La segnaletica stradale europea accoglie il simbolo di un rombo bianco, simile a
quello della celebre marca Renault. No, non indica la prossimità a uno
stabilimento produttivo dell’azienda francese, quanto la presenza di una corsia
riservata. Il segnale in questione sta facendo la sua comparsa sulle principali
arterie europee: la sua origine è nordamericana ed è destinato a delimitare le
corsie HOV (High Occupancy Vehicle), una novità in rapida diffusione che mira a
ottimizzare i flussi di traffico e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti.
L’obiettivo, infatti, è riservare una specifica corsia, solitamente quella di
sorpasso posta all’estrema sinistra, a particolari categorie di utenti definiti
“ad alta occupazione”. L’accesso a queste corsie non è libero, ma rimane
strettamente limitato a veicoli che trasportano almeno due o tre persone,
requisito che può essere specificato da pannelli integrativi con le diciture
“2+” o “3+”.
Oltre alle auto in carpooling, il transito è consentito ai mezzi di trasporto
pubblico, ai taxi e ai veicoli al servizio di persone con mobilità ridotta. Un
occhio di riguardo è rivolto pure alla transizione ecologica: i veicoli
elettrici o a bassissime emissioni, identificabili attraverso sistemi di
certificazione come il bollino Crit’Air adottato in Francia, possono usufruire
di questo corridoio preferenziale. Naturalmente, rimangono esentati dai vincoli
i mezzi di soccorso e le forze dell’ordine in servizio.
In molti contesti, il segnale del rombo non è fisso a bordo strada ma viene
visualizzato su pannelli luminosi a messaggio variabile. In questi casi, la
limitazione è in vigore esclusivamente quando il pannello risulta acceso, mentre
ulteriori cartelli possono definire specifiche fasce orarie di attivazione.
Attualmente, la Francia è il Paese europeo dove la presenza di questa
segnaletica è più capillare, avendo adottato il sistema in via definitiva dopo
una fase sperimentale. Negli ultimi mesi, tuttavia, il rombo bianco è apparso
con frequenza crescente anche sulle strade di Germania e Spagna.
Proprio in Spagna le autorità hanno intensificato le campagne informative per
educare i cittadini, dato l’aumento delle sanzioni per l’uso improprio di queste
corsie. Le multe per chi trasgredisce sono severe: si parte da un massimo di 135
euro in territorio francese per arrivare ai 200 euro previsti dalla normativa
spagnola. A rendere quasi inevitabile la sanzione interviene la tecnologia,
poiché i trasgressori vengono individuati automaticamente da telecamere ad alta
risoluzione capaci di contare con precisione il numero di occupanti all’interno
dell’abitacolo.
Nonostante il rombo bianco non sia ancora stato codificato all’interno del
Codice della Strada italiano, è estremamente probabile che faccia il suo debutto
nel prossimo futuro. Le corsie HOV sono infatti riconosciute a livello
internazionale come uno strumento normativo e strutturale di grande efficacia
per contrastare la congestione stradale nelle ore di punta. L’obiettivo a lungo
termine è ambizioso: abbattere i livelli di inquinamento atmosferico nelle aree
metropolitane, disincentivando l’abitudine di utilizzare l’auto con il solo
conducente a bordo e promuovendo soluzioni di mobilità condivisa e sostenibile.
L'articolo Quel rombo bianco sull’asfalto che incuriosisce gli automobilisti.
Ecco cosa significa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Sicurezza Stradale
A Vallelunga la sicurezza è un metodo, un percorso formativo e, sempre più, un
laboratorio in cui tecnologia e comportamento umano si incontrano. Qui, nel
Centro di Guida Sicura ACI-Sara alle porte di Roma, Mercedes ha presentato il
nuovo CLA Safety Hub, un progetto che trasforma la compatta della Stella in uno
strumento didattico per diffondere la cultura della guida responsabile.
La collaborazione tra Mercedes-Benz Italia e i Centri di Guida Sicura ACI-Sara
prosegue così nel segno della continuità e dell’innovazione. Un rapporto
consolidato che entra nel suo sesto anno e che punta a un obiettivo molto
concreto: rendere la sicurezza stradale un’esperienza reale. Nei centri di
Vallelunga e Lainate la nuova famiglia CLA – nelle versioni ibride ed elettriche
– diventerà infatti la vettura utilizzata durante le esercitazioni pratiche dei
corsi di guida sicura.
