Sono partiti per le Maldive con l’idea di un viaggio romantico, tra mare
cristallino e tramonti da cartolina, e invece gli ex concorrenti di Temptation
Island Valerio Ciaffaroni e Arianna Mercuri si sono ritrovati protagonisti di
una disavventura degna di un film thriller. “Pensavano le avessi messo le mani
addosso”, racconta ancora incredulo Valerio tramite un video sul suo profilo
Instagram, ricordando l’intervento della polizia locale che ha quasi trasformato
la fuga romantica in un incubo giudiziario. Tutto è iniziato su un piccolo volo
interno, necessario per raggiungere l’atollo dove li attendeva il resort.
Arianna, che soffre di emetofobia (una paura estrema del vomito), ha avuto un
attacco di panico in volo. “Forse poche persone potrebbero capire questa cosa.
Io ho la fobia del vomito. Non è una paura che dici ‘oddio, quello vomita,
aiuto’. No. Soffro d’attacchi di panico, sto male. È una cosa molto faticosa da
gestire. La mia testa non funziona più”, ha spiegato la ragazza. “Durante il
volo, la persona seduta accanto a noi ha dato di stomaco. Da lì è successo il
panico“, ha continuato Valerio.
Una volta atterrati per uno scalo tecnico, la situazione è degenerata: Arianna è
scesa dall’aereo correndo lungo la pista d’atterraggio. “Sono scesa di corsa
perché non volevo più stare lì dentro, quindi scendo sulla pista d’atterraggio e
inizio a correre, lontano da tutti, in mezzo alla sabbia. Mi rincorrevano quelli
dell’aeroporto dicendomi che dovevo salire sull’aereo, e io dicevo: ‘No, io non
salgo sull’aereo, non salgo sull’aereo’”. Nel frattempo, Valerio è rimasto
bloccato a bordo, circondato da guardie convinte che stesse accadendo una
violenza. “Volevano arrestarmi. Pensavano che io gli avessi messo le mani
addosso. È arrivato questo poliziotto con le manette e ho detto ‘ecco qua, è
arrivata la fine mia’. Non potevo comunicare perché con l’inglese sono molto
negato e quindi non riuscivo a parlare con loro. Dopo una ventina di minuti ho
cercato di farmi capire a gesti”.
L’intervento di un addetto alla sicurezza ha finalmente chiarito tutto. “Ha
spiegato alla polizia che si trattava di un attacco di panico e che io non
c’entravo nulla. Finalmente mi hanno fatto scendere anche a me dall’aereo. La
cosa divertente? Mi hanno portato un carrelletto per i bagagli e io, sulla pista
d’atterraggio, ho preso le valigie e camminato tranquillamente, mentre l’aereo
ripartiva per la seconda fermata”, ha concluso Valerio. Nonostante il
chiarimento, la coppia ha dovuto rinunciare al resort di lusso e stravolgere
completamente le vacanze, andando in un’altra struttura.
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L'articolo “Sono scesa dall’aereo e ho iniziato a correre in pista, quelli
dell’aeroporto mi rincorrevano”. Valerio e Arianna di Temptation Island alle
Maldive protagonisti di una disavventura degna di un film proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Viaggi
Re Carlo III ha inaugurato il cammino costiero attrezzato più lungo del mondo,
che porta il suo nome. Il ‘King Charles III England Coast Path’, con i suoi
4.327 chilometri (2.689 miglia), permette per la prima volta di percorrere a
piedi ininterrottamente l’intera costa inglese, attraversando scogliere, paludi
salmastre, spiagge e villaggi storici.
Il sovrano, che ieri aveva accolto con tutti gli onori a Windsor il presidente
nigeriano Bola Tinubu e la first lady Oluremi per la prima visita di Stato da 37
anni di un leader del popoloso Stato africano un tempo colonia dell’impero
britannico, ha partecipato all’evento sulle scogliere di gesso delle Seven
Sisters, nell’East Sussex. Accompagnato dalla ministra dell’Ambiente Emma
Reynolds, Carlo III, grande appassionato di cammini e natura, ha percorso a
piedi un tratto del nuovo tracciato. Per completare il progetto, l’ente Natural
England ha dovuto realizzare oltre 1.600 chilometri di nuovi sentieri,
installando ponti e passerelle per rendere accessibile ogni passo lungo la costa
inglese.
L'articolo Re Carlo inaugura il cammino costiero più lungo del mondo: tra
scogliere mozzafiato, paludi e villaggi storici, ecco il ‘King Charles III
England Coast Path’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento
di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia, nonché
il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS
porta avanti da oltre 50 anni la sua missione di educazione della collettività
alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio. Infatti dal 1993 – anno della
prima edizione dell’evento – fino all’autunno scorso, quasi 13 milioni e mezzo
di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17mila luoghi speciali
delle città e dei territori in cui vivono.
E per questa primavera il menù appare particolarmente ricco perché sono 780 le
proposte del FAI in ben 400 luoghi diversi.
Le grandi città
Proprio alcuni dei tesori delle grandi città apriranno i loro portoni.
Cominciamo dalla Capitale: previste a Roma diverse aperture straordinarie di
beni e ambienti normalmente non accessibili al pubblico, come il Palazzo del
Ministero dell’Istruzione e del Merito, progettato da Cesare Bazzani nel 1912,
che aprirà per volontà dello stesso Ministro Giuseppe Valditara, per
sottolineare il grande valore educativo delle Giornate FAI; e ancora la Corte
Suprema di Cassazione, con sede presso il Palazzo di Giustizia, realizzato su
progetto dell’architetto Guglielmo Calderini tra il 1888 e il 1910.
A Milano apertura del Palazzo delle Finanze, costruito negli anni Trenta del
‘900 per raggruppare gli uffici che si occupavano di tasse e imposte e dove si
accederà anche al bunker e al caveau; e ancora la Torre Libeskind (riservata
agli iscritti FAI e su prenotazione), edificio progettato dall’architetto
statunitense Daniel Libeskind e costruito tra il 2015 e il 2020, soprannominato
il Curvo per via della sua forma, quindi la Sede Rai di Corso Sempione (visite
su prenotazione), con 5 studi televisivi e 5 radiofonici, dove i visitatori
potranno sperimentare in prima persona gli effetti della Extended Reality e
scoprire le innovazioni tecniche utilizzate durante le trasmissioni delle
Olimpiadi invernali;
A Napoli aprirà i cancelli lo Stadio Maradona, inaugurato nel 1959, dove i
visitatori potranno osservare da bordo campo il terreno di gioco e percorrere il
cosiddetto “Miglio Azzurro”, proprio come fanno gli atleti; e il Palazzo
d’Avalos del Vasto (riservato agli iscritti FAI), divenuto nei secoli una vera e
propria reggia urbana, ora interessato da importanti restauri ed eccezionalmente
accessibile per il FAI.
