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Il mercato delle due ruote torna a crescere nel 2026: gennaio registra un +6,5%. Bene moto ed elettrico
Il mercato delle due ruote a motore torna a crescere con l’anno nuovo: a testimoniarlo sono i dati delle immatricolazioni di moto, scooter e ciclomotori pubblicati da Confindustria Ancma (l’Associazione nazionale ciclo motociclo accessori). Il mese di gennaio 2026 registra un incremento complessivo del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. “Un risultato che va letto alla luce delle caratteristiche strutturali del mese: con un giorno lavorativo in meno e un’incidenza sull’andamento annuale pari a circa il 5%, gennaio si conferma tradizionalmente un mese interlocutorio, in attesa di indicazioni più consolidate dai prossimi mesi”, si legge nel comunicato di ANCMA. Il “segno più” risulta di particolare importanza se posto in relazione con l’anno appena trascorso. Il 2025 è stato un anno “segnato dalla forte avanzata degli scooter, dal rallentamento del comparto moto e dagli effetti distorsivi legati all’entrata in vigore dello standard Euro 5+ che avevano influenzato dinamiche di acquisto e immatricolazioni”. Sono 19.282 i veicoli messi in strada a gennaio: “Sono le moto a registrare la miglior performance con un incremento a doppia cifra – 16,26% – e 8.099 veicoli targati. In leggero calo gli scooter, che perdono 1,47 punti percentuali e immatricolano 10.400 unità. Recuperano un terzo del loro mercato i ciclomotori, che crescono del 33,85% con 783 unità registrate”. Buono l’andamento anche per il mercato elettrico “che registra un incremento del 18,44% e 334 veicoli venduti. Il calo dei ciclomotori (-21,5% e 84 unità) è, infatti, ampiamente compensato dagli scooter che incassano un +15,43% e 187 unità”. Negativi invece i primi dati per il mercato dei quadricicli che perde 19,82 punti percentuali con 1.173 mezzi immatricolati. Discordante l’andamento del mercato termico e di quello elettrico: i mezzi a zero emissioni segnano una flessione del 49,49% e 642 unità, mentre i veicoli a motorizzazione tradizionale passano da 192 veicoli registrati nel 2025 ai 531 del 2026 (+176,56%). L'articolo Il mercato delle due ruote torna a crescere nel 2026: gennaio registra un +6,5%. Bene moto ed elettrico proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mercato Auto
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Scooter
Geely punta agli impianti Ford in Europa per costruire modelli destinati all’UE
Ford e Geely sarebbero in fase avanzata di colloqui per una possibile collaborazione produttiva in Europa, come riporta la testata specializzata Autonews.com. L’obiettivo, secondo diverse fonti vicine al dossier, sarebbe quello di condividere capacità industriale e tecnologie in un momento in cui i costi di sviluppo (soprattutto per elettrificazione e guida assistita) stanno mettendo sotto pressione i margini dei costruttori. Il punto centrale delle discussioni riguarda l’utilizzo, da parte del gruppo cinese, degli impianti europei di Ford per assemblare modelli destinati al mercato UE. Il sito considerato più probabile è lo stabilimento spagnolo di Valencia, uno dei poli produttivi storici dell’Ovale Blu nel continente. Un’operazione di questo tipo consentirebbe a Geely di produrre veicoli direttamente all’interno dell’UE, aggirando di fatto i dazi aggiuntivi imposti sulle auto elettriche costruite in Cina. Come noto, Bruxelles ha da tempo introdotto tariffe provvisorie che possono superare il 30% sui veicoli elettrici a batteria importati dalla Cina, sostenendo che beneficino di sussidi statali distorsivi. Localizzare la produzione in Spagna rappresenterebbe quindi per Geely una scorciatoia industriale e commerciale per essere più competitiva nei listini europei. Oltre alla produzione, le due aziende avrebbero discusso anche una possibile cornice di collaborazione tecnologica, con particolare attenzione ai sistemi di assistenza alla guida e alle architetture elettroniche dei veicoli di nuova generazione. Tuttavia, secondo le stesse fonti, il capitolo industriale sarebbe al momento più avanzato rispetto a quello puramente tecnologico. Delegazioni Ford si sarebbero già recate in Cina dopo incontri preliminari tra i vertici delle due società negli