Che Cesare Cremonini sia fan dei Queen è cosa nota, forse meno noto è il fatto
che il cantautore bolognese abbia acquistato da Sotheby’s la giacca con cui
Freddie Mercury ha registrato “Bohemian Rapsody” nei @rockfieldstudios in
Inghilterra nel 1975. Una giacca che lui non ha mai indossato e il perché lo ha
spiegato lui stesso ieri 29 gennaio, quando è passato a trovarlo in studio, a
Bologna, Lucio Corsi: “Oggi il favoloso @lucio_corsi è passato a trovarmi nei
Logico Studio perché di passaggio a Bologna e ho approfittato per fargli
indossare la giacca con cui Freddie Mercury ha registrato “Bohemian Rapsody” nei
@rockfieldstudios in Inghilterra nel 1975. L’ho acquistata all’asta Sotheby’s e
non la aveva mai indossata nessun artista… Nemmeno io, perché non ci entro! Ma
Lucio sembra nato per vestire i panni del rock delle regine. Gli sta bene non
trovate?? Un giorno dovrebbe usarla sul palco. Lucio é un’anima così speciale.
❤️❤️ A presto amico mio! Play the Game! Buon tour europeo! Ce”, le parole di
Cremonini sui social. La giacca sembra in effetti fatta per Corsi.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da cesarecremonini (@cesarecremonini)
L'articolo “Questa giacca non l’aveva mai indossata nessun artista, nemmeno io
perché non ci entro”: Cremonini ‘presta’ a Lucio Corsi una casacca di Freddie
Mercury proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Cesare Cremonini
“Sono innamorato, non vado oltre“, aveva detto Cesare Cremonini in un’intervista
rilasciata qualche tempo fa, nella quale parlava anche della fine della
relazione con la giornalista Giorgia Cardinaletti. E le cronache rosa ora
riportano il nome del nuovo amore del cantautore: si chiama Caterina Licini, ha
30 anni, è un ex volto di Amici. Lui, 45 anni, ha postato molte foto di un
viaggio che la coppia ha fatto negli Usa. E alcuni giornali, compreso Vanity
Fair, confermano che si tratta di amore, anzi di un amore che va avanti da
tempo, come sostenevano certi rumors cominciati a circolare da tempo. I due
sarebbero insieme dalla fine del 2024. Sempre secondo il gossip, l’incontro
fatale sarebbe avvenuto sul set del video di Ora che non ho più te. Nessuna
dichiarazione ma le conferme social che oggi, per gli appassionati di cronache
rosa, valgono più di mille parole.
La vita privata dell’ex leader dei Lunapop è stata sotto i riflettori dopo
l’uscita del libro scritto dalla sua ex fidanzata, Martina Maggiore, dal titolo
Ma che stupida ragazza: “Ho trovato una serie di chat: si scriveva con alcune
ragazze. Cose brutte, che non avrei mai voluto leggere. Mi crollò il mondo
addosso. Ma non dissi nulla. Sono passati mesi, poi l’ho affrontato. Lui ha
negato tutto, erano solo battute tra amiche”, aveva raccontato Maggiore. Un anno
dopo sul cellulare del cantante sono apparse chat simili: “Ma avevo paura di
perderlo perché ero diventata dipendente da lui. Mi ha detto che sarebbe stato
ospite a Sanremo, nel 2022, e mi sono tenuta tutto dentro, perché aveva bisogno
del mio sostegno. Ho scoperto che al Festival una delle altre era lì in platea.
Ma quando l’ho affrontato, lui che è molto abile con le parole, ha fatto sentire
in colpa me. Avrei voluto salvare la relazione, ma lui doveva prepararsi per gli
stadi. Non aveva tempo per me. Lì ho detto basta”.
L'articolo Cesare Cremonini ufficializza l’amore con Caterina Licini: sui
social, le foto di un viaggio di coppia negli Stati Uniti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Cesare Cremonini ha lanciato il nuovo singolo “Ragazze Facili”, nella sua
versione live contenuta nell’album “Cremonini LIVE25”, che si è attestato al
secondo posto della classifica album della Fimi. Poi ci saranno 4 eventi live la
prossima estate con il Cremonini LIVE26. “Ragazze facili è una canzone scritta
grazie a Giorgia Cardinaletti, perché mi ha chiesto una cosa che può cambiare la
vita di un uomo: il coraggio di amare”, ha affermato Cremonini.
In occasione della presentazione di questi progetti, il cantautore si è
raccontato alle pagine de Il Corriere della Sera: “La mia è una storia
articolata e complessa, con un sottotesto di manipolazione, di costrizione a una
realtà che non esisteva”.
E ancora: “È stata costruita dal mio ex manager Walter Mameli. È stato il mio
scopritore, ma mi ha anche imprigionato: vivevo in un castello dorato, però mi
era negata la possibilità di avere a che fare con qualunque essere umano che
facesse parte del mio ambiente. Compreso Lucio Dalla. Quando me ne sono liberato
cinque anni fa è stata una rottura difficile. Sto riprendendo possesso di me,
con calma ma con grandi risultati. Questa nuova apertura verso il mondo mi fa
sentire un esordiente. Le collaborazioni con Luca Carboni, Elisa, Lorenzo
Jovanotti derivano da un enorme fallo di reazione a una costrizione gigantesca”.
Non mancano i racconti intimi e famigliari come la separazione dei genitori.
