L’uccisione a Minneapolis di Alex Pretti scuote lo sport americano. Molti atleti
di NBA e NFL condannano pubblicamente l’ICE. Già nel mirino delle proteste dopo
la morte di Renee Good, le azioni dell’agenzia anti immigrazione americana
accendono contestazioni e manifestazioni in città. E insieme ai cittadini anche
le star dello sport rompono il silenzio.
Prima il rinvio, poi la palla a due in un clima surreale: Minnesota chiede pace
e Kerr cita Abraham Lincoln. Inizialmente rinviata dalla lega americana per
“mettere al primo posto la sicurezza e la tutela della comunità di Minneapolis”,
la gara di regular season tra Minnesota Timberwolves e Golden State Warriors è
stata disputata – poco più di 24 ore dopo gli scontri dell’ICE – in un clima
surreale. Le grandi manifestazioni di protesta organizzate nella giornata di
venerdì nelle Twin Cities sono proseguite durante tutto il weekend. In città e
al Targer Center, l’arena dei TWolves. Prima della palla a due è stato disposto
un minuto di silenzio per le vittime: in un’atmosfera cupa i maxischermi hanno
ricordato Pretti ucciso nella sparatoria proprio a pochi passi dal palazzetto.
Durante il match tanti tifosi hanno esposto i cartelli “ICE out now” contro
l’agenzia anti immigrazione americana. Citando Abraham Lincoln, il coach dei
Warriors Steve Kerr ha commentato così i 48’ più complicati della sua carriera:
“È stata una delle partite più bizzarre e tristi a cui abbia mai preso parte. Le
persone sono arrabbiate e stanno soffrendo. I media ci dividono, per una mera
questione di profitto, con la disinformazione. Dovremmo fare appello alla nostra
natura migliore (“better angels of our nature”, qui la citazione allo storico
presidente USA) per guardarci tutti negli occhi e capire che cosa sta accadendo:
c’è così tanto odio oggi che è davvero difficile pensare a una riconciliazione.
Sono tempi in cui occorre fare leva sui propri valori: dobbiamo capire chi
vogliamo essere. Sia come individui che come paese”. L’allenatore dei Minnesota,
Chris Finch, ha aggiunto: “Giocare a basket e basta oggi, non era la cosa più
importante…per la seconda volta in tre settimane abbiamo perso un altro membro
della nostra comunità in una maniera inimmaginabile. La nostra squadra ha
davvero il cuore infranto per ciò che stiamo vedendo e vivendo”.
IL MONDO NBA E WNBA CONTRO L’ICE
Il mondo NBA chiede chiarezza. “Dopo la notizia dell’ennesima sparatoria mortale
a Minneapolis, una città che è stata in prima linea nella lotta contro le
ingiustizie, i giocatori non possono più rimanere in silenzio. Ora più che mai
dobbiamo difendere il diritto alla libertà di parola ed essere solidali con le
persone del Minnesota che protestano e rischiano la vita per chiedere
giustizia”. La lettera dell’NBPA (il sindacato dei giocatori) denuncia l’ICE e
ricorda con affetto le vittime coinvolte. “La comunità dei giocatori NBA, come
gli Stati Uniti stessi, è una comunità arricchita dai suoi cittadini globali e
ci rifiutiamo di lasciare che le fiamme della divisione minaccino le libertà
civili che dovrebbero proteggerci tutti. La NBPA e i suoi membri esprimono le
più sentite condoglianze alle famiglie di Alex Pretti e Renee Good, mentre i
nostri pensieri rimangono concentrati sulla sicurezza e il benessere di tutti i
membri della nostra comunità”. Anche le squadre di Minneapolis – Twolves, Lynx,
Vikings, United FC e Wild – si sono riunite per firmare questo comunicato
congiunto pubblicato dalla Camera di Commercio del Minnesota: “Chiediamo
un’immediata cessazione delle tensioni e chiediamo alle autorità dello stato, a
quelle locali e a quelle federali di lavorare insieme per trovare soluzioni
reali”.
