A Tokyo, in Giappone, manca sempre meno all’apertura del primo parco a tema
Pokémon permanente, il PokePark Kanto. L’inaugurazione è prevista per domani, 5
febbraio, e sono attesi in città centinaia di migliaia di appassionati
provenienti da ogni parte del mondo. Gli organizzatori hanno creato un evento
che prevede una full immersion nel mondo Pokémon. Il parco si compone di una
foresta da esplorare, statue e installazioni in scala reale, habitat
ricostruiti, piccoli dettagli nascosti nell’erba. Il PokePark Kanto occupa 26
mila metri quadrati e si divide principalmente in due aree: Pokémon Forest, dove
i turisti possono passeggiare al fianco di oltre 600 personaggi, e Sedge Town,
una piazza con un luna park a tema Pokémon.
Inoltre, è stata allestita un’area ristoro con cibo a forma di vari Pokémon e
un’arena dove si potrà assistere a battaglie dal vivo tra performers. Chi,
leggendo questo articolo, volesse acquistare un biglietto per lo smisurato parco
a tema resterà deluso: i tagliandi sono esauriti. I ticket sono stati venduti
tramite una lotteria. Il prezzo dei biglietti standard parte da circa 7900 yen
(circa 43 euro), mentre il pass prioritario arriva a costare fino a 76 euro.
> Take a look at PokéPark KANTO, the first permanent outdoor Pokémon facility
> located inside Yomiuriland in Tokyo, featuring an Eevee-themed carousel, a
> Pokémon Center, and much more! pic.twitter.com/uc58MuEKU7
>
> — IGN (@IGN) January 27, 2026
L'articolo Arriva PokePark Kanto, il primo parco divertimenti a tema Pokemon:
biglietti già sold out per i prossimi mesi, ecco dov’è, quali sono le attrazioni
e quanto costa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Giappone
Una giornata di vacanza e spensieratezza si è trasformata in tragedia su una
pista da sci in Giappone. Domenica 1 febbraio, Brooke Day, una ragazza
australiana di 22 anni, è morta perché il suo zaino è rimasto impigliato nella
seggiovia dell’impianto sciistico.
La giovane stava andando a fare snowboard allo Tsugaike Mountain Resort di
Otari, quando la fibbia dello zaino è rimasta incastrata nel carrello della
seggiovia in risalita. Secondo le ricostruzioni della polizia, la vittima è
rimasta bloccata a mezz’aria ed è stata trascinata mentre la seggiovia
proseguiva il suo percorso.
Un membro dello staff, non appena ha notato la ragazza, ha subito premuto il
pulsante d’emergenza arrestando la corsa della seggiovia. Per Brooke, però, era
ormai troppo tardi. Quando l’ambulanza è arrivata sul posto la giovane era
ancora viva. Secondo la stampa locale, la ragazza sarebbe morta in ospedale a
causa di un arresto cardiaco.
L’azienda che gestisce l’impianto sciistico ha pubblicato un comunicato in cui
afferma di collaborare con le indagini della polizia e di migliorare la
sicurezza delle sue strutture. Brooke lavorava in Giappone da circa un anno,
come receptionist in una clinica di Hakuba, non lontana da dove la 22enne ha
perso la vita.
L'articolo Lo zaino si blocca nella seggiovia di un impianto sciistico: una
22enne muore per arresto cardiaco. L’azienda sotto accusa: “Collaboriamo con la
polizia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Le elezioni anticipate per la Camera Bassa della Dieta nipponica (la Camera dei
Rappresentanti, è quella con più potere rispetto alla Camera Alta, ovvero la
Camera dei Consiglieri), indette più o meno a sorpresa dalla prima ministra
giapponese Takaichi Sanae, sono previste l’8 febbraio. Questa la notizia
d’inizio settimana più rilevante, seguita dalla formazione di un nuovo partito
di opposizione, composto da Komeito (Soka Gakkai ed ex alleato LDP) e il DCP
(Partito Costituzionale Democratico) unitosi nella sigla CRA, ovvero Alleanza
Riformista Centrista.
Questa nuova formazione è stata ufficialmente battezzata ieri, e si propone –
con i 227 candidati che si presenteranno alle elezioni generali dell’8 febbraio
– di diventare il partito più numeroso della Camera Bassa.
