Ancora problemi di salute per Jair Bolsonaro, l’ex presidente del Brasile
condannato a 27 anni e attualmente in carcere per il tentato golpe del 2023.
Come riportato dalla moglie Michelle, l’ex militare e capo di stato ha avuto un
incidente nella sua cella della sede della Polizia federale di Brasilia. Sui
social l’ex first lady ha fornito ulteriori dettagli sull’accaduto. ” Il mio
amore non sta bene – ha dichiarato – Nelle prime ore del mattino, mentre
dormiva, ha avuto una crisi epilettica, è caduto e ha battuto la testa contro i
mobili. Dato che la stanza è chiusa a chiave, ha ricevuto cure mediche solo
quando lo hanno chiamato per una mia visita”.
Bolsonaro, dopo l’assistenza sanitaria ricevuta sul posto, non è stato
autorizzato a lasciare il carcere per un ricovero. Secondo il medico incaricato
per il controllo, le ferite dell’ex presidente sarebbero infatti “lievi”, tali
da non richiedere l’ospedalizzazione. A negare il trasferimento il giudice
Alexandre de Moraes, che meno di 10 giorni fa aveva acconsentito alla richiesta
dei legali di Bolsonaro di fargli lasciare la casa circondariale per
un’operazione all’ernia e al nervo frenico. Il ricovero, in quel caso, era
durato otto giorni e Bolsonaro era tornato in carcere il primo dell’anno.
La difesa dell’ex capo di stato ha criticato la decisione di Moraes, annunciando
che intraprenderà le opportune azioni legali. Ad ogni modo, i problemi di salute
dell’ex presidente non sono una novità. L’uomo è stato spesso sottoposto a
operazioni – soprattutto all’addome – a seguito dell‘attentato subito nel 2018,
quando fu accoltellato allo stomaco durante un comizio.
L'articolo Bolsonaro cade in cella e sbatte la testa dopo una crisi epilettica:
niente ricovero, per i medici è “una lieve ferita” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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È andata bene l’operazione a cui si è sottoposto sabato Jair Bolsonaro, ex
presidente del Brasile attualmente in carcere dopo la condanna per il tentato
colpo di stato del 2023. Bolsonaro, 70 anni, è stato operato per “un intervento
di blocco del nervo frenico” – come scrive sui social la moglie Michelle – volto
a curare il suo singhiozzo cronico. I medici hanno annunciato la riuscito
dell’operazione, la chiusura del nervo destro e un nuovo intervento entro due
giorni per bloccare anche il sinistro.
Il nervo frenico ha origine nel collo ed è fondamentale per il controllo del
diaframma, muscolo cardine della respirazione. Già da tempo la salute dell’ex
presidente appare cagionevole, e diversi suoi problemi potrebbero essere
ricondotti all’accoltellamento subito nel 2018 durante un evento della campagna
presidenziale nella città di Juiz de Fora, nello stato di Minas Gerais.
Mercoledì scorso era stato di nuovo operato per un’ernia inguinale, e già nei
mesi precedenti aveva lasciato alcune volte gli arresti domiciliari e il carcere
a seguito di problemi di salute. “Sono stati nove mesi di lotta e angoscia, con
intoppi quotidiani” ha concluso la moglie sui suoi profili social. Intanto,
dall’ospedale in cui era ricoverato dopo l’autorizzazione concessa da parte del
giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes a lasciare il carcere, Bolsonaro
ha garantito il suo appoggio alla possibile candidatura del figlio Flavio
Bolsonaro a presidente per le elezioni generali del 2026.
A settembre, Bolsonaro è stato condannato a 27 anni di carcere dalla Corte
Suprema brasiliana per aver pianificato un colpo di Stato per ribaltare la sua
sconfitta elettorale del 2022. Su richiesta dei suoi avvocati difensori, il
giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes lo ha autorizzato a lasciare il
carcere per sottoporsi all’intervento chirurgico. Una volta dimesso
dall’ospedale, Bolsonaro tornerà a scontare la sua pena in un carcere della
polizia federale nella capitale. Dall’accoltellamento del 2018 Bolsonaro è stato
sottoposto a diversi interventi chirurgici nella regione addominale.
