“È meglio che restituisci i soldi, perché verrò a cercarti. Con la mamma, la
nonna e la famiglia non si scherza”. A parlare è Adriano, ex stella del calcio
brasiliano e dell’Inter, dopo una truffa subita dalla madre, raggirata da un
impostore che si è finto proprio l’Imperatore. Una truffa fatta con
l’intelligenza artificiale e un numero di telefono fittizio.
A lanciare l’allarme è stato proprio l’ex attaccante dell’Inter, che sui social
– tramite un video e uno screenshot di una chat – ha raccontato la vicenda. Un
impostore, fingendo di essere proprio Adriano, è riuscito a convincere la madre
dell’ex calciatore a effettuare un bonifico di oltre 15mila reais, circa 2.400
euro, su un conto falso. “Mia madre ha appena depositato più di 15mila reais su
un conto che si spacciava per me”. L’ex giocatore ha poi sottolineato di non
aver cambiato numero di telefono e ha chiesto ai followers di fare attenzione e
diffidare da richieste sospette: “Non fatelo, il mio numero è sempre lo stesso“.
Poi una vera e propria minaccia all’impostore, con Adriano che non ha usato giri
di parole: “È meglio che restituisci i soldi, perché verrò a cercarti. Con la
mamma, la nonna e la famiglia non si scherza“. E poi ha anche fissato
l’ultimatum: “Vi do 24 ore per restituire il denaro”. L’ex attaccante ha infine
invitato follower, amici e familiari a prestare particolare attenzione alle
truffe: “State attenti, ci sono molti truffatori in giro ma, quando si tocca la
famiglia, è diverso”.
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rabbia di Adriano dopo la truffa subita dalla mamma proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Truffe online
Un’ex assistente di volo, il 33enne Dallas Pokornik di Toronto, è stato accusato
di aver ingannato le compagnie aeree per ottenere voli gratuiti e arrestato a
Panama. Ma come è accaduto? Le autorità affermano che un uomo canadese si è
spacciato per pilota commerciale e assistente di volo per ottenere centinaia di
voli gratuiti da compagnie aeree statunitensi.
Le autorità affermano che l’uomo si è spacciato per pilota commerciale e
assistente di volo per ottenere centinaia di voli gratuiti da compagnie aeree
statunitensi. Le autorità affermano che Pokornik si è dichiarato non colpevole
martedì 20 gennaio, dopo la sua estradizione. È stato arrestato a Panama dopo
essere stato incriminato per frode telematica presso un tribunale federale delle
Hawaii lo scorso ottobre.
I documenti del tribunale affermano che Pokornik ha utilizzato falsi documenti
d’identità dei dipendenti per ottenere biglietti riservati a piloti e assistenti
di volo su tre compagnie aeree per quattro anni. L’atto d’accusa non ha
identificato le compagnie aeree, se non per dire che hanno sede a Honolulu,
Chicago e Fort Worth, in Texas.
Il suo difensore d’ufficio federale ha rifiutato di commentare il caso. Secondo
i documenti del tribunale, Pokornik è stato realmente assistente di volo per una
compagnia aerea con sede a Toronto dal 2017 al 2019, poi ha utilizzato documenti
di identità falsi di quella compagnia per ottenere biglietti riservati a piloti
e assistenti di volo di altre tre compagnie aeree. I documenti del tribunale non
contenevano alcuna spiegazione del motivo per cui, in un settore incentrato
sulla sicurezza dei voli e degli aeroporti, le compagnie aeree non avessero
riconosciuto le credenziali come non valide. L’atto d’accusa non identificava
nessuna delle compagnie aeree coinvolte, ma affermava che i vettori statunitensi
hanno sede a Honolulu, Chicago e Fort Worth, in Texas.
Un portavoce di Hawaiian Airlines ha dichiarato mercoledì che la compagnia non
commenta e anche i rappresentanti di United Airlines e American Airlines non
hanno risposto. Air Canada, che ha sede a Montreal ma ha un hub principale a
Toronto, ha affermato di non avere alcuna traccia del fatto che Pokornik
lavorasse lì.
John Cox, un pilota in pensione che gestisce un’azienda di sicurezza aerea a St.
Petersburg, in Florida, ha definito “le accuse sorprendenti, considerando i
controlli incrociati che le compagnie aeree sono in grado di effettuare per
verificare l’impiego di un membro dell’equipaggio che cerca di volare su
un’altra compagnia”.
