Che sia stata affondata da un sottomarino è un’ipotesi, mentre non ce ne sono –
al momento – su chi sia il sabotatore. La Iris Dena, è una delle più recenti
navi da guerra iraniane, è stata colpita al largo delle coste dello Sri Lanka.
Almeno 101 persone risultano disperse e 78 ferite, secondo fonti della Marina
dello Sri Lanka e del ministero della Difesa.
“Alle 5.08 di questa mattina, la Marina dello Sri Lanka e la guardia costiera
hanno ricevuto un messaggio sulla nave che stava affondando, chiamata ‘Iris
Dena’, a 40 miglia nautiche dal distretto portuale meridionale di Galle”, ha
dichiarato il ministro degli Esteri dello Sri Lanka, Vijitha Herath, ripreso
dall’agenzia Pti, aggiungendo che “almeno 30” marinai “sono stati salvati,
mentre si dice che 180 di loro fossero a bordo”. Secondo l’Afp, un deputato
dell’opposizione ha chiesto in Parlamento se la nave fosse stata colpita negli
attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ma “non c’è stata alcuna
risposta immediata da parte del governo”. “Siamo tenuti, in base alla
convenzione internazionale sul soccorso marittimo, a soccorrere chiunque si
trovi in difficoltà, indipendentemente dal motivo”, ha detto da parte sua
Herath.
Il ministro ha comunicato che lo Sri Lanka ha inviato navi e aerei
dell’aeronautica militare in missione di soccorso, ma non sono stati forniti
dettagli su come i marinai siano rimasti feriti e su come la nave sia stata
danneggiata. La fregata era il fiore all’occhiello di un tour internazionale di
due navi nel 2023 che includeva scali in Paesi come il Sudafrica e il Brasile.
Era accompagnata dalla nave di supporto Iris Makran, una petroliera
riconvertita. Il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha incluso entrambe
le navi in un elenco di sanzioni nel febbraio 2023 insieme a 8 dirigenti di un
produttore iraniano di droni che ha fornito armi alla Russia per usarle contro
obiettivi civili in Ucraina.
L'articolo Attacco a una nave da guerra iraniana al largo dello Sri Lanka:
almeno cento dispersi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Sri Lanka
Almeno 1200 morti, centinaia di dispersi e milioni di sfollati. Un disastro che
ha pochi precedenti nella storia. È la fotografia del sud-est asiatico che da
giorni è flagellato dalle alluvioni. Intere giornate di forti piogge monsoniche
hanno messo in ginocchio le popolazioni in Indonesia, in Sri Lanka e Thailandia.
Il Paese più colpito è l’Indonesia, dove il bilancio è di 712 morti e 475
dispersi. I soccorritori stanno lottando per raggiungere i villaggi dell’isola
di Sumatra, dove acqua e fango ha spazzato via strade e ponti. Sono stati
dispiegati elicotteri e imbarcazioni, ma le autorità avvertono che il
peggioramento delle condizioni meteorologiche e le infrastrutture danneggiate
stanno rallentando le operazioni.
L’Agenzia di meteorologia, climatologia e geofisica (BMKG) ha dichiarato che
un’allerta precoce per il ciclone tropicale Senyar, uno dei fattori scatenanti
di inondazioni e frane in gran parte di Sumatra, era stata emessa otto giorni
prima, come ha dichiarato nella giornata di ieri 1° dicembre il direttore Teuku
Faisal Fathani.
In Sri Lanka, dove il numero delle vittime è di 410 persone, le squadre di
soccorso guidate dai militari stanno continuando a setacciare le zone devastate
alla ricerca delle 352 persone ancora disperse. Le operazioni di soccorso sono
però complicate dalle strade bloccate da frane e dal crollo di diversi ponti. La
situazione potrebbe peggiorare dal momento che il meteo prevede nuove piogge nei
prossimi giorni.
Nel sud della Thailandia, 181 vittime per ora, sono iniziate le operazioni di
pulizia delle strade e degli edifici, dopo che le massicce inondazioni hanno
colpito più di 3,9 milioni di persone. Le autorità stanno lavorando per
ripristinare le infrastrutture, compresa l’erogazione di acqua ed elettricità.
Ieri il ministero dell’Interno thailandese ha dichiarato che allestirà mense
pubbliche per fornire cibo ai residenti colpiti.
Da Ginevra, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità,
Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolinea come tutto questo sia “un altro
promemoria di come il cambiamento climatico stia provocando fenomeni
meteorologici sempre più frequenti ed estremi, con effetti disastrosi”. L’Oms ha
dichiarato che interverrà nei territori colpiti con il dispiegamento sul terreno
di squadre di soccorso e con la distribuzione di beni di prima necessità.
L'articolo Il sud est asiatico messo in ginocchio dalle alluvioni: almeno 1200
morti tra Indonesia, Sri Lanka e Thailandia proviene da Il Fatto Quotidiano.