Se avete viaggiato di recente, è probabile che vi sia capitato anche a voi.
Entrate in una camera d’hotel appena rinnovata, appoggiate la valigia e vi
accorgete che il bagno non è più un ambiente separato: lavabo e doccia sono a
vista, i sanitari nascosti – si fa per dire – dietro una parete di vetro
satinato o dentro uno stanzino senza una vera porta. La vasca accanto al letto
può anche sembrare scenografica, la doccia open space persino intrigante. Ma
quando anche il wc resta separato dal resto della stanza solo da un pannello
trasparente, il romanticismo tende a evaporare in fretta. Il tema non riguarda
solo le coppie. Anzi. Immaginate di dover condividere la stanza con i figli, con
un amico (nella migliore delle ipotesi) o con uno sconosciuto durante un viaggio
di gruppo. Ritrovarsi a gestire bisogni primari dietro una parete di vetro
satinato che “non ti fa vedere i dettagli, ma ti fa vedere tutto il resto”, come
ha raccontato un ospite al Wall Street Journal, è l’incubo di ogni viaggiatore.
E non è solo una questione visiva: le nuove soluzioni di design falliscono
miseramente anche nel contenere rumori e odori. “Non voglio che mi vedano usare
il bagno, anche se siamo in famiglia”, confessa un’altra viaggiatrice. “E se si
accende la luce di notte, illumina tutta la stanza svegliando il partner“. Anche
perché una parete in vetro, per quanto fumé o con tendine veneziane, lascia
comunque intuire movimenti, suoni e luci. E finisce per inibire, più che
favorire, l’intimità.
Insomma, quello che un tempo era un santuario di privacy, chiuso da una solida
porta a battente, oggi è diventato un cubo di vetro, un pannello scorrevole
stile fienile o uno spazio integrato senza soluzione di continuità. Se viaggiate
in coppia, l’intimità è sacra, ma la condivisione estrema dei momenti più
fisiologici rischia di spegnere qualsiasi alchimia. “Questa porta è progettata
per far evolvere la tua relazione o per finirla“, ha commentato caustica la
comica Becca Herries di fronte a una chiusura scorrevole decisamente precaria.
Dietro questa scelta stilistica c’è, manco a dirlo, il portafoglio. Secondo
Bjorn Hanson della New York University, intervistato dal Guardian, e le
inchieste del Wall Street Journal, eliminare le porte tradizionali è spesso una
misura di cost-cutting. “Agli occhi di un direttore finanziario, l’umile porta
può sembrare un pozzo di soldi”, spiegano gli esperti. Le porte vere richiedono
manutenzione, maniglie, cardini e spazio di manovra per l’apertura. Un pannello
di vetro o una porta scorrevole “barn style” costano meno, si installano più
facilmente e fanno guadagnare centimetri preziosi nelle planimetrie sempre più
ristrette. Inoltre, in edifici storici, permettono di “rubare” luce dalla camera
da letto per illuminare bagni altrimenti ciechi. Gli interior designer chiamati
in causa confermano, come Jon de la Cruz che ha spiegato che queste soluzioni
vengono spesso scelte per “ragioni di spazio ed efficienza”. Tutto legittimo,
sulla carta. Meno nella pratica quotidiana di chi la stanza la vive.
Così, negli ultimi mesi la questione è esplosa sui media internazionali. Il Wall
Street Journal ha parlato apertamente di una “progressiva estinzione delle vere
porte dei bagni negli hotel”, sostituite da “sliding barn doors, tende, pareti
strategiche o altre soluzioni ibride”. Una deriva che, secondo Hanson, sta
portando alcuni alberghi a “spostare lavandino e doccia nella camera da letto e
a chiudere il water in spazi tipo cubicolo o dietro vetrate”. Il Guardian ha
raccolto testimonianze simili, spesso ironiche ma tutt’altro che marginali: “Non
c’è niente di meno romantico che cercare di usare il bagno in silenzio dentro
una scatola di vetro mentre il partner accende la tv”, ha commentato una
lettrice. Un’altra intervistata dal Wall Street Journal è stata ancora più
netta: “Amo mio marito, ma non voglio vederlo usare il water”.
La frustrazione è tale che sui social è nato un vero e proprio movimento di
resistenza. Su TikTok e Reddit si moltiplicano le testimonianze di soggiorni
rovinati dall’imbarazzo: “Non voglio vedere nessuno usare il bagno e vorrei un
minimo di privacy”, scrive un utente. Un altro racconta di aver iniziato a
“telefonare agli hotel prima di prenotare per chiedere se le camere hanno ancora
una porta vera”. Da qui è nato anche un piccolo movimento organizzato. Il sito
“Bring Back Doors”, creato dalla digital marketer Sadie Lowell, raccoglie
segnalazioni di hotel con e senza porte, assegnando un vero e proprio “privacy
rating”: da “porta confermata” al temuto “zero privacy: nessuna porta, nessuna
parete o parete con finestra”. Lowell racconta di aver avuto l’idea dopo un
viaggio del 2024 in cui ha condiviso una stanza con il padre senza alcuna
separazione tra bagno e camera. “Non ero più solo lievemente infastidita –
scrive – ero arrabbiata”.
Non tutti, va detto, la vivono come un dramma. C’è chi ammette che, viaggiando
con il partner, il problema sia gestibile. Ma anche tra le coppie il consenso
non è affatto unanime. E il punto, per molti, resta uno: l’assenza di una porta
viene spesso scoperta solo al check-in, perché le foto online non chiariscono la
disposizione del bagno. Insomma, òa richiesta è chiara: non importa quanto sia
“Gen Z” o trendy il design, certe barriere devono restare. Perché va bene
condividere l’esperienza di viaggio, ma condividere proprio tutto anche no.
L'articolo “Amo mio marito, ma non voglio vederlo usare il water”: clienti
furibondi per la nuova tendenza dei bagni a vista (e senza porte) negli hotel
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Viaggi
Ci sono luoghi dove lo sguardo si fa incurante della contemporaneità e rivendica
un esotismo primordiale, uno stato di natura con qualche vezzo esclusivo. Gli
eco-resort a cinque stelle trasformano anche le isole più remote in veri e
propri paradisi, distanti da tutto, ma al centro del vostro benessere.
L’orizzonte sconfinato dell’Oceano Indiano evoca la consapevolezza della
lontananza, ma allo stesso tempo, la bellezza di una geografia equatoriale dove
rallentare, concedersi del tempo, rilassarsi e rigenerarsi. Benvenuti alle
Maldive, costellazione di 26 atolli e quasi 1.200 isole che emergono da acque
limpide e turchesi, uno spettacolo che inizia già a bordo di piccoli
idrovolanti, il mezzo più utilizzato per spostarsi all’interno dell’arcipelago:
la vista da lassù è un acquerello di blu che si fa tela, dove emergono
fantasiose coreografie di isolette e lingue di sabbia corallina, parte emersa
delle tipiche morfologie circolari che creano incantevoli lagune e disegnano
paesaggi suggestivi, un tempo isole vulcaniche sprofondate per subsidenza.
