Pokémon Pokopia è il nuovo, particolare, spin-off videoludico nella serie
Pokémon, sviluppato da KoeiTemco, in arrivo, esclusivamente per Nintendo Switch2
il 5 marzo. Abbiamo avuto grazie a Nintendo la possibilità di provarlo prima
dell’uscita
Su Pokopia, come vi abbiamo raccontato alcune settimane fa nella nostra
anteprima, i giocatori verranno proiettati in una nuova esperienza di gioco che
li vedrà, nei panni di un Ditto che ama trasformarsi nel suo allenatore, essere
impegnati a “ricostruire” un mondo in rovina dove sia gli uomini che gli altri
Pokémon sembrano essere spariti, supportato dall’aiuto di un altro Pokémon
particolare, il professore Tangrowth.
Partendo da queste basi una trama semplice e lineare, in grado comunque di
stuzzicare la curiosità e mantenere un buon grado di interesse verso la storia,
vi porterà man mano a trovare nuovi amici Pokémon, svelando man mano il mistero
grazie a varie lettere e messaggi nascosti che si potranno trovare esplorando in
modo approfondito le 4 aree di gioco ognuna rappresentante un “bioma” diverso
dalle desolate Lande Rinsecchite, all’ambientazione urban delle Isole
Brillantine, passando per le spiagge della Costa Uggiolina e le miniere e
montagne dei Monti Spigoloni.
Ognuna delle aree ha dei suoi obiettivi principali ed un sua sottotrama – che
non approfondiremo per rispetto di quei lettori che vogliono gustarsi il gioco
senza troppi spoiler – che porterà man mano il Ditto/giocatore ad acquisire
nuove abilità che gli saranno utili man mano nel corso del gioco, con varie
“quest secondarie” che potenzialmente estenderanno la vostra permanenza nella
zona stessa, o vi porteranno a tornarci, anche dopo aver completato quella
principale, dandovi in alcuni casi qualche chicca di trama in più. Inoltre per
ogni zona avrete a delle sfide, sfide che una volta completate vi daranno una
moneta spendibile nello shop di gioco.
Nelle meccaniche effettive di gioco, il team che ha sviluppato Pokémon Pokopia è
riuscito a fare un buon mix tra quelle “sociali” di giochi come Animal Crossing
e quelle di esplorazione, crafting e building di giochi come Minecraft,
quest’ultimo rappresentato anche da un familiare, per chi ha giocato al titolo
di Mojang, mondo realizzato a blocchi.
Quindi da una parte vi troverete a conoscere nuovi amici, con cui potrete
interagire per ottenere aiuto o aiutarli a vostra volta nelle loro richieste,
dall’altra avrete una libertà quasi completa di modificare il mondo a vostro
piacimento, ma senza piccone, ascia, vanga e -visto che non ci sono
combattimenti- spada.
Al posto degli strumenti tipici di Minecraft e giochi simili infatti, come sopra
anticipato, il Ditto/giocatore acquisirà nel corso del gioco delle abilità, nel
dettaglio imparando da alcuni dei Pokémon che incontrerà alcune loro mosse,
potendo dunque “annaffiare” zone aride, spaccare i blocchi di terra e roccia,
tagliare legna ed arare il terreno per coltivarlo, oltre a potersi trasformare
in alcuni Pokémon per sfruttare abilità speciali come il “Surf” per attraversare
gli specchi d’acqua.
In modo simile al titolo di Mojang avrete accesso ad un banchetto da usare per
creare strumenti, elementi decorativi, mobili e blocchi costruttivi in base ai
progetti che avrete scoperto fino a quel punto, mentre gli oggetti di cucina
(forno, fornelli, pentole e padelle) vi permetteranno di preparare vari piatti
(combinando gli ingredienti tra ortaggi e bacche) con cui potenziare le abilità
del Ditto, permettendo ad esempio di spaccare i blocchi più duri o di tagliare
oggetti metallici; altre funzionalità -in genere quelle per trasformare i
materiali- vi porteranno invece a dover interagire con gli altri Pokémon
sfruttando le loro skill: quelli di fuoco ad esempio vi aiuteranno nel creare
lingotti dai minerali, operando per voi le fornaci (sostituendo un po’ il
carbone), alcuni d’erba avranno la skill coltivazione che permette di accelerare
la crescita di fiori e ortaggi, altri Pokémon ancora saranno in grado di
tagliare i tronchi che raccoglierete nel legno che vi serve per realizzare altri
oggetti, etc.
