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Il 2026 segna un passaggio chiave per Opel, che dopo aver rinnovato in
profondità la propria gamma suv sposta i riflettori sulla Astra, uno dei modelli
più rappresentativi del marchio. Il nuovo modello evolve senza strappi, ma con
una serie di interventi mirati che ne rafforzano identità, contenuti tecnologici
e approccio sostenibile.
Il primo colpo d’occhio racconta subito un cambio di passo. Il frontale adotta
una versione più scolpita dell’Opel Vizor, ora impreziosito dal logo Blitz
illuminato, una novità assoluta per Astra. Non è solo un vezzo estetico:
l’intero disegno gioca su linee tese e superfici pulite, con una firma luminosa
che diventa elemento centrale del linguaggio stilistico. Il risultato è un’auto
che appare più tecnica, più moderna e visivamente più larga, senza perdere
equilibrio.
Protagonista assoluta è la nuova generazione dei fari Intelli-Lux HD. Si parla
di una tecnologia di illuminazione che porta nel segmento soluzioni finora
riservate a modelli di categoria superiore. Oltre 50.000 elementi LED lavorano
in modo adattivo e antiabbagliamento, modulando il fascio luminoso in tempo
reale, dove in curva la luce segue la traiettoria e in caso di pioggia o nebbia
l’intensità viene regolata per ridurre riflessi e affaticamento visivo. Un
approccio che punta tanto alla sicurezza quanto al comfort di guida notturno.
All’interno, la nuova Astra sceglie la strada del minimalismo, con un abitacolo
più ordinato, equipaggiato con interfacce digitali semplificate e una sensazione
generale di maggiore ariosità. La vera sorpresa nell’abtacolo però arriva dai
sedili Intelli-Seat, ora di serie fin dall’allestimento di ingresso e progettati
per migliorare l’ergonomia anche nei lunghi viaggi. Certificati AGR, i nuovi
sedili introducono una particolare conformazione centrale della seduta pensata
per ridurre la pressione sul coccige, un dettaglio che racconta bene
l’attenzione al benessere quotidiano.
La sostenibilità non resta poi uno slogan, infatti Opel spinge sul concetto di
“Greenovation” utilizzando materiali interni riciclati al 100%, dai rivestimenti
dei sedili ai tessuti dell’abitacolo. Una scelta che non compromette la qualità
percepita, ma anzi rafforza l’idea di un’auto progettata con uno sguardo
concreto al futuro.
Le motorizzazioni disponibili saranno in tutto quattro; ibrida, diesel e le
nuove Electric e Plug-in hybrid, dove è proprio l’Astra Electric a spiccare di
più. Grazie a una batteria da 58 kWh, l’autonomia dichiarata arriva fino a 454
chilometri nel ciclo WLTP, rendendo l’uso quotidiano e i viaggi extraurbani più
semplici. Debutta anche la funzione Vehicle-to-Load, che consente di alimentare
dispositivi esterni direttamente dall’auto, aggiungendo un tocco di versatilità
in più. Inoltre quando la macchina capisce che sta per essere messa in carica
“scalda“ le batterie in modo che possano subito performare al 100%. Il nuovo 1.6
turbo da 156 CV insieme al motore elettrico da 40 CV, permettono alla versione
Electric una potenza complessiva di 196 cavalli, che agisce in perfetta sintonia
con il nuovo cambio a doppia frizione a 7 marce.
Confermata anche la praticità del modello, con un volume di carico generoso sia
per la berlina sia per la Sports Tourer, che arriva fino a 1.634 litri. Tre gli
allestimenti previsti (Edition, GS e Ultimate) e ben otto le colorazioni al
lancio, dove il giallo è previstosolo per il 5 porte mentre il verde sportivo
solo per la versione ST. Per i prezzi bisognerà aspettare qualche settimana,
dato che al momento non sono stati annunciati.