Le Maldive sono una delle destinazioni più belle del pianeta, un richiamo
irresistibile per chi ama il mare. Le barriere coralline sono habitat
ricchissimi di specie da conoscere e tutelare: mante, squali, delfini e
tartarughe giganti sono tra i protagonisti più conosciuti, ma altrettanto
suggestivo è il gran via vai di pesci e molluschi che nuotano tra coralli,
spugne e giardini di gorgonie, un incantevole mondo a colori. Anche le
trasparenze dell’acqua poco profonda si fanno suggestione, tanto cangianti da
confondere lo sguardo, in un gioco cromatico che vira dal verde, al turchese,
all’azzurro, così intenso da confondersi con il cielo. E poi le isole, paradisi
terrestri che echeggiano ispirazioni letterarie alla Robinson Crusoe, dove
perdersi per ritrovarsi, o vivere un sogno da mille e una notte in veste
tropicale. Abbiamo sperimentato due proposte firmate Atmosphere Hotels &
Resorts, dove viene adottato un programma che tutela l’ecosistema locale,
priorità che sposa l’impegno di un’offerta sostenibile e allo stesso tempo
esclusiva per gli ospiti: una nell’Atollo di Raa, e l’altra nell’Atollo
Lhaviyani, angoli di mondo perfetti per concedersi una vacanza indimenticabile,
anche per una romantica fuga di San Valentino.
L'articolo Maldive a San Valentino: dormire in un eco-resort sospeso sull’acqua
tra squali e cene a km zero. Guida agli atolli più belli (e accessibili) per una
fuga romantica fuori stagione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il viaggio non è fatto solo di soggiorno: anche l’esperienza in volo può fare la
differenza tra una vacanza perfetta e una un po’ meno. Perciò la classifica di
AirAdvisor può essere utile per chi è in procinto di partire, anche se è bene
precisare – come fa la piattaforma stessa – che queste compagnie uscite un po’
malconce dall’analisi non sono davvero malmesse né sono insicure (tutt’altro!):
hanno degli innegabili punti di forza, ma pure qualche pecca che ne limita
l’apprezzamento generale. Di fatto, spesso i vettori con un punteggio inferiore
hanno comunque buoni risultati nell’ambito dei 9 criteri su cui AirAdvisor si è
basata fondamentalmente per stilare la sua classifica. I criteri considerati
sono: l’affidabilità dei voli, il comfort a bordo, il livello di sicurezza, il
prezzo dei biglietti, le recensioni della clientela e quelle dei professionisti
del settore, la qualità dei lounge aeroportuali, le politiche relative ai viaggi
con i pet e in famiglia. Per l’anno 2024, come riportato sul sito, AirAdvisor ha
dunque valutato “831.513 recensioni dei passeggeri, 13 politiche delle compagnie
aeree europee relative al comfort e ai viaggi con animali domestici e famiglie;
il ricavo medio per chilometro disponibile (RASK) per calcolare l’accessibilità
economica”.
ED ECCO LE ULTIME TRA LE 15 MIGLIORI
* Air Europa, punteggio 5,33. Chi sceglie il vettore spagnolo non deve temere
nulla per quanto riguarda la sicurezza, che è al top (nessun incidente nel
2024), l’affidabilità (pochissimi i voli cancellati in un anno) e i ritardi
(limitati); inoltre può contare su un buon comfort (valutato a circa metà
della classifica), oltre che su snack e bevande gratis a bordo. Ma andiamo
maluccio con le recensioni professionali. “I punteggi sotto la media
riguardano diversi aspetti, dai prezzi alle recensioni dei clienti, dai
lounge ai viaggi in famiglia”, scrive AirAdvisor.
* LOT Polish Airlines, punteggio 6,22. Il vettore polacco se la cava
discretamente con i viaggi in famiglia e ha punteggi nella media quanto a
comfort e recensione dei passeggeri. Sicuro (nessun incidente nel 2024), con
una media di puntualità perfino un po’ migliorata rispetto alla precedente
rilevazione (76% nel 2023), Lot rimane però “al di sotto della media per
affidabilità e recensioni professionali, e tra le ultime tre per i lounge
aeroportuali”. Di fatto la compagnia è passata dall’8° posto del 2024
all’attuale 14°.
* Wizz Air, punteggio 6,33. La compagnia ungherese è risultata la più economica
a livello europeo. Terzo vettore più affidabile della UE quanto a sicurezza,
nel 2024 Wizz Air ha migliorato il tasso di cancellazione dei voli, passato
dal 5% allo 0,5%. Per contro, la compagnia è al livello più basso nelle
recensioni dei clienti per i viaggi in famiglia e con gli animali domestici;
è al penultimo posto per comfort e al terzo per premi professionali. È
risultata però la migliore nel 2024 tra le compagnie aeree dell’Europa
orientale.
LE TRE MIGLIORI COMPAGNIE AEREE EUROPEE
La stessa classifica, rovesciata, ha permesso a AirAdvisor di stabilire le 3
migliori compagnie aeree.
* Aegean Airlines, punteggio 10,3. Per il secondo anno consecutivo, il primo
posto va alla nota compagnia aerea greca, che primeggia sotto il profilo
delle recensioni sui lounge, della sicurezza e del comfort, anche quando si
tratta di viaggi in famiglia e con animali da compagnia. Quanto alle
recensioni dei clienti, Aegean risulta al secondo posto in Europa.
* Finnair, punteggio 9,89. Il vettore finlandese ha ottimi punteggi per quanto
riguarda comfort, recensioni dei clienti, qualità dei lounge e sicurezza;
risulta però basso il punteggio relativo all’affidabilità.
* Iberia, punteggio 9,78. La compagnia aerea spagnola se la cava molto bene
quanto a sicurezza, viaggi in famiglia e con gli animali domestici, qualità
dei lounge. Rispetto al 2024 ha recuperato 3 posti. Non se la cava invece
bene con i punteggi delle recensioni dei clienti.
Fonte: airadvisor.com/it/peggiori-compagnie-aeree-europee
L'articolo La classifica delle peggiori compagnie aeree europee del 2025: Wizz
Air al terzo posto, Ryanair giù dal podio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Carnevale di Viareggio.. buona la prima! Diversamente dalla “sposa”,
particolarmente fortunata se è “bagnata”, il Carnevale teme la pioggia e il
coriandolo umido che non vola, altro non è se non il simbolo della tristezza.