A Genova si potrà visitare la Lanterna, il monumento più famoso della città, le
cui prime testimonianze scritte risalgono al 1128.
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28. PALERMO, PORTA-NUOVA (C) FAI (2)
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18. TORINO, PALAZZO-DI-CITTA-MUNICIPIO, FOTO GIORGIO BLANCO (C) FAI (1)
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MILAN, ITALY: MODERN BUILDINGS AT CITYLIFE
Milan, Italy - April 24, 2022: Milan, Lombardy, Italy: modern buildings at the
Citylife park
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7. MILANO, PALAZZO DELLE FINANZE, MILANO_0002 ©ROBERTO MORELLI (1)
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16. VENEZIA, PALAZZO-FERRO-FINI_FOTO CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO (2)
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9. NAPOLI, STADIO MARADONA, FOTO GIOVANNI FORMOSA (C) FAI (1)
A Torino aprirà i suoi spazi il Palazzo di Città, sede del Municipio, con
ambienti riccamente decorati, come la Sala del Sindaco – eccezionalmente
accessibile – la Sala dei Marmi e la Sala del Consiglio, con velluti e damaschi
rossi alle pareti, così come l’Opificio delle Rosine, storica istituzione
cittadina nata nel 1756 per sostenere l’emancipazione delle donne attraverso
formazione e lavoro autonomo, oggi polo artistico e culturale con una forte
vocazione sociale.
Quindi a Palermo si potrà vedere Porta Nuova a Palermo, esempio tra i più
rappresentativi dell’architettura trionfale della città, dove verrà proposta una
nuova visita inclusiva e accessibile a tutti, in collaborazione con il Comando
Militare Esercito “Sicilia”, proprietario del bene, e l’Università degli Studi
di Palermo, che prevede supporti realizzati appositamente per le Giornate FAI,
come visite tattili con plastici e virtuali con video per persone con mobilità
ridotta e un cartone animato per bambini,
Sorpresa a Firenze con l’apertura di Palazzo Cerretani (visite su prenotazione),
edificio cinquecentesco che appartiene alla Regione Toscana, con la splendida
Sala del Barbarossa affrescata nella prima metà del ‘700 da Vincenzo Meucci e
oggi sede dell’importante biblioteca intitolata a Pietro Leopoldo;, da non
perdere anche Palazzo Buontalenti, o Casino Mediceo di San Marco, edificato come
“officina” del granduca Francesco I e oggi, dopo aver ospitato la Corte
d’Appello, sede della School of Transnational Governance (EUI);
Infine visita straordinaria a Ca’ Giustinian di Venezia (riservata agli iscritti
FAI), notevole palazzo gotico situato nell’area marciana, dal 2008 sede degli
uffici della Biennale.
Itinerario francescano
Tra le novità della prossima edizione delle Giornate del FAI l’inedito
itinerario per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
Si tratta di aperture in 8 regioni che valorizzeranno la figura e l’eredità
spirituale e culturale del santo patrono d’Italia. Tra i luoghi coinvolti il
Santuario di San Donato con l’adiacente Giardino storico di San Francesco a
Ripacandida (PZ) – la “piccola Assisi lucana” – decorato con affreschi del ‘500
e riconosciuto nel 2010 dall’UNESCO “monumento messaggero di cultura di pace”;
il Complesso francescano di San Bernardino a Caravaggio (BG), con un prezioso
ciclo di affreschi raffigurante la Passione di Cristo. In Umbria, visite al
Convento di San Fortunato a Montefalco (PG), convento francescano che custodisce
al suo interno affreschi rinascimentali di Benozzo Gozzoli e, nel bosco
circostante, suggestive grotte, oratorio sotterraneo di epoca paleocristiana,
poi adibito al culto del cristianesimo, e infine il Bosco di San Francesco, Bene
del FAI ad Assisi (PG), luogo di armonia e silenzio ai piedi della Basilica di
San Francesco, dove si può ammirare il Terzo Paradiso di Michelangelo
Pistoletto.
Altre “chicche” e curiosità
Durante le Giornate FAI di Primavera 2026 sarà possibile visitare
eccezionalmente l’Accademia Navale di Livorno, ente universitario che si occupa
della formazione degli ufficiali della Marina Militare, di solito accessibile ai
soli addetti ai lavori e alle famiglie degli allievi in occasioni specifiche
come il Giuramento o eventi istituzionali. Il complesso originario sorge
sull’area del Lazzaretto di San Jacopo, luogo che veniva utilizzato per la
quarantena dei marinai provenienti dai mari di Levante. Questa parte
dell’Accademia fu inaugurata nel 1881, grazie soprattutto alla volontà
dell’Ammiraglio Benedetto Brin che volle unificare la Scuola Navale del Regno di
Sardegna, che aveva sede a Genova, e quella Borbonica, con sede a Napoli,
diventando così un simbolo dell’unità nazionale. Oggi l’Accademia si sviluppa su
una superficie di 215 mila metri quadrati, aprendosi verso il mare con un fronte
che misura quasi due chilometri. All’interno trovano spazio laboratori
scientifici, dormitori, piscina, palestra, biblioteche e aule dedicate alla
formazione e all’esterno il brigantino interrato. Non mancano anche il cinema e
l’auditorium, per quella che può davvero essere definita come una piccola
cittadella completamente dedicata alla vita militare della Marina, che accoglie
più di 1.200 persone tra Allievi Ufficiali e Ufficiali.
Si prosegue con la Stamperia Pascucci, antica bottega artigiana nata nel 1826 a
Gambettola (FC), luogo scelto per la facilità di reperimento della materia
prima, la canapa; anche il colore utilizzato per la stampa, il ruggine, deriva
dal ferro ossidato in disuso, di cui la cittadina è stata per lungo tempo centro
di riferimento. Il processo di stampa utilizzato allora come oggi è la tecnica
xilografica: matrici in legno di pero intagliate a mano, impregnate di pasta
colorante, vengono battute con il mazzuolo sui tessuti di canapa. Ne nascono
figure geometriche, floreali o animali facenti parte del ricco patrimonio
iconografico popolare.