Stati Uniti. Se l’intesa andasse in porto, Geely si aggiungerebbe alla lista crescente di marchi cinesi che stanno radicando la produzione in Europa. Leapmotor assemblerà vetture in Spagna in un impianto legato a Stellantis, mentre Xpeng e GAC si appoggiano alla produzione conto terzi di Magna Steyr in Austria. Anche Chery ha avviato attività in uno stabilimento ex Nissan a Barcellona. Per Ford, l’accordo avrebbe una valenza soprattutto industriale. Oggi a Valencia viene prodotto un solo modello, il suv compatto Kuga, e un aumento dei volumi contribuirebbe a migliorare il tasso di utilizzo della fabbrica. In prospettiva è atteso anche un secondo sport utility legato al nome Bronco, ma nel frattempo una partnership con Geely offrirebbe ossigeno produttivo e una condivisione dei costi. La mossa si inserisce in una strategia più ampia di alleanze industriali. Di recente Ford ha siglato un’intesa europea con Renault per la produzione di modelli elettrici su piattaforme francesi, segnale di come le collaborazioni stiano diventando uno strumento chiave per affrontare la transizione tecnologica. Geely, dal canto suo, ha già adottato schemi simili in altri mercati, utilizzando impianti di partner (come la stessa Renault) per diffondere le proprie tecnologie. Al momento non ci sono conferme ufficiali: entrambe le aziende si limitano a dichiarare che dialogano regolarmente con altri costruttori su possibili sinergie. Ma il dossier europeo resta aperto e potrebbe ridisegnare equilibri industriali e commerciali nel comparto automotive del vecchio continente. L'articolo Geely punta agli impianti Ford in Europa per costruire modelli destinati all’UE proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Produzione Industriale
Porsche valuta lo stop alle versioni elettriche di Boxster e Cayman per tagliare i costi
Secondo quanto riporta la testata specializzata Autonews.com, Porsche valuta un possibile stop ai programmi delle sportive elettriche derivate dalla famiglia 718, in un contesto di revisione dei costi e ripensamento della strategia a batteria. Secondo fonti vicine al dossier, il nuovo amministratore delegato Michael Leiters starebbe considerando l’ipotesi di accantonare le versioni EV di Boxster e Cayman, progetto già segnato da ritardi tecnici e spese di sviluppo in crescita. Le due vetture, storicamente porta d’ingresso al marchio Porsche con prezzi d’attacco intorno ai 70 mila euro, sono uscite di produzione con motore termico nel 2025. Il piano originario prevedeva un ritorno in chiave elettrica entro la seconda metà del decennio, ma l’equilibrio economico dell’intera operazione è ora sotto esame. Il rallentamento della domanda di auto elettriche, in particolare in Cina, e la necessità di ricalibrare gli investimenti pesano sulle scelte industriali. A complicare il quadro c’è anche l’ipotesi, discussa internamente, di introdurre una variante ibrida plug-in. Soluzione che richiederebbe una piattaforma differente, con ulteriori costi e un possibile slittamento di diversi anni. Il rischio sarebbe quello di arrivare sul mercato con tecnologie non più all’avanguardia, in un segmento dove l’innovazione è parte essenziale dell’attrattiva del prodotto. Comunque, nessuna decisione definitiva sarebbe stata presa in merito. Leiters, in carica dal 1° gennaio dopo il passaggio di consegne con Oliver Blume, deve però confrontarsi con una capacità produttiva non pienamente sfruttata e con margini sotto pressione. La casa di Zuffenhausen ha già rivisto più volte le proprie previsioni e avviato un parziale ritorno su motorizzazioni termiche e ibride, dopo l’accelerazione sull’elettrico. Che si è rivelata più costosa del previsto. L’impatto finanziario della correzione di rotta potrebbe arrivare fino a 1,8 miliardi di euro sull’utile operativo 2025. A pesare anche i dazi sulle importazioni negli Stati Uniti, primo mercato singolo per il marchio. Nel 2024, ultimo anno pieno di produzione per le 718 a benzina, le vendite di Boxster e Cayman erano comunque salite del 15%, a quota 23.670 unità. Il management ha promesso un miglioramento strutturale delle performance dopo l’uscita del titolo dall’indice DAX. Il direttore finanziario Jochen Breckner ha indicato il 2025 come possibile punto minimo, con l’obiettivo di tornare a margini a doppia cifra negli anni successivi al 2026. In questo scenario, il destino delle piccole sportive elettriche diventa un test chiave per la nuova fase strategica della casa tedesca. L'articolo Porsche valuta lo stop alle versioni elettriche di Boxster e Cayman per tagliare i costi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto Elettriche