Invece domenica sui Viali a mare viareggini c’era un bellissimo sole e sono
volati alcuni quintali di coriandoli per rallegrare l’atmosfera delle oltre
100mila persone che si sono sono ritrovate per assistere alla prima delle sei
sfilate dell’edizione 2026 del Carnevale viareggino, vero e proprio grande
appuntamento che da oltre 150 anni caratterizza l’inverno costiero toscano. C’è
chi lo definisce un evento culturale, ma sicuramente è la festa di piazza più
condivisa che si possa immaginare, perché basta un naso rosso, una parrucca, un
abbigliamento fuori epoca ed è subito ironia, sberleffo, satira, allegria.
È una celebrazione popolare, ma da sempre i veri protagonisti delle sfilate sui
viali con le palme, sono le grandi opere allegoriche, i giganti di cartapesta –
meglio conosciuti come carri di prima categoria – concepiti e realizzati dai
“carristi” che, ognuno insieme al proprio fedele team, si danno battaglia per
aggiudicarsi il premio finale. Domenica sono stati nove, ognuno con un titolo e
con tema ben preciso: “Nel campo dei miracoli” di Jacopo Allegrucci, un inno a
chi ogni giorno suda, fatica e non cerca scorciatoie furbette; “La gallina dalle
uova d’oro” di Alessandro Avanzini, ovvero una dedica speciale alla Presidente
della UE, Ursula Von der Leyen, sempre pronta a esaudire i “desideri” dell’alta
finanza; “In bocca al lupo” di Luca Bertozzi, dedicato a chi ogni giorno ha il
coraggio di affrontare la vita; “I samurai del potere” di Luigi Bonetti con
Trump, Putin e Xi Jinping abbigliati da antichi guerrieri nipponici intenti a
giocare la loro partita; “The Last Hop(e). Il cambiamento climatico è una
bufala” di Massimo e Alessandro Breschi, metafora della fragilità della Terra
resa con figure ispirate da un celebre dipinto di Monet; “Nemmeno con un fiore”
di Umberto, Stefano e Michele Cinquini, allegoria con ben 150 “fiori umani” che
fa riflettere sul fatto che “che amare non è possedere”; “Gran Casino. Rien ne
va plus” di Lebigre e Roger, con i potenti della Terra si sfidano al tavolo del
destino, mentre l’umanità è solo una fiche; “999” di Carlo e Lorenzo Lombardi,
che si ispira a un’antica una leggenda giapponese, secondo cui chi piega mille
gru di carta può vedere realizzato un desiderio. Sadako Sasaki, vittima delle
radiazioni della bomba di Hiroshima, iniziò a piegarle per guarire, ma si fermò
a 999. Oggi Hiroshima potrebbe essere Gaza, Mariupol, il Sudan; infine “Io vivo
in questo momento” di Roberto Vannucci, che invita a riflettere su tutto ciò che
fa parte della nostra vita va vissuto con intensità e gratitudine.
Completano la ricca e rumorosa sfilata carnevalesca quattro carri di seconda
categoria, otto mascherate in gruppo e altrettante maschere isolate; ogni carro
e mascherata “riversa” sul pubblico ai lati dei Viali a mare una pioggia di
coriandoli e di musica. Dopo il “battesimo” di domenica, avvenuto dopo i tre
rituali colpi di cannone, i corsi mascherati del Carnevale di Viareggio si
terranno sabato 7 e giovedì 12 febbraio alle 17 – in versione “notturna”,
quindi, e con lascino delle tenebre e i carri illuminati in maniera tale da
suscitare stupore -, domenica 15 e martedì 17 febbraio sempre alle 15, e infine
chiusura dell’edizione 2026 del Carnevale di Viareggio sabato 21 febbraio alle
ore 17, con proclamazione dei vincitori e spettacolo pirotecnico. Oltre alle sei
sfilate, Viareggio vive il suo Carnevale anche di sera nelle tradizionali Feste
Rionali, che animano i quartieri con musica, balli e gastronomia tipica,
proponendo l’anima popolare e conviviale del Carnevale.
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A completare il programma torna il “Fuori Corso”, il cartellone di appuntamenti
culturali che nel 2026 esplora il tema del colore. Mostre, performance e
incontri costruiscono un percorso che si concentra al Museo del Carnevale, alla
Cittadella del Carnevale di Viareggio, e attraversa i tre colori di Burlamacco,
la maschera locale, vera e propria icona della manifestazione. Inoltre
quest’anno il Carnevale di Viareggio è anche alle pendici del Vesuvio, perché
dai laboratori della Cittadella alla magia del Corso Mascherato, fino al dialogo
con Napoli e le sue icone senza tempo, fino al 22 febbraio la mostra “Viareggio
– Napoli andata/ritorno” è ospitata alla Fondazione Foqus per raccontare il
cuore creativo del Carnevale di Viareggio attraverso fotografia, memoria storica
e visioni condivise.
Da segnalare che il 12 febbraio a Viareggio è in programma il conferimento del
“Premio Burlamacco d’Oro 2026” al fotografo Fabrizio Ferri, artista di rilevanza
internazionale, per il suo contributo originale e incisivo alla cultura visiva
contemporanea; inoltre quest’anno la canzone ufficiale del Carnevale 2026 è Nel
febbraio di un mattino, scritta da Rita Pavone, che stamani è stata anch’essa
premiata con l’“Ondina d’oro”. Infine, per un evento che inizia, un incarico
finisce. Quello appena iniziato è l’ultimo Carnevale di Viareggio sotto la
presidenza di Marialina Marcucci.
«Lascio dopo 10 anni – dice l’ormai ex-Presidente della Fondazione viareggina -.
E lo faccio con un bilancio buono: la città è rinata, il Carnevale ora va bene
perché quando ne ho assunto la presidenza aveva qualche problema.. E comunque,
lasciatemelo dire, sono stati dieci anni di corsi spettacolari». E nell’attesa
che il primo corso mascherato del 2026 concluda il suo tragitto, le chiediamo di
anticiparci un primo giudizio d’insieme: «Quest’anno il pubblico vedrà un
Carnevale con una vasta partecipazione di politici di cartapesta, qualche
allegoria guerra-pace, qualcosa d’importante sul tema dei femminicidi. Insomma i
grandi temi ci sono tutti, ovvero un Carnevale molto bello e molto pensato».
Nel 2025 furono venduti circa 420mila biglietti d’ingresso ai corsi
carnevaleschi, vedremo se quest’anno il successo sarà bissato: «Da quest’anno,
che è una bella cosa, anche le persone con disabilità possono ottenere il
tagliando d’ingresso comodamente da casa»; e sempre in tema di inclusione, dopo
l’esperimento ben riuscito del 2025 grazie alla Fondazione Alfredo Catarsini di
Viareggio che realizzò le audiodescrizioni di ogni carro di prima categoria di
ascoltabili sul proprio smartphone anche dalle persone con disabilità visiva,
anche quest’anno ogni grande allegoria reca posteriormente il Codice QR con sui
si possono ottenere e ascoltare le rappresentazioni dettagliate che sfilano sui
viali a mare. Infine chiediamo alla Presidente uscente di formulare un consiglio
a chi la sostituirà nel prestigioso incarico: «Io consiglio di ascoltare..
ascoltare.. ascoltare, cercare di capire, dare niente per scontato, anche se
dovesse giungere il miglior conoscitore del mondo del Carnevale di Viareggio. E
poi farsi le sue idee, mantenendo la tradizione e coniugandola con l’innovazione
e il futuro».