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MILAN, ITALY: MODERN BUILDINGS AT CITYLIFE
Milan, Italy - April 24, 2022: Milan, Lombardy, Italy: modern buildings at the
Citylife park
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5. GENOVA, LANTERNA, FOTO MARCESINI (1)
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3. ROMA, VILLA LANTE ©FLAMINIA LERA (3)
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2A. ROMA, PALAZZO DELLA CANCELLERIA, FOTO GIOVANNI FORMOSA (C) FAI (11)
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2. ROMA, PALAZZO DELLA CANCELLERIA, FOTO GIOVANNI FORMOSA (C) FAI (9)
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1A. ROMA, MINISTERO DELL_ISTRUZIONE E DEL MERITO, FOTO MINISTERO DELL_ISTUZIONE
E DEL MERITO (2)
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1. ROMA, MINISTERO DELL_ISTRUZIONE E DEL MERITO, FOTO MINISTERO DELL_ISTUZIONE E
DEL MERITO
Invece a Nola, in provincia di Napoli, da non perdere la Fonderia Nolana fondata
negli anni ’70 da Pasquale Del Giudice, che si basa sulla millenaria tradizione
metallurgica dell’agro nolano, centro celebre per la fusione dei bronzi da aver
dato il nome “nolae” alle piccole campane. Evolutasi da bottega artigiana a polo
internazionale d’eccellenza, all’interno della struttura l’antico metodo della
cera persa si fonde con tecnologie digitali d’avanguardia che non sostituiscono,
ma potenziano la gestualità dello scultore. Il sito è un crocevia storico dove
il “saper fare” campano dialoga con artisti globali, in una sintesi perfetta tra
archeologia industriale e futuro.
A Sarzana (SP) sarà visitabile Maristaeli Luni, la stazione elicotteri della
Marina Militare inserita in un rilevante contesto paesaggistico e nata nella
seconda metà del ‘900 come infrastruttura strategica per l’Aviazione Navale
italiana e per la NATO. Poi si è progressivamente sviluppata e adeguata alle
nuove esigenze operative, diventando un polo di eccellenza per la formazione e
l’addestramento degli equipaggi di volo in ambiente marittimo e svolgendo un
ruolo centrale anche nelle operazioni di soccorso, protezione civile e sicurezza
marittima. La stazione comprende piste di decollo e atterraggio, hangar per
ricovero e manutenzione degli aeromobili, aree dedicate all’addestramento,
simulatori di volo e di ammaraggio forzato, officine, laboratori e magazzini, in
cui gravitano oltre 600 persone.
A Macerata si potrà visitare il Teatro Lauro Rossi, con i suoi 426 posti a
sedere, è un gioiello settecentesco, nato come “teatro condominiale”. Nel 1765
ben 46 nobili maceratesi promossero la realizzazione di un nuovo teatro nello
spazio occupato dal vecchio Palazzo Comunale. L’incarico venne affidato ad
Antonio Galli, detto il Bibiena, il cui progetto venne riadattato nel 1769 da
Cosimo Morelli, che diresse i lavori di costruzione: la sua realizzazione spetta
dunque ai due più importanti progettisti teatrali del XVIII secolo. Inaugurato
nel 1774, il teatro venne intitolato nel 1884 al compositore maceratese Lauro
Rossi.
Dalle Marche alla Puglia: a Bari apertura straordinaria per il Teatro Margherita
edificato tra il 1912 e il 1914 come una costruzione palafitticola su pilastri
in cemento armato sul tratto di mare prospiciente il cosiddetto “giardino
Margherita”. Rappresentava la risposta ingegnosa al divieto di costruire altri
teatri sul territorio barese al di fuori del Teatro Petruzzelli e la sua storia
riassume emblematicamente l’evoluzione del gusto dei cittadini per i luoghi di
spettacolo e di ritrovo dai primi anni del secolo scorso ai giorni nostri.
E infine a Orgosolo (NU, verso la fine degli anni ‘60 un maestro d’arte,
Francesco del Casino, con i suoi studenti della locale scuola media iniziò a
dipingere sui muri del paese opere che esprimevano critiche sociali, storie e
memorie collettive. Il fenomeno muralistico divenne un vero e proprio movimento
di arte murale politica, collegato alle lotte locali (come la mobilitazione di
Pratobello contro la creazione di un poligono militare) e internazionali. E così
il paese ben presto si trasformò in un museo di impegno civico a cielo aperto:
oltre a toccare i murales più significativi di Corso Repubblica, il percorso
proposto nelle Giornate FAI permetterà di scoprire la tradizione locale
dell’allevamento del baco da seta e della lavorazione della fibra.
L'articolo Giornate Fai di Primavera 2026, dal Palazzo di Città di Torino alla
Torre Libeskind di Milano: le “chicche” da vedere il 21 e 22 marzo – LA GUIDA
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Secondo quanto riportato dal “New York Post”, i viaggiatori diretti verso le
mete più gettonate degli Stati Uniti per le tradizionali vacanze primaverili
dello Spring Break devono prestare la massima attenzione a ciò che riportano a
casa all’interno delle valigie. I recenti report stilati dalle aziende
specializzate in disinfestazione indicano infatti un netto e preoccupante
aumento delle infestazioni di cimici da letto legate agli spostamenti turistici,
con un’incidenza particolare in diversi Stati del Sud.
LA MAPPA DEL RISCHIO E IL NODO DEGLI ALLOGGI LOW COST
I dati diffusi dall’azienda Terminix ad Atlanta hanno posizionato la Georgia al
sesto posto a livello nazionale per numero di richieste di intervento contro le
cimici da letto. L’allarme, tuttavia, non è isolato: preoccupazioni in forte
crescita per infestazioni legate ai viaggi si registrano attualmente anche in
Florida, Texas e Tennessee. Il “New York Post” riporta l’analisi dell’esperto di
viaggi Lee Abbamonte, il quale ha chiarito come i turisti affrontino un rischio
sensibilmente più alto in determinate tipologie di strutture ricettive. “Le
cimici da letto spesso compaiono in luoghi frequentati da turisti più giovani e
attenti al budget“, ha affermato Abbamonte, puntando il dito contro le
destinazioni primaverili più popolari tra gli studenti e gli ostelli della
gioventù.
Queste location sono caratterizzate da un elevatissimo e costante ricambio di
ospiti e da stanze molto affollate, fattori logistici che rendono oggettivamente
più difficile garantire una pulizia profonda e accurata tra un check-in e
l’altro. “I giovani e gli studenti in genere non si preoccupano dello stato
della stanza“, ha aggiunto l’esperto in modo pragmatico. “Vogliono solo essere a
destinazione spendendo il meno possibile”.
