato in onda negli Usa anche via Web avrebbe dovuto
essere la più importante notizia per la storia dell’umanità. Più di rottura
della diatriba Galileo/Mons. Bellarmino, più delle tesi copernicane e
newtoniane, più della scissione dell’atomo. Una idea intuita già dai filosofi
greci: non siamo soli nell’universo. Ma un salto qualità nella comunicazione c’è
stato ed esteso alle interferenze delle Nhi – intelligenze non appartenenti alla
nostra specie, provenienti da altri mondi e dimensioni con tecnologie elusive
delle nostre conoscenze scientifiche, usate spesso come invalicabile scudo
concettuale al fenomeno – appare adesso concreta ed evidente.
Tranne che nei media Usa, non si trova traccia del documentario nel resto del
pianeta. E il mainstream che avrebbe dovuto con titoli a nove colonne annunciare
l’evento, altro che “effetto Orson Welles – La guerra dei mondi”, con effetti
pericolosi di perdita del controllo, rimane stordito, come nulla fosse accaduto
o se avessimo assistito ad un nuovo film di Spielberg (peraltro di imminente
uscita). Qui sono presenti le impegnative dichiarazioni non fraintendibili di
altissime personalità e autorità che comunicano e illustrano uno scenario
inedito, che seppur sospettato adesso si trasforma come la realtà delle cose!
Perché adesso? Perché una costante intensificazione del fenomeno? Se non lo
faranno le massime autorità morali e politiche a preparare l’opinione pubblica e
gestire una informazione così impattante, saranno “loro” con una evidente
superiorità tecnologica che decideranno di rivelarsi al mondo? Ma essere
consapevoli così profondamente di una realtà che ci sfugge e non dichiararla più
chiaramente è davvero incoscienza se poi si vuole davvero evitare uno shock
culturale, che questa volta sarebbe davvero incontrollabile specie se accadesse
un giorno che i nostri centri strategici e aree sensibili venissero svegliati un
giorno come a Pearl Harbour? Usa Russia e Cina come molti altri paesi hanno
tutti lo stesso problema – come ha dichiarato Chris Mellon, vero regista del
Disclosure.
Al Simposio sul Lago Maggiore, organizzato magnificamente dalla SOL Foundation,
abbiamo dibattuto sui vari scenari che stanno evolvendosi rapidamente. Difronte
a questo cambio di velocità, prendiamo atto che stiamo agendo come nel
provocatorio ma illuminante film “Don’t look up!” con un mainstream complice di
un silenzio da incoscienti perché la cosa sta succedendo e accadendo adesso!
L'articolo Esce The age of Disclosure, il documentario che denuncia l’esistenza
degli Ufo. Ma in giro non se ne parla proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si parla da mesi dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS, noto anche come
“astronave” che ha affascinato gli scienziati di tutto il mondo, pronto a
raggiungere il punto più vicino alla Terra il mese prossimo, secondo un
professore di Harvard. Avi Loeb, professore di Harvard, ha identificato “12
anomalie” sull’astronave 3I/ATLAS che, a suo dire, evidenziano una “teoria
aliena”.
Mentre alcuni sostengono che si tratti di una cometa che sfreccia attraverso il
Sistema Solare a 210.000 km/h, il professor Avi Loeb ha sempre sostenuto che
potrebbe trattarsi di una “nave madre” aliena. Sul suo blog, Loeb ha
identificato “12 anomalie” riguardanti “l’astronave” e spiega esattamente perché
dovremmo preoccuparci dell’UFO che presumibilmente si sta dirigendo verso di
noi.
L’elenco, come sostiene Loeb, spiega i motivi per cui l’UFO forse non è una
“cometa familiare”, come la NASA ha precedentemente insistito. Loeb evidenzia la
“traiettoria retrograda” di 3I/ATLAS, “allineata entro cinque gradi con il piano
dell’eclittica dei pianeti attorno al Sole”, come riporta il Daily Star.
L’oggetto ha mostrato un getto verso il sole durante l’estate, a differenza
delle comete più conosciute. Il nucleo dell’oggetto è circa un milione di volte
più grande di 1I’Oumuamua, il primo oggetto interstellare registrato ad
attraversare lo spazio. Si muove anche molto più velocemente di lui.
Secondo Loeb, “il pennacchio di gas contiene molto più nichel che ferro” e
mostra una “polarizzazione negativa estrema”, cosa che non si riscontra in tutte
le comete conosciute. Inoltre, si è illuminato più velocemente di qualsiasi
cometa conosciuta ed era più blu del Sole.
Loeb ha anche spiegato che 3I/ATLAS “presenta getti diretti verso il Sole e
anti-solari che richiedono una superficie irragionevolmente ampia per assorbire
abbastanza luce solare necessaria a sublimare abbastanza ghiaccio da alimentare
il flusso di massa di questi. L’oggetto mostra anche accelerazione non
gravitazionale e non si frammenta come fanno le comete quando viaggiano nello
spazio. I suoi getti mantengono l’orientamento per un milione di chilometri in
più direzioni, nonostante la rotazione“.
Loeb ha concluso: “La verità è che la scienza ufficiale sbaglia
sistematicamente“.
L'articolo “Una nave madre aliena si avvicinerà alla Terra tra un mese esatto.
Non è un meteorite perché ha 12 anomalie”: lo afferma il professore di Harvard
Avi Loeb proviene da Il Fatto Quotidiano.