Tag - Roberto Vecchioni

“Il dolore per la morte di un figlio non se ne andrà mai. A volte è eccessivo, ti perfora”: Roberto Vecchioni presenta la Fondazione “per non lasciare i giovani nella solitudine”
A Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ieri 20 gennaio, è stata ufficialmente presentata la Fondazione Vecchioni in ricordo di Arrigo, figlio di Daria Colombo e Roberto Vecchioni. Arrigo Vecchioni è morto suicida nell’aprile 2023: aveva 36 anni. “La Fondazione si basa sulla convinzione che ogni persona abbia diritto a un progetto di vita basato sui propri desideri e potenzialità ma, troppo spesso, chi vive un disagio psichico incontra stigma, solitudine e servizi gravemente carenti”, si legge nella nota diramata alla stampa. La presentazione ufficiale si è svolta alla presenza del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e dell’Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè. “Mio figlio Arrigo, un ragazzo innamorato della vita, dopo anni di lotta contro la malattia è morto suicida. – ha raccontato Daria Colombo, Presidente della Fondazione Vecchioni -. Oggi 1 adolescente su 7 al mondo, tra i 10 e i 19 anni, convive con la malattia mentale (fonti OMS). Come famiglia, abbiamo patito un sistema inadeguato che ci ha fatto sentire soli e senza strumenti. La Fondazione Vecchioni nasce per trasformare il dolore in impegno condiviso”. “La situazione per i giovani oggi è molto più precaria di quella di altre generazioni. – ha spiegato Roberto Vecchioni a La Stampa – Per tante ragioni: prima di tutto, hanno vissuto il periodo del Covid. Poi si confrontano con una società esterna che è forse la peggiore da duemila anni a questa parte. Non hanno individuato in questo mondo qualcosa che potesse spingerli a entrarci. Hanno quindi inventato una loro equazione e lì si sono rifugiati. Ma non deve essere così, loro sono il futuro”. “È importante stare attenti ai particolari, uscire dal proprio ambito stretto: – è il consiglio del cantautore e professore per le nuove generazioni – fermarsi davanti a un quadro e cercare di capire cosa trasmette, non voltarsi dall’altra parte dopo un minuto”. Poi da padre che ha perso un figlio “il nucleo rimane sempre il dolore che si prova. Nei fatti lo possiamo coprire ogni tanto, ma non se ne andrà mai. A volte è eccessivo, ti perfora. Specie quando sei solo, magari la sera quando vuoi dormire. Ma in altri momenti una piccola possibilità di coprirlo c’è”. L'articolo “Il dolore per la morte di un figlio non se ne andrà mai. A volte è eccessivo, ti perfora”: Roberto Vecchioni presenta la Fondazione “per non lasciare i giovani nella solitudine” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Giuseppe Sala
Roberto Vecchioni
“Uno mi frena davanti, gli vado quasi addosso e gli faccio oh oh cogl**ne. Così nasce Oh oh cavallo. Era il pezzo che mi mancava”: Roberto Vecchioni e il segreto di “Samarcanda”
È diventato virale il video in cui il cantautore Roberto Vecchioni, ospite giovedì scorso a “Splendida Cornice” di Geppi Cucciari, ha raccontato come è nato uno dei ritornelli più famosi della musica italiana. La canzone in questione è “Samarcanda”, brano del 1977, che ha come ritornello: “Corri cavallo, corri, ti prego fino a Samarcanda io ti guiderò. Non ti fermare, vola, ti prego. Corri come il vento, che mi salverò…Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh“. In molti si sono chiesti perché l’artista abbia scelto come frase perno proprio “Oh oh cavallo” e la spiegazione è arrivata anche in televisione, oltre che nel libro “L’orso bianco era nero. Storia e leggenda della parola“. “Avevo fatto la canzone mentalmente in autostrada mentre mi dirigevo a Bologna. – ha detto a Geppi Cucciari – Ma mancava quella cosa brillante che poi c’è stata, quella frase che facesse capire che la canzone ‘spaccava’. Ecco, come si dice oggi, come dicono oggi, ragazzi. E allora arrivo a Bologna e uno mi frena davanti…Io sto per andargli addosso e gli faccio ‘Oh, oh, coglione !’ Ed è lì che è venuto ‘Oh, oh, cavallo!'”. > “Oh oh cavallo” nasce in autostrada. Uno mi frena davanti, gli vado quasi > addosso e gli faccio “oh oh coglione” #splendidacornice > pic.twitter.com/GWwR1nI1FT > > — Il Grande Flagello (@grande_flagello) January 19, 2026 LE NOTE DI “L’ ORSO BIANCO ERA NERO. STORIA E LEGGENDA DELLA PAROLA” “Questo libro ha a che fare con la linguistica come io assomiglio a un orso bianco o se preferite nero. Non ho nessuna intenzione di sciorinarvi un’opera corretta, metodica, e men che meno colta, accademica, incomprensibile ai più e infine del tutto inutile a chi sfaccenda pieno di cazzi suoi col tempo che vola. D’altronde non ho neanche voglia di mortificare una scienza (arte?) meravigliosa riducendo tutto all’osso e tirar fuori un “bigino” per deficienti. L’intento è un altro: è quello di farvi innamorare. Avete letto bene! Farvi innamorare della parola. Penserete “questo è matto”. Scommettiamo? Sono i miei ottant’anni d’amore, raccolti da decine e decine di fogli sparsi qua e là nel tempo, stipati in block-notes, quaderni, schemi per lezioni, sghiribizzi