GLI INSETTI “AUTOSTOPPISTI”: COME SI MUOVONO E DOVE SI NASCONDONO
Dal punto di vista biologico, le cimici da letto sono insetti piccoli e piatti
che rifuggono la luce. Secondo il report di Terminix, si nascondono tipicamente
nelle fessure scure e nelle crepe situate in prossimità dei luoghi in cui le
persone dormono. All’interno delle camere d’albergo e degli affitti a breve
termine, i focolai si trovano comunemente lungo le cuciture dei materassi,
dietro le testiere dei letti, all’interno delle giunture dei mobili e lungo le
linee dei battiscopa.
Benjamin Hottel, entomologo della Orkin operante in Georgia, ha confermato al
quotidiano che il viaggio rappresenta uno dei vettori principali per la
diffusione globale di questi parassiti. Hottel ha definito le cimici come degli
abili “autostoppisti“, capaci di aggrapparsi saldamente agli effetti personali.
In questo modo, i viaggiatori trasportano del tutto inconsapevolmente gli
insetti a bordo degli aerei, da un hotel all’altro e, inevitabilmente,
all’interno delle proprie abitazioni al rientro dalle ferie.
LE REGOLE PER LA PREVENZIONE DOMESTICA
Per neutralizzare il rischio di un’infestazione domestica di ritorno dallo
Spring Break, l’entomologo Hottel raccomanda due procedure meccaniche molto
precise:
* Ispezione visiva accurata: controllare minuziosamente i bagagli, prestando
attenzione alle cuciture e alle cerniere, e ispezionare tutti i capi di
abbigliamento estratti dalla valigia.
* Azione termica preventiva: in caso di sospetta esposizione, l’azione più
efficace consiste nell’inserire immediatamente gli indumenti da viaggio in
un’asciugatrice impostata ad alta temperatura per circa 30-45 minuti. Il
calore prolungato è infatti letale per questi insetti ed è in grado di
eliminarli prima che possano annidarsi e riprodursi in casa.
L'articolo Torna l’allarme cimici da letto in hotel: l’errore da non fare con la
valigia al rientro per non infestare la propria casa proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Design impeccabile, natura intatta e ospitalità d’autore: dieci rifugi dove
rallentare e ritrovare bellezza
“Vale più un bicchiere de Frascati che tutta l’acqua der Tevere”, recita un
proverbio romano. Possiamo dire “In vino veritas”, sorseggiando un calice a km
zero, nota di gusto ed espressione di forte identità. Le vigne disegnano i
paesaggi dei Colli Albani, un tempo iracondi vulcani, oggi un idillio a un passo
da Roma, dove spuntano i Castelli Romani, borghi gioiosi che rivendicano
l’essenza della romanità, cultura locale e non metropolitana. Si saluta l’Urbe
per incontrare la campagna, memore di balli, canti e stornelli che rimandano
alle feste baccanali e dionisiache degli antichi romani, cultori della vita che
interpretavano il ciclo delle stagioni come un inizio perpetuo e mai come una
fine.
I Castelli Romani sono noti per le goderecce “ottobrate romane”, ma l’invito è
quello di scoprirli anche a inizio primavera, inebriati dall’odore dei prati
ammantati da fiori di malva e parietaria: natura che si risveglia tra file di
pini marittimi, siepi di borragine e sambuco e muretti di pietre laviche dove si
“arrampica” il tenace luppolo selvatico, chiamato dai locali “La fine der monno
colla frittata”. Ma la primavera è anche una dolce scoperta, come le fragoline
di Nemi, servite “in coppa” o nei cestini di frolla, perfette per una pausa sul
belvedere lacustre, uno dei più panoramici di questi incantevoli colli a sud
della Capitale. Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna,
Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte
Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora e Velletri: per
citarli tutti a rigor di geografia, alcuni sono vere e proprie perle di storia e
cultura da non perdere.
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ROCCA DI PAPA
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FRAGOLINE DI NEMI
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FRASCATI
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LAGO DI ALBANO
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WHATSAPP IMAGE 2026-03-13 AT 15.07.47
I Castelli Romani rievocano l’Italia dei campanili, quella delle insegne anni
’50 dei bar, vere università della vita che animano le piazze, e dei silenzi
delle retrovie: vicoletti profumati di bucato appena steso e sugo che ribolle
nelle pentole, alchimia di aromi contrastanti che allietano i sensi. Luoghi che
svelano scienza e spiritualità, dall’European Space Agency – eccellenza
frascatana – alla villa pontificia di Castel Gandolfo; siti archeologici come
l’antica città di Tuscolo, con il magnifico teatro romano del I secolo a.C.; e
poi la bellezza della natura di genesi vulcanica, dove le acque dei laghi di
Nemi e Albano riempiono le conche di antichi crateri, oggi bacini lacustri
ricchissimi di biodiversità, costeggiati da boschi di querce, castagni e faggete
alle quote più alte. Una gita ai Castelli è un perfetto esempio di turismo di
prossimità, ideale per un weekend fuori porta o qualche giorno di vacanza.
FRASCATI E GROTTAFERRATA, CITTADINE SIGNORILI
Distinta, elegante e identitaria, Frascati, situata alle pendici del Monte
Tuscolo, è un salotto urbano che guarda dall’alto la Capitale. Seducente come la
“Pupazza frascatana”, il dolce tipico che raffigura una fanciulla con tre seni;
nobile come la monumentale Villa Aldobrandini, la residenza cinquecentesca più
celebre dei Castelli, che domina Piazza Marconi, splendido belvedere su Roma. Da
non perdere anche Villa Ruffini, detta “La Rufina”, e il giardino di Villa
Torlonia, ciò che resta della residenza dopo i bombardamenti della Seconda
guerra mondiale.
Frascati è anche Città del Vino e conquista il palato con Frascati Superiore
DOCG, Cannellino DOCG e Frascati DOP. Dopo una degustazione vale la pena salire
al Monte Tuscolo, a soli cinque chilometri dal centro, per visitare le rovine di
Tusculum, fiorente città tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero
romano.
Anche Grottaferrata si distingue per l’eleganza del centro storico, impreziosito
dall’Abbazia di San Nilo, fondata nel 1004. Nelle sue fondamenta si trova la
celebre “crypta ferrata”, l’oratorio chiuso da grate di ferro che ha dato
origine al nome della città. L’intero complesso abbaziale, con mura merlate,
torrioni e fossati, è ancora oggi luogo di culto per le comunità di rito
bizantino greco-cattolico. Il Museo dell’Abbazia conserva reperti delle antiche
ville romane della zona, mentre la Biblioteca custodisce codici dell’XI secolo
ed è nota anche per il restauro del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.