L'articolo Carnevale di Viareggio 2026, il debutto è da record: 100mila persone
per i carri con le allegorie di Trump, Putin e Von der Leyen. Ecco le date delle
prossime sfilate (anche in notturna) proviene da Il Fatto Quotidiano.
San Valentino è l’occasione per celebrare l’amore e organizzare qualcosa di
speciale. Le proposte sono tante. Noi de Il Fatto Quotidiano ne abbiamo scelte
alcune di diverso tipo: dal mare alla montagna, dalle città ai paradisi
tropicali ecco le idee migliori per una fuga romantica.
IN ISLANDA PER L’AURORA BOREALE
Il 2026, secondo gli esperti, è un anno d’oro per l’aurora boreale, che illumina
di spettacolari luci colorate i cieli artici. Quest’anno è atteso infatti il
picco dell’attuale ciclo solare, che dovrebbe portare a un aumento del fenomeno.
La caccia alla northern lights è un business nel cuore dell’Islanda, terra
primordiale modellata da ghiaccio e fuoco. L’itinerario (5 giorni/4 notti) di
Boscolo ruota attorno a Reykjavík, vivace capitale nordica e punto di partenza
verso cascate imponenti, distese laviche, geyser e ghiacciai. Chi ha avuto la
fortuna di assistere allo spettacolo del cielo arcobaleno assicura che è da
brividi: condividerlo con qualcuno che si ama sicuramente lo è ancora di più.
PASSEGGIATE A CAVALLO NELLE CINQUE TERRE O NOTTI IN UNA BUBBLE ROOM?
Se la persona con cui state ama i cavalli e ama il mare, questa idea di Freedome
sembra fatta apposta per lei o per lui. Su questa piattaforma si può infatti
acquistare l’esperienza (per due) di una passeggiata a cavallo di due ore nella
zona delle Cinque Terre in Liguria. L’itinerario porta su sentieri boschivi per
ammirare dall’alto i borghi di Monterosso, Manarola e Riomaggiore. I più
romanticoni invece, possono scegliere di dormire sotto le stelle in una bubble
room. Dove? A Borgo Ticino sul Lago Maggiore, si dorme in un alloggio
trasparente immersi nel verde, senza rinunciare ai comfort di una camera
tradizionale.
OMAN, TRA ALBE E TRAMONTI INFUOCATI
«Meraviglie della natura» è uno dei viaggi proposti da Evaneos per scoprire
l’Oman, tra i migliori per vivere il Paese come merita e, come sempre per le
proposte di questo tour operator, è personalizzabile e si fa con una guida del
posto. In tutto 9 giorni con tante tappe diverse: bagni rinfrescanti nei celebri
wadi, tramonti e albe infuocate tra le dune del deserto di Wahiba Sands,
trekking nel grand canyon d’Arabia, momenti unici da condividere insieme. Un
viaggio romantico fuori dalle rotte classiche, ideale per coppie che desiderano
emozioni uniche.
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PER CHI AMA LE STELLE, UNA ROMA SPECIALE
Quest’anno Anantara Palazzo Naiadi Rome propone l’esperienza “Roman Sky for
Lovers”, un omaggio al dialogo senza tempo tra il profilo monumentale della
città e il cielo che la sovrasta. Una magica serata al ristorante Ineo, con
percorso degustazione ispirato alle costellazioni, e brindisi al rooftop Seen by
Olivier con vista sulla città Eterna. Finale all’Akwa Bar, con cocktail di
ispirazione astrale, tra cui un gin distillato secondo le fasi lunari, creato
appositamente per l’occasione.
RELAX DI COPPIA IN SPA IN ALTO ADIGE
Trascorrere un soggiorno in Alto Adige, in un maso adults only Gallo Rosso, è la
scelta più romantica che due innamorati possano fare. Al maso il tempo sembra
rallentare, il silenzio regna sovrano e la natura impone una pausa autentica
dalla frenesia quotidiana, con paesaggi fatti di montagne maestose, boschi,
prati aperti e vigneti ordinati. A Nalles, il Bacherhof il concetto di benessere
naturale prende forma in una spa biologica per due con piscina naturale,
percorsi Kneipp e corsi di cucina, yoga e di conoscenza e utilizzo delle erbe
aromatiche e selvatiche in cucina.
PER LE COPPIE ALLA RICERCA DI PANORAMI ROMANTICI
L’Olympic Spa Hotel, nel cuore ladino della Val di Fassa, ha ideato un percorso
sensoriale di coppia a 360 gradi da effettuarsi nella Spa Te Jaga, progettata
per evocare le emozioni di un tempo, grazie a rituali che combinano l’armonia
della natura circostante con tecnologie d’avanguardia. Un percorso pensato per
offrire un’esperienza unica che va oltre i tradizionali trattamenti, concepito
per nutrire il corpo, ristabilire la mente e riconnettere con la natura,
garantendo momenti di rigenerazione. E non può mancare l’aperitivo galleggiante
in piscina, circondati da montagne innevate.
BELLISSIMA LA SNOW SUITE SULLA NEVE
Anche quest’anno l’hotel Lac Salin Spa & Mountain Resort di Livigno ha costruito
il suo meraviglioso chalet di neve: una camera da fiaba dove trascorrere una
notte avvolti da un sacco a pelo termico circondati da pareti di ghiaccio
decorate e dove svegliarsi al mattino con una tazza di tè bollente servita a
letto. Un’idea perfetta per trascorrere la festa degli innamorati. E non può
mancare una romantica cena a lume di candela nell’antica Stube in legno
dell’Hotel e un’intera mattinata di benessere nel centro benessere dell’albergo,
con sosta nella Private Spa.
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SLITTA TRAINATA DA CAVALLI A SAN VIGILIO
Per le coppie che prediligono il ritmo lento, l’atmosfera romantica e
l’osservazione silenziosa del bosco innevato, c’è la classica e nostalgica
escursione in calesse, trainato da cavalli in abiti tradizionali, che parte nei
dintorni di San Vigilio e si snoda tra boschi imbiancati. I possenti norici, con
il loro alito che si condensa nell’aria gelida, avanzano sotto una coperta calda
e accogliente, mentre il calesse scivola lentamente: un’immersione nel passato,
nelle tradizioni ladine, quando le carrozze erano il mezzo d’elezione per
muoversi tra valli e montagne. Questa e tante altre esperienze si possono
prenotare online sulla piattaforma Freedome.
