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Elezioni Slovenia, i verdi liberali di Svoboda! si confermano primo partito. Battuti i nazionalisti di Jansa
Il partito verde liberale Svoboda! del primo ministro Robert Golob ha retto e si conferma prima formazione slovena con il 29,9% dei voti. Arginata così l’ascesa dei nazionalisti del Partito Democratico Sloveno guidati dall’ex premier, Janez Jansa, che si sono fermati al 27,5% dei voti. Una vittoria che, per trasformarsi in un nuovo mandato governativo, avrà però bisogno di trattative con gli altri partiti che hanno superato la soglia di sbarramento del 4%. Svoboda! può contare infatti su 30 seggi, in calo rispetto alla precedente legislatura, e dovrà racimolare altri 16 sostenitori all’interno dell’assemblea per poter dare vita al nuovo esecutivo. Oltre ai partiti di Golob e Jansa, a ottenere seggi in Parlamento sono stati anche la lista congiunta di ispirazione cristiano-conservatore tra Nuova Slovenia-Partito Popolare e Focus (9%), i Socialdemocratici (6,7%), la lista congiunta progressista Sinistra-Vesna (6,3%), i Democratici (5,9%) e Resni.ca (5,2%). Secondo gli analisti, le alleanze più naturali non sono sufficienti per Golob a raggiungere la quota di sostenitori all’interno dell’aula che si fermerebbe a 42. determinanti saranno quindi i colloqui con i due partiti minori, Democratici e Resni.ca, ognuno con 5 deputati. Impresa ancora più ardua, in caso di fallimento, per la formazione di Jansa che, invece, riuscirebbe a racimolarne solo 36. Dalla sede di Svoboda! il vicepresidente del partito, Matej Arčon, ha ringraziato gli elettori per la partecipazione e ha espresso “estrema gratitudine” a tutti coloro che hanno riconosciuto nel partito la strada del futuro per continuare a realizzare i progetti delineati in questo mandato. Si prospetta infine un dato record per l’affluenza. Secondo quanto riferito dalla Commissione elettorale nazionale, fino alle 16 aveva votato un cittadino su due (50,73%), numero superiore rispetto al voto del 2022, quando l’affluenza finale aveva sfiorato il 71%. L'articolo Elezioni Slovenia, i verdi liberali di Svoboda! si confermano primo partito. Battuti i nazionalisti di Jansa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Una società di spionaggio israeliana sta operando per influenza le elezioni”: la denuncia del primo ministro sloveno
Un’operazione di spionaggio di una società di intelligence privata israeliana finalizzata a influenzare gli elettori in vista delle elezioni parlamentari in Slovenia che si terranno domenica 22 marzo. È quanto denuncia il primo ministro Robert Golob che ha annunciato l’avvio di un’indagine su questa presunta operazione segreta. Al centro di tutto vi è quella che viene definita una campagna diffamatoria condotta con l’aiuto della società di intelligence israeliana Black Cube volta a colpire il partito “Movimento Libertà” di Golob, formazione politica verde liberale. I media negli scorsi giorni hanno collegato la campagna a Janez Janša, leader del Partito democratico sloveno (Sds), forza conservatrice di opposizione che i sondaggi danno in testa con il 28%. Il riferimento è alla diffusione, i primi di marzo, di alcune registrazioni di dialoghi tra un ex ministro della giustizia, un avvocato e un lobbista che si vantavano di legami politici, traffico di influenze e finanziamenti occulti. I protagonisti hanno negato le accuse affermando che quelle registrazioni sarebbero state estratte da finti colloqui organizzati da un inesistente fondo di investimento. Un portavoce dell’agenzia di intelligence slovena ha dichiarato a Euractiv che una presunta attività di un’organizzazione di intelligence privata durante la campagna elettorale in corso “potrebbe costituire una minaccia per la sicurezza nazionale“. “Il Segretariato del Consiglio di Sicurezza Nazionale esaminerà un rapporto dell’Agenzia slovena di intelligence e sicurezza sul caso Black Cube”, ha dichiarato Golob all’agenzia di stampa slovena STA mentre il ministro degli Esteri sloveno ha descritto il presunto ruolo della società straniera come “un attacco alla democrazia“. Black Cube, nota per aver assunto ex 007 del Mossad (il servizio segreto israeliano), è una società che è già apparsa in diverse vicende internazionali. Il Partito democratico sloveno respinge le accuse di coinvolgimento in questa vicenda sottolineando comunque che se è Black Cube ad avere davvero portato alla luce una corruzione “di proporzioni inimmaginabili”, meriterebbe “un monumento nel centro di Lubiana”. Il presunto scandalo si abbatte così sugli ultimi giorni di una campagna elettorale divenuta sempre più tesa e che vede, secondo i sondaggi, il partito del primo ministro a 5 punti percentuali in meno rispetto a Sds. L'articolo “Una società di spionaggio israeliana sta operando per influenza le elezioni”: la denuncia del primo ministro sloveno proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Peter Semolič, un calderone poetico tra il metafisico e il paradosso (Traduzione di Michele Obit)
