Federico Ruffo alla conduzione di “Mi manda Raitre” si è raccontato tra pubblico
e privato in una intervista al settimanale Oggi. Il giornalista ha ammesso:
“C’è, però, un momento particolare nella mia vita: quando la mia prima moglie
per motivi suoi, personali, mi trascinò a San Giovanni Rotondo per andare a fare
visita alle spoglie di Padre Pio“.
E ancora: “Voleva anche fare visita a Fra Modestino che era stato molto vicino a
Padre Pio. Si diceva avesse capacità predittive, lui la guardò e le disse che io
e lei non saremmo rimasti insieme, il che sembrava folle perché c’eravamo appena
sposati. E che lei avrebbe avuto un figlio da un altro amore. Ricordo che ne fui
scocciato. Il tempo però gli ha dato ragione: ci lasciammo, si è risposata e ha
un bambino bellissimo”.
“Non potevo negare che stare là dentro era stato strano, qualcosa di
impalpabile. – ha raccontato – Poi, venne il dolore di separarmi, stavamo
insieme sin da bambini. E, all’improvviso, ricordai: era andata come ci aveva
detto il frate”.
Tra i tanti lavori di Ruffo una inchiesta in Thailandia che ha fatto discutere:
“Ti domandi se c’è un Dio che viva a tutte le latitudini, se ogni tanto si
distrae, se si nasconda. Io ci arrivai facendo un’inchiesta sui viaggi della
prostituzione. L’intera economia della città di Pattaya ruotava attorno alla
prostituzione. Non c’era nient’altro. Una specie di girone dantesco dove tutte
le donne e tutti gli uomini erano in vendita. Non era mai una questione di sì o
no, ma solo di prezzo. È come stare a via Veneto il giorno prima di Natale solo
che non ci sono i regali, ci sono prostitute. Ci avevano fatti soggiornare in un
hotel che era anche un bordello. Quindi tu la mattina facevi colazione, poi il
posto dove facevi colazione diventava il posto dove le ragazze si muovevano
avanti e indietro con un numero. Dalla tv della tua camera potevi guardare,
chiamare e dire Mandami su la 22″.
L'articolo “La Thailandia? Girone dantesco dove tutte le donne e tutti gli
uomini erano in vendita. Da Padre Pio dissero che avrei divorziato, andò così”:
parla Federico Ruffo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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In tutto il sud-est asiatico, i governi si stanno impegnando per trovare metodi
per ridurre i consumi e proteggere la popolazione dalla grave impennata dei
prezzi dei carburanti che sta colpendo i paesi dell’area. La guerra in Medio
Oriente sta causando, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la più
grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero globale
con il sud-est asiatico tra le aree più colpite.
Ad analizzare la situazione è il Guardian, che spiega come l’Asia dipenda
fortemente dall’importazione di carburanti che transitano dallo Stretto di
Hormuz. Il governo delle Filippine, Stato che dipende dal Golfo per il 90% del
proprio fabbisogno petrolifero, sta introducendo nuovi sussidi per gli autisti
dei mezzi di trasporto pubblico e ha chiesto a tutti gli enti pubblici di
ridurre il proprio consumo di elettricità e carburante dal 10 al 20% e, in
alcuni casi, di cercare di lavorare solo quattro giorni a settimana. In Vietnam,
le autorità hanno consigliato ai datori di lavoro di consentire ai dipendenti di
lavorare da casa. In Thailandia, i conduttori dei telegiornali si sono tolti le
giacche nel corso della diretta proprio mentre il governo invitava la
popolazione a ridurre l’uso dell’aria condizionata per risparmiare energia.
Nelle Filippine gravi perdite le sta subendo l’azienda leader del trasporto
pubblico Jeepney: Elmer Carrascal, autista 58enne dell’azienda, ha dichiarato
che, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, ha visto il suo stipendio
ridursi di più della metà in pochi giorni. “Prima spendevo 700 pesos [8,80
sterline] per il gasolio e guadagnavo circa 1.000 pesos (circa 14,50 euro) al
giorno. Ora ne guadagno solo 400. Non bastano nemmeno per il cibo”, ha
raccontato al Guardian l’uomo, che percorre le strade di Mandaluyong City, nella
regione della Capitale Nazionale, da 35 anni. L’autista di Jeepney sottolinea
come solo il riso arrivi a costare “65 pesos al chilo”. Carrascal ha spiegato
come il sussidio di 5.000 pesos (circa 72 euro), deciso dal governo per i
lavoratori del settore del trasporto pubblico, faccia ben poca differenza: il
sussidio durerà pochi giorni, facendo ripiombare i lavoratori nella situazione
attuale. L’autista ha spiegato come la crisi stia riducendo anche il numero di
clienti: “Ora ci sono meno passeggeri perché molte aziende hanno implementato il
lavoro da casa. I prezzi del carburante sono aumentati e abbiamo anche perso
passeggeri”. “La settimana scorsa, al distributore dove di solito faccio
rifornimento, costava 79,40 pesos (circa 1 euro)” ha spiegato Carrascal, mentre
il prezzo del diesel ora ha superato i 100 pesos.
Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha ricevuto poteri di emergenza dal Senato
filippino e ha sospeso temporaneamente l’aumento delle accise precedentemente
previsto. “Siamo vittime di una guerra che non abbiamo scelto”, ha dichiarato
Marcos all’inizio di questo mese. “Ma siamo noi a decidere come proteggere i
filippini”. I governi di tutta l’area stanno cercando di correre ai ripari per
ridurre l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti. I governi di
Thailandia e Vietnam hanno incoraggiato misure per ridurre il consumo
energetico, introducendo lo smart working per molti dipendenti del settore
pubblico. La Thailandia ha sospeso la maggior parte dei viaggi all’estero per i
funzionari e ha imposto loro di indossare camicie a maniche corte senza
cravatta, tranne durante le cerimonie, per ridurre la necessità di aria
condizionata. Le nuove temperature per gli uffici governativi non dovranno
scendere sotto i 26-27°C
Le autorità thailandesi stanno inoltre incrementando la percentuale di
biocarburanti nelle miscele dal 5% al 7% e sospendendo la maggior parte delle
esportazioni di petrolio, mentre l’Indonesia sta accelerando un programma di
biodiesel che prevede una miscela al 50% di biodiesel a base di olio di palma e
al 50% di gasolio convenzionale. Il Vietnam ha chiesto aiuto a Giappone e Corea
del Sud per aumentare il proprio accesso al petrolio greggio.
Eurasia Group, società di consulenza sui rischi politici, ha evidenziato come i
sussidi siano “difficili da mantenere oltre uno o due mesi”. Il costo dei
sussidi introdotti costano al governo thailandese più di 1 miliardo di baht
(circa 26 milioni di euro) al giorno. Le stazioni di servizio thailandesi sono
state prese d’assalto con diversi casi di accaparramento: sono tanti i
consumatori che temono un ulteriore aumento dei prezzi. Alcuni punti vendita
hanno affisso cartelli con la scritta “esaurito”, introdotto il razionamento o
vietato ai clienti di riempire i contenitori per preservare le scorte. Questa
settimana, un importante tempio nel nord-est della Thailandia ha annunciato la
sospensione del servizio di cremazione perché i distributori di benzina si sono
rifiutati di consentire il rifornimento di taniche di carburante, secondo quanto
riportato da ThaiPBS.
L'articolo Guerra in Medio Oriente, nel sud-est asiatico è crisi energetica:
nelle Filippine si lavora solo quattro giorni, la Thailandia taglia l’aria
condizionata proviene da Il Fatto Quotidiano.
In una puntata del podcast “The SHE Word”, Miss Universo Malta Julia Ann Cluett
ha riflettuto sui sacrifici fatti per partecipare ai concorsi di bellezza.
Cluett ha infatti raccontato di essere stata licenziata dal proprio lavoro due
giorni prima di essere incoronata Miss Universo Malta nel luglio 2025 e di
essere rimasta senza stipendio per un totale di sette mesi.
LA ‘DURA’ VITA DELLE REGINETTE DI BELLEZZA
Tempo, impegno, dedizione e denaro: questi sono gli elementi che le reginette di
bellezza devono possedere e mettere in campo per essere competitive sul
palcoscenico di un concorso. Cluett ha fatto riferimento a quanto le è accaduto
nel luglio 2025, quando è stata licenziata poco prima di vincere la selezione
nazionale per Miss Universo: “Sono stata licenziata due giorni prima del
concorso di Miss Universo Malta. Stavo persino cercando e trovando un
appartamento in quel momento, quindi ho perso tutto“.
