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Mercedes CLA al centro dei corsi di guida sicura ACI-Sara nei circuiti italiani
A Vallelunga la sicurezza è un metodo, un percorso formativo e, sempre più, un laboratorio in cui tecnologia e comportamento umano si incontrano. Qui, nel Centro di Guida Sicura ACI-Sara alle porte di Roma, Mercedes ha presentato il nuovo CLA Safety Hub, un progetto che trasforma la compatta della Stella in uno strumento didattico per diffondere la cultura della guida responsabile. La collaborazione tra Mercedes-Benz Italia e i Centri di Guida Sicura ACI-Sara prosegue così nel segno della continuità e dell’innovazione. Un rapporto consolidato che entra nel suo sesto anno e che punta a un obiettivo molto concreto: rendere la sicurezza stradale un’esperienza reale. Nei centri di Vallelunga e Lainate la nuova famiglia CLA – nelle versioni ibride ed elettriche – diventerà infatti la vettura utilizzata durante le esercitazioni pratiche dei corsi di guida sicura. La scelta non è casuale. La nuova CLA è stata infatti indicata come l’auto più sicura del 2025 nei severi test Euro NCAP e ha recentemente conquistato anche il titolo di Car of the Year 2026. Un riconoscimento che riflette il lavoro compiuto negli ultimi anni dalla casa di Stoccarda nel campo della sicurezza attiva e passiva, un ambito in cui Mercedes continua a investire con decisione. Il cuore del progetto è proprio il CLA Safety Hub: una piattaforma esperienziale in cui i partecipanti ai corsi possono confrontarsi con situazioni di guida critica – perdita di aderenza, frenate di emergenza, ostacoli improvvisi – sperimentando in prima persona il funzionamento dei più moderni sistemi di assistenza alla guida. Tecnologie che oggi non si limitano a proteggere gli occupanti, ma contribuiscono sempre più a prevenire gli incidenti. Tra queste spiccano i sistemi di assistenza riuniti sotto la sigla MB.DRIVE, che integrano funzioni come il Distance Assist DISTRONIC e l’assistenza attiva alla sterzata, portando la vettura a un livello di assistenza alla guida SAE Level 2. Una rete di sensori, radar e telecamere che analizza costantemente ciò che accade intorno al veicolo, intervenendo quando necessario a supporto dell conducente. La nuova CLA rappresenta anche un passo avanti sul fronte dell’efficienza. La versione hybrid adotta un motore quattro cilindri da 1,5 litri con sistema mild hybrid a 48 volt e cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti. Il motore elettrico integrato nella trasmissione può fornire un plus di potenza fino a 22 kW, contribuendo a migliorare consumi ed emissioni senza compromettere prestazioni e comfort di guida. Al di là delle specifiche tecniche, il messaggio che emerge dal CLA Safety Hub è soprattutto culturale. La sicurezza non è più soltanto una questione di airbag e scocche rinforzate. È un sistema complesso in cui elettronica, formazione e consapevolezza del conducente devono lavorare insieme. L'articolo Mercedes CLA al centro dei corsi di guida sicura ACI-Sara nei circuiti italiani proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto storiche, via libera alle riproduzioni originali delle targhe dal 1931
Una targa non è solo un numero. È un segno del tempo, un dettaglio che racconta la storia di un’automobile o di un motociclo prima ancora della carrozzeria o del rombo del motore. Ed è proprio da qui che passa una delle novità più significative degli ultimi anni per il motorismo storico italiano: il via libera alla riproduzione fedele delle targhe originali dei veicoli immatricolati a partire dal 1931. Una svolta attesa e finalmente operativa grazie alla circolare n. 33941 del 20 novembre 2025, presentata ufficialmente l’11 febbraio 2026 a Roma presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il risultato di un lavoro corale che ha visto