Nella sedicesima raccolta poetica intitolata Žalostinke za okroglo Zemljo’ (Lamenti per la terra rotonda) Peter Semolič – che debuttò sulla scena letteraria nel 1991, anno dell’indipendenza della Slovenia, ed è senza dubbio uno degli autori sloveni più importanti delle generazioni che iniziarono a esprimersi in quel periodo – ci mette di fronte a reti associative fittamente intrecciate, estremamente suggestive e purificate, ma spesso completamente libere, che si estendono da un punto di partenza concreto fino all’astratto, al presagio, al paradossale o al completamente inespresso. Continuando il percorso espressivo delle ultime raccolte, Semolič tesse poesie che assomigliano a un calderone in cui associazioni archetipiche, metafisiche ed effimere turbinano, serpeggiano e rimbalzano sullo stesso piano, e dove è sempre presente il taciuto, l’indefinito, il relativo. Una poesia che, come ebbe a dire lui stesso, «è un messaggio estremamente complesso che ci parla con la sua immagine visiva e sonora, ma anche con ritmo, pause, silenzi, illogicità e forse solo in ultima analisi con il significato, mettendo in discussione quelli già consolidati». M. O. *** Riscaldamento La gatta è sdraiata proprio in modo che la soglia tra l’anticamera e lo studio le faccia da tavolino, dove adagia le zampette e sulle zampette la testa, sospira, la vita è dura anche per i gatti, e si volta verso di me – ricordo una scena di Betty Blue il sesso non era mai stato così meravigliosamente sporco – l’amore mai così concesso una sensualità elevata, la ragazza è morta il ragazzo sta seduto alla macchina da scrivere, sul tavolino c’è la gatta che con la voce della defunta gli chiede scrivi, lui le ricambia lo sguardo e dice, sto riflettendo *** I resti del giorno Tra i resti del giorno anche un uomo dall’aspetto triste Un sentiero battuto, bordato dalla forsizia, si snoda attraverso gli uliveti sino alla spiaggia e a un uomo sulla soglia dei trenta, lui fissa un ciottolo sul palmo della mano – all’orizzonte il cielo tocca il mare con la tiepida passione dell’amante appassito Così ognuno per sé e allo stesso tempo uniti al sentiero se ne stanno immobili, mentre io vago ai bordi della scogliera e chiedo a qualcuno fuori dall’inquadratura se è tutto vero e se non c’è un’altra strada che mi possa portare via dalla vita come una malattia dalla vita per la morte, e la mia angoscia aumenta di una spanna quando la voce da dietro la cinepresa, simile a quella del film Otto e mezzo, con la erre moscia dice che quella porta è solo per me *** Evoluzione È la terza volta stanotte che vado al bagno stanotte come a metà strada in mezzo alla cucina per la terza volta sento come nello scantinato s’accende la stufa, uno scarico letale di fuoco che ci mantiene vivi Esistono esseri che i creazionisti possono spiegare solo con il tedio È la terza volta stanotte che vado al bagno Stanotte come a due terzi del cammino, dopo che rabbrividisco per lo scarico letale del fuoco, quando la stufa s’accende nello scantinato, già per la terza volta m’imbatto in un bellissimo orribile essere, ricoperto da una peluria marrone con lunghe antenne nere si fa strada attraverso l’anticamera e già per la terza volta si rizza come una gatta quando mi avvicino a lui con un dito del piede nudo Penso che i creazionisti potrebbero giustificare la sua esistenza solo con il tedio che si diffonde un venerdì pomeriggio attraverso il cosmo Stanotte per la terza volta incontrando un bellissimo orribile essere mi riprometto che lo cercherò in rete, mi informerò su come si chiama, stanotte, mentre per la terza volta vado al bagno e per la terza volta rabbrividisco quando con un rumoroso scarico di fuoco la stufa s’accende nello scantinato e ci prolunga la vita per ancora qualche giorno e qualche notte d’inverno, per la terza volta sorrido pensando che l’essere ricoperto da una peluria marrone, che si rizza quando mi avvicino a lui con un dito del piede nudo, probabilmente nemmeno esiste, il nome con cui si potrebbe richiamarlo dal nulla è stata la gente a conferirlo, e dopo tutto con noi non è molto diverso Peter Semolič è nato nel 1967 a Lubiana, presso la cui Facoltà di Lettere e filosofia ha studiato linguistica generale e sociologia della cultura. È autore di sedici raccolte poetiche. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Premio Jenko e il Premio del Fondo Prešeren. Nel 1998 ha ottenuto il Cristallo di Vilenica e nel 2016 il Premio Velenjica per i suoi dieci anni di eccezionale opera poetica. Scrive anche testi teatrali, letteratura per bambini, critica, inoltre traduce dall’inglese, dal francese, dal serbo e dal croato. È co-fondatore della rivista di poesia online slovena «Poiesis». L'articolo Peter Semolič, un calderone poetico tra il metafisico e il paradosso (Traduzione di Michele Obit) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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