Come si trovano nuovi Pokémon? Dimenticatevi l’andare su e giù nell’erba alta,
nelle grotte o in mare, per poi lottare contro il mostriciattolo selvatico del
filone principale di giochi Pokémon, il focus di Pokopia è l’amicizia e la
collaborazione tra le varie creature, quindi dovrete invece costruire loro una
“casa”.
Ogni Pokémon avrà uno o più habitat ideali, così come ogni habitat potrebbe
essere quello giusto per più di un Pokémon, dunque con l’assistenza
dell’Habitatex, una particolare funzione del Pokédex in possesso del vostro
Ditto, potrete nel corso del gioco scoprire in vari modi nuovi habitat (non sono
pochi), a volte sapendo più o meno già il Pokémon che potrà apparirvi (grazie ad
una sagoma nell’apposita schermata) altre lo scoprirete solo una volta apparso.
Il vostro compito sarà dunque assemblare la composizione di oggetti/terreni
mostrati dall’Habitatex – anche disposti diversamente, a patto di essere in
caselle contigue – per ricreare gli habitat; a seconda della rarità del Pokémone
potrebbe bastare qualche secondo o minuto, prima di vedere qualcosa muoversi
nell’erba (se non ve ne accorgerete, saranno i Pokémon già presenti a richiamare
la vostra attenzione), per arrivare a qualche ora, o addirittura dover aspettare
il giorno dopo, per quelli più rari. Anche se nell’habitat ideale i Pokémon
potrebbero chiedervi di aggiungere qualche decorazione, qualche gioco o un
giaciglio nei dintorni della loro “tana” per renderla più gradevole ai loro
gusti (alcuni potrebbero anche chiedervi uno stile particolare di oggetti).
Il passo successivo, per migliorare ancora di più la vivibilità della zona, è
costruire delle vere e proprie case per gli altri Pokémon. Partendo da tane in
grado di ospitare un singolo Pokémon per arrivare ad alloggi in grado di
ospitarne 4, avrete accesso tramite lo store in-game a vari progetti, che
rispetteranno la tematica dell’area, potrete piazzarli in un’area libera con una
superficie adeguata, dovrete a quel punto fornire i materiali necessari e
scegliere una squadra di Pokémon che si occuperà della costruzione effettiva;
generalmente sarà richiesto almeno un Pokémon con l’apposita abilità per la
costruzione, ma in alcuni casi potrebbero essere anche richiesti altri
“specialisti” dal coltivatore all’elettrico. Completata la costruzione non vi
resterà che posizionare mobili e decorazioni ed invitare i Pokémon a
trasferirsi. Ma i progetti non sono l’unico modo di realizzare una nuova casa
per gli altri Pokémon: se avete tempo, e pazienza, potrete -non da subito-
realizzare voi blocco per blocco una casa secondo il vostro gusto, requisiti
minimo quattro muri ed una porta.
Conclusa una prima parte della storia avrete accesso ad una quinta area, dove
non sarete vincolati ad alcuna trama, ma potrete sviluppare l’area con ancora
più libertà dandole voi un nome. Questa nuova zona è quella in cui, giocando
online, potrete invitare i vostri amici e collaborare. Purtroppo la nostra
esperienza in merito al gioco collaborativo si ferma a quanto avevamo già avuto
modo di vedere a gennaio in un anteprima, e di cui vi abbiamo parlato alcune
settimane fa, non essendo riusciti per calendari divergenti a partecipare alla
sessione online organizzata da Nintendo per i recensori.
Dal punto di vista grafico Pokopia fa quello che deve fare, nessun eccesso o
effetto “wow”, il mondo è generalmente altamente colorato, adattando per alcuni
elementi uno stile cartoon che ben si adatta al titolo, vedendo la Switch 2 di
Nintendo non mostrare segni di fatica o incertezze, sia con l’uso portatile che
collegata alla tv. I motivetti di sottofondo ricordano quelli dei titoli
originali, nessun vezzo orchestrale, ma potreste finire per canticchiarli o
fischiettarlo senza rendervene conto.