La scelta non è casuale. La nuova CLA è stata infatti indicata come l’auto più
sicura del 2025 nei severi test Euro NCAP e ha recentemente conquistato anche il
titolo di Car of the Year 2026. Un riconoscimento che riflette il lavoro
compiuto negli ultimi anni dalla casa di Stoccarda nel campo della sicurezza
attiva e passiva, un ambito in cui Mercedes continua a investire con decisione.
Il cuore del progetto è proprio il CLA Safety Hub: una piattaforma esperienziale
in cui i partecipanti ai corsi possono confrontarsi con situazioni di guida
critica – perdita di aderenza, frenate di emergenza, ostacoli improvvisi –
sperimentando in prima persona il funzionamento dei più moderni sistemi di
assistenza alla guida. Tecnologie che oggi non si limitano a proteggere gli
occupanti, ma contribuiscono sempre più a prevenire gli incidenti.
Tra queste spiccano i sistemi di assistenza riuniti sotto la sigla MB.DRIVE, che
integrano funzioni come il Distance Assist DISTRONIC e l’assistenza attiva alla
sterzata, portando la vettura a un livello di assistenza alla guida SAE Level 2.
Una rete di sensori, radar e telecamere che analizza costantemente ciò che
accade intorno al veicolo, intervenendo quando necessario a supporto dell
conducente.
La nuova CLA rappresenta anche un passo avanti sul fronte dell’efficienza. La
versione hybrid adotta un motore quattro cilindri da 1,5 litri con sistema mild
hybrid a 48 volt e cambio automatico a doppia frizione a otto rapporti. Il
motore elettrico integrato nella trasmissione può fornire un plus di potenza
fino a 22 kW, contribuendo a migliorare consumi ed emissioni senza compromettere
prestazioni e comfort di guida.
Al di là delle specifiche tecniche, il messaggio che emerge dal CLA Safety Hub è
soprattutto culturale. La sicurezza non è più soltanto una questione di airbag e
scocche rinforzate. È un sistema complesso in cui elettronica, formazione e
consapevolezza del conducente devono lavorare insieme.
L'articolo Mercedes CLA al centro dei corsi di guida sicura ACI-Sara nei
circuiti italiani proviene da Il Fatto Quotidiano.
Da quest’oggi entra ufficialmente in vigore una delle novità più discusse del
nuovo Codice della Strada: l’obbligo di installazione dell’alcolock per chi è
stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico molto alto. Si tratta di una
misura pensata per contrastare la guida in stato di ebbrezza, una delle
principali cause di incidenti gravi sulle strade italiane.
L’alcolock è un dispositivo elettronico collegato al sistema di accensione
dell’automobile che misura la concentrazione di alcol nel respiro del
conducente. Prima di avviare il motore, chi si mette al volante deve soffiare
nell’apparecchio: se il dispositivo rileva un tasso superiore a zero, l’auto non
parte. In questo modo si impedisce materialmente la guida a chi ha assunto
bevande alcoliche.
La normativa si rivolge in particolare ai conducenti già sanzionati per guida in
stato di ebbrezza con livelli molto elevati di alcol nel sangue. L’obbligo
scatta per chi è stato trovato con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro: in
questi casi, oltre alle sanzioni penali e alla sospensione della patente già
previste, il conducente dovrà installare l’alcolock sul proprio veicolo e
mantenerlo per un periodo di tre anni.
I costi non sono trascurabili. L’installazione del dispositivo può arrivare
intorno ai 2.000 euro, cifra che comprende montaggio, omologazione, tarature
periodiche e manutenzione. Tutto è a carico dell’automobilista.
La norma prevede conseguenze severe per chi non rispetta l’obbligo. Se il
conducente guida un veicolo senza aver installato l’alcolock quando imposto,
scatta una nuova sanzione amministrativa pecuniaria che può superare diverse
migliaia di euro, accompagnata dalla sospensione della patente per un ulteriore
periodo. Nei casi più gravi è prevista anche la revoca della patente. Inoltre,
la manomissione o il tentativo di aggirare il dispositivo comportano sanzioni
aggiuntive, l’allungamento dei tempi di sospensione e la possibile confisca del
veicolo se ricorrono le condizioni di legge.