“Mia madre si lamentava di un marito che le diceva che persino il cinema era di
troppo per lei perché aveva dei figli da seguire. – ha ricordato – Avevo 12 anni
o poco più quando una notte, vedendola piangere, andai in camera e le dissi:
mamma, non è difficile, bisogna che lo lasci. Lei mi prese sul serio, il giorno
dopo mio padre era in campagna insieme al cane. Mio fratello e io restammo con
lei a Bologna. Credo si sia salvata da sola. In casa eravamo tre maschi,
famiglia del ceto medio bolognese, padre medico con tre specializzazioni che
aveva sposato una sua paziente di 22 anni quando lui ne aveva già 52. Mia madre
aveva bisogno di un alleato. Io sicuramente lo sono stato e lo sono ancora oggi,
per sensibilità e passione verso l’arte, la comunicazione, la libertà”.
Poi ha aggiunto: “L’ho vista soffrire tanto non solo per mio padre. In casa ha
aleggiato una forma depressiva, una palla infuocata che ci siamo passati a
vicenda. Ho visto una persona molto imprigionata e molto sacrificata. Lei mi
ricorda il diritto alla libertà, alla creatività, all’espressione di sé”.
A Cremonini è stata diagnosticata una lieve forma di schizofrenia? “È un
percorso che continua. Sono due anni che prendo medicinali con costanza e questo
mi permette di accettarmi come una persona che deve essere curata, mi dà anche
una forma di pacatezza. Sono felice la mattina quando vado in cucina, mi preparo
il caffè e vedo quelle pillole, rappresentano l’accettazione di me stesso”.
L'articolo “La lieve forma di schizofrenia? Da due anni prendo medicinali con
costanza. Ragazze Facili l’ho scritta grazie a Giorgia Cardinaletti”: così
Cesare Cremonini proviene da Il Fatto Quotidiano.
È uscito stanotte “CremoniniLIVE25”, il triplo album dal vivo testimonianza
dell’ultimo tour di Cesare Cremonini in 13 stadi italiani, lanciato dal singolo
“Ragazze Facili“, dove nei cori c’è l’amica Elisa. In tracklist non mancano le
collaborazioni come quella con Elisa in “Aurore Boreali”, Luca Carboni con “San
Luca” e “Mare Mare”, Jovanotti, per la prima volta in duetto con “Mondo” e in
“L’Ombelico del mondo”. Abbiamo incontrato il cantautore nel backstage prima
dell’incontro alla Milano Music Week, moderato da Andrea Scanzi, al Piccolo
Teatro di Milano.
“Al di là di quanti dischi vendi, al netto che con il disco live, non è che fai
la storia della musica, – ha affermato poi parlando del progetto discografico
dal vivo – però è una testimonianza che poi nel tempo ti rimane. Questa è una
cosa fatta bene e quindi abbiamo curato tanto il progetto. È un live che offre
riflessioni soprattutto nel contesto musicale italiano che abbiamo. Ci sono
tante collaborazioni, ci sono parallelismi tra i brani che suono live e quelli
incisi in studio”
Parlando del nuovo disco di Jovanotti hai scritto: “Non me ne importa niente
dell’orecchiabilità e di quelli che ti dicono è questione di gusti”. Cosa
intendevi?
A me la parola gusti non piace, mi ricorda il gelato… Quando ero piccolo
prendevo il gusto puffo, ma non mi sembra che la musica possa essere veramente
del tutto decifrata attraverso l’idea del ‘de gustibus’. Poi, per cairtà, il de
gustibus è legittimo, ma anche ciò che non è di tuo gusto perché magari ha un
linguaggio che tu non stai apprezzando culturalmente anche magari per ragioni
anagrafiche.
Però è una affermazione forte questa, non credi?
È incompleto scrivere la musica soltanto per il gusto, è un fattore importante,
ma non è completo perché la musica ha un linguaggio. Non possiamo dire che la
lingua tedesca non sia degna solo perché a noi non piace. Quello che volevo dire
è che ciò che ho scritto è un omaggio alla libertà perché la musica è molto di
più. La musica non è libera.
Perché?
Perché è sempre più business. La fruizione della musica ha imposto moltissimi
modelli e la mia generazione è quella di Lorenzo (Jovanotti, ndr), artisti che
hanno la fortuna di avere uno status. È venuto il momento nel quale chi ha avuto
le fortune che abbiamo avuto noi, offra soprattutto la libertà di fare dischi
seguendo il piacere personale… Facendo scoperte, lanciare sfide anche personali
come ad esempio suonare il sax sul palco con Luca Carboni per “Mare Mare”.
Lo stato di salute della musica è positivo?
Il cerchio si è chiuso. La parola business e musica sono uniti in una maniera
secondo me esageratamente connessa. È una slot machine che premia la discografia
del punto di vista sicuramente economico, ma che va, secondo me, nelle
responsabilità delle scelte personali che noi dobbiamo fare ogni giorno. Siamo
liberi di poterle fare, ma va ricordato esiste anche il percorso umano oltre che
artistico.
Qual è il tuo stato d’animo attuale?
Di base non sono sereno. Ho una perenne insoddisfazione verso me stesso, ma il
sogno e la musica riescono a farmi ricucire qualcosa dentro ed è per questo che
mi piace pensare sempre a nuovi progetti. Anche i nuovi concerti che farò nel
2026 mi stimolano molto con la sfida di fare delle cose che non ho mai fatto,
proprio com’è accuduta nell’ultimo concerto live.
I prossimi impegni live sono i 4 grandi eventi: il Circo Massimo di Roma (6
giugno), l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), l’Autodromo di Imola
Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (13 giugno), la Visarno Arena di Firenze
(17 giugno).
L'articolo “La musica non è libera perché è sempre più business. Come sto? Non
sono sereno, ma i sogni e i progetti mi aiutano molto”: così Cesare Cremonini
proviene da Il Fatto Quotidiano.