A KUFSTEIN, UNA CENA NEL RISTORANTE PIÙ PICCOLO DEL MONDO
Nel cuore del Tirolo, a Kufstein, si trova un luogo che sembra uscito da un
film: il ristorante più piccolo del mondo. È una stanza di soli 15 metri quadri
con un unico tavolo per due e un giradischi in vinile che accompagna la serata.
Fa parte dello storico Auracher Löchl, ma è situato in una posizione separata,
sopra un arco che attraversa la Römerhofgasse, con vista sulle facciate
medioevali della città. A lume di candela si gustano piatti della tradizione
tirolese in un’atmosfera intima e sospesa nel tempo.
IL BAGNO DI FIENO DI FIÈ
Mollate tutto e fatevi ricoprire dal fieno: sull’Alpe di Siusi, il volto più
dolce dell’Alto Adige, hanno provato che è uno dei segreti della felicità. Il
bagno di fieno, infatti, è nato proprio nella località termale di Fiè allo
Sciliar e vanta una tradizione ultracentenaria che risale a un’usanza contadina.
Da provare nella spa di Presulis, struttura con appartamenti e suite dove
godersi una perfetta vacanza di San Valentino.
FUGA ROMANTICA NEL BORGO PIÙ PICCOLO DEL MONDO
A solo un’ora dal mare, una visita a Hum può trasformarsi in una splendida
esperienza. Di origine celtica e circondata da antiche mura, ancora visibili, la
micro cittadina conta solamente 20 abitanti e due strade. E’ il più piccolo
borgo del mondo, in Croazia, una vera oasi per i romantici. Passeggiare, mano
nella mano, tra le sue stradine di pietra e scoprire tradizioni e storia locali
lo rende il luogo perfetto per chi cerca pace e tranquillità.
CENA A LUME DI CANDELA IMMERSI NEI VIGNETI
Siamo nel cuore del Piemonte, tra Langhe e Monferrato, tra vigneti, frutteti e
tanto verde. Qui, sorge Le Marne Relais, bellissimo boutique hotel, messo in
piedi da Guido Martinetti e Federico Grom, all’interno dell’azienda agricola
Mura Mura e parte del prestigioso circuito Small Luxury Hotels of the World. Un
posto incantevole, dal sapore rustico di una cascina di campagna pur allestendo
camere meravigliose e lussuose, dove regnano l’arte, la letteratura e l’armonia
con il paesaggio. La cena di San Valentino si fa al Radici Ristorante in Vigna,
guidato dallo chef Mykyta Bida, che per l’occasione ha ideato un menù
degustazione speciale di sei portate.
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IN MALESIA, CIRCONDATI DALLA NATURA
Immerso in una foresta pluviale millenaria su un’isola privata al largo della
costa occidentale della Malesia, il Pangkor Laut Resort è un rifugio esclusivo
dove la natura incontaminata incontra il lusso raffinato. Solo una piccola parte
dei 120 ettari dell’isola è stata sviluppata, preservando l’armonia tra
architettura e ambiente. Un angolo di paradiso tra spiagge bianche, acque
smeraldo e una quiete assoluta. Alcune villas hanno balconi privati affacciati
su giardini lussureggianti, altre sono arroccate sopra la foresta, mentre le
beach hanno l’accesso diretto al mare. Turisanda organizza pacchetti sull’isola
per due. Per i più avventurosi, il resort organizza trekking nella giungla, yoga
all’alba e la possibilità di partecipare alla Chapman’s Challenge, un evento
sportivo che celebra la storia dell’isola.
IMMERSIONI E SNORKELING A MAURITIUS
Situato sulla costa sud-orientale di Mauritius, in una delle aree più preservate
dell’isola, Constance Le Chaland, è la nuova meta luxury di Constance Hotels &
Resorts. È un autentico santuario naturale, che si integra armoniosamente con il
paesaggio circostante grazie a un’architettura delicata, con viste spettacolari
su una costa protetta e incontaminata. 170 camere, suite e ville private con
vista giardino o oceano, progettate per la vita isolana, comprese ville con
piscina. Le coppie sportive possono organizzare visite al vicino parco marino di
Blue Bay per snorkeling tra pesci multicolori, squali, tartarughe, o immersioni
sulla barriera corallina e relitti fotogenici brulicanti di vita marina.
AI CARAIBI COCCOLE PER DUE
Immaginatevi così: la brezza caraibica sulla pelle, il rumore delle onde in
sottofondo, i piedi nella sabbia e una tavola per due elegantemente
apparecchiata che brilla alla luce delle candele. Davanti a voi, un menu gourmet
di quattro portate servito sotto le stelle. A Barbados, La Parisienne al Sandals
Royal Barbados accoglie gli innamorati in un elegante bistrot francese che
ricorda una fuga romantica a Montmartre, con terrazza vista oceano. Nella Red
Lane Spa, è possibile scegliere trattamenti di coppia che trasformano il relax
in un vero rituale d’amore. Tra questi, il Scents of Love Couples Massage, un
massaggio sincronizzato eseguito con oli naturali ispirati ai profumi dei
Caraibi.
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L'articolo San Valentino, 15 idee per una fuga di coppia indimenticabile: dalla
“bubble room” alle Cinque Terre alla cena nel ristorante più piccolo del mondo
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mare blu, silenzio, isolamento totale e pure 500 euro al mese per tre anni se ti
trasferisci lì. Stiamo parlando dell’isola greca di Antikythera, nel mare Egeo,
dove l’amministrazione pubblica cerca nuovi cittadini per ripopolarla. La
richiesta è in atto e pubblicizzata da diversi anni ed evidentemente se ci sono
ancora “posti disponibili” qualche difficoltà pare esserci. Come spiega il ricco
sito di viaggi The Wom Travel, il tentativo attuato tra l’amministrazione di
Citera (Kythira) e la chiesa ortodossa è quello di evitare il totale
spopolamento dell’isola. Già perché attualmente ad Antikythera vivono circa 30
persone probabilmente anziani e senza discendenti. L’offerta pubblica è composta
da un sussidio di circa 500 euro al mese per i primi tre anni di residenza, un
alloggio gratuito e come optional su richiesta un pezzo di terra coltivabile e
dove poter allevare animali.
Su The Wom Travel scrivono però che non è tutto oro quel che luccica, perché gli
alloggi promessi pare che ancora non siano pronti. Sarebbe pronto invece
l’edificio scolastico che l’amministrazione vorrebbe riempiere di bambini. Per
questo una corsia preferenziale nelle domande sarà per le famiglie,
primariamente greche, con molti bambini. Poi per carità i soliti italiani
innamorati delle isole greche possono fare richiesta, ma l’obiettivo del
ripopolamento non è quella da luogo globale uguale in tutto il mondo bensì di un
contesto dove bisogna integrarsi profondamente nella cultura ellenica. Per chi è
ancora tentato alcune brevi indicazioni.