Quando lunedì Takaichi ha annunciato di voler dissolvere la Camera dei
Rappresentanti e deciso la data delle elezioni anticipate, ha anche riconosciuto
quanto questa mossa sia per lei rischiosa. Ma approfittando dell’altissimo
consenso di cittadini e cittadine (il quotidiano di destra Sankei Shimbun e la
TV Fuji hanno rivelato i dati di un sondaggio secondo cui gode del sostegno del
92,4% dei giovani tra i 18 e i 29 anni e dell’83,1% dei trentenni), ha ritenuto
che “il gioco vale la candela” e un eventuale un successo elettorale
consentirebbe alla sua coalizione di poter agire liberamente, attuando i propri
obiettivi. Ovvero ciò che risulta dal manifesto messo a punto dal partito
LiberalDemocratico, denominato “Rendere forte e prospero l’arcipelago
giapponese”. Si basa su cinque pilastri: economia, rivitalizzazione regionale,
diplomazia e sicurezza nazionale, sicurezza sociale e revisione costituzionale.
Incorpora inoltre le politiche definite nell’accordo di coalizione concluso con
il Nippon Ishin (Partito dell’Innovazione Giapponese) nel mese di ottobre, che
ha la sua base di sostenitori a Osaka e nel Kansai.
Un inizio di 2026 bello dinamico, sebbene nuovamente instabile per la scena
politica nipponica, che grazie alla sua prima premier donna (anche se
storicamente il Giappone ha avuto ben otto imperatrici) esercita fin troppa
irruenza e spontaneità nel portare avanti la propria linea dentro e fuori
l’arcipelago. Linea che piace agli elettori ed elettrici conservatrici che sono
d’accordo con l’atteggiamento assertivo verso la Cina, la quale insiste con
divieti alle esportazioni e importazioni dal Giappone, restrizioni sul turismo e
presenza minacciosa militare sui cieli e mare di confine.
Il successo popolare di Takaichi si è constatato sia con le immagini insieme al
presidente sud coreano Lee Jae Myung, che a Nara (la città di origine della
presidente del Consiglio) lo scorso 13 gennaio si dilettano nel suonare alla
batteria due pezzi di successo KPop, sia con quelle che la ritraggono insieme
alla presidente italiana Giorgia Meloni. Nei tre giorni in Giappone di Meloni –
dal 15 al 18 gennaio – il più ampiamente seguito è stato il “SanaMelo Summit”,
tra le due prime ministre molto vicine ideologicamente al presidente degli Stati
Uniti Donald Trump.
L’incontro del 16 ha rappresentato l’occasione per Takaichi Sanae di festeggiare
il 49mo compleanno di Giorgia Meloni, con tanto di torta e accompagnamento
canoro, tra sorrisi, abbracci e uno scambio culturale attraverso il pop
giapponese, anime compreso, che è parso svolgere il ruolo simbolico più
significativo dell’intero incontro diplomatico. Certo, nei trenta minuti di
summit, le due leader hanno formalmente parlato di difesa nazionale e sicurezza,
deciso di intensificare la collaborazione per costruire catene di
approvvigionamento resilienti, così come hanno concordato di istituire un
organismo per discutere della cooperazione nel settore spaziale. La prima
ministra Takaichi ha ricordato che quest’anno ricorre il 160° anniversario delle
relazioni diplomatiche tra i due Paesi, e detto di cogliere l’occasione della
visita di Meloni per rafforzare ulteriormente le relazioni bilaterali, al punto
da elevarle a un “partenariato strategico speciale”.
Chiamandosi l’un l’altra per nome, hanno confermato che le forze di autodifesa
giapponesi e l’esercito italiano condurranno addestramenti congiunti, e
ricordato il progetto con la Gran Bretagna per lo sviluppo congiunto di jet da
combattimento di nuova generazione. Nella conferenza stampa finale, Takaichi ha
affermato: “Il contesto strategico della regione indo-pacifico sta diventando
sempre più difficile, e una stretta collaborazione tra Paesi che condividono gli
stessi principi è diventata più importante che mai per la pace e la prosperità”.