L’introduzione dell’alcolock si inserisce in un quadro più ampio di riforme che
rafforzano i controlli e inaspriscono le sanzioni per i comportamenti pericolosi
alla guida. L’obiettivo dichiarato è ridurre in modo significativo il numero di
incidenti legati all’abuso di alcol e aumentare il livello complessivo di
sicurezza sulle strade italiane.
L'articolo Sicurezza stradale, entra in vigore l’obbligo dell’Alcolock per i
recidivi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Le maniglie delle auto a filo carrozzeria, eleganti e futuristiche, stanno per
diventare un ricordo in Cina. Pechino ha deciso di vietarle per motivi di
sicurezza, imponendo il ritorno a soluzioni meccaniche ben visibili e facilmente
azionabili.
La decisione, come spiega la Reuters, arriva dopo una serie di preoccupazioni
legate ai rischi in caso di incidente. Le maniglie elettroniche o a scomparsa,
diffuse soprattutto su veicoli elettrici di marchi come Tesla e sempre più
adottate anche da produttori cinesi come Xiaomi, possono infatti diventare
difficili da usare se l’auto perde alimentazione o subisce danni strutturali. In
situazioni di emergenza, anche pochi secondi possono fare la differenza tra
uscire dall’abitacolo e restare intrappolati.
Le nuove norme, annunciate dal ministero cinese per l’industria e la tecnologia,
stabiliscono che tutte le portiere dovranno avere comandi meccanici chiaramente
identificabili, sia all’esterno sia all’interno del veicolo. Le soluzioni
esclusivamente elettroniche non saranno più sufficienti. L’obiettivo è garantire
che passeggeri e soccorritori possano aprire le porte anche in assenza di
corrente o con sistemi digitali fuori uso.
Le regole entreranno in vigore per i nuovi modelli dal 2027, mentre per quelli
già omologati è previsto un periodo di transizione più lungo per adeguarsi. È un
segnale forte: il design minimalista e “a scomparsa” deve cedere il passo alla
funzionalità pura quando c’è in gioco la sicurezza.
La mossa potrebbe avere effetti anche fuori dai confini cinesi. Essendo il più
grande mercato automobilistico del mondo, le scelte normative di Pechino spesso
influenzano le strategie globali dei costruttori. In questo caso, in gioco c’è
la sicurezza: l’auto può anche essere hi-tech, ma deve restare apribile con un
gesto semplice e affidabile.
L'articolo La Cina vieterà le maniglie auto a scomparsa per motivi di sicurezza
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il percorso di regolamentazione dei monopattini elettrici in Italia sta entrando
in una fase decisiva. A partire dalla primavera del 2026 scatterà l’obbligo di
dotare questi mezzi di una targa identificativa e di un’assicurazione di
responsabilità civile verso terzi, con sanzioni per chi non si adegua.
Il nuovo Codice della Strada ha incluso i monopattini elettrici tra i veicoli
soggetti a regole più stringenti rispetto al passato, segnando un cambio di
passo netto: da strumenti di micromobilità utilizzati con ampi margini di
libertà a veri e propri mezzi di trasporto urbano, inseriti in un quadro
normativo strutturato.
Secondo gli ultimi aggiornamenti, manca solo l’ultimo passaggio operativo:
l’attivazione della piattaforma online necessaria per richiedere il cosiddetto
“targhino”, il contrassegno adesivo che dovrà essere applicato su ogni
monopattino. Una volta resa disponibile la piattaforma, i proprietari avranno un
periodo di tempo definito (indicativamente 60 giorni) per mettersi in regola.
Solo al termine di questa fase transitoria potranno scattare le multe, che
andranno da 100 a 400 euro.
Il targhino non sarà una targa tradizionale come quelle di auto e moto, ma un
adesivo plastificato con una combinazione alfanumerica univoca. L’obiettivo è
consentire l’identificazione del veicolo e del proprietario, rendendo più
semplici i controlli e l’applicazione delle sanzioni in caso di infrazioni o
incidenti.
Accanto alla targa diventerà pienamente operativo anche l’obbligo di
assicurazione RC. La copertura servirà a risarcire eventuali danni causati a
pedoni, ciclisti o altri utenti della strada. Anche in questo caso, la norma è
già prevista, ma la sua applicazione concreta è legata all’entrata in funzione
del sistema di registrazione dei monopattini.