Le compagnie aeree generalmente si affidano a database di dipendenti in
servizio, conservati su siti web di terze parti, per verificare se qualcuno sia
effettivamente un dipendente. “L’unica cosa che mi viene in mente è che non lo
abbiano segnalato come non più dipendente della compagnia aerea. – ha detto Cox
in un’intervista – Di conseguenza, quando sono stati effettuati i controlli al
gate, si è presentato come un dipendente valido”.
Le compagnie aeree in genere offrono posti in standby gratuiti o fortemente
scontati, quando disponibili, ai propri membri dell’equipaggio o a quelli di
altri vettori: una cortesia che migliora il funzionamento dell’intero settore,
consentendo ai membri dell’equipaggio di raggiungere la destinazione desiderata.
I dipendenti possono anche utilizzare questo privilegio per i propri familiari
più stretti quando volano per piacere. A volte i dipendenti possono sedersi su
uno dei “jump seat” con imbracature per le spalle nella cabina di pilotaggio o
in cabina, ma le norme federali vietano l’utilizzo dei jump seat della cabina di
pilotaggio per i viaggi di piacere. I membri dell’equipaggio che devono recarsi
in un’altra città per lavoro passano i controlli di sicurezza aeroportuali
scansionando una tessera di “membro dell’equipaggio riconosciuto”, collegata a
un database contenente la loro foto, ha affermato Bruce Rodger, pilota di linea
e proprietario di una società di consulenza aeronautica.
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voli gratuiti: arrestato l’ex assistente di volo e truffatore Dallas Pokornik
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Una pagina dedicata alle segnalazioni contro le frodi online. È questo il nuovo
servizio lanciato da Altroconsumo, una delle più importanti organizzazioni per i
consumatori italiani, che sul proprio sito web propone un modulo, disponibile a
chiunque, per segnalare un tentativo di truffa.
Dagli SMS che sembrano arrivare dalla propria banca ai siti web che imitano
quelli dei marchi noti, passando poi per le telefonate con offerte troppo
vantaggiose per essere vere. È capitato ormai a chiunque di subire un tentativo
di frode online. Ed è proprio per contrastare queste pratiche scorrette che
Altroconsumo ha deciso di lanciare una pagina web dove tutti possono segnalare
gratuitamente truffe, siti sospetti e contenuti illeciti. Oppure leggere le
storie degli altri per imparare a riconoscere quelli che sono gli schemi più
usati dai malviventi, e ridurre così gli eventuali danni.
Il servizio proposto dall’associazione è stato pensato per raccogliere le
segnalazioni più frequenti e metterle poi a disposizione degli altri
consumatori. Da un lato, infatti, c’è il modulo per inviare la propria
segnalazione, mentre dall’altro c’è una sezione aggiuntiva che spiega i metodi
classici, i canali più usati dai malfattori, gli errori tipici da evitare e i
consigli su come proteggersi dalle truffe. Ed è per aiutare la collettività che
l’associazione dei consumatori si impegna ad analizzare ogni segnalazione e, se
opportuno, inviarla alla pagina “Digitalizzati” per evitare che altri cittadini
cadano in trappola.
Ma che cosa si può segnalare? Qualsiasi informazione relativa a tentativi di
frode online. Nel modulo si può indicare la tipologia di truffa, inserire il
link di una pagina che il consumatore ritiene sospetta, quando è accaduto e, in
un box a risposta libera, si possono aggiungere altri dettagli. Per favorire la
precisione della segnalazione, l’associazione elenca alcune delle truffe più
comuni: phishing e smishing, truffe bancarie, acquisti online, problemi legati
ai social network e fake news. Sempre sulla pagina dedicata è possibile allegare
altre prove, come gli screenshot di SMS, le schermate del sito truffaldino ed
eventuali e-mail ricevute. Più si è precisi, più diventa semplice riconoscere di
che raggiro si tratta e come evitarlo.
C’è poi la sezione dedicata ai dati personali. Come specificato da Altroconsumo,
le informazioni che un consumatore sceglie di condividere vengono utilizzate
solo “se vuoi essere assistito dalla consulenza legale”, si legge sul sito.
Resta comunque a disposizione un “Legalbot”, cioè un chatbot che dovrebbe
riuscire a fornire alcune risposte rapide sulle informazioni che potrebbero
rivelarsi più utili agli utenti, per chiunque avesse bisogno di un primo
orientamento sulle questioni legali.