A Potamos, il porto principale dell’isola, è in attività l’unico emporio, che
funge da minimarket, e un paio di taverne bar non aperte d’inverno, ma oltre i
viveri minimi per la sussistenza bisogna prendere il traghetto e rifornirsi
sulla terra ferma. Stesso discorso per la sanità: nell’isola c’è un piccolo
ambulatorio con un medico, ma se ti viene un serio coccolone tocca chiamare
l’elisoccorso e correre per decine di chilometri verso l’ospedale più vicino.
Infine, se volete fare smartworking la linea web non è all’ultimo grido e pare
traballi quando ci sono i temporali e molto vento. Certo, ad Antikythera
d’estate giungono centinaia di birdwachter e molti archeologi che cercano altri
reperti antichi sui fondali marini come il famoso Meccanismo di Antikythera, il
più antico calcolatore analogico della storia, risalente a oltre 2000 anni fa,
trovato proprio a ridosso dell’isola.
L'articolo “Vi diamo 500 euro al mese e una casa gratis se vi trasferite a
vivere qui”: l’annuncio dell’isola greca di Antikythera proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Fino a poco tempo fa le recensioni online dello Stella Montis, hotel di
Campitello di Fassa, parlavano di panorami, accoglienza e vacanze in montagna.
Poi qualcosa è cambiato. Nelle ultime settimane la struttura trentina ha
iniziato a ricevere decine di giudizi – quasi tutti con punteggi altissimi – ma
accompagnati da descrizioni che sembrano provenire da un altro mondo: avvisi su
“shredder nella hall”, giocatori che “compaiono a dieci metri”, “ratti nascosti
vicino all’ascensore”. Un linguaggio che ha poco a che fare con sci, Dolomiti e
relax. Come ricostruisce il Corriere della Sera, non si tratta né di un problema
dell’hotel né di una campagna ostile. All’origine del fenomeno c’è una singolare
omonimia. Stella Montis è infatti anche il nome di una mappa di Arc Raiders, uno
dei videogiochi online di maggior successo del momento. In quel contesto, lo
“shredder” citato ossessivamente nelle recensioni non è altro che un
robot-torretta che attacca i giocatori a vista all’interno del livello.
Da qui l’effetto valanga: i fan del gioco, probabilmente senza sapere
dell’esistenza dell’albergo reale, hanno iniziato a commentare la scheda Google
dell’hotel come se stessero recensendo l’esperienza di gioco. Così si leggono
frasi come “tutto fantastico, peccato che i giocatori spuntino a pochi metri”
oppure “bellissimo hotel, ma gli shredder ti triturano di colpi”. C’è anche chi
consiglia di “viaggiare da soli”, perché i gruppi avrebbero “un’altissima
probabilità di incontrare ratti nella hall”, un riferimento diretto alle
dinamiche competitive del videogioco.
La descrizione ufficiale della mappa di Arc Raiders contribuisce alla
confusione: “Stella Montis, una struttura di ricerca isolata tra cime innevate,
è considerata l’ultimo baluardo per la salvaguardia dell’umanità”. Un’immagine
che, almeno superficialmente, richiama l’ambientazione alpina dell’hotel reale,
pur non avendo alcun legame concreto. Contattati dal Corriere, i gestori dello
Stella Montis spiegano di non essere particolarmente preoccupati dalla vicenda.
“Cerchiamo di fare del nostro meglio senza leggere le recensioni”, è la loro
posizione. Anche perché, ricordano, Google Reviews “non verifica le recensioni
provenienti da altri siti”, consentendo di assegnare punteggi e commenti senza
un reale controllo. Molti giudizi sono in lingua straniera e il tono scherzoso è
evidente, così come il fatto che le valutazioni siano quasi sempre molto alte,
proprio per l’affetto dei gamer verso il titolo.
L’hotel potrebbe segnalare le recensioni come non pertinenti, ma al momento
sembra prevalere una certa indifferenza verso questa curiosa sovrapposizione tra
realtà e mondo virtuale. Arc Raiders, uscito nell’ottobre 2025, è un videogioco
online di tipo extraction shooter ambientato in un futuro distopico. I giocatori
interpretano sopravvissuti a un’invasione di macchine ostili provenienti dallo
spazio. Gli esseri umani vivono sottoterra e chi risale in superficie deve
recuperare risorse evitando robot e altri giocatori. L’ambientazione è una
versione futuristica dell’Italia meridionale nel 2180: la città sotterranea si
chiama Speranza ed è ispirata alla Galleria Umberto I di Napoli; compaiono
luoghi come lo Spazioporto di Acerra o la regione di Calabretta. Un successo
globale, certificato dai numeri: a metà gennaio Arc Raiders ha superato i 12,4
milioni di copie vendute. E, indirettamente, ha trasformato un tranquillo hotel
della Val di Fassa in uno dei luoghi più recensiti – e fraintesi – del web.
L'articolo “Attenzione ai robot che ti fanno a pezzi”, “Gli shredder ti
triturano di colpi”: l’hotel sulle Dolomiti ha lo stesso nome del livello di un
noto videogioco e viene invaso dalle recensioni surreali proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Mens sana in corpore sano”, lo sapevano bene gli avi che avevano intuito il
piacere olistico della cura del corpo. Le acque calde e rigeneranti offrono
un’oasi dove rallentare e rilassarsi, ritrovando energia e armonia. Un benessere
a tutto tondo, con tanti vantaggi per la bellezza ma anche per la salute, non a
caso la balneoterapia viene considerata una valida e piacevole alleata per
prevenire o curare alcune patologie. La tradizione termale italiana è antica,
complice la natura vulcanica di alcune località, ricche di fonti curative, tutte
con caratteristiche differenti a seconda della zona. Le terme non sono solo
un’occasione per rilassare corpo e mente, ma anche per scoprire gli incantevoli
territori che le ospitano, così i numerosi centri benessere che offrono le
migliori proposte wellness & beauty, impreziosite da suggestioni di mondo, dai
bagni turchi in stile moresco, alle saune del nord Europa, dai massaggi thai con
aromi di ylang ylang, ai trattamenti con i sali dell’Himalaya o rimedi
ayurvedici dell’atavico sapere indiano. Sono tantissimi i percorsi di equilibrio
profondo da vivere a pieno, tra relax, meditazione ed esperienze sensoriali
uniche, un viaggio nel mondo del benessere nelle più rinomate località termali
italiane ma anche in città, oppure tra le valli alpine, spazi di calma dove
ritrovare sé stessi e l’armonia di coppia, luoghi dell’ “io”, ma anche del
“noi”, perfetti per trascorrere un weekend romantico nel cuore dell’inverno, un
ottimo proposito anche per una fuga a San Valentino.