L'articolo Giappone, la premier Takaichi cerca il voto bulgaro, ma alle elezioni
anticipate dell’8 febbraio ci sarà un nuovo partito di opposizione proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Su Tiktok spopola una nuova moda culinaria: la “Japanese cheesecake”. La ricetta
virale promette risultati simili a una classica cheesecake, utilizzando solo due
ingredienti, yogurt greco e un pacchetto di biscotti. Il nuovo trend ha avuto
origine in Giappone, spopolando successivamente negli Stati Uniti. La ricetta ha
già attirato milioni di visualizzazioni e altrettante polemiche.
La “Japanese cheesecake” prevede solo due ingredienti, mentre i content creators
degli Usa aggiungono zucchero, salse e condimenti. Dunque, come si prepara la
vera cheesecake giapponese?
Basta un qualsiasi yogurt greco, purché il contenitore sia abbastanza grande da
contenere i biscotti senza zucchero. La versione statunitense prevede l’uso dei
biscotti Lotus Biscoffs. Dopo averli inseriti nello yogurt bisogna lasciar
riposare il composto in frigorifero per circa sei ore. Il risultato è un dessert
o una colazione sfiziosa e povera di zuccheri, una cheesecake priva di formaggio
più grasso rispetto allo yogurt.
Il tiktoker @explorewithtaka ha consigliato di aggiungere miele o succo di
limone per insaporirlo. Oltre 19.600 video pubblicati su Instagram e Tiktok
riportano l’hashtag #japanesecheesecake.
> @explorewithtaka The Viral Japanese Yogurt Cheesecake! Honestly really good.
> Give it a try! #fypシ゚viral #fypシ #cheesecake #greekyogurt ♬ Old Film – Kairo
> Vibe
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diventa virale su Tiktok. Ecco come si prepara il dolce del momento proviene da
Il Fatto Quotidiano.
L’effetto Olimpiadi si avvicina: c’è chi punta tutto sulla performance sportiva,
chi invece non perde l’occasione per sfoggiare gli outfit di tendenza. E se la
lana d’alpaca è un must per le baite e gli chalet d’alta quota, i colori fluo si
abbinano con le candide piste che scendono a valle. Scopriamo quelle più belle e
adrenaliniche del mondo, ma allo stesso tempo i luoghi dove la natura è
magnifica e sovrana, per definizione “ascensionale”, non solo per altitudine ma
anche per beatitudine. Come narra il romanticismo ottocentesco, la montagna è un
luogo emozionale da vivere senza frenesia, contemplando il paesaggio e
lasciandosi attrarre dalla bellezza che ci circonda. Le strutture con spa e i
ristoranti gourmet fanno il resto. Scopriamo quali sono le destinazioni delle
Olimpiadi Invernali 2026, le mete d’oltralpe francesi più affascinanti, la
destinazione top premiata da Expedia, per poi volare in Giappone e in Nuova
Zelanda, dove vivere l’inverno australe nel cuore dell’estate. Ecco le località
sciistiche da appuntare per godere la neve, rilassarsi e divertirsi con qualche
après ski alla moda.
L'articolo Le località più belle al mondo dove sciare: dalle montagne delle
Olimpiadi al Giappone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ai è morta. La scimpanzé “geniale”, come era stata ribattezzata, era stata al
centro degli studi condotti dal Centro per le origini evolutive del
comportamento umano dell’Università di Kyoto, in Giappone. La scimmia, 49enne,
era capace di riconoscere oltre 100 caratteri cinesi e l’alfabeto inglese, oltre
ai numeri arabi da zero a nove e undici colori. L’animale è scomparso lo scorso
venerdì 9 gennaio a causa di un’insufficienza multiorgano e disturbi legati alla
sua età. Ai – il cui nome non ha a che fare con l’Intelligenza artificiale ma
con la parola giapponese che si traduce come “amore” – era stata sottoposta ad
alcuni test che avevano fatto emergere la sua genialità. In uno studio, gli
scienziati hanno mostrato ad Ai il carattere cinese corrispondente al colore
rosa insieme a un quadrato rosa e uno viola. La scimmia ha scelto correttamente
il quadrato con il colore associato alla parola proiettata su uno schermo. E
ancora, quando le veniva mostrata una mela selezionava un cerchio, un rettangolo
e un punto sullo schermo per disegnare lo stesso frutto in maniera virtuale. Gli
studi su Ai sono stati pubblicati anche sulla prestigiosa rivista scientifica
Nature.