NEMI, ALBANO LAZIALE E CASTEL GANDOLFO: L’ANDAR PER LAGHI
I laghi caratterizzano il paesaggio dei Colli Albani. Il borgo di Nemi,
arroccato su uno sperone di roccia vulcanica, è tra i più pittoreschi dei
Castelli. Le sue case colorate scendono secondo pendenza come una platea
affacciata sul lago, il celebre “Specchio di Diana”. Qui si trovava il santuario
di Diana Nemorense, e proprio nelle acque del lago furono rinvenute le
spettacolari navi dell’imperatore Caligola, oggi raccontate nel Museo delle Navi
Romane. Simbolo del borgo restano le dolcissime fragoline di bosco, protagoniste
della pasticceria locale.
Albano Laziale si affaccia sul suo lago omonimo, che misura 9,5 chilometri di
perimetro, percorribili a piedi o in bicicletta. Lungo il percorso si incontrano
testimonianze antiche come il Ninfeo Dorico, il Ninfeo Bergantino, l’Emissario
romano e il Villaggio palafitticolo delle Macine. Sul lago si possono praticare
canoa e sport acquatici, oppure partecipare a un rilassante tour in battello
elettrico. In città spiccano monumenti come l’Anfiteatro romano, la Porta
Pretoria, i giganteschi Cisternoni, le Catacombe di San Senatore e l’incontro
con la regina delle vie romane: la Via Appia.
Elegante e panoramica, Castel Gandolfo domina l’orlo occidentale del cratere del
lago di Albano. Il borgo è celebre per la residenza estiva dei Pontefici, con i
magnifici Giardini Vaticani, costruiti sui resti della Villa di Domiziano. La
facciata del palazzo pontificio incornicia Piazza della Libertà, impreziosita
dalla Chiesa di San Tommaso di Villanova e dalla fontana progettata da Bernini.
Il belvedere sul lago è imperdibile, così come i ristorantini lungo le sponde
dove assaporare la cucina romana.
ARICCIA, MARINO, ROCCA DI PAPA, GENZANO E LANUVIO: TRADIZIONE E SAPORI
Le celebri fraschette sono il cuore gastronomico dei Castelli. A Ariccia si
gustano porchetta e Romanella, l’abbinamento simbolo della domenica romana. La
città è famosa anche per il Ponte di Ariccia, alto quasi 60 metri, e per il
Santuario di Santa Maria di Galloro, progettato da Bernini. A Marino, durante la
storica Sagra dell’Uva (prima domenica di ottobre), dalla Fontana dei Mori
sgorga vino al posto dell’acqua. Le cantine locali offrono Marino DOP e dolci
tradizionali come le Ciambelle al mosto IGP. Da scoprire anche Marino
Sotterranea, affascinante rete di cunicoli scavati nel peperino, la roccia
vulcanica locale.
Sui pendii del Monte Cavo troneggia Rocca di Papa, tra i centri più panoramici
dei Colli Albani. Suggestivo il Quartiere dei Bavaresi, con vicoli medievali e
viste che nelle giornate limpide arrivano fino al Mar Tirreno. Qui si trovano
anche il Museo Geofisico e la sede del Parco Regionale dei Castelli Romani. A
Genzano di Roma, ogni anno a fine giugno, si svolge la spettacolare Infiorata,
un tappeto floreale di oltre 2.000 m² lungo Via Belardi, che scende dalla Chiesa
di Santa Maria della Cima formando straordinari quadri di petali colorati. Da
visitare anche l’elegante Palazzo Sforza-Cesarini.
Infine Lanuvio, il più appartato dei Castelli. Nell’antichità era la città
latina di Lanuvium, celebre per il Tempio di Giunone Sospita. Oggi il borgo è
caratterizzato dalle mura medievali dell’XI secolo e dalle torri che dominano il
centro storico. Una di esse, affacciata su Piazza Carlo Fontana, ospita
l’Enoteca del Vino, dove degustare i DOC dei Colli Lanuvini. E viene spontaneo
chiedersi quale terroir possa competere con quello celebrato dal proverbio
romano: “tutta l’acqua der Tevere”.
L'articolo Dove andare nel weekend vicino Roma: la nostra guida per una gita di
primavera ai Castelli Romani, tra natura vulcanica, borghi storici, laghi e
trattorie tipiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quasi 136 anni di ritardo accumulati in un solo anno: è questo il bilancio dei
treni europei nel 2025. Tra convogli notturni che sembrano più lente lumache,
estati roventi e stazioni dove l’orologio sembra impazzito, il quadro della
puntualità ferroviaria racconta un continente che corre a velocità molto
diverse. Dallo studio della società belga Chuuchuu, che ha analizzato 17,3
milioni di arrivi in sette Paesi (l’analisi considera tutte le stazioni
ferroviarie che hanno registrato almeno mille arrivi nel periodo compreso tra
dicembre 2024 e novembre 2025), emerge un mosaico fatto di eccellenze come la
Svizzera e di incubi notturni che colpiscono tutti, ma soprattutto i passeggeri
italiani.
SVIZZERA MODELLO, ITALIA TRA RECORD NEGATIVI E QUALCHE ECCELLENZA
La Svizzera si conferma modello di efficienza, con il 97,8% dei treni in orario
e ritardi complessivi pari a soli 1,4 anni. Seguono i Paesi Bassi (93,9%) e il
Belgio (88,6%). L’Italia si colloca al sesto posto, con il 62% dei treni
puntuali. Il collegamento peggiore del Paese è l’InterCity Torino-Reggio
Calabria (55,5 minuti di ritardo medio), seguito dall’ InterCity Milano-Siracusa
(51,5 minuti). Tra le eccellenze italiane, il Frecciarossa Roma–Fiumicino
registra ritardi medi di soli 0,6 minuti, mentre la stazione più affidabile è
Paestum, con puntualità del 98,5%. Al contrario, stazioni come Ascea,
Pisciotta-Palinuro e Orbetello-Monte Argentario mostrano ritardi medi superiori
ai 13 minuti e percentuali di puntualità inferiori al 50%.
TRENI NOTTURNI: IL FASCINO… E IL DRAMMA
Nel tardo pomeriggio e di notte la situazione peggiora: i convogli condividono i
binari con i treni merci, spesso prioritari, e i ritardi diventano quasi
inevitabili. I treni più in ritardo del 2025 sono tutti notturni, con in testa
l’EN 345 Stoccolma–Berlino (81,1 minuti di ritardo medio), seguito dai Nightjet
Innsbruck-Amsterdam (80,8 minuti) e Vienna-Amsterdam (79,1 minuti). La
puntualità media europea si è fermata all’80,9%, con quasi un convoglio su
cinque in ritardo.