Porsche
Kia spinge sull’elettrico agli Australian Open 2026, tra record e sfide future
Kia ha trasformato gli Australian Open 2026 in una vetrina globale per la sua svolta verso l’elettrico, celebrando 25 anni di partnership con il torneo tramite la campagna internazionale “Move Different” e una presenza capillare all’interno del Melbourne Park, dove oltre 1,3 milioni di spettatori hanno assistito al primo Slam stagionale. Kia ha portato una flotta ufficiale record di 130 veicoli destinati a giocatori, staff e organizzazione: 55 completamente elettrici tra EV9 e EV5 e 75 ibridi (Carnival Hybrid e Sportage Hybrid), superando per la prima volta nella storia dell’evento la soglia del 40% di veicoli a emissioni zero, mentre al pubblico sono state presentate le novità della gamma EV e il PV5 Cargo, il nuovo veicolo elettrico commerciale della piattaforma Platform Beyond Vehicle già premiato come International Van of the Year 2026 e dimostrando l’impegno del marchio nella mobilità sostenibile in eventi di portata mondiale. Il costruttore coreano ha affiancato alle esposizioni anche esperienze interattive e attività per i fan con Rafael Nadal come global ambassador, includendo una EV9 Art Car ispirata ai suoi successi e momenti di engagement con i visitatori, trasformando il marchio non solo in sponsor ma in protagonista della mobilità sostenibile su scala mondiale. Questo scenario di innovazione si è svolto in parallelo a un torneo intenso e ricco di significato storico: come noto, il giovane Carlos Alcaraz ha trionfato in finale su Novak Djokovic, completando il Career Grand Slam a soli 22 anni, mentre il detentore del titolo, Jannik Sinner, è stato eliminato in semifinale dal campione serbo al termine di una maratona di cinque set, una sconfitta che ha generato grande delusione tra gli appassionati italiani dopo il sogno di un terzo titolo consecutivo a Melbourne. In prospettiva l’Australian Open 2027, in programma il prossimo gennaio al Melbourne Park, conferma il proprio il ruolo come appuntamento di primissimo piano in avvio della stagione del tennis mondiale, offrendo un palcoscenico prestigioso per marchi auto come Kia. L'articolo Kia spinge sull’elettrico agli Australian Open 2026, tra record e sfide future proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mercato auto Italia, a gennaio le immatricolazioni sono cresciute del 6,2%
Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un segnale positivo, ma i numeri raccontano una ripresa ancora fragile e lontana dai livelli pre-crisi. A gennaio le immatricolazioni di autovetture nuove sono state 141.980, pari a un incremento del 6,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Il confronto con il periodo pre-pandemia resta però pesante: rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 unità, pari a un calo del 14,1%. Una parte della crescita è legata agli incentivi per le auto elettriche prenotati da fine ottobre, che hanno sostenuto le immatricolazioni anche nei mesi successivi. Le vetture EV hanno raggiunto a gennaio una quota del 6,6%, con circa 9.400 unità targate. Un dato in crescita rispetto a un anno fa, ma lontano dai picchi di fine 2025 e ancora marginale sul totale del mercato. Se il ritmo di crescita di gennaio si mantenesse costante per tutto l’anno, il 2026 si chiuderebbe intorno a 1,62 milioni di immatricolazioni. Sarebbe comunque un livello molto basso nel confronto storico: nel 2007 in Italia si vendettero quasi 2,5 milioni di auto, mentre nel 2019 — ultimo anno “normale” prima della pandemia — le immatricolazioni furono 1.917.106. Il mercato attuale resta quindi sotto di circa 300.000 unità rispetto a quel riferimento. Il calo delle vendite non è però sinonimo di minore interesse per l’automobile. Il parco circolante continua infatti ad aumentare: dalle 32,6 milioni di auto del 2000 si è passati a oltre 41,3 milioni nel 2024, con una crescita del 26,9%. Questo significa che le