LA VITA DI AI
Con i suoi 49 anni, Ai era considerata una delle scimmie più longeve al mondo.
La scimpanzé era originaria dell’Africa occidentale. Nata nel 1976 e trasferita
un anno dopo in Giappone, l’esemplare è stata la protagonista di uno dei primi
programmi scientifici giapponesi dedicati allo studio della mente dei primati
non umani. Il primo test fu eseguito quando Ai aveva appena 18 mesi. Alla
scimpanzé fu affidata una tastiera collegata a un computer, utile per
l’apprendimento e la percezione simbolica.
Gli studi condotti dal primatologo Tetsuro Matsuzawa avevano rivelato che la
scimmia era in grado di riconoscere numeri, colori e caratteri. Nel 1989 evase
dalla gabbia in cui si trovava con un altro scimpanzé, utilizzando una chiave
per aprire il lucchetto. In occasione del 40esimo anniversario del “Progetto
Ai”, nel 2017, a Jane Goodall, uno dei luminari nel campo dello studio dei
primati, fu donata una sciarpa ispirata a uno dei dipinti dell’animale
“geniale”.
L'articolo È morta a 49 anni Ai, la scimpanzé “geniale”: sapeva l’alfabeto, era
capace di riconoscere oltre 100 caratteri cinesi, i numeri e i colori proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Con la tradizionale prima visita al santuario shintōista preferito dove pregare
i kami (le divinità, gli spiriti, animali, e in genere l’intera natura) perché
assicurino fortuna e prosperità, è iniziato il 2026. Cosa porterà al Giappone
l’Anno del Cavallo di Fuoco? Il Paese appare come un cavallo che galoppa verso
un futuro caratterizzato da cambiamenti nel modo in cui le persone socializzano,
lavorano, spendono i loro soldi, e su ciò a cui decidono di dedicare attenzione.
Ma forse è più un timido puledro quello che muove passi cauti fuori dalla
stalla, sul lato delle relazioni diplomatiche.
Nel nuovo anno appena iniziato e secondo alcuni analisti politici, il percorso
dell’amministrazione Takaichi Sanae appare sì solida, ma con evidenti sfide
all’orizzonte.
La capacità dell’attuale governo di durare nel tempo dipenderà dall’abilità
della prima ministra di trasformare i positivi indici di gradimento in duraturi
risultati legislativi, diplomatici ed economici. Per riuscirci dovrà badare
meglio a ciò che fa e dice pubblicamente, nello specifico stare molto attenta
all’acciaccata comunicazione con la vicinissima Cina. Proprio lunedì Takaichi ha
affermato: “Il nostro Paese è aperto a varie opportunità di dialogo con la Cina
e non ha mai chiuso le porte”. Alla colazione di governo però, serve una base
più allargata e stabile, e così martedì 6 gennaio – primo giorno di lavoro del
partito Liberal Democratico – il segretario generale Shunichi Suzuki ha
suggerito che un tripartito che includa anche il DPP (Partito Democratico per il
Popolo) al momento all’opposizione, sarebbe preferibile all’attuale coalizione
di governo tra LDP e il Nippon Ishin (Partito dell’Innovazione Giapponese). Per
ora tuttavia, la richiesta non ha ancora ricevuto una risposta.
Le relazioni con la Cina continuano a essere molto tese e alle precedenti
richieste di Pechino ai propri cittadini di evitare viaggi in Giappone e la
sospensione delle importazioni di prodotti ittici giapponesi, si sono aggiunti
in settimana ulteriori divieti. Questa volta le restrizioni, conseguenti ai
giudizi “errati” rilasciati a novembre dalla premier sulla questione Taiwan,
riguardano le esportazioni in Giappone di prodotti a duplice uso, che possono
essere utilizzati sia in ambito militare che civile, tra cui chimici, minerali,
elettronica, sensori, sistemi di navigazione, software e tecnologie
aerospaziali, divieto potenzialmente più dannoso rispetto alle precedenti misure
di ritorsione. Il segretario capo gabinetto Kihara Minoru ha reagito con un:
“Assolutamente inaccettabile”, mentre la camera di commercio giapponese a
Pechino ha dichiarato che presenterà una petizione al governo cinese se le
attività delle aziende giapponesi saranno ostacolate.