L'articolo Monopattini elettrici, verso l’avvio degli obblighi di targa e
assicurazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Con l’abbassamento delle temperature e delle prime gelate notturne, molti
automobilisti si trovano a fare i conti con un problema tanto comune quanto
fastidioso: il parabrezza completamente ghiacciato. Una situazione che non solo
rallenta la partenza al mattino, ma può trasformarsi in un rischio concreto per
la sicurezza se affrontata nel modo sbagliato.
La tentazione di ricorrere a soluzioni rapide è forte, ma non tutte sono sicure.
Versare acqua molto calda sul vetro, ad esempio, può provocare shock termici in
grado di causare crepe o danni permanenti al parabrezza. Allo stesso modo,
utilizzare oggetti improvvisati o metallici per rimuovere il ghiaccio rischia di
graffiare la superficie e compromettere la visibilità.
La prevenzione resta la strategia più efficace. Coprire il parabrezza durante la
notte con un telo antigelo o una copertura protettiva aiuta a evitare la
formazione dello strato di ghiaccio, facendo risparmiare tempo prezioso al
mattino. Anche parcheggiare l’auto in un luogo riparato, quando possibile,
contribuisce a ridurre il problema.
Se il ghiaccio si è già formato, è importante procedere con calma. Accendere il
motore e attivare il riscaldamento indirizzando l’aria verso il parabrezza
permette di sciogliere gradualmente il ghiaccio dall’interno, evitando sbalzi di
temperatura. Una volta che la superficie inizia ad ammorbidirsi, si può
intervenire dall’esterno con un raschietto in plastica, studiato appositamente
per i vetri, utilizzando movimenti delicati e progressivi.
Un valido aiuto può arrivare anche dai prodotti sbrinanti specifici o da
soluzioni fai-da-te a base di alcool e acqua, capaci di abbassare il punto di
congelamento e velocizzare la rimozione del ghiaccio senza danneggiare il vetro.
Un’ulteriore attenzione, infine, riguarda i tergicristalli: sollevarli prima di
una notte particolarmente fredda evita che rimangano bloccati nel ghiaccio e si
rovinino all’accensione.
L'articolo Vetri dell’auto ghiacciati al mattino? Come risolvere il problema
senza danni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel 2022 AutoScout24 realizzava una ricerca che prendeva in esame 22
comportamenti chiave, utilizzati come indicatori delle (cattive) abitudini al
volante. Uno studio che nel 2025 si aggiorna: il confronto con i dati del 2025
mostra segnali di miglioramento, seppur contenuti. Infatti, la quota di
automobilisti che dichiara di adottare comportamenti scorretti (raramente, a
volte o spesso) tra quelli analizzati passa dal 33% del 2022 al 29% del 2025.
Inoltre, a un anno dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, 3 italiani
su 10 dichiarano di aver modificato, in diversa misura, il proprio comportamento
alla guida.
Già, ma quali sono le scorrettezze più diffuse alla guida? “In cima alla
classifica resta il superamento dei limiti di velocità, indicato dall’85% degli
automobilisti”, si legge in una nota ufficiale: “Accanto a questo, continuano a
essere molto frequenti anche atteggiamenti aggressivi alla guida, che circa 7
automobilisti su 10 (69%) ammettono di adottare almeno occasionalmente. Seguono
il non far passare chi è in difficoltà se non ha la precedenza (60%), il mancato
fermarsi davanti a un guidatore in difficoltà o in panne, un comportamento che
coinvolge quasi 6 italiani su 10 (58%) e l’utilizzo improprio del clacson
(51%)”.
Tra i comportamenti su cui si registra un maggiore aumento di sensibilità,
spicca il rispetto delle strisce pedonali: la quota di chi dichiara di non far
passare i pedoni scende dal 55% al 33%. Un calo netto si osserva anche per il
passaggio con il semaforo rosso, diminuito dal 19% al 7%. “Su alcuni temi
particolarmente sensibili, a un anno dall’entrata in vigore del nuovo Codice
della Strada iniziano a emergere i primi effetti, seppur ancora parziali. È il
caso dell’uso del cellulare senza auricolare o vivavoce: il 12% degli
automobilisti dichiara di aver modificato il proprio comportamento dopo
l’introduzione delle nuove norme”, spiega AutoScout24.