personali, letture sottolineate, ricerche notturne, confronti, domande infinite, scoperte mai immaginate da altri, un gioco famelico a sapere e chiarire, un’ubriacatura di luci intermittenti, ipnotiche, fatali, perché più ci entravo in quelle parole, più sentivo una foga irrefrenabile a entrarci, e capivo, comprendevo a pieno la “vera” essenza di tutto, la corposità, la fisicità di quelli che pensiamo solo suoni e invece sono codici risolti perché perfette in noi si rivelino le emozioni, le commozioni nostre e degli altri; le parole sono un groviglio logico di foni, suoni che specchiano l’uomo. Questa era la mia felicità”. L'articolo “Uno mi frena davanti, gli vado quasi addosso e gli faccio oh oh cogl**ne. Così nasce Oh oh cavallo. Era il pezzo che mi mancava”: Roberto Vecchioni e il segreto di “Samarcanda” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Roberto Vecchioni
“La morte è come quando si va incontro ad una madre che ti dice che dall’altra pare c’è solo luce. Io padre? Sono stato parecchio assente”: così Roberto Vecchioni
Roberto Vecchioni ha in programma il Tra il silenzio e il suono tour che partirà da Roma il 6 marzo al Teatro Brancaccio: “Vorrei inserire un paio di canzoni nuove.- ha spiegato a Il Messaggero – Una, in particolare, la amo moltissimo. Parla di come si possa andare incontro alla morte come si va incontro ad una madre. Lei arriva, apre la porta e ti dice che dall’altra pare c’è solo luce. Voglio andarmene con tutte le parole dentro. Sono sempre state il mio bagaglio”. Poi c’è prossimo album che uscirà in primavera, a distanza di ben sette anni dal precedente. I brani parleranno anche di scenari diversi: “In questi anni è cambiato tutto. Il mondo è cambiato”. “Per anni non ho avuto grandi successi, ma non me ne è mai importato niente. Poi sono arrivati due successi. Anzi tre. Il primo è stato Samarcanda. -ha aggiunto – Mi sono chiuso in casa perché c’era troppa gente fuori e non sapevo cosa fare. Il secondo è stato Chiamami ancora amore“. E infine: “Il terzo Sogna ragazzo sogna. È arrivato dopo venticinque anni da quando la canzone era stata scritta. Alfa è stato bravo, Ha riscritto il finale, perché ha capito perfettamente cosa volevo dire. Io volevo una risposta e lui l’ha data. Infine una considerazione privata e sentimentale: “Devo ammettere di non essere stato un gran padre. Ma loro me l’hanno detto più volte: da me si aspettavano proprio questo. Non un padre sempre presente a spiegare e consigliare, ma uno che fosse sé stesso, con le sue idee, i suoi pensieri, anche le sue distrazioni. Io li ho ringraziati. Ma so che sono stato parecchio assente. Parecchio”. L'articolo “La morte è come quando si va incontro ad una madre che ti dice che dall’altra pare c’è solo luce. Io padre? Sono stato parecchio assente”: così Roberto Vecchioni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Roberto Vecchioni
“Mia moglie la sera comincia a piangere per nostro figlio fino a mezzanotte. Passa tutto nella vita, ma non passa quando va via un pezzo della tua carne”: Roberto Vecchioni commosso
Roberto Vecchioni, durante la sua ospitata odierna domenica 14 dicembre a “Domenica In”, è tornato a parlare del figlio Arrigo, morto due anni fa. Aveva 36 anni ed era il terzo dei quattro figli del cantante, il primo nato dall’unione con la seconda moglie, Daria Colombo. “Ho perso un figlio due anni fa, – ha raccontato a Mara Venier l’artista – ho dato inizio ad una fondazione che sta andando alla grande per difenderci dallo stigma delle malattie mentali anche perché in Italia non c’è attenzione e prevenzione sulle malattie mentali”. “Abbiamo riscontrato tantissimi problemi, soprattutto i parenti che soffrono con chi è malato. – ha continuato – È una nube continua sulla tua vita. Puoi fare di tutto, però questo problema non sfugge mai, ti rimane addosso. Non si sa mai come salvarsi. Un ragazzo su sette soffre di malattie mentali. I ragazzi sono desolati e poco aiutati. Non basta la famiglia, non basta nemmeno l’amore. Quando escono dalla casa si sentono soffocati dal mondo. È una malattia vera”. Il racconto si è fatto poi intenso e commovente: “Mia moglie la sera, verso le 10, 10 e mezza, comincia a piangere fino a mezzanotte, da due anni a questa parte. Passa tutto nella vita, ma non passa quando va via un pezzo della tua carne. Io mi nascondo, a lei dico: ‘Quando ti viene voglia di piangere, fallo, ovunque tu sia in treno o in tram’. Io invece mi nascondo in bagno perché non posso piangere”. Al fianco della coppia c’è stata sempre Ornella Vanoni. Alla moglie del cantautore diceva: “Parla, io il dolore lo posso superare, me lo prendo tutto io. Ci chiamava ogni sera per sapere come stavamo, aveva un cuore grandissimo. Quando si affezionava a qualcuno, dava tutta se stessa per far stare bene tutti”. L'articolo “Mia moglie la sera comincia a piangere per nostro figlio fino a mezzanotte. Passa tutto nella vita, ma non passa quando va via un pezzo della tua carne”: Roberto Vecchioni commosso proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Domenica In
Roberto Vecchioni