L'articolo Bolsonaro operato per singhiozzo cronico. Poi tornerà in carcere per
scontare i 27 anni di pena proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Camera dei deputati del Brasile ha approvato nelle prime ore di oggi il
disegno di legge sulle pene, presentato da Paulinho da Força (Solidariedade-SP),
che modifica il calcolo delle pene per i reati contro lo Stato di Diritto
democratico e potrebbe ridurre significativamente la pena detentiva dell’ex
presidente Jair Bolsonaro. Il disegno di legge ha ottenuto 291 voti favorevoli e
148 contrari. Tutti gli emendamenti votati in plenaria sono stati respinti. Lo
riporta O Globo. In base alle nuove norme, Bolsonaro potrebbe scontare solo due
anni e tre mesi in regime di detenzione. La stima deriva dall’unificazione delle
pene per i reati di tentato colpo di Stato e abolizione violenta dello Stato
democratico di diritto – oggi sommate dalla Corte Suprema Federale – e dalla
ripresa della progressione dopo 1/6 della pena, prevista nella sostituzione
delle norme generali di esecuzione penale per i reati non efferati. In pratica,
la pena totale applicata all’ex presidente brasiliano, attualmente di 27 anni e
3 mesi, scenderebbe a circa 21 anni, consentendogli di passare al regime di
semilibertà tra circa 3 anni e 6 mesi. Il conteggio fatto da Paulinho tiene
conto di ulteriori fattori che riducono la pena.
L'articolo Il Parlamento brasiliano approva la legge che riduce la pena a
Bolsonaro: il video della tensione tra deputati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nessuna semilibertà almeno fino al 2033 per Jair Bolsonaro. Nuovi dettagli sulla
sentenza che ha condannato l’ex presidente del Brasile a 27 anni di carcere per
il tentato golpe del 2022. Come riportato dal Tribunale penale di Brasilia, l’ex
leader d’estrema destra dovrà rimanere recluso come minimo fino al 24 aprile
2033, data in cui avrà 78 anni. Da quel momento potrà richiedere la misura
alternativa che – se concessa – gli permetterebbe di uscire dalla prigione
durante il giorno per lavorare o studiare, con l’obbligo di rientro per dormire.
Per quanto riguarda la libertà vigilata, non detentiva ma soggetta comunque a
obblighi e restrizioni, Bolsonaro dovrà aspettare almeno il suo 82esimo
compleanno. La potrà richiedere dal 13 marzo 2037. L’ex militare, al governo dal
2019 al 2022, ora vede ridursi al minimo le possibilità di vincere il ricorso
presentato dai suoi legali la scorsa settimana. Proprio pochi giorni fa,
infatti, la Corte Suprema ha dichiarato chiuso il caso esaurendo tutte le
possibilità di appello e rendendo così definitiva la sentenza emessa a
settembre. La difesa insisteva sui domiciliari per motivi di salute, ma – a
seguito anche dei tentativi di fuga dell’ex capo di stato – è stata confermata
la sua detenzione in una stanza “protetta”.
L'articolo Bolsonaro rimarrà in carcere almeno fino al 2033. “Potrà richiedere
la semilibertà solo a 78 anni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ex presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, è stato arrestato dalla polizia
federale brasiliana nella sua casa di Brasilia. Le forze dell’ordine hanno reso
noto che l’ex capo di Stato, condannato a settembre a 27 anni e tre mesi per il
tentativo di golpe dopo la sconfitta elettorale del 2022, è stato raggiunto dal
provvedimento della Corte Suprema per aver violato gli arresti domiciliari.
Quella di oggi, spiega il quotidiano locale O’Globo, è quindi una detenzione
cautelare scattata per il pericolo di fuga e non una decisione definitiva, dato
che il caso del leader dell’estrema destra sarà riesaminato in appello. La
polizia ha inoltre reso noto che l’arresto è stato eseguito senza manette e
senza “esposizione mediatica”.
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domiciliari”. A settembre la condanna a 27 anni per il tentato golpe proviene da
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