Riassumendo, la nostra esperienza con Pokémon Pokopia è stata altamente
positiva, abbiamo trovato ben fatto e funzionale il mix di meccaniche da generi
diversi, la trama semplice ma coinvolgente e la selezione di Pokémon tra le
varie generazioni fatta in modo da non scontentare ne chi gioca dalla prima
generazione ne chi ha scoperto i Pokémon con i titoli più recenti. Se siete fan
dei Pokémon, di Animal Crossing o di giochi simili a Minecraft, Pokémon Pokopia,
a nostro parere, si candida fortemente come un “must-have”.
L'articolo Pokémon Pokopia: un’esperienza nuova per Nintendo Switch2.
Ricostruire all’insegna dell’amicizia un mondo in rovina proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Pokémon
Questo 27 febbraio è sicuramente una di quelle date che farà sentire “vecchi”
molti Millennial, oggi si celebra infatti il 30° anniversario dei Pokémon, uno
dei brand più riconosciuti a livello globale nel campo dell’intrattenimento,
capace di generare numeri impressionanti in varie categorie del settore, dai
videogiochi all’animazione, dai giochi di carte ai giocattoli, senza dimenticare
le moltecipli collaborazioni hanno portato i “mostri tascabili” su vestiti,
borse e gioielli.
La storia vede uscire in Giappone il 27 febbraio del 1996 per Game Boy Pocket
Monsters Aka (rosso) e Pocket Monsters Midori (verde), due versioni del gioco di
ruolo a turni ideato da Satoshi Tajiri e sviluppato dalla Game Freak – studio da
lui fondato alcuni anni prima – pensate con l’idea di rendere necessaria la
collaborazione tra giocatori con le due diverse versioni per completarlo al
100%, sfruttando il cavo link della console portatile di Nintendo non solo per
sfidarsi ma anche per effettuare scambi (le due versioni avevano alcuni mostri
in esclusiva) o per sbloccare evoluzioni altrimenti impossibili.
A seguire, dando una spinta al successo in madre patria dei giochi, sono
arrivati il manga e l’anime con protagonista la coppia Pikachu e Satoshi,
quest’ultimo “battezzato” così in onore del padre dei Pocket Monsters,
abbreviati man mano in patria come Pokemon. Sempre nel ’96 arriva sul mercato
giapponese anche il gioco di carte collezionabili ideato da Tsunekazu Ishihara,
che aveva collaborato allo sviluppo dei due giochi prima da Ape inc., poi con la
sua Creatures inc, gioco che oggi viene considerato parte dei “Big Three” della
categoria.
Il successo internazionale arriva tra il 1998 ed il 1999 con l’arrivo prima
negli States e poi nel vecchio continente quasi in parallelo del cartone animato
e dei videogiochi, in un’operazione che prima di andare in porto si è dovuta
scontrare con le diffidenze dei manager occidentali, vedendo in alcuni frangenti
consigliato addirittura di ridisegnare tutte le creature in modo da proporle con
uno stile che risultasse “più gradevoli” al pubblico statunitense. Con gli
autori fermi a difendere la propria opera, alla fine i cambiamenti sono stati
limitati principalmente ad un adattamento di nomi e terminologia, Satoshi che
diventa l’Ash Ketchum che conosciamo, e qualche censura nell’anime, vedendo
ufficializzato il nome “Pokémon” e coniato lo slogan “Gotta catch’em all“.
Scoppiata la Pokémania, le creature di Tajiri non solo fanno la fortuna di
Nintendo – che nonostante esca battuta nel confronto tra la sua Nintendo64 e la
PlayStation di Sony, ottienie buoni profitti vedendo crescere le vendite del
GameBoy – ma anche di quelle imprese occidentali che ci hanno creduto, vedendo
giochi e giocattoli ad essi legati esaurire rapidamente le scorte. Nel medesimo
periodo i Pokémon iniziano anche ad uscire dai media che li hanno portati al
successo, diventando protagonisti di varie iniziative commerciali, dai gadget
allegati agli snack e prodotti scolastici pensati per i più piccoli arrivando
addirittura a prendere posto sulle livree degli aerei di linea, rendendo Pikachu
& co delle vere e proprie icone dei primi anni 2000.