famiglie tendono a sostituire meno spesso la vettura, mantenendo in circolazione modelli più vecchi, meno sicuri e più inquinanti. Dal punto di vista dei canali di vendita, gennaio mostra un andamento disomogeneo. I privati segnano un calo del 3,7% e le flotte aziendali del 1,2%. A trainare il risultato complessivo sono invece il noleggio a breve termine, in forte crescita (+182%), e le autoimmatricolazioni (km zero) di case e concessionari (+29%). In pratica, oltre 11.000 vetture in più rispetto a un anno fa provengono da questi due canali, che compensano il calo della domanda “reale”. Sul fronte delle alimentazioni, prosegue il ridimensionamento delle motorizzazioni tradizionali: benzina -26% e diesel -16,2%. Crescono invece elettriche (+42%), ibride plug-in (+131,8%) e ibride mild/full (+22%), a conferma di uno spostamento graduale verso soluzioni elettrificate, pur con quote ancora lontane dagli obiettivi europei. Secondo il Centro Studi Promotor, la priorità è favorire il rinnovo del parco circolante con politiche che tengano insieme ambiente, sicurezza e occupazione. Anche Federauto e UNRAE chiedono interventi strutturali, in particolare sulla fiscalità delle flotte aziendali e sui tempi di rimborso degli incentivi, che vedono i concessionari esposti per oltre 300 milioni di euro. L'articolo Mercato auto Italia, a gennaio le immatricolazioni sono cresciute del 6,2% proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Immatricolazioni
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The I.C.E. The I.C.E. St. Moritz 2026, capolavori d’epoca brillano sul lago ghiacciato
In una radiosa finestra di fine gennaio, il lago ghiacciato di St. Moritz si è trasformato per due giorni in un palcoscenico bianco e luminoso dove storia, estetica e ingegneria automobilistica hanno dialogato tra loro in un clima unico al mondo. Sotto un sole pieno che rincarava il contrasto tra ombra e abbagliante neve, centinaia di appassionati hanno vissuto una versione d’inverno del miglior stile automobilistico. L’edizione 2026 di The I.C.E. St. Moritz, andata in scena lo scorso week end, ha confermato il concorso internazionale di eleganza come una delle manifestazioni più originali e coerenti del calendario mondiale. Più di cinquanta vetture d’epoca e di grande valore storico hanno affiancato il rigore alpino con le loro forme e i loro motori, in una sorta di “museo che respira”, dove le linee eleganti hanno preso vita sul ghiaccio. La giuria internazionale — riunita sotto la guida di esperti di storia dell’automobile, design e arte — ha dovuto affrontare un compito tutt’altro che banale. Nelle cinque categorie in concorso, hanno prevalso vetture capaci di incarnare significati diversi: dalla Lancia Stratos per le Legendary Liveries, simbolo di livree entrate nell’immaginario collettivo, alla Maserati 4CLT per le Open Wheels, fino alla Jaguar XJ220 per Birth of the Hypercar e alla Ferrari 750 Monza nella categoria Barchettas on the Lake. Grande protagonista estetica, infine, la Talbot-Lago T150C SS Teardrop (nella foto), che ha conquistato il titolo di Best in Show. Per la prima volta a The Ice è stato assegnato anche il premio Best Sound — nato con il supporto di Bang & Olufsen — è stato assegnato alla Pontiac Vivant per la sua voce unica e coinvolgente. A fare da cornice all’evento, oltre all’architettura naturale dell’Engadina, è stato un fitto programma culturale: visite ai musei locali, installazioni artistiche e talk hanno trasformato St. Moritz in un hub di cultura visiva e tecnica, dove auto e arte non si guardano da lontano ma si rispecchiano come due lati dello stesso patrimonio estetico. Le giornate sono state animate anche da momenti spettacolari: la Pattuglia Acrobatica Svizzera ha sollevato l’attenzione del pubblico verso il cielo alpino e una mongolfiera panoramica è stata presa d’assalto per ammirare lo spettacolo dall’alto. Il meteo, con temperature gelide al mattino e poi un sole instancabile, ha contribuito a rendere ogni scena perfettamente nitida e suggestiva. Numeri e atmosfera restituiscono il senso di un evento cresciuto rapidamente negli anni: lago e tribune sold out, hotel e locali dell’Engadina gremiti, e un flusso significativo di visitatori italiani arrivati in giornata. Sul versante delle case automobilistiche, happening e installazioni hanno animato il centro città, con marchi come Ferrari, Porsche e Pagani protagonisti di eventi che hanno unito heritage e visione contemporanea, trasformando St. Moritz in un elegante salotto diffuso. L'articolo The I.C.E. The I.C.E. St. Moritz 2026, capolavori d’epoca brillano sul lago ghiacciato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Svizzera