IL GIORNO PEGGIORE PER VIAGGIARE E QUELLO “MAGICO”
Il giorno peggiore per viaggiare è stato il 1° luglio 2025, con temperature
record di 32,8 gradi che hanno fermato la puntualità europea al 64,6%. Al
contrario, il 25 dicembre, tra traffico ridotto e città semideserte, i treni
hanno sfiorato la perfezione: puntualità dell’87,8% e ritardi medi di appena 5,2
minuti. Una dimostrazione che anche in un continente dove il treno spesso corre
più lento di quanto promette, può capitare una giornata “quasi perfetta”.
LA LOTTERIA DELLE STAZIONI E IL CONFRONTO EUROPEO
Il confronto tra i Paesi mostra due facce dell’Europa: da un lato la precisione
nordica della Svizzera e dei Paesi Bassi, dall’altro la Germania e l’Italia, con
la Deutsche Bahn che ha accumulato quasi 67 anni di ritardi nel 2025. Le
stazioni fanno la differenza: la più affidabile d’Europa è Ginevra Aeroporto,
con puntualità del 97,96%, mentre in Germania la Bonn Centrale è il vero tallone
d’Achille, con solo il 26,82% dei treni in orario e ritardi medi di 18,9 minuti.
L'articolo Treni europei, nel 2025 ritardi per l’equivalente di 136 anni: la
classifica dei Paesi più puntuali e di quelli dove si aspetta di più proviene da
Il Fatto Quotidiano.
La Valle d’Aosta si può vivere a ritmo lento, nonostante il richiamo delle
adrenaliniche piste da sci, tra le più belle e sfidanti di tutta la corona
alpina. La stagione fredda si stempera anche con il piacere di scoprire la
storia e la cultura di questa incredibile regione, così la natura, addormentata
sotto una coperta di candida neve durante i mesi più gelidi dell’anno. Un mondo
di fiaba, punteggiato da suggestivi castelli e pettinato da vigneti tenaci che
sfidano pendenze e temperature per dar vita ad un vino di montagna che racchiude
tutto il sapore del territorio, da accompagnare a piatti schietti e genuini ma
allo stesso tempo raffinati, capaci di trasformare anche il sapore deciso della
trota in una tentazione gourmet. La tavola valdostana sposa la tradizione a note
innovative, ed è così che alle classiche bourguignonne e fondue, ci si lascia
tentare da rivisitazioni creative come una tarte tatin di cipolle caramellate,
servita con gelato e crema alla Fontina, e aceto balsamico. L’audacia della
novità ritrova la dolce consuetudine nelle tegole valdostane, biscotti croccanti
a forma di cialda da accompagnare ad un bicchierino di Genepì, il liquore a base
di Artemisia alpina, oppure da tuffare in una ciotola ricolma di crema di Cogne,
dove i gusti di cioccolato e vaniglia incontrano la verve accesa del rum.
RELAX TRA ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE, CASTELLI E CIASPOLATE
Per trascorrere un fine settimana diverso dal solito, o per appuntare un
itinerario alternativo alle piste da sci, abbiamo sperimentato una bellissima
proposta con l’Assessorato al turismo della Valle d’Aosta. Tappa ad Aosta, città
d’arte incorniciata dalle Alpi, almanacco di epoche e innumerevoli tesori, per
poi esplorare la Plaine, il territorio che comprende i paesi sorti nella grande
area pianeggiante nei dintorni del capoluogo, dove spuntano testimonianze che
risalgono a insediamenti preistorici. Un viaggio nel passato di migliaia di anni
che attraversa l’epoca romana e il Medioevo, per poi svelare perle rare come il
Castello di Aymavilles, magnifico esempio di eclettismo valdostano impreziosito
dalle eleganti facciate barocche del ‘700 racchiuse tra torri del XV secolo.
Un tour che invita ad esplorare le bellezze e le tracce del passato anche in
quota: al tempo dei Romani, la località di La Thuile rivestiva una posizione
strategica, e proprio lungo i suoi pendii passava la via delle Gallie. Tutt’oggi
è possibile raggiungere la Francia attraversando il Colle del Piccolo San
Bernardo, ma questa località merita una sosta, non solo per il gettonatissimo
comprensorio sciistico, ma perché si rivela scrigno del suo antico passato e
della storia più recente, fatta di miniere e resilienza. Un territorio in
stretta connessione con la natura, che durante la stagione invernale invita a
praticare lunghe ciaspolate. Ogni realtà valdostana rivela la propria identità,
come le rinvigorenti acque termali di Pré-Saint-Didier, lungo la strada che
scende da La Thuile, perfette per un fuori programma di benessere, oppure la
rinomata Courmayeur, una delle località più glam delle Alpi, perfetta per un
aperitivo con stile ai piedi del Monte Bianco.
AOSTA, LA “ROMA DELLE ALPI”
Aosta è abbracciata dalle montagne, posizione che contribuisce a rendere ogni
scorcio un capolavoro. Piccola, accogliente e ben organizzata permette di
esplorarla in breve tempo ma il consiglio è quello di soffermarsi ad apprezzare
alcuni dettagli che la rendono unica. “Augusta Praetoria” è l’indizio che rivela
l’incredibile eredità romana che custodisce, dall’Arco di Augusto che sorge
all’ingresso orientale della città, alla magnifica Porta Pretoria, accesso
monumentale all’interno dell’antica cinta muraria che un tempo cingeva la città,
tutt’oggi chiaramente delineata nel profilo urbano. Se il Teatro Romano
(attualmente in restauro) è forse il simbolo di Aosta , altrettanto spettacolare
è il Criptoportico Forense, opera dell’utile che si è trasformata in meraviglia:
da struttura di contenimento e di regolarizzazione del terreno, a incredibile
testimonianza dell’epoca augustea splendidamente conservata, con il braccio
centrale lungo oltre 87 metri, mentre i due laterali poco più di 70 metri.
In città spicca anche l’eredità medievale, soprattutto lungo il perimetro delle
mura, come l’iconica Torre dei Balivi del XII secolo che campeggia l’angolo
nord-est. Altra tappa imperdibile è la Collegiata di Sant’Orso. La sua chiesa
risale agli inizi dell’XI secolo e ingloba un antico mosaico dell’epoca
tardo-antica, il quadrato del Sator, che rappresenta Sansone che uccide il leone
e riporta l’enigmatica frase palindroma “Rotas Opera Tenet Arepo Sator”, e il
ciclo di affreschi dell’ XI secolo, visibile nel sottotetto della chiesa, un
vero e proprio tesoro nascosto e riportato alla luce dopo secoli di oblio. Il
chiostro del XII secolo è uno stupefacente percorso allegorico narrato su
pietra: ogni colonna include un capitello diverso che descrive scene del Nuovo e
Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, personaggi e animali fantastici, un
viaggio tra spiritualità e immaginazione.
