La sindaca di Genova Silvia Salis risponde a Primocanale, emittente feudo del fu
totismo, che nei giorni scorsi aveva denunciato il taglio della comunicazione
istituzionale da parte della nuova giunta di centrosinistra: “Nessuna esclusione
o discriminazione, semmai la necessità di applicare pienamente i principi di
imparzialità, rotazione e pluralismo, più di quanto è stato fatto nel recente
passato. Faccio un augurio a me stessa: che durante la mia amministrazione
nessun editore sia coinvolto in procedimenti per finanziamento illecito ai
partiti”.
La polemica era nata da una lettera aperta dell’editore, l’ex senatore montiano
Maurizio Rossi, secondo cui Salis avrebbe indebitamente escluso la sua rete
senza ragioni apparenti, lamentando che la motivazione potesse essere la linea
editoriale sgradita. Rossi era stato coinvolto nello scandalo Toti per i
presunti finanziamenti illeciti di Esselunga, mascherati da spot televisivi.
L’accusa di corruzione nei suoi confronti è poi caduta, mentre per quella di
finanziamento illecito ha ottenuto la messa alla prova.
Le contestazioni dell’imprenditore sono state poi riprese dalla parlamentare e
consigliera totiana Ilaria Cavo, che ha presentato un’interrogazione, a cui la
sindaca di Genova ha risposto ieri: “Le accuse di mancata trasparenza o di
deliberata esclusione dal piano comunicativo istituzionale sono del tutto prive
di fondamento e smentite dalla realtà dei fatti e dall’evidenza dei numeri”.
Dall’insediamento della nuova giunta a Primocanale sono andati solo 3mila euro.
Briciole rispetto ai fasti di quando governava il centrodestra. Ma questo,
secondo Salis, ha una spiegazione. Nei primissimi mesi del 2025, l’emittente
aveva incamerato dal Comune 115mila euro: “Dopo che nel 2023 erano stati
stanziati 28mila euro, nel 2024 la cifra è salita esponenzialmente ed è arrivata
a 175.375. Di questi, solo poco più di 51mila euro sono stati stanziati prima
del 7 maggio: poi sappiamo tutti bene che cosa è accaduto, politicamente e non
solo, in questa regione”.
Il riferimento è all’arresto dell’ex governatore ligure Giovanni Toti, indagato
per corruzione e finanziamento illecito, reati per i quali accuse per cui ha in
seguito patteggiato: “Parliamo di cifre notevolissime – argomenta ancora Salis –
che superano di gran lunga gli obblighi normativi legati alla comunicazione
istituzionale, e che sono sostanzialmente il doppio di quanto erogato al
principale competitor. Per fare un paragone, il Comune di Genova ha erogato
all’emittente Telenord 92.329 euro nel 2024 e 48.322 euro nel primo semestre
2025”.
Numeri che, precisa la prima cittadina, sono al netto delle risorse investite
dalla partecipate. La lettera di protesta di Rossi è stata inviata alcuni giorni
fa a tutto lo spettro politico ligure, fra cui tanti esponenti politici che,
prima, dopo e durante l’inchiesta su Toti, hanno continuato a essere ospiti di
Primocanale.
L'articolo Genova esclude Primocanale dai fondi per la comunicazione
istituzionale. L’editore pro Toti attacca, la sindaca Salis: “Da noi solo
imparzialità” proviene da Il Fatto Quotidiano.