Dopo le Feste, si pensa solo a una cosa: i saldi invernali. Il momento in cui
poter finalmente avere quel pezzo costoso su cui abbiamo messo gli occhi da
qualche tempo o in cui concedersi qualche sfizio, approfittando degli sconti.
Dal 3 gennaio in Italia sono iniziati i saldi invernali 2026 e si comincia già a
percepire la frenesia che pervade questo periodo dell’anno, che spesso distoglie
l’attenzione sul risparmio e sull’acquisto consapevole, portando il consumatore
a comprare più del dovuto e soprattutto articoli che non hanno una grande
utilità, specialmente per quanto riguarda il settore della moda. È importante
quindi tenere a mente ciò che serve davvero e considerare le proprie esigenze.
Un buon metodo per acquistare capi e accessori utili, ma al passo con i tempi, è
unire gli intramontabili alle grandi tendenze di stagione – non ai micro-trend,
che spariscono dopo qualche settimana – per un guardaroba contemporaneo e
insieme duraturo. Ci vengono in aiuto le stesse tendenze dell’autunno/inverno
2025 2026, in cui la parola chiave è “eleganza confortevole”: una combinazione
di capi senza tempo e pezzi più ricercati. Protagonisti sono il pizzo, cappotti
e blazer strutturati, pellicce (rigorosamente sintetiche) e il ritorno delle
stringate, dopo il successo dei mocassini negli ultimi anni. Non mancano anche
dettagli più estrosi quali: un tocco di colore – dato da toni profondi come il
rosso e il viola – ma anche borse bizzarre. Un insieme di codici in cui è
evidente la compresenza di classici e un pizzico di eccentricità (che non guasta
mai): la via ideale da intraprendere per uno shopping consapevole. Quindi, se
volete fare degli acquisti mirati, ecco la nostra selezione dei capi “furbi” per
i saldi di quest’inverno.
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classici, tendenze e convenienza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Attenti alle truffe sui saldi, soprattutto negli acquisti online”. A suonare il
campanello d’allarme è Confconsumatori: dalle promozioni online al “Buy now pay
later”, i rischi nel corso di quest’ultimi anni sono aumentati. Accanto a sconti
“fasulli” o “falsati” hanno preso piede nuove modalità di vendita legate al
commercio digitale, praticato ormai non solo dai più giovani.
L’associazione mette in guardia, in primis, dalla formula “acquista ora, paga
dopo”: si tratta di una forma di finanziamento a breve termine, di importo
contenuto e spesso concessa in modo quasi istantaneo, che consente di
suddividere il pagamento in rate apparentemente senza interessi. Qual è il
trucco? “In assenza di interessi – spiega Confconsumatori – possono essere
previste commissioni, costi di gestione o penali in caso di ritardi nei
pagamenti, con interessi di mora tutt’altro che trascurabili”.
Come evidenziato dalla Banca d’Italia in un report del 2022, questi strumenti
“potrebbero favorire acquisti impulsivi ed eccessivi rispetto alle capacità di
spesa degli acquirenti, determinando l’accumulo inconsapevole di un debito
complessivo non sostenibile”. Secondo i dati di Confconsumatori, più della metà
degli utenti ha sottoscritto almeno due contratti mentre una quota, seppur
minore, ne ha attivati cinque o più. Altra formula usata è il “buy now pay later
“creativo” e il credito revolving.
Cosa succede in questi casi? Può accadere che il consumatore creda di aver
sottoscritto un prestito finalizzato a tasso zero per un importo limitato,
mentre si ritrova titolare di una linea di credito revolving. Ciò comporta,
innanzitutto, l’apertura di un plafond ben superiore al prezzo del bene
acquistato (ad esempio, una linea di credito da 1.500 euro per un acquisto di
250 euro), con conseguente segnalazione in Centrale rischi. Inoltre, l’utilizzo
dell’importo eccedente comporta
l’applicazione di tassi di interesse elevati.
“Spesso – sottolinea l’Associazione – al momento dell’acquisto, il contratto e
il documento informativo precontrattuale non vengono consegnati, rinviandone
l’invio a un momento successivo, senza un’adeguata spiegazione delle condizioni.