coinvolti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Direzione Generale della Motorizzazione, l’Automobile Club d’Italia, il Poligrafico dello Stato e tutti i principali enti certificatori del settore: Automotoclub Storico Italiano, Federazione Motociclistica Italiana, Registro Fiat Italiano, Registro Storico Lancia e Registro Italiano Alfa Romeo. Fino a ieri, la possibilità di ottenere targhe riprodotte secondo i criteri originali era limitata ai veicoli immatricolati dopo il 1952. Oggi il perimetro si amplia in modo decisivo, includendo le targhe ante ’52 e, soprattutto, consentendo di presentare la domanda di immatricolazione dopo l’effettiva realizzazione della targa. Un passaggio tutt’altro che formale: significa che l’auto può continuare a circolare regolarmente fino alla consegna del duplicato, evitando lungaggini e inutili fermi amministrativi. Come ha sottolineato il Gen. C.A. cong. Tullio Del Sette, Commissario Straordinario ACI, la misura dimostra come “la collaborazione tra istituzioni possa tradursi in soluzioni concrete, capaci di valorizzare il patrimonio storico italiano nel segno della correttezza amministrativa”. Dietro questo risultato c’è anche un iter lungo. L’On. Giovanni Battista Tombolato, Sub Commissario ACI e Presidente ACI Storico, u firmatario del primo ordine del giorno sul tema nel 2020. Un concetto ribadito anche dal Presidente ACI, Avv. Geronimo La Russa, che ha spiegato come il riconoscimento della targa sia parte integrante dell’identità del veicolo, non un semplice accessorio burocratico, ma un elemento che racconta la storia tecnica, industriale e sociale del Paese. Un dettaglio che, nel mondo dell’auto storica, fa spesso la differenza tra una ricostruzione corretta e una stonatura evidente. Non è un caso che la presentazione si sia svolta proprio al Poligrafico dello Stato, luogo simbolo della qualità manifatturiera e della fedeltà storica. Le nuove targhe potranno essere riprodotte con materiali, caratteri e design coerenti con quelli originali dell’epoca, restituendo alle vetture d’anteguerra e del primo dopoguerra un tassello fondamentale della loro autenticità. L'articolo Auto storiche, via libera alle riproduzioni originali delle targhe dal 1931 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A Torino la chiusura delle celebrazioni per i 120 anni dell’Automobile Club d’Italia
Tra passato e futuro, la storia dell’Automobile Club d’Italia si intreccia con quella del Paese e delle sue strade. Un viaggio lungo 120 anni che si chiude simbolicamente al Mauto – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, dove autorità, istituzioni, rappresentanti della politica e protagonisti del mondo automotive si ritrovano per celebrare un anniversario che guarda avanti. Fondata nel 1905, quando in Italia circolano poco più di duemila automobili, l’Aci accompagna lo sviluppo della motorizzazione fino ai numeri attuali: oltre 41 milioni di auto e più di 55,5 milioni di veicoli complessivamente presenti sulle strade. Una crescita che racconta non solo l’evoluzione dei mezzi, ma anche il ruolo di un’istituzione chiamata a interpretare e governare il cambiamento della mobilità. “I primi 120 anni dell’Automobile Club d’Italia raccontano una grande storia», dichiara il Commissario Straordinario dell’Aci, il generale Tullio Del Sette, richiamando l’impegno di donne e uomini che credono nell’automobile come strumento di progresso. Un percorso che, sottolinea, continua oggi con l’obiettivo di accompagnare le trasformazioni verso una mobilità sempre più innovativa, sicura, sostenibile, accessibile e inclusiva, mettendo competenze ed energie al servizio di cittadini e istituzioni. La cornice del Museo dell’Automobile, che ospita una delle più importanti collezioni di vetture al mondo, diventa anche il luogo dell’annullo filatelico del francobollo celebrativo che Poste Italiane dedica