La 28enne ha spiegato che, mentre si preparava a competere a livello
internazionale, è rimasta disoccupata per altri 7 mesi in quanto non è riuscita
a trovare lavoro mentre adempiva ai propri impegni prima come Miss Universo
Malta, e poi intanto che si preparava a rappresentare il proprio Paese a Miss
Universo in Thailandia per tre settimane. Quale azienda, si è chiesta la
reginetta, potrebbe mai accettare una nuova dipendente sapendo già che si
assenterà per diverse settimane? “Ho dovuto sacrificare il mio lavoro, un
appartamento, uno stipendio per essere Miss Universo Malta“, le sue parole.
IL RACCONTO A “THE SHE WORD”
Cluett, attivista per la salute mentale, afferma di non aver preso alla leggera
la decisione di procedere. E a quanto pare ha fatto bene, perché in Thailandia è
stata tra le prime 12 finaliste da tutto il mondo. È stata anche nominata Miss
Universo Europa e Medio Oriente, ma ricorda ancora il difficile periodo
precedente alla competizione: “Ci sono stati molti momenti in cui mi chiedevo:
‘Come farò? Come farò a superare tutto questo?’ Ma bisogna farlo”, ha raccontato
nel podcast. Malgrado tutte le difficoltà, non ha mai pensato di rinunciare al
titolo nazionale e al posto a Miss Universo: “Mi dicevo: ‘Non avrò mai più
questa opportunità. Era il mio momento”, ha concluso.
L'articolo “Ho perso tutto. Mi hanno licenziata due giorni prima della
vittoria”: lo sfogo di Miss Universo Malta proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il co-fondatore del colosso della moda online Asos, Quentin Griffiths, è morto
lo scorso 9 febbraio dopo essere caduto da un hotel di lusso in Thailandia,
secondo quanto riferito dalla polizia. Un investigatore della polizia ha
riferito alla BBC che Griffiths era solo, la sua stanza era chiusa a chiave
dall’interno e non c’erano tracce di effrazione al momento del decesso.
L’autopsia non ha rivelato alcuna prova di dolo.
LE PAROLE DELL’AZIENDA
Griffiths ha co-fondato Asos nel 2000 ed è rimasto un azionista di maggioranza
dopo aver lasciato l’azienda cinque anni più tardi. Un portavoce di Asos ha
dichiarato: “Siamo addolorati nell’apprendere della scomparsa di Quentin, uno
dei nostri co-fondatori originali. Ha svolto un ruolo importante nei primi
giorni di Asos e gli saremo eternamente grati per il suo contributo. I nostri
pensieri sono rivolti alla sua famiglia e ai suoi amici”.
LE DICHIARAZIONI DELLA POLIZIA
La polizia di Pattaya ha riferito alla BBC che Griffiths è stato trovato morto
fuori da un hotel di lusso dove alloggiava da lungo tempo, in una suite al 17°
piano. Era coinvolto in due procedimenti giudiziari in corso che potrebbero
avergli causato stress, ha riferito la polizia alla BBC.
NASCITA E CRESCITA DI ASOS
Ha co-fondato Asos a Londra con Nick Robertson, Andrew Regan e Deborah Thorpe.
Il nome originariamente stava per As Seen On Screen, in quanto vendeva capi di
moda ispirati agli abiti indossati da star della TV e del cinema. È cresciuto
fino a diventare un mercato di moda online che offre centinaia di marchi, oltre
alle proprie linee, e a un certo punto è stato valutato oltre 6 miliardi di
sterline.
L'articolo È morto Quentin Griffiths, il co-fondatore di Asos “è precipitato dal
17° piano di un hotel di lusso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Thailandia vuole contenere il crescente problema della sovrapposizione tra la
popolazione umana e gli elefanti selvatici. Il governo ha un obiettivo: ridurre
le nascite di questi grandi animali. Come fare? Con un vaccino anticoncezionale.
Le autorità hanno constatato che le persone si stanno espandendo nelle foreste,
escludendo così gli elefanti dal loro habitat naturale. L’iniziativa rientra
negli sforzi per affrontare questo problema che, in alcuni casi, si è rivelato
fatale per la vita delle persone e per quella degli animali.
Secondo i dati del governo thailandese e riportati da La Stampa, lo scorso anno
gli elefanti selvatici hanno ucciso in Thailandia 30 persone e ne hanno ferite
altre 29. A questi numeri si aggiungono gli oltre 2 mila episodi di
danneggiamento alle colture. Sul tema è intervenuto Sukhee Boonsang, direttore
dell’Ufficio per la Conservazione della Fauna Selvatica.
