Il Parlamento europeo conferma la decisione della commissione Giuridica e nel
corso della Plenaria di Strasburgo ha deciso di revocare l’immunità
all’eurodeputata del Pd, Alessandra Moretti, tra i politici al centro
dell’inchiesta sulla corruzione in Ue denominata Qatargate. Netta la maggioranza
che ha deciso di permettere alla giustizia belga di giudicare liberamente
l’operato della politica italiana: sono stati 497 i voti a favore, 139 i
contrari e 15 gli astenuti tra i presenti nell’aula di Strasburgo.
Non si procederà, invece, nei confronti dell’altra eurodeputata del Pd sulla
quale era attesa la decisione dell’Eurocamera: Elisabetta Gualmini. Anche nel
suo caso la Plenaria ha confermato la decisione presa in sede di commissione
JURI votando contro la revoca. Una maggioranza meno netta, dato che sono 282 i
membri del Parlamento a essersi espressi contro la revoca, contro i 252
favorevoli e 19 astenuti.
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L'articolo Qatargate, il Parlamento Ue ha revocato l’immunità all’eurodeputata
del Pd Alessandra Moretti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La fuga di notizie sullo scandalo Qatargate rischia adesso di costare cara ad
alcuni degli agenti che hanno condotto le indagini. Fin da subito, i politici
coinvolti nell’inchiesta denunciarono la violazione del segreto istruttorio da
parte degli organi giudiziari e di polizia belga quando i loro nomi finirono sui
giornali di tutta Europa. E alcuni di loro contestarono e ottennero l’apertura
di un procedimento davanti alla Corte d’Appello per valutare la legittimità
dell’inchiesta in corso. Oggi, a tre anni dall’inizio dello scandalo mazzette in
Ue, alcuni alti funzionari presenti ai blitz del 9 dicembre 2022 sono finiti nel
registro degli indagati.
Dopo le denunce presentate dagli indagati dall’ex vicepresidente del Parlamento
Ue, Eva Kaili, dall’assistente parlamentare Francesco Giorgi e dall’eurodeputata
Maria Arena, il direttore dell’Ufficio belga anticorruzione (Ocrc), Hugues
Tasiaux, è stato formalmente indagato e rimosso dall’incarico. È stato inoltre
ascoltato il capo delle indagini, Bruno Arnold, che insieme a Tasiaux avrebbe
chiamato in causa l’ex procuratore Raphael Malagnini.
Sotto esame sono finiti, già dal 2023, i metodi adottati dalla giustizia belga
nelle fasi più sensibili delle indagini. E queste analisi, oggi, hanno portato
alcuni funzionari a essere iscritti nel registro degli indagati per presunte
violazioni dell’immunità parlamentare e del segreto istruttorio. Le indagini
puntano a fornire una risposta su questioni sollevate dagli indagati ma sulle
quali si era già espressa, ad esempio, la Commissione permanente per il
controllo dei servizi di intelligence e di sicurezza del Belgio (la Commissione
R). Su richiesta dell’avvocato dell’ex europarlamentare del Pd, Andrea
Cozzolino, anche lui travolto dall’inchiesta, la Commissione aveva espresso il
proprio parere ritenendo che i servizi abbiano agito nel rispetto della
legislazione e dunque in modo lecito.
L’indagine ha subito un duro stop anche a causa dell’abbandono di due giudici
istruttori, in particolar modo Michel Claise, e del procuratore Malagnini.
Nonostante ciò, a marzo, la procura è tornata a bussare al Parlamento Ue
chiedendo la revoca dell’immunità per le eurodeputate del Pd Alessandra Moretti
ed Elisabetta Gualmini. Richiesta che ha ottenuto il via libera solo nel caso di
Moretti.
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