Un film comico che diventa, quasi senza volerlo, un potente motore di curiosità
culturale e di viaggio. “Buen Camino“, l’ultimo successo di Checco Zalone, non
solo sta dominando il botteghino italiano, ma ha innescato un vero e proprio
boom di interesse per il Cammino di Santiago, uno dei percorsi di pellegrinaggio
più famosi al mondo. La pellicola, uscita il 25 dicembre, ha già superato i 60
milioni di euro di incassi e ha totalizzato quasi 7,5 milioni di presenze in
appena quindici giorni. Al centro della storia c’è Checco, erede viziato di un
impero familiare legato alla produzione di divani, abituato a una vita fatta di
party esclusivi e vacanze in yacht. La sua quotidianità viene però stravolta
quando è costretto ad affrontare il Cammino di Santiago per ritrovare la figlia
adolescente, intraprendendo un percorso fisico e personale completamente opposto
al suo mondo.
Il contrasto tra il protagonista e la fatica del cammino, raccontato in chiave
tragicomica, ha acceso la curiosità del pubblico italiano. I numeri arrivano da
Google Trends e parlano chiaro: il giorno stesso dell’uscita del film, il 25
dicembre, le ricerche sul Cammino di Santiago sono aumentate di oltre il 200%
rispetto alla media annuale. Il picco massimo è stato registrato il 28 dicembre,
con un incremento vicino al 600%. Nella prima settimana di gennaio, l’interesse
si è mantenuto stabilmente alto, con un aumento medio superiore al 400%. Si
tratta del livello di attenzione più alto registrato in Italia dal 2004 a oggi,
con una sola eccezione: il luglio del 2013, quando le ricerche furono trainate
dalla cronaca in seguito al grave incidente ferroviario avvenuto nei pressi di
Santiago de Compostela. In quell’occasione, il volume di ricerche superò di
circa il 20% quello attuale, che appare invece direttamente legato all’effetto
Zalone.
Il successo di “Buen Caminò” sembra aver riportato al centro dell’immaginario
collettivo un’esperienza che ogni anno attira centinaia di migliaia di persone
da tutto il mondo. Il Cammino di Santiago non è solo un itinerario religioso, ma
un percorso scelto per motivi spirituali, personali, sportivi o di turismo
lento. Un viaggio che, come mostra il film, mette alla prova il corpo e
costringe a confrontarsi con se stessi, spesso lontano dalle comodità
quotidiane.
COS’È IL CAMMINO DI SANTIAGO E COME FUNZIONA
Il Cammino di Santiago è una rete di itinerari che attraversano gran parte
dell’Europa e convergono nella città spagnola di Santiago de Compostela, dove si
trova la cattedrale che custodisce, secondo la tradizione, le reliquie
dell’apostolo Giacomo. Il percorso più noto è il Cammino Francese, che parte da
Saint-Jean-Pied-de-Port, ai piedi dei Pirenei, e attraversa il nord della Spagna
per circa 780 chilometri. Esistono però molte altre varianti, come il Cammino
del Nord lungo la costa, il Cammino Portoghese o il Cammino Primitivo. Chi
decide di intraprenderlo può farlo a piedi, in bicicletta o a cavallo. Non
esiste un obbligo di partenza né di durata: c’è chi percorre solo gli ultimi 100
chilometri, il minimo richiesto per ottenere la “Compostela”, l’attestato
ufficiale rilasciato dall’ufficio del pellegrino a Santiago, e chi invece
affronta l’intero tragitto. Lungo il percorso si trovano ostelli, detti
“albergue”, strutture semplici e a basso costo pensate per i pellegrini, oltre a
pensioni e hotel per chi preferisce maggiore comfort. Per partire è necessario
munirsi della “credencial“, una sorta di passaporto del pellegrino che viene
timbrato a ogni tappa e che consente di accedere agli alloggi dedicati. Il
viaggio può essere organizzato in autonomia, pianificando tappe e pernottamenti,
oppure affidandosi a tour operator specializzati che offrono supporto logistico,
trasporto bagagli e assistenza lungo il cammino.
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Santiago: +600% nei giorni successivi all’uscita di Buen Camino proviene da Il
Fatto Quotidiano.
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Dai bagni di folla quando era conduttore di Festivalbar e dei programmi targati
MTV, alla solitudine dei cammini intrapresi per rallentare e riconnettersi con
la parte più profonda di sé. Marco Maccarini si racconta nel libro “Un decimo di
te: Camminare e scoprire l’essenziale, con lo zaino leggero e il cuore aperto”
(Limina). L’opera prende le mosse dalla prima esperienza che l’ex vj ha fatto
nel 2005, quando si era concesso una pausa di un mese per intraprendere il
Cammino di Santiago di Compostela. “Lo feci in silenzio, senza dirlo a nessuno:
fu un regalo che volevo fare a me stesso, perché sentivo il bisogno di
rallentare. Venivo da anni in cui non avevo mai avuto una vera pausa […] Non ero
depresso né in burnout: semplicemente stavo perdendo dei pezzi di me”, racconta,
come riporta Vanity Fair.
La decisione di mettere nero su bianco questa e le successive esperienze in
Italia e all’estero ha un fine ben preciso: “Ho scritto il libro anche perché
arrivo da mondi – televisione, radio – dove tutto vola via in fretta, più
velocemente che sul web, non lascia traccia. E invece avevo bisogno di lasciare
qualcosa che restasse. Nel libro racconto anche parti del mio percorso
professionale, perché camminando ripensi inevitabilmente alla tua vita. È come
farti un film mentale, chilometro dopo chilometro”.
Camminare per Maccarini ha l’effetto di un detox mentale: “Il cammino ci fa
mollare i pensieri pesanti, quelli che devi digerire. E allora, proprio come in
uno zaino da camminatore dove deve stare solo il minimo indispensabile, impari a
lasciare a terra ciò che ti appesantisce”. Il cammino è anche fatica, che però
può diventare occasione per qualcosa di grande e gratificante: “Ogni giorno ti
devi alzare e ricominciare, con la somma dei piccoli dolori accumulati.
Ginocchia, schiena, caviglie, piedi: il corpo parla. E la bellezza sta anche
nell’ascoltarlo, nel trasformare quel dolore in una forma più profonda di
meditazione. Camminando così tanto, le riflessioni arrivano spontanee”. A
cambiare, quando si viaggia da soli, è pure il modo in cui si affronta la paura:
“Dormo spesso nei boschi da solo: e il bosco, atavicamente, un po’ di timore lo
incute. Mi sono capitati episodi strani, e li racconto nel libro. Però ho capito
la differenza tra la paura reale – come camminare su un burrone – e quella
immaginata, che ti blocca e non ti fa andare avanti” spiega Marco Maccarini, che
chiosa. “Se ti spaventi per ciò che potrebbe succedere, rinunci all’esperienza.
E questo vale anche per la vita: spesso non affrontiamo un passo perché temiamo
un ipotetico pericolo, quando magari quel passo è più semplice di quanto
crediamo”.
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Ho fatto il Cammino di Santiago e dormo spesso nei boschi da solo”: la nuova
vita di Marco Maccarini proviene da Il Fatto Quotidiano.