Nella seconda metà dei 2000 il fenomeno un po’ si spegne, ma i fan rimangono
fidelizzati garantendo un buon successo anche negli anni seguenti ai progetti di
“The Pokémon Company“, la joint venture del trio di proprietari del marchio –
Game Freak, Nintendo e Creatures -, vedendo i videogiochi per le console
dell’azienda nipponica raramente vendere meno di 10milioni di copie.
Una sorta di seconda “Pokémania” scoppia nell’estate 2016 con l’arrivo di
Pokémon GO, il titolo mobile sviluppato con la collaborazione di Niantic, che ha
portato la gente in giro per le città alla ricerca di mostriciattoli da
catturare, capace di passare il miliardo di download dal lancio.
ED OGGI?
Arrivati ai 30 anni, i Pokémon continuano ad essere in grado di catturare nuovi
fan, soprattutto tra i più giovani, riuscendo al contempo a mantenere un posto
nel cuore di coloro che ne sono stati catturati in quei primi anni. A
testimoniare tutto ciò lo fanno i numeri, che vedono un totale che oltrepassa i
489milioni di copie vendute per quanto riguarda i videogiochi, il TCG – il gioco
di carte collezionabili – essere disponibile in più di 90 paesi venendo tradotto
in 16 lingue; mentre sul versante “cartoni” negli anni sono stati rilasciati più
di 23 film, e due serie animate che sono state trasmesse in 190 paesi e oltre 30
lingue.
A confermare ulteriormente il grande interesse che circonda i Pokémon sono i
dati di Ebay: il portale di compravendita ha registrato nel 2025 oltre 360 al
minuto per prodotti dalla galassia Pokémon, vedendo il termine essere il più
ricercato in Italia dal 2024 (con una media una ricerca ogni 14 secondi);
nell’ambito del “second-hand” il pezzo forte sono le carte del TCG, seguiti
dagli appassionati di retrogaming, cosa che ha portato il portale ad organizzare
questa settimana, sulla sua piattaforma Ebay Live, la “Pokémon Week” (termina il
primo marzo) durante la quale verranno messe all’asta vari pacchetti e carte, di
cui alcune rare gradate, ossia carte di cui è certificata l’autenticità ed il
grado di conservazione.
Il brand Pokémon continua ad andare forte anche per quanto riguarda le
collaborazioni ed i prodotti in licenza – si parla a livello global di circa 12
milardi di dollari di vendite nel solo 2024 -, ed in occasione di questo 30°
anniversario le novità non si sprecheranno. Lego ad esempio lancia la sua prima
collaborazione con i mostri tascabili del Sol Levante, vedendo arrivare sul
mercato 3 set dedicati a 5 dei Pokémon più apprezzati di sempre: uno per
Pikachu, uno per Eevee ed uno per la terna Charizard, Blastoise e Venusaur, con
quest’ultimo che arriverà a costare 649,99 €.
Funko, che da anni vanta tra le sue figure “Pop!” una collezione dedicata
proprio ai mostri tascabili, ha invece annunciato una serie di nuovi modellini
dedicati sia ad alcuni dei Pokémon più iconici della prima generazione, tra cui
due Funko Pop! premium dedicati a Pikachu e Venusaur (foto sotto), sia a quelli
delle generazioni più recenti, come Zoroark e Goomy, oltre ad una serie di Bitty
Pop!, le figure in miniatura.
Invece Loungefly, brand di apparel da alcuni anni entrato a far parte di Funko,
ha lanciato da pochi giorni una serie di borse e zaini con motivi floreali che
ritraggono Pikachu, Eevee e Bulbasaur.
Tornando a Nintendo, in vista del 30° compleanno dei Pokémon, l’azienda
nipponica ha riservato alcune sorprese per i propri utenti, portando su Nintendo
Switch e Switch2 gli iconici Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia, mentre fra poco
più di una settimana sarà lanciato Pokémon Pokopia, un gioco che porterà i fan a
sperimentare un nuovo genere di gioco per il franchise.
L'articolo I Pokémon compiono 30 anni: da “semplice” videogioco ad icona della
cultura pop globale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nelle campagne giapponesi degli anni Settanta, un ragazzino di nome Tajiri
Satoshi passa le sue spensierate ore giovanili andando a caccia di insetti da
catturare. Come nei pressi della via Gluck però, anche nel paese del Sol Levante
l’urbanizzazione riduce sempre più drasticamente prati, laghetti e foreste,
sostituendoli con palazzi e cemento. Senza più insetti, Satoshi si consola coi
videogiochi; è poco più di un ragazzo quando fonda la rivista per appassionati
Game Freak e, un giorno, quando ormai è un uomo, qualcuno gli mette in mano un
Gameboy.