Il numero uno dell’organizzazione ha dichiarato all’Associated Press che la
decisione presa dal governo è stata necessaria per ridurre i problemi tra le
persone e la fauna locale. L’ufficio ha ottenuto 25 dosi di un vaccino prodotto
negli Stati Uniti. Il siero è stato sottoposto a uno studio biennale su sette
elefanti addomesticati, con risultati promettenti.
Ma come funziona questo vaccino? Boonsang ha spiegato: ” Il vaccino non
impedisce l’ovulazione delle femmine, ma previene la fecondazione degli ovuli“.
Alla fine di gennaio il vaccino è stato quindi somministrato a tre elefanti
selvatici nella provincia orientale di Trat, dando il via alla campagna.
Boonsang ha aggiunto: “Il vaccino può prevenire la gravidanza per sette anni.
Trascorso questo periodo, gli elefanti potranno tornare a riprodursi se non
riceveranno un richiamo”. Il direttore dell’Ufficio per la Conservazione della
Fauna Selvatica ha specificato che il programma riguarda esclusivamente gli
elefanti selvatici nelle aree con il più alto tasso di scontri violenti con gli
uomini. Boonsang ha concluso dicendo: “Se non interveniamo, l’impatto sulle
persone che vivono in queste zone continuerà a crescere fino a diventare
ingestibile“.
L'articolo La Thailandia somministrerà vaccini anti-concezionali agli elefanti:
“Rischiano conflitti violenti con le persone, se non interveniamo la situazione
diventerà ingestibile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Aiutateci, prima che sia troppo tardi. Aiutateci a riportare questo ragazzo a
casa”. È stato questo l’appello di Lisa, madre del ventitreenne Tiger Duggan
che, a seguito di un incidente a bordo di una motocicletta, è rimasto gravemente
ferito. Il giovane britannico, che tutt’ora si trova in terapia intensiva, è
stato coinvolto nel fatale sinistro stradale mentre si trovava in vacanza,
sull’isola di Koh Samui, in Thailandia, con un amico. A seguito dell’impatto con
una vettura, Tiger era stato inizialmente ritenuto morto ma, grazie ad una
repentina rianimazione sul posto, è stato poi trasportato, in gravissime
condizioni, in un piccolo ospedale dell’isola.
Venerdì 6 febbraio, Tiger è stato trasferito in un ospedale di Bangkok con un
aereo sanitario, dove è ancora privo di sensi e attaccato ad un macchinario per
il supporto vitale. La sua famiglia, di Milton Keynes, nel Buckinghamshire,
spera che Tiger si riprenda abbastanza bene da poter essere riportato in aereo
“a casa, ovunque questo significhi, che sia Perth, Australia, oppure
Buckinghamshire, Milton Keynes, Robinsands, Inghilterra, per Tiger. In ogni
caso, dobbiamo riportarlo a casa”, ha spiegato Lisa, in un commovente video
rimbalzato su tutti i social. Oltre al Regno Unito la madre ha menzionato anche
l’Australia perché Tiger si è trasferito a Perth, da oramai due anni, per
intraprendere il “lavoro dei suoi sogni”: lavorare per la società mineraria
aurifera Westgold Resources.
Nel frattempo, un gruppo di infermieri, colleghi di Lisa, ha lanciato una
raccolta fondi online per finanziare il viaggio di ritorno a casa di Tiger. Ad
ora, come riportato dal The Sun, sono state raccolte 130.000 sterline. “Ho
ricevuto un preventivo, ho un’équipe medica per il rimpatrio che ci sta
lavorando. Dobbiamo contenere i costi”, ha spiegato Lisa, in lacrime,
aggiungendo che ora si trova in ospedale, a Bangkok, accanto al figlio, con la
compagnia ed il supporto della sorella Lena. Il marito di Lisa ed il figlio
minore (nonché fratellino di Tiger) li stanno raggiungendo in Thailandia.
“Sebbene Tiger abbia un’assicurazione di viaggio, siamo stati informati che la
procedura è lunga e le approvazioni possono richiedere tempo. Purtroppo, non può
permettersi di aspettare e questo trasferimento di emergenza deve avvenire
immediatamente per dargli le migliori possibilità possibili”, ha specificato un
portavoce della famiglia. Inoltre, per garantire lo spostamento in sicurezza
dalla Thailandia al Regno Unito (o all’Australia), è necessario che le
condizioni di Tiger migliorino.