Nel confronto tra il 2022 e il 2025, la quota di chi utilizza il telefono alla
guida raramente o spesso scende infatti dal 38% al 21%, con una riduzione di
oltre 17 punti percentuali. “Un dato in miglioramento, che evidenzia una
maggiore attenzione, ma che lascia emergere ancora alcune resistenze culturali:
per una parte degli automobilisti, l’uso del cellulare alla guida viene infatti
ritenuto giustificabile, soprattutto quando la telefonata è percepita come
breve”, sancisce lo studio. Anche la guida dopo aver bevuto alcol resta un tema
critico: il 13% degli automobilisti dichiara di aver modificato il proprio
comportamento, adottando uno stile di guida più prudente dopo l’introduzione
delle sanzioni più severe previste dal nuovo Codice della Strada. Nel 2025 il
26% degli automobilisti ammette questo comportamento, contro il 33% del 2022. E
tra le giustificazioni, spesso si indica la presunta tolleranza personale
all’alcol.
Un discorso analogo riguarda anche il rispetto degli spazi riservati alle
persone con disabilità. Dopo l’inasprimento delle sanzioni, il 6% degli
automobilisti dichiara di aver migliorato il proprio comportamento, evitando
oggi di occupare impropriamente i parcheggi dedicati. “Resta però una quota non
trascurabile che continua a minimizzare la gravità della violazione: circa il
12% ritiene ancora accettabile occupare uno stallo riservato, soprattutto quando
la sosta viene percepita come breve”, chiosa Autoscout24.
L'articolo Guida più consapevole, ma i vizi sulle strade italiane sono duri a
morire proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tre importanti riconoscimenti internazionali consacrano Pirelli Cyber Tyre come
una delle tecnologie più avanzate per la sicurezza automobilistica. Il sistema
intelligente sviluppato dall’azienda taliana è stato premiato in Francia agli
Automobile Awards 2025 con il “Premio per la Sicurezza”, ha ottenuto il titolo
“SafetyBest 2026” dalla giuria europea di Autobest, che rappresenta 32 Paesi, ed
è valso a Pirelli il riconoscimento di “Company of the Year” da parte della
società statunitense Frost & Sullivan per la sua portata innovativa nel mercato
globale degli pneumatici smart.
Cyber Tyre è il primo sistema al mondo, hardware e software, in grado di
raccogliere dati direttamente dai sensori integrati nei pneumatici (come
pressione, temperatura e accelerazioni) ed elaborarli tramite algoritmi
proprietari, comunicando in tempo reale con l’elettronica del veicolo.
L’integrazione con ABS, ESP e ADAS consente di anticipare situazioni critiche,
migliorando spazi di frenata, controllo e comfort di guida.
Grazie alla connettività V2X, la tecnologia va oltre l’auto e dialoga con
infrastrutture e altri veicoli, supportando smart road e smart city. Le
informazioni raccolte possono segnalare condizioni pericolose della strada e
contribuire alla gestione della mobilità e alla manutenzione delle
infrastrutture.
Dopo il debutto su McLaren Artura e l’adozione su modelli Audi, Pagani e futuri
Aston Martin, Cyber Tyre ha dimostrato che anche il pneumatico può diventare un
componente intelligente, connesso e centrale per la sicurezza.
L'articolo Pirelli Cyber Tyre, la tecnologia made in Italy conquista tre premi
internazionali proviene da Il Fatto Quotidiano.
Insulti, commenti aggressivi e una diffusa ostilità verso chi si muove in
bicicletta o in monopattino sono ormai parte della quotidianità urbana. Tra
social network e strade cittadine, chi sceglie le due ruote deve spesso fare i
conti con automobilisti distratti, manovre azzardate e una conoscenza
approssimativa del codice della strada. Anche se, ad onor del vero, a volte
anche i ciclisti dimostrano di essere indisciplinati. È comunque da questo
contesto di insofferenza reciproca che nasce una proposta destinata a far
discutere: rendere obbligatorie otto ore di pratica in bicicletta nei corsi
delle scuole guida.
L’iniziativa arriva dal collettivo spontaneo torinese Belparcheggio, una rete di
centinaia di persone che si spostano quotidianamente in bici, monopattino o
cargo-bike. L’idea è semplice quanto radicale: far vivere in prima persona ai
futuri automobilisti cosa significa muoversi su due ruote in città.
“L’educazione può arrivare dove la repressione non riesce”, spiega Sirio
Romagnoli, cicloattivista e promotore della proposta.