Chiaramente uno dei punti chiave dell’elenco è quello delle terre rare, di cui
la Cina detiene quasi il monopolio sia per quanto riguarda l’estrazione che la
raffinazione. Ci si chiede tuttavia se il divieto di esportazione dei prodotti a
duplice uso entrerà davvero in vigore, anche perché negli ultimi tempi il
Giappone ha ridotto la sua dipendenza dalle terre rare cinesi, dal 90% al 60%,
mentre la Cina rischia di essere soggetta a misure di ritorsione da parte del
Giappone e di vedersi negato l’accesso a materiali e tecnologie di cui
necessita.
E il rapporto 2026 con gli Stati Uniti, anche in seguito agli ultimi eventi in
Venezuela e alle mire trumpiane sulla Groenlandia? Si vedrà, per il momento
Takaichi Sanae ha evitato di rispondere alla domanda se ritiene che il sequestro
del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti abbia
violato il diritto internazionale, ma intende recarsi a Washington all’inizio
della primavera per dare seguito alla visita di Trump in Giappone dello scorso
ottobre.
L'articolo Le relazioni pericolose tra Cina e Giappone: da Pechino arriva una
stretta all’export dei prodotti a duplice uso, civile e militare proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Cerchi qualcuno che ti tenga sempre compagnia? Compra un Mirumi. La nuova moda
arriva dal Giappone, dove la startup Yukai Engineering ha creato un piccolo
robot-charm che si aggancia alla borsa o allo zaino. Mirumi non fornisce
assistenza né ha funzioni smart. Dunque che cosa fa? Gira la testa, osserva chi
passa, reagisce ai suoni, si ritrae con timidezza o si sporge con curiosità.
L’ultima moda tecnologica è stata presentata durante la scorsa edizione del Ces
(Consumer Electronics Show) a Las Vegas.
I colori disponibili sono tre: grigio, rosa e avorio. Il prezzo di un Mirumi è
di circa 100 euro e, al momento, sono in numero limitato. La start-up “madre”
dei gadget ha prodotto 100 unità che stanno andando a ruba. I primi clienti
riceveranno il loro Murimi dal 22 gennaio 2026. Il nuovo gadget ha sostituito i
Labubu, gli enormi portachiavi a forma di strani animaletti con un sorriso
abbastanza inquietante. L’azienda che ha creato i Labubu, Pop Mart, ha
acquistato i diritti per creare i pupazzi nel 2019 da Kasing Lung, artista di
Hong Kong. Gli animaletti hanno spopolato grazie alla cantante Lisa, membro del
gruppo k-pop Blackpink, che ha condiviso la sua passione per i Labubu su Tiktok.
> Visualizza questo post su Instagram
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> Un post condiviso da mirumi (@mirumi_tokyo)
L'articolo Dopo i Labubu, arriva il Mirumi: ecco come funziona (e quanto costa)
il robot da borsetta che tiene compagnia e spopola sui social proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Kazuyoshi Miura non ne vuole sapere di smettere. Il calciatore giapponese, che
compirà 59 anni a febbraio ed è il giocatore professionista più anziano del
mondo, ha firmato un contratto fino a giugno in prestito con il Fukushima
United, squadra giapponese di terza divisione.
L’ex attaccante del Giappone, che ha cominciato la sua carriera con il Santos
nel 1986 ed è passato anche dalla Serie A con la maglia del Genoa, non è
riuscito a segnare nei 69 minuti giocati nelle sette partite della scorsa
stagione in prestito all’Atletico Suzuka, club di quarta divisione. “La mia
passione per il calcio non è cambiata, non importa quanti anni abbia”, ha
dichiarato poco prima di iniziare la 41esima stagione da calciatore
professionista.
“Sono molto grato di aver avuto questa opportunità. Prometto che darò tutto me
stesso per dare il mio contributo. Scriviamo la storia insieme!”. Conosciuto in
Giappone come “King Kazu”, questo sarà il quarto prestito di Miura dal 2022
dallo Yokohama FC, squadra della J2 League (seconda serie giapponese). Miura ha
firmato per il club nel 2005, ma non ha mai giocato per loro dal 2020.
