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Svolta sulle auto sottoposte a fermo amministrativo. Ora si potranno rottamare
Da venerdì 20 febbraio cambia una regola che per anni ha tenuto in ostaggio migliaia di automobilisti: sarà finalmente possibile rottamare e cancellare dal Pubblico Registro Automobilistico le auto sottoposte a fermo amministrativo, smettendo così di pagare il bollo su veicoli di fatto inutilizzabili. Finora chi aveva un’auto bloccata per debiti fiscali o multe non saldate non poteva né demolirla né radiarla. Il risultato? Mezzi fermi per anni in garage, nei cortili o peggio ancora abbandonati in strada, con il proprietario comunque obbligato a sostenere i costi legati al possesso. Una situazione paradossale che ha contribuito a far crescere il numero delle cosiddette “auto fantasma”, stimate in quattro milioni di unità su tutto il territorio nazionale. La nuova norma, contenuta nella Legge 14/2026 (ex ddl 1431), interviene proprio su questo punto: consente la cancellazione e la demolizione dei veicoli gravati da fermo amministrativo, aprendo la strada alla radiazione definitiva dal PRA. In concreto, una volta completata la procedura tramite un centro di demolizione autorizzato, cessano gli obblighi legati al mezzo, a partire dal pagamento del bollo. Resta però fermo il debito che ha originato il provvedimento: la rottamazione non equivale a una sanatoria fiscale. L’impatto potrebbe essere significativo anche per i Comuni, che avranno uno strumento in più per rimuovere carcasse e veicoli abbandonati, migliorando il decoro urbano e riducendo potenziali rischi ambientali e di sicurezza. Molte delle auto bloccate, infatti, finiscono per deteriorarsi all’aperto, trasformandosi in rifiuti difficili da gestire. Accanto a questa novità, il provvedimento introduce anche misure legate alla sicurezza, come la creazione di un database pubblico per i veicoli che non hanno effettuato richiami obbligatori entro un determinato termine. La svolta segna la fine di un’anomalia normativa che per anni ha impedito ai proprietari di chiudere definitivamente i conti con un’auto inutilizzabile. Ora, almeno sotto il profilo amministrativo, sarà possibile voltare pagina. L'articolo Svolta sulle auto sottoposte a fermo amministrativo. Ora si potranno rottamare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bollo auto, le novità in discussione per il 2026: esenzioni per i redditi bassi e stop agli sconti se c’è un fermo amministrativo
Chi ha un reddito basso potrà evitare di pagare il bollo auto? La notizia circola da giorni, ma è bene frenare l’entusiasmo. È vero che dal prossimo anno la tassa di circolazione automobilistica è destinata a cambiare e che sono previste alcune modifiche, ma per il momento sono contenute in un decreto attuativo della riforma fiscale che non è ancora definitivo. Si è ancora in attesa del parere del Parlamento ed è in corso un confronto con gli enti locali: quindi sì, ci si sta muovendo in questo senso, ma è ancora troppo presto per affermare che sia in arrivo una riduzione del tanto odiato bollo auto. BOLLO AUTO, COME FUNZIONEREBBE L’ESENZIONE L’ipotesi in discussione è quella di introdurre un’esenzione completa dal bollo auto per quanti hanno un reddito basso: per poter ottenere questa agevolazione – nel caso il decreto passasse – sarebbe necessario avere un reddito annuo inferiore a 8.000 euro. Per far in modo che venga riconosciuta l’agevolazione è necessario presentare agli uffici tributi della regione di residenza le CU o la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente. Una volta presentata questa documentazione si potrà ottenere l’esonero. Resterebbe immutata l’esenzione per cinque anni per i proprietari di un’auto elettrica o ibrida, che sia stata immatricolata a partire dal 2022. Il veicolo, inoltre, deve essere registrato come elettrico o ibrido nei database del Ministero dei Trasporti. Questa è un’agevolazione che in alcune Regioni è già prevista per i veicoli elettrici senza il limite quinquennale: nata per incentivare il passaggio a sistemi di mobilità più ecologici, non è collegata al reddito. Gli enti locali continuano ad avere ampia autonomia decisionale su questa tipologia di imposta. FERMO AMMINISTRATIVO, DAL PROSSIMO ANNO SI PAGA LO STESSO Una delle novità sul bollo auto in arrivo a partire dal prossimo anno, nel caso passasse il decreto, è in senso opposto a quello visto fino a questo momento. Per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo, la tassa di circolazione deve essere pagata lo stesso. Anche se recentemente la Corte di Cassazione ha stabilito che chi ha un’auto bloccata per multe non pagate o debiti fiscali non è tenuto a versare il bollo auto perché il mezzo non può circolare. A partire dal 2026 questa esenzione verrebbe cancellata: la tassa è dovuta anche se il mezzo deve rimanere fermo in garage. CAMBIANO LE SCADENZE PER I PAGAMENTI Per i veicoli che verranno immatricolati a partire dal 1° gennaio 2026 cambiano le modalità di pagamento. Il bollo auto, in questi casi, dovrà essere versato ogni anno entro l’ultimo giorno del mese mese successivo rispetto a quello di immatricolazione. Attenzione, le auto che stanno già circolando continuano a rimanere valide le consuete scadenze, con la possibilità di rateizzare il pagamento, sempre che le singole Regioni non intervengano in modo diverso. CHI DEVE PAGARE IL BOLLO AUTO Ricordiamo che nel 2026 sono tenuti a pagare il bollo auto tutti i proprietari o utilizzatori di veicoli, fatti salvi i casi di esenzione. La tassa deve essere versata anche per quelli non circolanti. L'articolo Bollo auto, le novità in discussione per il 2026: esenzioni per i redditi bassi e stop agli sconti se c’è un fermo amministrativo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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