L'articolo Un ragazzo vittima di un incidente in Thailandia rimane gravemente
ferito. L’appello della madre per riportarlo a casa: “Aiutateci, prima che sia
troppo tardi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Felice e spensierata: Elodie ha condiviso sui social le foto della vacanza in
Thailandia. La cantante ha da poco concluso il tour che l’ha portata a esibirsi
nelle principali città italiane. Dopo il full immersion di concerti, l’artista
si è concessa una vacanza insieme alle ballerine e amiche che hanno condiviso
con lei il palco dell’Elodie Show 2025. Le immagini del viaggio thailandese sono
state condivise dalla stessa cantante, ritratta mentre assaggia lo street food
locale e si diverte in discoteca.
Insieme alla cantante c’era Franceska Nuredini, al centro dei gossip per una
possibile relazione. L’artista romana si sarebbe lasciata con il motociclista
Andrea Iannone, come ha riportato il settimanale Chi, sebbene nessuno dei due
abbia confermato o smentito la rottura.
A Natale, Elodie ha postato alcune foto in famiglia senza il fidanzato, un primo
segnale di allontanamento. Negli scorsi giorni, Iannone è stato paparazzato
insieme a Rocío Muñoz Morales, ex compagna di Raoul Bova, a Madrid, città natale
dell’attrice e modella. Recentemente, il pilota della MotoGp è stato ospite di
Gianluca Gazzoli nel podcast BSMT. Iannone non ha rilasciato dichiarazioni sulla
relazione con Elodie che, stando alle fotografie, sarebbe giunta al termine dopo
circa 4 anni.
ELODIE E FRANCESKA NUREDINI, GOSSIP O REALTÀ?
Alla vacanza in Thailandia ha partecipato anche Franceska Nuredini. Secondo il
gossip, la ballerina ed Elodie avrebbero una relazione. Le fotografie postate
dalla cantante hanno alimentato le voci. Al momento non ci sono state né
smentite, né conferme dalle dirette interessate. Lo scorso 29 dicembre, Elodie
ha pubblicato su Instagram una foto insieme a Franceska. Quest’ultima ha
commentato il post con un cuore bianco e la scritta “Amor”.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da Elodie (@elodie)
L'articolo Elodie dimentica Andrea Iannone e vola in Thailandia insieme alla
ballerina Franceska Nuredini: un viaggio tra amiche o l’inizio di una relazione?
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un animale “forse estinto” da 30 anni è tornato a farsi vedere: il gatto dalla
testa piatta. La notizia arriva dal Dipartimento dei Parchi Nazionali della
Thailandia che, insieme all’organizzazione Panthera Thailand, ha stabilito che
l’ultima apparizione di un esemplare della specie risale a 29 anni fa. Il
ritorno del gatto dalla testa piatta è stato immortalato da alcune fototrappole
posizionate nel Princess Sirindhorn Wildlife Sanctuary, nel Sud del paese
asiatico. Tra i video raccolti è stata immortalata una femmina insieme al suo
cucciolo. Ma qual è la peculiarità del gatto dalla testa piatta? L’animale è una
creatura unica nel panorama dei felidi. La specie, infatti, è la più piccola tra
tutti i tipi di felini selvatici del Sud-est asiatico e possiede caratteristiche
fisiche che la rendono perfetta per nuotare. Il gatto dalla testa piatta,
infatti, ha il cranio allungato, la fronte appiattita e zampe sottili con dita
palmate. Il micio selvatico si nutre prevalentemente di pesci e crostacei.
Secondo il Dipartimento dei Parchi Nazionali della Thailandia, la popolazione
globale di questa tipologia di gatti è di circa 2500 individui adulti. Per
questo motivo l’International Union for Conservation of Nature (Iucn) ha
classificato il gatto dalla testa piatta come specie “in pericolo a livello
globale” e “possibilmente estinta” in riferimento alla Thailandia.
