17 anni fa Marco Carta vinceva il Festival di Sanremo. Una vittoria a suo modo
storica, perché fu la prima per un reduce da un talent show. Solo un anno prima,
infatti, il cantante sardo trionfava ad “Amici”. “Io ho avuto la fortuna e anche
la forza di rompere un sistema. Per me è un grandissimo orgoglio. Allora le case
discografiche guardavano storto chi usciva dai talent, ci consideravano cose
fatte in batteria” racconta in un’intervista a La nuova Sardegna. “Quando sono
arrivato a Sanremo da alcuni colleghi venivo visto come un prodotto difettoso
che era stato comunque messo in vendita”.
IL CLIMA DI SNOBISMO A SANREMO
Non nasconde lo snobismo che ha sentito nei propri confronti in quel Festival
del 2009: “C’erano quelli che mi lanciavano occhiate, sguardi, che mi tenevano
lontano manco avessi la lebbra” continua. “Altri invece mi sostennero. Per
esempio, ricordo Iva Zanicchi che mi diceva: fregatene degli altri, se non ti
sentono vuole dire che sono sordi. Il tutto condito da parolacce”.
LO SPOILER DI ARISA
Della vittoria ammette di non ricordare nulla: “Era il mio sogno che si
realizzava, non mi sembrava possibile. Mi chiedevo: cosa mi sono fumato? Mi ero
convinto mi avessero messo qualcosa nelle sigarette che ai tempi ancora
fumavo…”. Fu Arisa a ‘spoilerargli’ la vittoria prima di salire sul palco: “Lei
aveva vinto tra i giovani e si doveva esibire anche nella finalissima. Avevamo
la stessa casa discografica e quando arrivò la notizia – di solito si sa qualche
minuto prima – lei la sentì e corse da me: ‘Marco, hai vinto’. Io non la
conoscevo bene e ricordo che pensai: è una ragazza un po’ sui generis, speriamo
non mi abbia detto una cavolata”.
IN CERCA DI UN RILANCIO
Da quella sera, però, nonostante i diversi tentativi, Marco Carta non è più
riuscito a gareggiare nella kermesse musicale più famosa d’Italia: “Non l’ho mai
capito fino in fondo. Mi sono fatto delle congetture, ma trattandosi appunto di
congetture meglio non dirle”. E oggi che prepara un nuovo album ammette che, a
differenza del Grande Fratello a cui dice sempre di no, accetterebbe il ruolo di
giurato in un talent: “Mi piacerebbe per trasmettere qualcosa ai giovani e –
devo essere sincero – sarebbe anche un’occasione di rilancio“.
L'articolo “A Sanremo mi hanno trattato come se avessi la lebbra. Quando Arisa
mi ha spoilerato la vittoria pensavo di essermi fumato qualcosa di strano, non
era possibile”: così Marco Carta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Marco Carta ha raccontato, ieri 18 dicembre, a “La volta buona” di aver passato
momenti molto difficili da piccolino. Soprattutto il legame con il padre che non
c’è mai stato. Il cantante ha ricordato di quel pomeriggio che avrebbe dovuto
conoscerlo e incontrarlo. “Un giorno sono uscito da scuola, era un lunedì, ho
mangiato velocissimo – ha ricordato- e mi sono vestito benissimo proprio perché
volevo essere bello agli occhi di mio padre volevo colpirlo in qualche modo.
Quindi ho chiesto a mia madre se potevo aspettarlo giù sul gradino che dà verso
la strada. L’appuntamento era alle 16 io sono andato là in anticipo verso le 15
circa”.
“Quindi così, vestito bene stavo attento a non sporcarmi mi sono messo ad
aspettare. – ha continuato – Quello che mi colpisce oggi, da persona adulta, è
che non capendo bene la faccia dalle fotografie, ero piccolo avevo sette anni,
ogni uomo che passava pensavo forse lui. Si fanno le tre mezza, le quattro, le
quattro e mezza, le cinque… Ad un certo punto vedo mia
madre molto scura in volto, che si affaccia alla finestra e mi dice ‘Marco vai
dentro’…”.
E ancora: “Ho capito in quel momento che non sarebbe mai venuto e che sarei
cresciuto senza di lui, ma soprattutto che per me quel giorno sarebbe morto ed è
effettivamente successo questo. È stata una cosa gravissima per me”.
“Mia madre era devastata, oltre al fatto che lei stava già facendo una sua
battaglia contro un tumore molto aggressivo. – ha continuato a raccontare il
cantante- Lei già stava male era all’inizio, ma figurati era già in metastasi.
C’era già la situazione era già pesante lui, non so se lo sapesse Lui non si è
mai presentato perché era una persona, secondo me, estremamente immatura e
menefreghista, egoista…”.
“Mio padre morto molto giovane, forse a 33 anni, di una malattia. – ha spiegato
– Ricordo che stavo guardando i cartoni animati, che amavo molto, e mia madre mi
ha detto ‘ti devo dire una cosa, tuo padre è morto’. Ricordo che l’ho guardata,
senza dire nulla, mi sono girato e ho continuato a guardare la televisione. Per
me era molto quel giorno che non si era presentato all’appuntamento”.
Infine: “Comunque tutto questo ha fatto sì che io crescessi con la paura di
avere da giovane malattie. Anche mia madre è morta giovanissima, a ventotto
anni. Sono cresciuto con lei, mi ha dato tutto quello che mi poteva dare fino a
un certo punto. Ma è stato brutto crescere con il rifiuto, si creano delle
lacune e io lo sono stato per tanto tempo lacunoso perché mi facevo del male,
perché ero arrabbiato con me, perché mi davo la colpa”.
L'articolo “Mia mamma mi ha detto che mio padre era morto, ma io ho continuato a
vedere i cartoni animati. Per me non esisteva già più”: la rivelazione di Marco
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