Tesla dice addio alle ammiraglie per fare spazio a umanoidi e robotaxi. Elon Musk: “E’ il momento giusto”
Tesla si prepara a voltare pagina in modo radicale, come riporta il sito specializzato Autonews.com. A partire dal prossimo trimestre, la casa americana interromperà la produzione di Model S e Model X per liberare spazio nello stabilimento di Fremont, in California, dove sorgerà una linea dedicata all’assemblaggio di Optimus, il robot umanoide su cui Elon Musk punta per il futuro dell’azienda. L’annuncio segna la fine di un’era. La Model S, lanciata nel 2012, è stata la prima berlina elettrica di grande serie capace di imporsi per autonomia, prestazioni e design, contribuendo in modo decisivo alla fama globale di Tesla. La Model X, arrivata nel 2015 con le sue scenografiche portiere “falcon wing”, ha portato la tecnologia a elettroni nel segmento dei suv premium. Del resto, i volumi di entrambe sono calati: insieme a Cybertruck, le loro vendite sono scese del 40% nel 2025, fermandosi a poco più di 50.000 unità complessive. Per Musk, però, la scelta è coerente con la nuova identità che vuole dare all’azienda. Tesla non si considera più soltanto un costruttore di auto, ma un protagonista dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico. L’obiettivo dichiarato è puntare su veicoli completamente autonomi, servizi di robotaxi e, soprattutto, robot umanoidi. “È il momento di concludere con onore i programmi Model S e X”, ha detto Musk, spiegando che il futuro sarà dominato dall’autonomia. Lo spazio liberato a Fremont servirà a costruire una fabbrica per Optimus con un traguardo ambizioso: arrivare, nel lungo periodo, a un milione di robot l’anno. La produzione su larga scala, però, non dovrebbe partire prima della fine dell’anno. Secondo Musk, in prospettiva questi robot contribuiranno a creare un’economia in cui gran parte della ricchezza sarà generata da macchine autonome. La stessa visione guida lo sviluppo dei robotaxi. Tesla ha avviato un servizio pilota ad Austin e prevede di espanderlo in diverse città statunitensi nei prossimi mesi. Intanto, in Texas sono in fase di installazione le linee per il Cybercab, un veicolo pensato esclusivamente per la guida autonoma e privo di comandi tradizionali. Questa trasformazione arriva in una fase finanziaria complessa. Nel quarto trimestre Tesla ha registrato ricavi in calo del 3% e un utile netto sceso del 61%. Anche le consegne globali di veicoli sono diminuite. Nonostante ciò, l’azienda prevede di aumentare fortemente gli investimenti, inclusi 2 miliardi di dollari nella società di intelligenza artificiale xAI. Tesla non è sola in questa corsa ai robot umanoidi. Anche altri costruttori e aziende tecnologiche stanno esplorando applicazioni industriali per macchine capaci di muoversi e lavorare come esseri umani. Secondo diverse stime, nei prossimi decenni questi sistemi saranno impiegati soprattutto in compiti ripetitivi e strutturati, ma in numeri enormi. Per Musk, è lì che si giocherà la prossima grande rivoluzione industriale. L'articolo Tesla dice addio alle ammiraglie per fare spazio a umanoidi e robotaxi. Elon Musk: “E’ il momento giusto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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BMW apre l’era del sorpasso con lo sguardo. Via libera globale al “senza mani”