Terme italiane, tra benessere e cultura
Il turismo del benessere è un fiore all’occhiello che non passa mai di moda, una
tradizione antica che ha saputo rinnovarsi con proposte di ultima generazione.
Se il concetto di “calidarium” e “frigidarium” dell’antica Roma resta alla base
del relax rinvigorente, sono numerosissimi i percorsi di benessere innovativi
per esigenze sanitarie o specifici trattamenti di bellezza. Ogni località
termale del Bel Paese si distingue per diverse peculiarità: dalle acque
carboniche e sulfuree per i disturbi vascolari, alle fonti che contengono
solfato, bicarbonato, calcio e magnesio per la cura della pelle, così quelle
ricche di cloruro, sodio e magnesio, toccasana per riequilibrare l’intestino,
mentre quelle sulfuree e salsobromoiodiche sono indicate per artriti, reumatismi
e per rilassare il sistema muscolare, soprattutto con l’azione combinata dei
fanghi, un rimedio efficace per alleviare il dolore e distendere la parte
interessata.
L'articolo Dove andare alle terme questo inverno: dalle sorgenti naturali
curative alle spa cittadine, la guida completa per un San Valentino in relax
proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Fiè allo Sciliar il paesaggio ha un ordine antico: case compatte, balconi di
legno, fienili che sembrano appoggiati con precisione sui declivi. Sopra il
paese, lo Sciliar domina come una muraglia chiara, e non è solo una presenza
geologica e iconografica (sì, è la stessa montagna che compare nel logo di un
noto marchio di wafer): qui è anche una figura culturale. Nelle storie locali,
la montagna è legata alla leggenda delle streghe dello Sciliar, figure notturne
che – si racconta – si radunavano sui pendii e sulle rocce nei momenti di
tempesta, tra fuochi e vento, mentre in valle si chiudevano scuri e porte. È una
mitologia alpina che resiste perché si sposa bene con la scena reale: boschi
fitti, sentieri silenziosi, improvvisi tagli di luce sulle pareti dolomitiche.
Lasciando il piccolo centro di Fiè, parte una stradina secondaria che attraversa
pascoli e masi, costeggia fienili e piccoli recinti, e si arrampica senza fretta
verso i prati di Gfell. È una salita breve ma significativa: in pochi minuti
cambia il ritmo, si sente l’aria più secca, si abbassa il rumore. Qui
l’ospitalità è diffusa e discreta; tra le basi più comode c’è l’Hotel Gfell,
nato dall’evoluzione di una storica Jausenstation aperta nel 1967 dalla famiglia
Mair e trasformata negli anni in un luogo di sosta “seria” – cucina, camere,
benessere – senza perdere il legame con il contesto.
Siamo nel cuore del Parco naturale dello Sciliar-Catinaccio, una delle zone più
panoramiche e luminose delle Dolomiti. L’hotel sorge in posizione appartata,
sopra Fiè allo Sciliar, con una vista che spazia dal Catinaccio fino a giornate
limpide in cui lo sguardo arriva a intuire le masse più lontane, verso lo
Stelvio. È un punto di osservazione privilegiato, ma anche una base strategica
per muoversi: perfetto per un weekend lungo, ma altrettanto adatto a fermarsi di
più e rallentare davvero. La storia del Gfell è una storia di famiglia e di
continuità alpina. Tutto inizia nel 1967, appunto, ando Toni Mair apre un
ristoro per viandanti e contadini. Con il tempo diventa ristorante, poi punto di
riferimento gastronomico per la valle. Il passaggio decisivo arriva con Andreas
Mair, cresciuto tra questi prati, che insieme alla moglie Manuela trasforma
l’attività nel ristorante Schönblick. L’ingresso del figlio Julian, giovane e
con una visione chiara dell’ospitalità contemporanea, segna l’ulteriore salto:
nel luglio 2020 apre l’Hotel Gfell, integrando ristorante e antico fienile di
famiglia in un unico progetto.
L’architettura, firmata dallo studio altoatesino noa*, è uno dei punti di forza
della struttura: l’hotel è parzialmente interrato, segue la pendenza naturale
della collina e riduce al minimo l’impatto visivo. Nessun volume invasivo: il
paesaggio resta protagonista. L’accesso avviene attraverso il vecchio fienile,
costruito oltre cinquant’anni fa e oggi recuperato come lobby, lounge e sala
colazioni. Le 17 camere e suite, tutte panoramiche, sono pensate come rifugi
luminosi, con terrazze affacciate su prati e montagne. Materiali naturali, linee
pulite, comfort discreto: nulla è ostentato, tutto è funzionale al paesaggio. Lo
stesso vale per l’area wellness, dove la protagonista è la sauna panoramica, una
grande stanza in legno con vetrata a tutta ampiezza: davanti solo boschi,
pascoli e montagne. La zona relax si estende anche all’esterno, su terrazze in
legno che invitano a fermarsi, respirare, guardare. Il ristorante Schönblick,
guidato dallo chef Andreas Mair, è un altro motivo per scegliere Gfell come
destinazione e non solo come appoggio.
Una volta sistemati, il bello è che non serve programmare troppo. Una delle
passeggiate più semplici e gratificanti parte direttamente dall’hotel e
attraversa il bosco fino al laghetto di Fiè allo Sciliar. In inverno, quando
l’acqua si ghiaccia, diventa una pista naturale dove pattinare o giocare a
hockey; nelle altre stagioni è un luogo silenzioso, circondato da larici. Poco
sopra si trova la Malga Tuff, tappa ideale per un pranzo ristoratore: gulash
fumante, wurstel altoatesini, piatti sostanziosi e senza fronzoli, perfetti dopo
una camminata. In circa 20 minuti d’auto si raggiunge la cabinovia dell’Alpe di
Siusi, l’altopiano più grande d’Europa. In inverno è un comprensorio sciistico
ampio e ben organizzato; nelle altre stagioni offre passeggiate panoramiche,
percorsi per famiglie e itinerari più lunghi per camminatori esperti.
C’è poi un momento che, più di altri, sintetizza il senso di questo territorio:
il tramonto. Qui prende il nome di enrosadira, il fenomeno ottico tipico delle
Dolomiti che colora la roccia di sfumature rosate, arancio e rame quando il sole
cala e la dolomia riflette la luce radente. All’Alpe di Siusi lo spettacolo è
particolarmente evidente perché l’altopiano, aperto e privo di ostacoli visivi,
permette allo sguardo di seguire la trasformazione minuto per minuto. Le pareti
del Catinaccio si accendono per prime, poi il colore si sposta sulle Odle, sul
Sassolungo e sul Gruppo del Sella, mentre le ombre si allungano sui prati. Il
rosa si fa più denso, vira al viola, quindi si spegne lentamente nel grigio
azzurro della sera. Non è un evento improvviso ma un processo, e forse è questo
a renderlo così ipnotico: si resta fermi, spesso in silenzio, a guardare una
montagna che sembra cambiare materia, ricordando perché le Dolomiti siano state
chiamate “montagne rosa” e perché qui i colori del cielo siano amplificati dalla
roccia.
