Niente da fare, al momento, per Brinah Milstein e Roy Bank che sognavano di
abbattere una villetta per allargare la proprietà confinante. Ma ci sono due
problemi: la villetta non è una casa qualsiasi bensì l’ultima dimora di Marilyn
Monroe, dove è stata trovata morta il 4 agosto 1962, poi c’è il Comune di Los
Angeles che non ne vuole sapere tanto da aver certificato lo status di monumento
storico-culturale nel 2024 all’edificio per bloccare qualsiasi pretesa da parte
dei proprietari.
Brinah Milstein e Roy Bank avevano acquistato la villa nel 2023 per 8,35 milioni
di dollari con l’intenzione di demolirla e ampliare la loro residenza adiacente.
I permessi erano stati inizialmente concessi, ma poi sospesi a seguito di
numerose proteste e appelli da parte di storici, residenti e ammiratori della
indimenticata e celebre attrice.
Così il Consiglio comunale di Los Angeles ha votato unanimemente per la tutela
dell’immobile, dando così inizio a una controversia legale. Nel 2025, un primo
ricorso presentato da Brinah Milstein e Roy Bank è stato respinto. Resta ora da
determinare l’esito della seconda azione legale intrapresa dalla coppia
determinata ad abbattere la villetta.
Insomma proprietari della villetta di Brentwood hanno intentato una causa contro
il Comune e la sindaca Karen Bass, accusandoli di “aver violato i propri diritti
costituzionali bloccando la demolizione dell’immobile”.
Tra l’altro nel carteggio fornito dai legali della coppia si riportano dure
lamentele perché “la casa è diventata un’attrazione turistica, con un viavai di
bus davanti ai cancelli”. Inoltre si è verificato un furto avvenuto nel novembre
2025.
Intanto fervono i preparativi per i festeggiamenti del centenario della nascita
di una delle più iconiche dive del cinema mondiale. Monroe è nata il 1 giugno
1926 a Los Angeles.
TUTTE LE CURIOSITÀ DELLA CASA DELLA MONROE
La residenza a un piano, in stile hacienda, si estende su 269 metri quadrati al
termine di un silenzioso vicolo che dirama da Carmelina Avenue. Edificata nel
1929, la proprietà dalla caratteristica forma a L comprende quattro camere, tre
bagni e una dépendance autonoma. Nel giardino posteriore, una piscina dalle
forme irregolari (apparentemente mai utilizzata dall’attrice) confina con un
boschetto di agrumi e la dépendance. Il vialetto che conduce all’ingresso
principale è decorato con piastrelle recanti l’iscrizione latina “Cursum
Perficio” (“Completo il mio percorso”). Non si sa se siano state posate dalla
Monroe o da un proprietario precedente.
L'articolo “Dobbiamo abbattere la villa di Marilyn Monroe, togliete lo status di
monumento storico-culturale”: i proprietari furiosi fanno (di nuovo) causa al
Comune di Los Angeles proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il 4 agosto del 1962 veniva trovata morta a soli 36 anni, riversa sul suo letto
nella casa di Brentwood (Los Angeles), l’icona del cinema americano Marilyn
Monroe. La presenza di scatole di farmaci sul comodino e una bottiglia vuota del
sonnifero Nembutal sul pavimento hanno portato la polizia a chiudere il caso
come suicidio.
Da allora e per tutti questi anni, sino ad oggi, si sono moltiplicate però le
ipotesi sulla sua morte. Una delle tesi più famose riguarda le presunte
frequentazioni pericolose della celebre attrice con alti esponenti politici e
della mafia. “La Monroe è stata uccisa a causa delle sue relazioni”, così il
giallista James Patterson che espone proprio questa tesi nel suo nuovo libro
“The Last Days of Marilyn Monroe: A True Crime Thriller”, co-firmato dalla
scrittrice britannica Imogen Edwards-Jones e in uscita il primo dicembre.
“Penso che navigasse in acque molto pericolose – ha detto l’autore a Hollywood
Reporter –. Aveva queste incredibili relazioni con il presidente J.F. Kennedy,
con il fratello Robert Kennedy, con Frank Sinatra e con figure della mafia.
Gente che le confidava cose di cui lei teneva traccia. Marilyn era a conoscenza
di cose che erano potenzialmente pericolose”.
“Non sapevo molto della morte, dell’autopsia che non fu completa – ha affermato
l’autore -, come avrebbe dovuto essere, e che uno dei detective arrivati sul
posto si convinse di trovarsi davanti a una messa in scena. La chiave è: molte
persone sapevano qualcosa di lei, ma non molto“.
E ancora: “Tanta gente non ne conosce la storia. Anch’io non sapevo molte cose
prima di cominciare”. Tra le ‘scoperte’ del giallista le undici famiglie a cui
da bambina l’allora Norma Jean Mortensen venne data in affido e il fatto che da
piccola fosse balbuziente.
L'articolo “Marilyn Monroe uccisa per le sue relazioni pericolose con i fratelli
Kennedy, Frank Sinatra e alcuni mafiosi. Sapeva cose pericolose”: lo rivela
James Patterson proviene da Il Fatto Quotidiano.