all’ACI, inserito nella serie tematica “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”. “Basta osservare queste auto straordinarie, sintesi del genio italiano, per comprendere quanto la storia del Paese sia intrecciata a quella dell’automobile”, dichiara il subcommissario Aci e presidente di ACI Storico, Giovanni Tombolato, ricordando il contributo dell’ente nella tutela del patrimonio motoristico e nella diffusione di una cultura della mobilità più libera, efficiente e sicura. Per il presidente eletto dell’Aci, Antonino Geronimo La Russa, l’anniversario non è una celebrazione del passato, ma “un’assunzione di responsabilità verso il futuro”. L'articolo A Torino la chiusura delle celebrazioni per i 120 anni dell’Automobile Club d’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto aziendali, ecco le nuove tabelle Aci 2026 per calcolare i rimborsi chilometrici e i fringe benefit
A partire dal 1° gennaio devono essere utilizzate le Tabelle Aci 2026 per calcolare i rimborsi chilometrici e i fringe benefit per le auto aziendali concesse in uso promiscuo ai lavoratori. Le Tabelle Aci sono uno degli strumenti per determinare il valore economico dei servizi in natura che il datore di lavoro concede ai propri dipendenti quando sono costituiti da veicoli aziendali utilizzati sia per motivi di lavoro che per esigenze private. Al loro interno, infatti, vengono quantificati i costi chilometrici di esercizio per i motocicli e le autovetture. COME FUNZIONA LA TASSAZIONE SUI RIMBORSI CHILOMETRICI Ci sono due tipologie di tassazione dei rimborsi chilometrici, a seconda che il dipendente stia utilizzando un’auto di proprietà o una fornita dall’azienda in uso promiscuo. Nel primo caso il rimborso è esente da tasse (non è soggetto all’Irpef), ma i calcoli devono essere effettuati basandosi esclusivamente sulle Tabelle Aci 2026. La trasferta, inoltre, deve avvenire al di fuori dal Comune di lavoro. È necessario, però, che il dipendente effettui i vari pagamenti con strumenti tracciabili. Per l’azienda i rimborsi sono deducibili dal reddito d’impresa entro il limite di potenza di 17 CV fiscali per i mezzi a benzina o 20 CV fiscali per quelli a gasolio. Il discorso cambia leggermente nel caso in cui l’auto è dell’azienda e viene fornita al dipendente anche per uso privato. In questo caso si parla di fringe benefit. Il valore del carburante è considerato come reddito da lavoro e viene tassato direttamente in busta paga. Per effettuare i calcoli non vengono conteggiati i chilometri reali effettuati dal dipendente nel tempo libero, ma viene utilizzata una formula standard: Costo ACI/km × 15.000 km × Percentuale in base alle emissioni CO2. Le percentuali da utilizzare nel 2026 per il conteggio del fringe benefit sono le seguenti: per le auto elettriche (BEV) 10% del costo chilometrico, per i mezzi ibridi Plug-in (PHEV) 20% del costo chilometrico mentre per motori Termici (Benzina/Diesel/GPL/Ibridi standard) 50% del costo chilometrico. La disciplina che abbiamo appena visto si applica ai veicoli che rispettano congiuntamente tre condizioni: sono stati immatricolati dopo il 1° gennaio 2025, vengono concessi in uso promiscuo al dipendente con un contratto stipulato a partire dal 1° gennaio 2025 e sono stati assegnati al lavoratore dipendente sempre dopo la stessa data. Per il 2026 valgono le soglie di esenzione dalle tasse dei fringe benefit, che sono fissate a 1.000 euro per chi non ha figli e 2.000 euro per chi ha figli a carico. LE NUOVE TABELLE ACI 2026 Il riferimento normativo alle Tabelle Aci per il conteggio dei costi chilometrici è contenuto all’interno dell’articolo 51, comma 4 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in base al quale devono essere utilizzati per le auto che le aziende concedono in uso promiscuo ai dipendenti. L’Automobile Club d’Italia deve elaborare ogni anno (entro il 30 novembre) le