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AOSTA - PIAZZA CHANOUX (FOTO ENRICO ROMANZI)
Aosta
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AOSTA - CAMPANILE SANT'ORSO (FOTO ARCHIVIO REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA)
Aosta
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AOSTA - ARCO AUGUSTO (FOTO ARCHIVIO REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA)
L'Arco di Augusto ad Aosta
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VALLE D'AOSTA - KASTLE
Le montagne della Valle d'Aosta
Aosta rivela una vena creativa a 360 gradi, compresa la proposta
enogastronomica. Per un pit stop veloce ma di gusto, alla Champagnerie &
Fromagerie La Bottegaccia si possono provare deliziosi piatti “espressi”, e
scegliere un buon calice tra una rinomata carta dei vini, oltre ad ammirare un
fornito banco di prodotti tipicamente valdostani perfetti per fare
food-shopping. Per un pranzo o cena rilassante, l’accogliente Osteria Da Nando
offre il meglio della cucina locale sempre con occhio attento alla continua
evoluzione gastronomica, proponendo un menù che alterna il classico
all’innovazione. Tutto in città sembra avere un tocco artistico, anche il
soggiorno si fa originale all’Omama Hotel, dove al comfort si mixano atmosfere
creative simili a un atelier d’avanguardia, con arredo coloratissimo e opere di
design.
L'articolo Valle d’Aosta: un weekend alternativo sulla neve all’insegna di
storia, natura e buona tavola proviene da Il Fatto Quotidiano.
La chiusura dei cieli del Medio Oriente sta avendo ripercussioni significative
sull’intero sistema aereo, conseguenza diretta dell’escalation della guerra in
Iran in corso. Si sta tracciando una revisione delle lossodromie, una messa a
punto delle rotte più semplici in termini aeronautici e consuete per i
viaggiatori: gli scali di Dubai, Abu Dhabi e Doha sono sempre stati abitudine
per le tratte aeree con destinazione Est e Sud-Est asiatico ma anche per mete
come Australia e Nuova Zelanda. Secondo Cirium, la fonte più affidabile al mondo
di analisi nel settore dell’aviazione, il 10% del traffico mondiale passa
attraverso questi hub. Il blocco dei cieli del Golfo comporta dunque un nuovo
disegno delle vie in quota possibili, con conseguente rincaro dei prezzi che
secondo gli ultimi dati arrivano anche al 900%. Gli specialisti segnalano che
già nei primi giorni di conflitto, giocoforza lo stop ai collegamenti dei tre
hub mediorientali, le tariffe avevano registrato lievi rialzi, ma con il passare
dei giorni si è verificato un vero e proprio inasprimento.
A causa della guerra in atto migliaia di voli sono stati cancellati, dirottati o
riprogrammati e sono ancora tantissimi gli italiani bloccati all’estero, sia nei
Paesi mediorientali che in quelli più lontani che avrebbero dovuto fare “tappa”
in uno degli scali del Medio Oriente per il rientro. Mentre l’attività della
Farnesina si intensifica per assistere i connazionali, i canali social diventano
una vetrina caotica di post e opinioni, tra influencer impauriti e guru
rassicuranti, c’è chi tenta di destreggiarsi in autonomia tra incognite e prezzi
folli, preparandosi a effettuare più scali per arrivare a destinazione.
Ma se la priorità è quella del rientro, non passa inosservata anche la gestione
delle prenotazioni già effettuate da molti viaggiatori che avevano pianificato
le partenze nei prossimi giorni e settimane, anche in previsione delle festività
di Pasqua a inizio aprile. L’effetto domino sta paralizzando le operazioni
aeroportuali, coincidenze e intere catene logistiche, e, oltre alla chiusura dei
cieli del Golfo, anche le tensioni tra Afghanistan e Pakistan mettono a
repentaglio uno dei due corridoi ancora aperti tra Asia e Europa (già chiuso
quello che sorvola Iraq e Golfo), contribuendo all’aumento dell’incertezza per i
viaggi ad alta quota.
RIENTRI PER CHI È BLOCCATO NEGLI EMIRATI E MALDIVE: PARTENZE DA MUSCAT E VOLI
SPECIALI DA MALÈ
Il blocco dei tre hub mediorientali ha destinato l’aeroporto internazionale
Muscat come punto di riferimento per i rimpatri di migliaia di viaggiatori,
complici i rapporti storici d’intesa dell’Oman con Teheran. La capitale omanita
che affaccia sullo stretto di Hormuz, fa da cerniera nello strappo del Golfo e
dallo scorso lunedì accoglie migliaia di viaggiatori, turisti ma anche residenti
che abitano all’estero, provenienti via terra da Dubai, Abu Dhabi, Doha e altri
luoghi degli Emirati, che sono riusciti ad avere accesso a voli commerciali
facilitati dalla Farnesina e a voli charter e di linea prenotati privatamente.
La Farnesina, oltre a ricordare a tutti i connazionali presenti nell’area di
registrarsi qualora non l’avessero ancora fatto all’App ViaggiareSicuri oppure
sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ricevere aggiornamenti sugli sviluppi e
sulle modalità di assistenza, informa quotidianamente anche sul numero di
connazionali già rientrati in Italia. Secondo l’ultimo comunicato, in data 5
marzo, la Task Force Golfo continua ad operare schedulando ulteriori partenze
per gli italiani rimasti bloccati nella regione: l’ultimo aggiornamento attesta
due voli in partenza da Muscat diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di
circa 350 connazionali, ma anche da Malé, capitale delle Maldive, con due aerei
diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa con a bordo circa 60 passeggeri,
principalmente persone fragili.
RIMBORSI E DIRITTI DEI VIAGGIATORI
In questa situazione in continua evoluzione che oltre a vedere numerosi voli
intercontinentali costretti a deviare verso aeroporti alternativi, lasciando i
passeggeri in scali non previsti, segna anche un riscrivere le regole del gioco
commerciale, dove le big indiscusse delle compagnie aeree mediorientali lasciano
più margine e prospettiva alle grandi competitor come Turkish Airlines,
Singapore Airlines e le compagnie cinesi, ma anche alle piccole realtà di
compagnie aeree private che rincarano fino a migliaia di Euro i biglietti. Ma in
questa caotica realtà, alle volte paradossale, ci sono delle certezze per i
viaggiatori da non dimenticare.