È lì che gli torna in mente la vecchissima idea di un gioco con cui trasmettere
alle nuove generazioni le emozioni di quando era piccolo, e tornare a catturare
creature nascoste nell’erba alta, sui rami o nell’acqua. Non insetti, bensì
Pokémon, bizzarre creature da collezionare e addestrare per battere tutti gli
altri allenatori con la stessa passione.
Sono passati 30 anni esatti dal giorno dell’uscita di Pokémon Rosso e Pokémon
Blu, i primi due titoli con cui il mondo entrò in contatto coi personaggi
destinati a dar vita al secondo brand più redditizio del mondo videoludico dopo
Super Mario. Si partì con 151 esemplari tra cui Bulbasaur, Pikachu e Charizard
per arrivare ai 1025 di oggi.
Il mondo dei Pokémon, in questi trent’anni, è cresciuto oltre ogni
immaginazione, permeando l’immaginario con videogiochi, film, fumetti, anime,
ogni genere di merchandising e, soprattutto tramite il gioco di carte
collezionabili, con picchi di vendite da milioni di euro. Oggi tutti conoscono i
Pokémon, e il mondo si divide in chi scopre di avere un album da parte del
valore di un anticipo per una casa e chi si mangia le mani per aver snobbato il
prodotto o, peggio, buttato o regalato un capitale. Ma questo successo
inarrestabile, che fa percepire le carte come veri e propri asset finanziari, ha
finito per incidere sul senso stesso del gioco con effetti che, forse, si
concretizzeranno tra dieci o vent’anni.
Negli ultimi tempi infatti il mercato è stato sorretto da un complesso mix di
elementi quali collezionismo, curiosità, hype e ludopatia ma, soprattutto, sul
fatto che i ragazzini di ieri, oggi hanno la disponibilità economica per
partecipare, aggiungendo al tutto la componente nostalgica. Una tempesta
perfetta di elementi di successo che impatta a ogni livello.
Pochi giorni fa il performer Paul Logan ha rivenduto il suo Pikachu Illustrator
gradato PSA10, acquistato alcuni anni fa per 4 milioni di dollari, a una cifra
quattro volte superiore, mentre alla frontiera Svizzera hanno fermato un
collezionista con decine di migliaia di euro in carte non dichiarate. Tutte le
piattaforme di commercio online brulicano di annunci, aste e offerte con carte
da tutto il mondo, con la conseguente diffusione di truffe, falsificazioni,
manomissioni di pacchi da parte dei corrieri e rischi di ogni genere.
A consolidare ulteriormente il fenomeno hanno contribuito la nascita delle case
di gradazione, che certificano lo stato delle carte secondo precisi criteri, e
il nuovo interesse non solo per la rarità del pezzo ma verso l’appeal
dell’illustratore, implementi che dovrebbero garantire al mercato un ulteriore
incremento della longevità del brand. Ma resta difficile immaginare come possa
evolvere un mercato collezionistico che ha superato ogni record, soprattutto
perché si parla sempre di prodotti il cui valore è inevitabilmente vincolato
all’interesse del pubblico. Es e questo viene meno?
Così, mentre tutti investono per collezionare, quasi nessun bambino sembra più
interessato al gioco competitivo vero e proprio. Il proliferare di video
tematici a tema spacchettamento ha inferto un colpo fatale al suo percepito, con
le carte comuni, fondamentali per la formazione dei mazzi da battaglia, trattate
al pari di cartaccia. Che ne sarà di questo mercato se i potenziali fan del
futuro non manterranno un interesse profondo tramite il naturale sviluppo della
passione? Del resto trovare dei semplici pacchetti in edicola o nei negozi
specializzati non è più facile come prima. Tra furti, bustine risigillate,
distribuzioni manipolate e professionisti della rivendita, o scalper, in fila di
fronte alle edicole ancora prima dell’apertura pronti ad acquistare per
rivendere a prezzo maggiorato ogni novità, i collezionisti della prima ora e
quelli che vorrebbero solo divertirsi un po’, si trovano spesso a fare i conti
con la totale assenza di prodotti a prezzo di listino.