Il primo tra i giocatori a parlarne pubblicamente su X è stato Tyrese
Haliburton: il playmaker degli Indiana Pacers ha definito l’uccisione “un vero e
proprio omicidio”. Il secondo in tre settimane dopo quello di Renee Good del 7
gennaio scorso. Karl-Anthony Towns, ex stella proprio dei Twolves oggi ai New
York Knicks, ha chiesto trasparenza e assunzione di responsabilità alle
autorità. In WNBA il messaggio più forte arriva da Breanna Stewart che prima di
scendere in campo nella Unrivaled – una lega di basket femminile privata di 3vs3
– ha mostrato alle telecamere il cartello “Abolish ICE”. Queste le sue parole:
“Ero disgustata da tutto ciò che abbiamo visto…siamo carichi d’odio e senza
amore. Oggi, ho voluto dare un semplice messaggio che chiede politiche che
pensino alle famiglie e alle comunità, invece di soffiare sul fuoco della
violenza”. Per ultima Angela Reese, stella delle Chicago Sky, ha mostrato la sua
vicinanza “Pregando per il nostro paese”.
LE STAR NFL
Non solo NBA. Davanti alla seconda uccisione in tre settimane anche l’NFL non è
rimasta in silenzio. C’è chi come Alan Page, storico campione degli anni ‘70, è
sceso a protestare in strada insieme ai cittadini. Ryan Clark, altra ex
leggenda, si è schierato pubblicamente sui social definendo la morte di Pretti
“senza senso”. Per Dwight McGlothern Jr,giocatore dei Vikings, “quello che sta
succedendo in Minnesota non è giusto”. Anche lo sport scende in campo e alza la
voce. E nel frattempo a Minneapolis le proteste continuano.
L'articolo “Ora più che mai dobbiamo essere solidali con le persone del
Minnesota”: i giocatori NBA si schierano contro l’ICE proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Ha dell’incredibile quanto accaduto in NFL, la National Football League (la lega
di football americano più nota al mondo) dove nel corso della sfida tra
Pittsburgh Steelers e Detroit Lions un giocatore della squadra di casa ha
colpito al volto un tifoso durante il match. Il protagonista in questione è
Metcalf, ricevitore degli Steelers che si è fermato a parlare con un tifoso dei
Detroit Lions durante il secondo quarto di gioco. Metcalf si è avvicinato agli
spalti e – dopo averlo afferrato per la maglia – gli ha sferrato un pugno in
pieno volto.
A quel punto gli altri presenti tra il pubblico accanto al tifoso-vittima
dell’assurdo gesto sono rimasti increduli. Il tifoso indossava una parrucca blu
e – come riportato dalla CBS – teneva in mano una maglia gialla numero 4 dei
Pittsburgh che avrebbe in un primo momento attirato l’attenzione di Metcalf
prima del pugno.
Intervistato da Detroit Free Press, il tifoso – che comunque non ha avuto
conseguenze gravi – avrebbe spiegato: “Ho chiamato Metcalf con il suo nome
completo, DeKaylin Zecharius Metcalf, provocando la scena che avete visto. Lui
mi ha afferrato e strappato la maglietta. Sono un po’ scosso per quanto
accaduto”, ha dichiarato il tifoso.
Tracy Wolfson, reporter della Cbs, ha detto invece la sua versione dei fatti:
“Metcalf si è avvicinato, il tifoso gli ha detto qualcosa che non dev’essergli
piaciuto visto come l’ha attaccato. Nessuno degli altri giocatori degli Steelers
ha detto qualcosa”.
Neanche arbitri e ufficiali di gara hanno visto il fatto e quindi Metcalf è
rimasto in campo compiendo 4 ricezioni per 42 yards, trascinando anche la sua
squadra alla vittoria. Nel post partita è intervenuto anche l’allenatore dei
Pittsburgh Steelers, Mike Tomlin che ha commentato così l’episodio: “Ne ho
sentito parlare, ma non ho visto la scena e non ho ancora parlato con DK, quindi
non ho commenti da fare”.
> New angle just dropped of the DK Metcalf incident
>
> (IG: alexhamed3) pic.twitter.com/lgPPQ1PfXt
>
> — Bussin’ With The Boys (@BussinWTB) December 22, 2025
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pugno, poi torna in campo – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.