“Anche in presenza di una guerra, l’assistenza non viene meno. È un obbligo
inderogabile”. A dichiararlo Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso, da anni
punto di riferimento nazionale nella tutela dei diritti dei viaggiatori. Mai
come in questo particolare periodo è fondamentale ricordare che gli obblighi di
assistenza previsti dal Regolamento CE 261/2004 restano pienamente validi,
nonostante la natura straordinaria dell’evento. In questo caotico scenario la
Claim Company ha attivato una unità speciale di crisi dedicata alla gestione
dell’emergenza, con l’obiettivo di fornire assistenza immediata, orientamento
normativo e supporto operativo ai passeggeri coinvolti.
I diritti dei passeggeri devono essere rispettati. Anche in casi eccezionali, la
compagnia è tenuta a completare il viaggio con mezzi alternativi e a garantire
assistenza. L’aspetto fondamentale da non dimenticare è quello di conservare
ogni documento di spesa sostenuta durante l’attesa. Come sottolinea D’Angelo:
“Se la compagnia non è reperibile, è fondamentale conservare ogni ricevuta,
scontrino o fattura. Tutte le spese documentate possono essere rimborsate”.
VOLI GIÀ PRENOTATI: MODIFICHE E CANCELLAZIONI
L’instabilità geopolitica comporta incertezza anche per la gestione dei viaggi
già prenotati per le prossime settimane e per le vacanze di Pasqua, soprattutto
per quanto riguarda mete turistiche come Thailandia e Maldive che prevedono
scali nell’area mediorientale. Ad oggi, il Ministero degli Affari Esteri non ha
emesso alcun divieto di viaggio verso queste ed altre destinazioni turistiche
dell’Est e Sud-Est asiatico. Le agenzie di viaggio stanno gestendo la complessa
situazione cercando di organizzare soluzioni alternative al fine di assicurare
la partenza ai clienti che richiedono di modificare o rinviare le prenotazioni,
prendendosi carico di eventuali costi aggiuntivi.
Oltre all’aspetto logistico, a incidere è anche l’altra faccia che una crisi
internazionale comporta: la dimensione emotiva, la paura di volare e il terrore
di sentirsi, ancora una volta, insicuri. Un effetto a catena che agisce
inconsciamente e risveglia timori sopiti, facendo leva sulla memoria di un
passato non troppo distante che ha inoculato un’inquietudine diffusa la quale
può comportare anche la scelta di non partire. Sono già tantissime le
cancellazioni di voli e prenotazioni di soggiorni, in attesa di auspicabili
tempi migliori.
L'articolo Cieli chiusi sul Medio Oriente: migliaia di voli cancellati e prezzi
fino al 900%. Ecco come sapere se il proprio volo sarà cancellato e come
chiedere rimborsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pianificare uno spostamento, specialmente a medio raggio, impone spesso al
viaggiatore un dilemma logistico ed economico: conviene volare o prendere il
treno ad alta velocità? Come riportato da Repubblica, per facilitare questa
scelta Skyscanner ha introdotto una nuova funzionalità che aggrega e mette a
confronto diretto, all’interno della medesima schermata di ricerca, le opzioni
aeree e quelle ferroviarie. Un aggiornamento che permette all’utente di valutare
immediatamente i tempi di percorrenza effettivi e le tariffe, superando la
necessità di consultare separatamente i portali delle diverse compagnie di
trasporto.
COME FUNZIONA LA NUOVA RICERCA INTEGRATA
L’algoritmo alla base dell’aggiornamento è stato impostato con criteri selettivi
precisi, pensati per mostrare l’alternativa su rotaia solo quando questa risulta
effettivamente competitiva rispetto al volo. Nello specifico, i treni compaiono
nei risultati di ricerca se:
* Il viaggio prevede un collegamento diretto o con una sola coincidenza
semplice.
* Il tempo di percorrenza totale non supera le 8 ore.
* La data di partenza è fissata entro 90 giorni dal momento della ricerca.
Al momento, la funzione è già attiva per una selezione di tratte nazionali e
transfrontaliere con partenza da Italia, Regno Unito, Spagna, Germania e Corea
del Sud, con l’obiettivo di una progressiva estensione ad altri mercati nei
prossimi mesi.
TEMPI E COSTI: GLI ESEMPI PRATICI
L’impatto di questo confronto diretto è facilmente misurabile su alcune delle
tratte più battute, dove la differenza di prezzo può rivelarsi significativa. I
dati elaborati (basati sui reindirizzamenti della piattaforma per l’anno
2025/2026) evidenziano scenari precisi:
* Milano – Napoli: il treno impiega circa 4 ore e 30 minuti contro l’ora e
mezza di volo. Il costo medio è di 75 euro su rotaia e 104 euro in aereo
(risparmio del 30%).
* Milano – Roma: a fronte di 3 ore di treno contro 1 ora e 10 minuti di volo,
la spesa media è di 63 euro contro 103 euro (risparmio del 40%).
* Milano – Zurigo: il differenziale economico raggiunge l’86%, con il treno a
57 euro (3 ore e 40 minuti) contro i 143 euro dell’aereo (1 ora).
* Amsterdam – Parigi: il collegamento ferroviario richiede 3 ore e 35 minuti a
un costo medio di 70 euro, contro un’ora e 20 minuti di volo a 192 euro medi.
LE ABITUDINI DEI VIAGGIATORI E L’IMPATTO AMBIENTALE
L’integrazione risponde a un preciso mutamento nella domanda. Secondo un
sondaggio condotto da OnePoll nell’agosto 2024 su un campione di 19.000 utenti a
livello globale, il 29% dei viaggiatori desidera poter comparare treni e voli
per i viaggi domestici (il 25% per quelli internazionali). Inoltre, il 21% si è
dichiarato più propenso a prenotare un biglietto ferroviario se messo in
condizione di confrontarlo tempestivamente con l’opzione aerea. A pesare sulle
scelte non è unicamente il portafoglio, ma potrebbe esserci anche l’impatto
ecologico: secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), le
emissioni prodotte dal trasporto ferroviario per passeggero-chilometro sono pari
in media a circa un quinto rispetto a quelle del trasporto aereo.
Foto generata con l’AI
L'articolo Aereo o treno? Arriva il sistema che mette a confronto tempi e costi
dei due mezzi di trasporto: come funziona il nuovo aggiornamento di Skyscanner
proviene da Il Fatto Quotidiano.