In passato è stato anche una bandiera della nazionale giappponese, con cui ha
segnato 55 gol in 89 partite fino al 2000 – anno della sua ultima partita con il
Giappone – due anni dopo la sua eccellente esclusione dal Giappone ai Mondiali
del 1998, alla prima volta in una fase finale della Coppa del Mondo.
Miura, che ha dichiarato di voler giocare fino a 60 anni, ha affermato di essere
pronto ad “accettare una nuova sfida” dopo essere retrocesso la scorsa stagione
nei campionati regionali giapponesi. Il Fukushima – suo nuovo club – si è
classificato al decimo posto in terza divisione nella passata stagione.
La sua carriera si è svolta per larga parte in Giappone, ma Miura ha anche
un’esperienza in Italia, una in Portogallo e una in Australia. In Italia ha
indossato la maglia del Genoa in Serie A nel 1994/95, mentre in Portogallo
quella della Oliveirense – seconda serie portoghese – tra il 2022 e il 2024.
Meno recente e più breve l’esperienza australiana, con il Sidney Fc, nel 2006.
L'articolo “Non importa la mia età, scriviamo la storia”: Miura firma con un
nuovo club, a febbraio compirà 59 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una sera, diversi anni fa, mi trovavo sul Monte Kōya, in Giappone. Era inverno,
in questo periodo dell’anno, e stava nevicando. Camminavo lentamente nel
cimitero di Okunoin, tra lanterne di pietra, alberi secolari e monumenti immersi
in un silenzio denso, quasi abitato. Non c’era nulla di spaventoso in quel
luogo: solo una presenza costante della morte, profondamente integrata nella
vita.
Ebbi subito la sensazione che quello spazio non chiedesse di essere attraversato
in fretta. Ogni passo aveva un peso, un ritmo. Non stavo “passando oltre”: stavo
sostando. E in quella sosta ho compreso qualcosa che ritorna ogni volta che un
ciclo si chiude.
La fine dell’anno è un tempo ambiguo. Da un lato è una convenzione: un numero
che cambia sul calendario. Dall’altro è una soglia simbolica potente, che ci
costringe a guardare indietro e avanti nello stesso istante. Siamo abituati a
concentrarci sui nuovi inizi — progetti, obiettivi, promesse — ma più raramente
ci chiediamo se sappiamo davvero finire, magari anche ringraziare.
Viviamo in una cultura che invita a voltare pagina senza calma. La fine diventa
qualcosa da archiviare in fretta. Eppure ogni inizio autentico ha bisogno di una
fine riconosciuta. Non tutto ciò che termina è un fallimento: alcune cose
finiscono perché hanno compiuto il loro senso. E non tutto ciò che lasciamo
andare lo facciamo per scelta. A volte è la vita a chiudere, senza chiederci il
permesso. Riconoscere una fine non significa giustificarla, ma smettere di
opporle resistenza quando è già avvenuta.
La death education non riguarda solo la morte biologica. Interroga il nostro
rapporto con il limite, con la perdita, con l’impermanenza che attraversa tutte
le fasi della vita. Parla di ciò che finisce, ma anche di ciò che cambia, si
trasforma, ci costringe a rinegoziare il nostro modo di stare al mondo.
In questo senso, Okunoin non corrisponde alla nostra idea occidentale di
cimitero come spazio di chiusura e separazione. È piuttosto un confine
permeabile. La presenza di chi “non è più qui” non si esaurisce nel gesto della
sepoltura: continua a risuonare nella relazione con chi attraversa quel luogo,
con chi prega, con chi si ferma in silenzio.
Qui la fine non è una rottura netta, ma una trasformazione. Ciò che è stato non
scompare: cambia forma. Ed è proprio questa tensione tra presenza e assenza che
la fine dell’anno ci chiede di contemplare: non solo ciò che si è concluso, ma
il modo in cui ciò che finisce continua, spesso in modo invisibile, a nutrire
ciò che viene dopo.
Forse, allora, la domanda giusta non è “com’è stato questo anno?”, ma “che cosa
ho imparato a lasciare andare?”. Non per voltare pagina in fretta, ma per capire
che tipo di spazio stiamo creando per ciò che verrà.
L'articolo Per la fine dell’anno la domanda giusta da farsi è: cos’ho imparato a
lasciare andare? proviene da Il Fatto Quotidiano.