“UN MOMENTO STRAORDINARIO”
Wai Ming Wong, direttore scientifico per la conservazione dei piccolini felini
di Panthera, ha spiegato che la riscoperta dell’esemplare di gatto dalla testa
piatta rappresenta “un momento straordinario” per la zoologia. “Dimostra che
dove le zone umide restano intatte anche i carnivori più minacciati possono
sopravvivere” ha dichiarato lo scienziato. È bene sottolineare che la situazione
del Prionailurus planiceps resta critica. Gli habitat naturali dell’animale,
paludi e foreste, sono vulnerabili a causa di vari fattori tra cui
l’inquinamento delle acque e la pesca intensiva. L’0biettivo dei ricercatori è
quello di rimuovere l’etichetta “estinto” dalla specie all’interno del
territorio thailandese. Il direttore del Dipartimento dei Parchi Nazionali ha
definito il ritrovamento “non un punto di arrivo, ma un nuovo punto di
partenza”.
L'articolo Il ritorno del gatto dalla testa piatta proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La “pace” tra Thailandia e Cambogia che Donald Trump rivendica tra i successi
della propria amministrazione rischia di andare definitivamente in frantumi.
Dopo gli scontri di lunedì, sono cominciate le evacuazioni di massa di cittadini
thailandesi residenti nelle regioni di confine. “Oltre 400 mila persone sono
state trasferite nei rifugi – ha noto è il ministero della Difesa di Bangkok-. I
civili sono stati fatti evacuare in maniera massiccia a causa di quella che
abbiamo valutato come una minaccia imminente per la loro sicurezza”. Phnom Penh,
da parte sua, ha affermato che “101.229 persone sono state evacuate in rifugi
sicuri e presso le case dei parenti in cinque province”.
I due paesi si accusano a vicenda di attaccare i civili nelle aree a ridosso
della frontiera. Martedì sera, il ministero della Difesa della Cambogia ha
dichiarato che da lunedì sono state uccise 9 persone e 20 sono rimaste
gravemente ferite, mentre funzionari thailandesi hanno affermato che 4 soldati
hanno perso la vita e 68 sono rimasti feriti.
Questa mattina, ha affermato l’esercito di Bangkok, le forze cambogiane hanno
lanciato razzi BM-21 nei pressi dell’ospedale Phanom Dong Rak, nel distretto di
Surin, costringendo i pazienti e il personale a evacuare. Inoltre droni, razzi
BM-21 e carri armati sono stati utilizzati in altri punti di confine, tra cui il
contestato tempio di Preah Vihear.
Secondo l’esercito di Phnom Penh, invece, la Thailandia ha utilizzato fuoco di
artiglieria e droni per lanciare attacchi nella provincia di Pursat, sparando
anche colpi di mortaio contro residenze civili nella provincia di Battambang .
Alcuni caccia F-16 thailandesi, poi, sarebbero entrati nello spazio aereo
cambogiano e hanno sganciato bombe vicino alle aree civili.
Dall’altra parte dell’oceano, Trump ha dichiarato di voler salvare il cessate il
fuoco raggiunto a luglio. “Mi dispiace dirlo, questa è una guerra tra Cambogia e
Thailandia, è iniziata oggi e domani dovrò fare una telefonata – ha detto ieri
il capo della Casa Bianca in un comizio in Pennsylvania -. Chi altri potrebbe
dire che farò una telefonata e fermerò una guerra tra due paesi molto potenti,
Thailandia e Cambogia?”. Se dalla Thailandia sembra esserci più scetticismo
sulla mediazione di negoziati, un importante consigliere del primo ministro
cambogiano ha dichiarato a Reuters che il suo paese è “pronto a parlare in
qualsiasi momento”.
L'articolo Thailandia-Cambogia, oltre 500mila evacuati dopo gli scontri al
confine. Trump: “Farò una telefonata per fermare la guerra” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Centinaia di residenti dei distretti di Ban Kruat e Lahan Sai, nella provincia
thailandese di Buriram, si rifugiano in un centro di evacuazione presso il
Circuito Internazionale di Chang, mentre continuano gli scontri armati lungo il
confine tra Thailandia e Cambogia. Lunedì la Thailandia ha lanciato attacchi
aerei sulla vicina Cambogia, con entrambe le parti che si scambiano la colpa per
i rinnovati combattimenti sul confine conteso, che hanno causato la morte di
quattro civili cambogiani e un soldato thailandese. Le immagini pubblicate dal
Ministero dell’Istruzione cambogiano mostrano studenti che fuggono dalle aule
spaventati.
L'articolo Scontri armati tra Thailandia e Cambogia, popolazione in fuga dalle
zone di confine proviene da Il Fatto Quotidiano.