Se quindi tutto il mondo festeggia il traguardo dei trent’anni del brand, con
iniziative, lanci di nuovi set, implementi nel mondo virtuale e tornei in ogni
dove, viene da chiedersi se fosse proprio questo il piano di Satoshi. Un
successo impareggiabile in cui però il divertimento viene sottratto ai
destinatari originali del progetto. In un certo senso proprio quello che
successe al piccolo cacciatore di insetti quando gli portarono via la campagna
per far crescere immense città.
Anche l’erba alta in cui si andava a caccia di Pokémon sembra quindi avere
lasciato il posto alla speculazione, portando il mercato a essere “così confuso
da colpirsi da solo”. Acchiappali tutti dunque, finché puoi…
L'articolo In trent’anni i Pokemon sono diventati un impero. E forse il senso
stesso del gioco s’è perso proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Tokyo arriva il primo parco a tema Pokémon permanente in assoluto, “PokePark
Kanto“, si trova all’interno di Yomiuri Land, il più grande parco divertimenti
di Tokyo, e mira a capitalizzare il boom turistico da record del Giappone. Il
parco comprenderà due aree: una “foresta” Poke’mon descritta come una “vasta
natura selvaggia” e un’area dedicata allo shopping e alle attrazioni. Il
popolare franchise Pokémon celebrerà il suo 30 anniversario nel 2026.
L'articolo Dentro il primo parco a tema Pokémon del mondo: a cavallo dei Pikachu
e spettacoli dedicati – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 27 febbraio si celebrerà il trentesimo anniversario dal lancio in Giappone di
Pocket Monsters, nelle due versioni Rosso e Verde, su GameBoy vedendo nascere
quello che – dopo un rebranding- oggi è uno dei franchise più conosciuti al
mondo: Pokémon.
In vista di questo importante anniversario, Nintendo ha annunciato l’arrivo su
entrambe le generazioni di Nintendo Switch di Pokémon versione Rosso Fuoco e
Pokémon versione Verde Foglia, i remake del duo originale che furono lanciati 22
anni fa su Game Boy Advance, permettendo ai giocatori di tornare nel Kanto e
rivivere l’avventura che ha dato vita a tutto (con gli aggiornamenti del 2024).
Entrambi saranno disponibili dal 27 febbraio, nella sola versione digitale, e
acquistabile dal Nintendo eStore a 19,99€.
Restando nel perimetro delle celebrazioni del 30° anniversario dei Pokémon, The
Pokémon Company International ha lanciato la campagna “Qual è il tuo
preferito?“, permettendo ai fan di condividere il proprio mostriciattolo
preferito sfruttando un’apposità funzionalità di realtà aumentata integrata in
Pokémon GO, il titolo mobile sviluppato in collaborazione con Niantic che
quest’anno celebra il suo decimo anniversario. Quest’iniziativa ha anche visto
la collaborazione di varie celebrity e sportivi tra cui Lady Gaga e Charles
Leclerc.
Il “Pokémon Day 2026”, inoltre, sarà l’occasione per un nuovo Pokémon Presents,
live stream in cui saranno annunciate tutte le novità in arrivo nei prossimi
mesi sui vari fronti dell’universo Pokémon. In questo caso l’appuntamento è per
il 27 settembre alle ore 15:00 sui canali Youtube e Twitch ufficiali del brand
L'articolo Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia arrivano su Switch e Switch2 per
il trentesimo anniversario del brand proviene da Il Fatto Quotidiano.
16,492 milioni di dollari. A tanto Logan Paul è riuscito a vendere all’asta una
carta Pokémon da lui stesso acquistata 5 anni fa per 5,275 milioni. Quando si
dice un investimento azzeccato. La carta di Pikachu Illustrator, una delle sole
39 create per un concorso di illustrazione Pokémon alla fine degli anni ’90, è
stata battuta all’asta da Goldin lunedì. Il Guinness dei Primati ha confermato
che Paul ha venduto all’asta la carta collezionabile più costosa di sempre.
Questa volta la carta è stata venduta all’interno di una collana personalizzata
indossata da Paul, imprenditore ma anche wrestler statunitense, a WrestleMania
38.