È quindi essenziale leggere con attenzione la documentazione prima di firmare,
richiederne copia e ricordare che è sempre possibile esercitare il diritto di
recesso entro 14 giorni”.
In generale, per gli acquisti online è necessario verificare il prezzo finale
dei prodotti. In passato, infatti, sono state accertate pratiche scorrette
basate su messaggi pubblicitari che enfatizzavano la gratuità delle operazioni,
omettendo però costi aggiuntivi come commissioni per la protezione degli
acquisti o spese di spedizione.
Restano, infine, le classiche “truffe” sul prezzo praticate anche nei negozi.
Confconsumatori consiglia di osservare la riduzione annunciata calcolandola sul
prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti. La Corte di giustizia
dell’Unione europea ha recentemente ribadito che qualsiasi riduzione di prezzo,
indicata tramite percentuali o claim promozionali, deve fare riferimento al
prezzo più basso praticato nei 30 giorni antecedenti.
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una guida pratica per riconoscerle dalle promozioni fasulle al “compra ora e
paga dopo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo le Feste, per molti consumatori italiani inizia la vera stagione degli
acquisti. I saldi invernali 2026 prenderanno il via in anticipo rispetto alla
regola generale: il primo giorno feriale prima dell’Epifania cade infatti lunedì
5 gennaio e, come stabilito dalla Conferenza delle Regioni, quando questa data
coincide con un lunedì l’avvio degli sconti viene anticipato al sabato. Il
risultato è una partenza quasi uniforme in tutta Italia: sabato 3 gennaio 2026.
L’obiettivo dell’intesa tra le Regioni resta quello di garantire maggiore
omogeneità sul territorio nazionale, pur lasciando alle singole amministrazioni
la competenza su durata e modalità dei ribassi.
Dopo un 2025 segnato dall’inflazione e da consumi più cauti, i saldi di gennaio
2026 si inseriscono in un contesto diverso: molti consumatori dichiarano di
rimandare gli acquisti importanti agli sconti, puntando su capi di qualità,
elettronica e beni durevoli. Nei giorni immediatamente successivi al 26
dicembre, però, il mercato si muove già online con pre-saldi e vendite private,
mentre i negozi fisici restano vincolati alle date ufficiali.
COME AFFRONTARE I SALDI: LE REGOLE DA CONOSCERE
Per acquistare in modo consapevole, è utile ricordare alcuni punti chiave:
* Prezzo di riferimento: per legge, lo sconto deve essere calcolato sul prezzo
più basso applicato nei 30 giorni precedenti.
* Attenzione ai rialzi pre-saldi: alcuni listini vengono ritoccati a dicembre
per rendere lo sconto di gennaio più appariscente.
* Varianti “civetta”: prezzi molto bassi spesso valgono solo per taglie o
colori poco richiesti.
* Resi e cambi: durante i saldi il cambio non è obbligatorio, salvo merce
difettosa. Conviene chiedere sempre prima.
* Online: verificare l’affidabilità dei siti e l’uso di connessioni sicure
(HTTPS), soprattutto nei periodi di forte traffico.
CALENDARIO REGIONALE DEI SALDI 2026
Abruzzo: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Basilicata: dal 3 gennaio al 1° marzo 2026
Calabria: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
Campania: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Emilia-Romagna: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Friuli Venezia Giulia: dal 3 gennaio al 31 marzo 2026
Lazio: dal 3 gennaio al 15 febbraio 2026
Lombardia: dal 3 gennaio al 4 marzo 2026
Piemonte: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
Sicilia: dal 3 gennaio al 15 marzo 2026
Toscana: dal 3 gennaio al 3 marzo 2026
Veneto: dal 3 gennaio al 28 febbraio 2026
Liguria: dal 5 gennaio al 18 febbraio 2026
Marche: dal 4 gennaio al 1° marzo 2026
Molise: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Puglia: dal 4 gennaio al 28 febbraio 2026
Sardegna: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Umbria: dal 4 gennaio al 4 marzo 2026
Valle d’Aosta: dal 2 gennaio al 31 marzo 2026
Provincia autonoma di Trento: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026
Provincia autonoma di Bolzano: dall’8 gennaio al 5 febbraio 2026
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e le date regione per regione proviene da Il Fatto Quotidiano.