Il BMW Group compie un passo importante nello sviluppo della guida assistita diventando il primo costruttore automobilistico in Germania a ottenere l’omologazione internazionale secondo il nuovo Regolamento ONU n. 171 sui Driver Control Assistance Systems (DCAS). Si tratta di una normativa che definisce regole comuni per i sistemi di assistenza alla guida di Livello 2, con un’attenzione particolare alla sicurezza del conducente. Il risultato apre la strada all’introduzione su larga scala del Motorway Assistant con funzione “hands-off”, già disponibile sulla nuova BMW iX3. In autostrada, il sistema consente al guidatore di togliere le mani dal volante fino a 130 km/h, a condizione che resti vigile e pronto a intervenire. L’auto mantiene la corsia, gestisce la distanza dagli altri veicoli e può effettuare cambi di corsia automatici, che il conducente conferma semplicemente con uno sguardo allo specchietto laterale. Grazie all’integrazione con il navigatore BMW Maps basato su cloud, il sistema suggerisce per tempo i cambi di corsia necessari in prossimità di svincoli o uscite, rimanendo attivo anche durante l’attraversamento degli svincoli. Questo amplia le situazioni in cui è possibile viaggiare con assistenza attiva senza toccare il volante. Accanto all’uso autostradale, BMW introduce anche funzioni per la guida urbana con il nuovo Motorway and City Assistant. In Germania, al lancio, il sistema è in grado di fermarsi automaticamente ai semafori rossi e di ripartire da solo. Altre funzioni per scenari cittadini più complessi arriveranno successivamente tramite aggiornamenti software over-the-air. Alla base di queste tecnologie c’è il concetto di BMW Symbiotic Drive, un approccio “simbiotico” in cui guidatore e sistema collaborano in modo continuo. Sulla iX3 debutta anche un sistema frenante con la stessa filosofia: il conducente può intervenire con lievi movimenti su sterzo o freno senza disattivare l’assistenza, che continua a supportare la guida. Un’evoluzione che unisce algoritmi tradizionali e intelligenza artificiale, mantenendo sempre il guidatore al centro dell’esperienza di guida. L'articolo BMW apre l’era del sorpasso con lo sguardo. Via libera globale al “senza mani” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Guida autonoma
Al rally Monte-Carlo Toyota svela la nuova GR Yaris Aero Performance
Al Rallye Monte-Carlo 2026, prima prova del Campionato del Mondo Rally FIA, Toyota ha acceso i riflettori sulla sua nuova GR Yaris Aero Performance, insieme a una serie di edizioni speciali pensate per appassionati e collezionisti. La GR Yaris Aero Performance è l’interpretazione più recente di una hatchback ad alte prestazioni che trae direttamente dalla pista le sue ragioni di essere. I nuovi componenti aerodinamici (sviluppati e testati con il contributo di piloti professionisti e delle competizioni del TOYOTA GAZOO Racing) migliorano stabilità in rettilineo, aderenza in curva e capacità di raffreddamento, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace il legame tra guida sportiva e controllo dinamico. Monte-Carlo è stato anche il palcoscenico mondiale per un’edizione limitata ad alto contenuto celebrativo: la GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion Edition. Questa versione nasce per omaggiare il nove volte campione del mondo rally, con una configurazione tecnica e stilistica ispirata direttamente alle preferenze del pilota francese. Tra gli elementi distintivi figurano modalità di trazione integrale dedicate e una livrea esclusiva, oltre a dettagli interni specifici che sottolineano il carattere celebrativo del modello. Accanto a queste novità, Toyota ha mostrato al pubblico europeo anche la GR Yaris MORIZO RR, dopo il debutto al Tokyo Auto Salon. Sviluppata con il contributo diretto del “grande vecchio” Akio Toyoda, alias Morizo, questa versione rappresenta una sintesi tra esperienza maturata nelle competizioni endurance e applicazione stradale, con interventi mirati su sterzo, sospensioni e aerodinamica, oltre a dettagli estetici esclusivi che la distinguono dal resto della gamma. La presenza del marchio giapponese al Monte-Carlo non si è tuttavia limitata alle versioni stradali. In esposizione anche la GR Yaris Rally1, protagonista nel WRC, e la GR Yaris Rally2 H2 Concept, prototipo alimentato a idrogeno compresso. Quest’ultima anticipa uno scenario in cui le competizioni possono evolvere verso soluzioni a basse emissioni mantenendo però intatte sonorità e sensazioni tipiche del rally tradizionale. L'articolo Al rally Monte-Carlo Toyota svela la nuova GR Yaris Aero Performance proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Toyota
Montecarlo
Dacia Sandero 2026, più tecnologia ma stesso prezzo furbo. In arrivo negli showroom italiani – FOTO
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