La petizione ha già raccolto quasi 14 mila adesioni, con un dato che va oltre la
dimensione locale: solo il 10% dei firmatari vive a Torino, mentre la grande
maggioranza arriva dal resto d’Italia e anche dall’estero. Un segnale, secondo i
promotori, di un’esigenza condivisa che supera i confini regionali.
Il modello di riferimento sono i Paesi del Nord Europa, dove la cultura della
mobilità ciclabile è sostenuta non solo da infrastrutture adeguate, ma anche da
percorsi educativi strutturati. Nei Paesi Bassi, ad esempio, gli studenti devono
ottenere un patentino simbolico che certifica la conoscenza delle regole di
sicurezza stradale in bicicletta.
L’obiettivo finale è arrivare a numeri ancora più consistenti e consegnare le
firme a un referente politico, affinché la proposta diventi oggetto di un
confronto istituzionale. Senza illusioni, ammettono gli attivisti, ma con la
convinzione che solo un cambio culturale profondo possa migliorare la sicurezza
e la convivenza sulle strade italiane.
L'articolo Otto ore in sella per la patente. La proposta che divide
automobilisti e ciclisti proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ACI, in qualità di membro di Euro NCAP (il programma europeo indipendente di
valutazione della sicurezza delle auto nuove), ha diffuso i risultati
dell’ultima serie di crash test del 2025, che ha coinvolto diciannove nuovi
modelli. I test confermano come la presenza di sistemi avanzati di assistenza
alla guida, anche opzionali, possa incidere in modo significativo sulla
valutazione finale.
Hanno ottenuto il massimo punteggio di cinque stelle i seguenti modelli: Deepal
S05, EXLANTIX ET, GEELY STARRAY EM-i, Hyundai NEXO, Kia EV4 equipaggiata con
Safety Pack opzionale, MAZDA CX-5, Mercedes-Benz CLA, MG MG4 EV Urban,
Mitsubishi Eclipse Cross, Porsche Cayenne e Volkswagen T-Roc. La valutazione di
quattro stelle è stata invece assegnata ad Alpine A390, CHERY TIGGO 4, EBRO
s400, Jeep Compass, Kia EV4 con dotazioni di sicurezza standard, Kia PV5
Passeggero, Renault Clio, Toyota Aygo X e Toyota Yaris.
Tra i modelli a cinque stelle, la nuova Mercedes-Benz CLA (nella foto) si
distingue per risultati elevati in tutte le quattro categorie che concorrono al
punteggio complessivo. La protezione degli occupanti adulti ha raggiunto il 94%,
grazie a una struttura e a sistemi efficaci in diversi scenari di collisione.
Buoni anche i risultati per la protezione dei bambini (89%) e per la tutela
degli utenti vulnerabili della strada, inclusi pedoni e ciclisti, oltre alle
funzioni che prevengono l’apertura delle portiere in presenza di traffico in
avvicinamento.
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Prestazioni particolarmente positive si registrano anche per Deepal S05, MAZDA
CX-5, Porsche Cayenne e Volkswagen T-Roc. Il SUV elettrico Deepal S05 ha
ottenuto il 94% nella protezione degli occupanti adulti, mentre Cayenne e T-Roc
si attestano al 91%. La MAZDA CX-5 si è distinta inoltre nella protezione di
pedoni e ciclisti, raggiungendo il 93% nella categoria degli utenti vulnerabili
della strada.
La Hyundai NEXO, terzo veicolo a idrogeno testato da Euro NCAP, ha dimostrato
livelli di sicurezza comparabili a quelli dei SUV con alimentazioni
convenzionali, conquistando cinque stelle. Il risultato evidenzia come le nuove
tecnologie di propulsione possano affiancarsi a standard di sicurezza elevati.
Particolarmente significativo il caso della Kia EV4: con la dotazione standard
la vettura si ferma a quattro stelle, mentre l’adozione del pacchetto opzionale
“DriveWise ADAS Safety” consente di raggiungere le cinque stelle, grazie a radar
aggiuntivi e a sistemi più evoluti di prevenzione delle collisioni. Un esempio
concreto dell’impatto degli optional sulla sicurezza complessiva.
L'articolo Euro NCAP 2025, i risultati degli ultimi crash test. Decisivi i
pacchetti di sicurezza opzionali proviene da Il Fatto Quotidiano.