Ma a chi è finita la costosissima carta? Ad aggiudicarsela è stato il venture
capitalist A.J. Scaramucci, figlio del finanziere ed ex direttore della
comunicazione della Casa Bianca Anthony Scaramucci. A.J. ha parlato
dell’acquisto come del primo passo di una “caccia al tesoro planetaria”, che
riguarderà persino reperti come fossili di T-Rex e la Dichiarazione di
Indipendenza americana.
Il mercato delle carte Pokémon negli ultimi anni ha fatto registrare una
considerevole impennata, battendo persino le carte sportive. Quella battuta
all’asta per 16,5 milioni di dollari, in particolare, è stata definita da Goldin
come la “carta collezionabile più ambita al mondo”, “il Sacro Graal di tutte le
carte Pokémon“. La carta di Paul era ciò che tutti desideravano perché è
praticamente perfetta: l’unica carta Illustrator considerata di grado 10
dall’agenzia di autenticazione PSA.
L'articolo “È la più costosa di sempre”: Logan Paul vende all’asta la carta da
collezione di Pikachu Illustrator per 16,5 milioni di dollari proviene da Il
Fatto Quotidiano.
A Tokyo, in Giappone, manca sempre meno all’apertura del primo parco a tema
Pokémon permanente, il PokePark Kanto. L’inaugurazione è prevista per domani, 5
febbraio, e sono attesi in città centinaia di migliaia di appassionati
provenienti da ogni parte del mondo. Gli organizzatori hanno creato un evento
che prevede una full immersion nel mondo Pokémon. Il parco si compone di una
foresta da esplorare, statue e installazioni in scala reale, habitat
ricostruiti, piccoli dettagli nascosti nell’erba. Il PokePark Kanto occupa 26
mila metri quadrati e si divide principalmente in due aree: Pokémon Forest, dove
i turisti possono passeggiare al fianco di oltre 600 personaggi, e Sedge Town,
una piazza con un luna park a tema Pokémon.
Inoltre, è stata allestita un’area ristoro con cibo a forma di vari Pokémon e
un’arena dove si potrà assistere a battaglie dal vivo tra performers. Chi,
leggendo questo articolo, volesse acquistare un biglietto per lo smisurato parco
a tema resterà deluso: i tagliandi sono esauriti. I ticket sono stati venduti
tramite una lotteria. Il prezzo dei biglietti standard parte da circa 7900 yen
(circa 43 euro), mentre il pass prioritario arriva a costare fino a 76 euro.
> Take a look at PokéPark KANTO, the first permanent outdoor Pokémon facility
> located inside Yomiuriland in Tokyo, featuring an Eevee-themed carousel, a
> Pokémon Center, and much more! pic.twitter.com/uc58MuEKU7
>
> — IGN (@IGN) January 27, 2026
L'articolo Arriva PokePark Kanto, il primo parco divertimenti a tema Pokemon:
biglietti già sold out per i prossimi mesi, ecco dov’è, quali sono le attrazioni
e quanto costa proviene da Il Fatto Quotidiano.
All’aeroporto di Linate, la Guardia di Finanza e gli agenti della dogana e dei
monopoli hanno fermato un ragazzo di 20 anni che trasportava di contrabbando
oltre 20 mila carte dei Pokemon e di One Piece. Come riporta La Stampa, il
protagonista della vicenda aveva fatto scorta di figurine rare a Tokyo, città da
cui era partito per tornare in Italia, a Milano, facendo scalo a Parigi. Il
giovane aveva superato i controlli del “corridoio verde”, riservato a chi non ha
oggetti da dichiarare in dogana. In un controllo di routine, gli agenti hanno
scoperto il carico delle cards rare e non ancora giunte sul mercato europeo. Le
20 mila carte avevano un valore di oltre 90 mila euro.
LA PENA
Le carte da gioco dei Pokemon stanno diventando lingotti d’oro. Alcune cards
rare, infatti, possono arrivare a costare migliaia di euro. Il contrabbandiere,
oltre alla confisca della merce, ora rischia una multa che può variare dal 100
al 200 per cento dei diritti di confini evasi che, in questo caso, ammontano a
una sanzione amministrativa superiore ai 22 mila euro.
L'articolo Fermato il “mulo dei Pokemon”: maxi sequestro all’aeroporto di
Linate, l’uomo trasportava di contrabbando 20mila carte per un valore superiore
ai 90mila euro proviene da Il Fatto Quotidiano.