L'articolo Opel Astra, stilosa e hi-tech con i fari di ultima generazione. E
anche elettrica – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Opel
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“Non è marketing”, assicura Calle Carlberg, il 25enne pilota svedese che ha
contribuito allo sviluppo della Opel Mokka GSE, testimone del motto “dal rally
alla strada”. “Le abbiamo provate in pista – sorride – e non posso dire di
quanto sia stata la differenza sul giro, ma non pensavo fosse così contenuta”.
I modelli cui si riferisce sono proprio l’auto che è già ordinabile dai privati
anche in Italia a partire da 47.300 euro (IPT esclusa) e la variante da
competizione che subentrerà alla Corsa elettrica con la quale la casa del
Fulmine ha animato la ADAC Opel Electric Rally Cup “powered by GSE”. Carlberg
aveva vinto la competizione negli anni scorsi con la versione a zero emissioni,
mentre quest’anno si è aggiudicato due titoli europei FIA, l’ERC4 e l’ERC4
junior con la Corsa ad alimentazione convenzionale.
Una volta GSE era l’acronimo di Grand Sport Einspritzung (iniezione), mentre la
E adesso sta per Elektrisch. Il suv ad alte prestazioni (281 Cv e 345 Nm di
coppia, gli stessi valori del modello del quale rappresenta la declinazione “per
tutti i giorni”) che misura 4,15 metri di lunghezza è la vettura elettrica più
veloce dell’attuale gamma stradale di Opel. Raggiunge i 200 km/h e passa da 0 a
100 in 5,9”. Ma, soprattutto, è agile e stabile, grazie anche ad un assetto
ribassato (dieci millimetri più vicino all’asfalto), a un differenziale a
slittamento limitato multidisco Torsen, ad un telaio con assi appositamente
progettati e a nuovi ammortizzatori idraulici.
È rigida quanto basta per rendere piacevole una guida un po’ più “audace”, che
beneficia di uno sterzo preciso e diretto e di un volante “piccolo” e appiattito
nella parte inferiore e superiore. Di più: “Tutti i componenti ad alta tensione
della Opel Mokka GSE stradale (motore, inverter, batteria e cablaggio)
provengono dalla Opel Mokka GSE Rally”.
La batteria da 54 kWh garantisce una percorrenza massima di 336 chilometri
omologata nel ciclo di percorrenza Wltp con consumi dichiarati tra 17.9 e 19.5
kWh/100 km, mentre dopo oltre 150 chilometri badando assai poco all’efficienza
il computer di bordo ha rilevato un dato non troppo distante, pari a 21.2.
Stilisticamente si distingue per alcuni dettagli, che includono le scritte GSE
(anche sui sedili avvolgenti in Alcantara) e i cerchi da 20” (da 18” sulla
variante da competizione) con pinze dei freni gialle. Per rendere più piccante
la guida e le riflessioni che la seguono, sullo schermo tattile da dieci pollici
si possono ottenere alcuni dati sulle prestazioni, comprese le misurazioni di
forza G, sulle accelerazioni, sulla gestione delle batteria e via elencando. Le
forme non penalizzano la visibilità posteriore, anche se uno preferirebbe avere
i montanti anteriori un po’ più piccoli, in particolare quello di destra nelle
curve strette.
Tre le modalità di guida: Eco, Normal e Sport. È quasi superfluo sottolinearlo,
ma per la velocità massima occorre optare per la Sport, perché in Eco si arriva
a 150 km/h (190 Cv di potenza e fino a 300 Nm di coppia) e in Normal a 180
(231). Interessante il peso, inferiore ai 1.600 kg, e poco penalizzante la
perdita di volume del bagagliaio rispetto alle declinazioni a benzina e ibrida:
fra 310 e 1.060 litri contro 350 e 1.105.
L'articolo Opel Mokka GSE, la prova de Il Fatto.it – L’elettrica che porta il
rally sulla strada – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.