La sera, tornando verso Fiè e risalendo ai prati di Gfell, la zona torna a
essere se stessa: poche luci, aria ferma, il profilo dello Sciliar che si
scurisce e sembra di nuovo una presenza. È qui che si capisce la differenza tra
una toccata e fuga per inseguire il “trend Dolomiti” e un viaggio dentro un
territorio: non si rincorrono solo i luoghi famosi, si ascolta come cambia il
paesaggio da un bosco a un altopiano, da un lago ghiacciato a una malga, da un
passo panoramico a una strada secondaria che attraversa i pascoli. E forse è
anche per questo che la leggenda delle streghe dello Sciliar continua a
circolare: perché in questa parte di Alto Adige la montagna non fa solo da
sfondo. È una voce costante, che accompagna ogni passo.
Per chi vuole allungarsi qualche giorno o approfittare del viaggio di rientro
per spingersi oltre, le opzioni non mancano. Attraversando i passi si arriva in
Val di Fassa, porta d’accesso al gruppo del Catinaccio, con le sue Torri del
Vajolet e i rifugi storici. In alternativa, in circa 40 minuti si raggiunge
Ortisei, da cui parte la celebre Statale 48 delle Dolomiti: una delle strade
panoramiche più iconiche d’Italia, che attraversa i passi Gardena, Sella e
Pordoi, scendendo verso Canazei o salendo in direzione Cortina. Una strada
diventata virale sui social, oggi meta anche di viaggiatori d’oltreoceano, ma
che conserva intatto il suo fascino. E’ uno di quei luoghi in cui si capisce
perché le Dolomiti siano diventate un linguaggio globale: basta una curva, un
filo di luce, e la foto si fa da sola.
L'articolo Fiè allo Sciliar e l’Alpe di Siusi: guida per un weekend tra boschi,
malghe e leggende (e una spa con vista sulle Dolomiti) proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La rivoluzione dei farmaci dimagranti – di cui Ozempic e Wegovy sono i più noti
– non sta influendo solo sulla qualità della vita di chi li assume: potrebbe
addirittura portare una benefica ventata nel settore aereo. Proprio questo
emerge dallo studio Jefferies pubblicato nella seconda settimana di gennaio e
che ha fatto decisamente scalpore.
IL GRATTACAPO DEL CARBURANTE
580 milioni di dollari all’anno: tanto potrebbero risparmiare in carburante le
quattro principali compagnie aeree statunitensi (American Airlines, Delta Air
Lines, Southwest Airlines e United Airlines) secondo l’indagine condotta
dall’analista azionaria Sheila Kahyaoglu di Jefferies, che ha dichiarato al New
York Times: “È logico che il peso dei passeggeri abbia un impatto sui costi”.
Secondo le stime dello studio, nel 2026 le quattro compagnie citate consumeranno
oltre 60 miliardi di litri di carburante, per un costo complessivo di 38,6
miliardi di $, cioè quasi il 20% della loro spesa totale. Kahyaoglu ritiene
possibile una riduzione di circa 1452 kg su un Boeing 737 Max 8. Come se non
bastasse, ci sarebbero benefici anche gli investimenti: infatti una riduzione
del 2% del peso trasportato potrebbe aumentare gli utili per azione di circa il
4%. Le prospettive appaiono pure in crescita, vista la continua diffusione dei
farmaci antiobesità – anche grazie al fatto che sono disponibili pure versioni
sotto forma di pillole, più facili da gestire rispetto alle classiche iniezioni.
Secondo un’indagine pubblicata a novembre e curata dall’associazione non profit
americana KFF, negli USA un adulto su 8 assume farmaci dimagranti. Quanto
all’Italia, secondo i dati AIFA resi noti a novembre, nel 2024 le vendite di
questi farmaci sono aumentate del 78,7%. Ozempic e affini dimostrano quindi di
risolvere contemporaneamente un cruccio che riguarda in modi simili persone… e
aerei.
GUERRA AL PESO
Non è da ora che l’hanno dichiarata le compagnie aeree: anche il più piccolo
calo sembra capace di portare benefici in un sottilissimo gioco di equilibri,
che può sembrare insignificante ma comunque incidere sul serio quando si tratta
di generare la spinta sufficiente per far decollare e mantenere in volo un
aereo. “Quattro decenni fa, American Airlines rimosse una singola oliva
dall’insalata di ogni passeggero, risparmiando 40.000 $ all’anno in costi per il
cibo e il carburante”, scrive il New York Times. Nel 2024, vettori come Air New
Zealand, Finnair e Korean Air si sono attirati delle critiche per la scelta di
pesare alcuni passeggeri al gate per valutarne peso ed equilibrio – soprattutto
su un aereo con pochi posti, anche un lieve cambiamento nella distribuzione del
peso può causare problemi in volo. L’anno scorso, è balzata agli onori delle
cronache la notizia secondo cui Ryanair era perfino disposta a pagare congrui
bonus ai dipendenti che individuavano bagagli fuori misura, e quindi più
pesanti.
Ma gli effetti dei farmaci antiobesità non sembrano limitarsi a questo. Secondo
un recente articolo pubblicato su NBC News, negli USA alcune catene di
ristoranti cominciano a proporre menù più adatti ai nuovi bisogni di chi assume
Ozempic o Wegovy. “Le catene nazionali di ristoranti stanno silenziosamente
riformulando i loro menù per offrire ai clienti porzioni ridotte a prezzi
inferiori, indipendentemente dal fatto che siano in cura o meno con il farmaco”,
si legge sull’articolo. Pure i supermercati seguono l’onda, come riportava la
scorsa settimana AP. “I pasti e gli snack con l’etichetta ‘GLP-1 Friendly’ in
confezione si stanno diffondendo nei supermercati USA, man mano che un numero
crescente di americani prova i farmaci contro l’obesità come Wegovy e Zepbound
per dimagrire”. Una rivoluzione dunque con effetti benefici, anche se l’effetto
dimagrante di questi medicinali sarebbe effimero, secondo un nuovo studio: il
rischio è che smettendo l’assunzione si recuperi in fretta i chili persi, con
buona pace delle compagnie aeree.
L'articolo “Il peso dei passeggeri ha un impatto sul costo dei voli: se sono più
magri, i biglietti si pagano meno”: gli effetti dell’Ozempic-mania sugli aerei
proviene da Il Fatto Quotidiano.