nuove tabelle: questi dati devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate che provvederà a pubblicarle entro il 31 dicembre di ogni anno. Con valore dall’anno successivo. Le Tabelle Aci 2026 sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2025 e riguardano le seguenti tipologie di veicoli: a benzina in produzione, a gasolio in produzione, a benzina/GPL in produzione, ibrido/benzina e ibrido/gasolio in produzione, elettrici e ibridi plug-in in produzione, a benzina fuori produzione, a gasolio fuori produzione, a benzina/GPL, a benzina/metano e a metano esclusivo fuori produzione, ibrido/benzina e ibrido/gasolio fuori produzione, elettrici e ibridi plug-in fuori produzione, motoveicoli (inclusi ciclomotori e microcar) e autocaravan. Le Tabelle Aci complete sono scaricabili a questo link. L'articolo Auto aziendali, ecco le nuove tabelle Aci 2026 per calcolare i rimborsi chilometrici e i fringe benefit proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Euro NCAP 2025, i risultati degli ultimi crash test. Decisivi i pacchetti di sicurezza opzionali
L’ACI, in qualità di membro di Euro NCAP (il programma europeo indipendente di valutazione della sicurezza delle auto nuove), ha diffuso i risultati dell’ultima serie di crash test del 2025, che ha coinvolto diciannove nuovi modelli. I test confermano come la presenza di sistemi avanzati di assistenza alla guida, anche opzionali, possa incidere in modo significativo sulla valutazione finale. Hanno ottenuto il massimo punteggio di cinque stelle i seguenti modelli: Deepal S05, EXLANTIX ET, GEELY STARRAY EM-i, Hyundai NEXO, Kia EV4 equipaggiata con Safety Pack opzionale, MAZDA CX-5, Mercedes-Benz CLA, MG MG4 EV Urban, Mitsubishi Eclipse Cross, Porsche Cayenne e Volkswagen T-Roc. La valutazione di quattro stelle è stata invece assegnata ad Alpine A390, CHERY TIGGO 4, EBRO s400, Jeep Compass, Kia EV4 con dotazioni di sicurezza standard, Kia PV5 Passeggero, Renault Clio, Toyota Aygo X e Toyota Yaris. Tra i modelli a cinque stelle, la nuova Mercedes-Benz CLA (nella foto) si distingue per risultati elevati in tutte le quattro categorie che concorrono al punteggio complessivo. La protezione degli occupanti adulti ha raggiunto il 94%, grazie a una struttura e a sistemi efficaci in diversi scenari di collisione. Buoni anche i risultati per la protezione dei bambini (89%) e per la tutela degli utenti vulnerabili della strada, inclusi pedoni e ciclisti, oltre alle funzioni che prevengono l’apertura delle portiere in presenza di traffico in avvicinamento. File) Prestazioni particolarmente positive si registrano anche per Deepal S05, MAZDA CX-5, Porsche Cayenne e Volkswagen T-Roc. Il SUV elettrico Deepal S05 ha ottenuto il 94% nella protezione degli occupanti adulti, mentre Cayenne e T-Roc si attestano al 91%. La MAZDA CX-5 si è distinta inoltre nella protezione di pedoni e ciclisti, raggiungendo il 93% nella categoria degli utenti vulnerabili della strada. La Hyundai NEXO, terzo veicolo a idrogeno testato da Euro NCAP, ha dimostrato livelli di sicurezza comparabili a quelli dei SUV con alimentazioni convenzionali, conquistando cinque stelle. Il risultato evidenzia come le nuove tecnologie di propulsione possano affiancarsi a standard di sicurezza elevati. Particolarmente significativo il caso della Kia EV4: con la dotazione standard la vettura si ferma a quattro stelle, mentre l’adozione del pacchetto opzionale “DriveWise ADAS Safety” consente di raggiungere le cinque stelle, grazie a radar aggiuntivi e a sistemi più evoluti di prevenzione delle collisioni. Un esempio concreto dell’impatto degli optional sulla sicurezza complessiva. L'articolo Euro NCAP 2025, i risultati degli ultimi crash test. Decisivi i pacchetti di sicurezza opzionali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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