Oltre alla possibilità di segnalare una truffa subita, dunque, il servizio
offerto da Altroconsumo presenta anche una sezione informativa. Visitando la
pagina, superato lo spazio dedicato al modulo segnalazioni, ci sono gli esempi
concreti di alcune tipologie di frodi. Ci sono informazioni aggiornate sullo
smishing, che “è una truffa via SMS: il messaggio invita quasi sempre a cliccare
un link, scaricare file o inserire dati”, scrive l’associazione. O, ancora, le
truffe telefoniche, con “truffatori che si spacciano per operatori bancari,
corrieri o assistenza tecnica”: “Possono metterti fretta, creare allarme o
chiederti informazioni personali”, sottolineano ancora da Altroconsumo.
L’iniziativa, che punta a ridurre il divario tecnologico in un’Italia tra i
Paesi più esposti a truffe e phishing, è stato realizzata per “DIGITALIZZATI”,
il progetto di Altroconsumo finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in
Italy (Mimit) che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali e aiutare
a difendersi dalle frodi online. Accedere al servizio è molto semplice. Basta
andare sul sito web di Altroconsumo, cercare la sezione “Acquisti, prodotti e
servizi” nel menù laterale, poi cliccare su “Soldi” e “Truffe e sicurezza”. Lì
sarà possibile trovare la pagina “Segnala la truffa”
(https://www.altroconsumo.it/soldi/truffe/segnala-truffa), dove poter raccontare
la propria esperienza in merito alle frodi online.
L'articolo “Segnala la truffa”: il servizio gratuito di Altroconsumo contro le
frodi online. Di che cosa si tratta e perché può essere utile ai consumatori
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si spacciavano per funzionari pubblici, ma i tecnici informatici non ci erano
cascati. La Procura e la Polizia postale di Bologna hanno aperto un’indagine su
due casi di truffa relativi al corso di Medicina, nello specifico sulle domande
degli esami obbligatori per superare il semestre filtro introdotto dal governo
Meloni. L’inchiesta è strutturata in due filoni ed è partita con le denunce di
Cineca, il consorzio interuniversitario che ha gestito le prove di Chimica,
Fisica e Biologia per conto del ministero dell’Istruzione.
Da Casalecchio di Reno il maggior centro di calcolo italiano ha curato la
logistica e la parte informatica per gli appelli del 20 novembre e del 10
dicembre degli esami previsti. Qualche giorno prima del secondo appello degli
hacker avevano adottato la tecnica del phishing con l’obiettivo di venire a
conoscenza delle domande per il test di Fisica. Questo genere di truffa
informatica, infatti, consiste nel fingersi un ente e tramite email, SMS o
messaggi indurre così le vittime a rivelare informazioni sensibili.
In questo caso, i malintenzionati dichiaravano di essere colleghi del Cineca o
dipendenti del Miur. Ma il personale del consorzio non aveva abboccato a questi
raggiri: prima avevano segnalato la questione ai vertici aziendali e poi
denunciato tutto all’autorità informatica. Sotto le indicazioni degli agenti,
gli addetti avevano teso una trappola ai truffatori, inviando loro dei link
utili a identificarli.
Il secondo filone dell’indagine riguarda alcuni studi legali che avevano diffuso
notizie false sulla regolarità delle prove per il semestre filtro. Il 9 dicembre
2025, il giorno prima del secondo appello, sui profili social di alcuni avvocati
erano stati pubblicati degli screenshot con le presunte domande d’esame. Una
mossa che, oltre a diffondere informazioni false, era una tattica per dimostrare
l’irregolarità dei test e indurre le persone a presentare ricorso, con tanto di
listino prezzi dei servizi offerti.
L'articolo Esami del semestre filtro di Medicina, tra phishing e fake news:
inchiesta su truffe informatiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non c’è pace per Brigitte Bardot. La Fondazione dell’attrice, morta lo scorso 28
dicembre a 91 anni, ha lanciato un allarme contro la proliferazione di contenuti
fraudolenti online che ne sfruttano l’immagine. In diversi messaggi pubblicati
sui propri canali ufficiali, l’organizzazione ha denunciato la diffusione sui
social network di montaggi fotografici e materiali ingannevoli, talvolta
realizzati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Secondo la Fondazione, si tratta di “montaggi grossolani” che lasciano
erroneamente intendere che il 100% dei proventi derivanti dalla vendita di
immagini o prodotti sia destinato alle attività dell’ente. Un’affermazione che
l’organizzazione smentisce con fermezza, precisando di non aver mai concesso
alcuna autorizzazione a tali iniziative. La Fondazione Brigitte Bardot ricorda
che queste pratiche costituiscono vere e proprie truffe, finalizzate a ingannare
il pubblico facendo leva sulla notorietà dell’attrice, i cui funerali sono
previsti per mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Nel comunicato, l’ente invita a sostenere le proprie azioni esclusivamente
attraverso i canali ufficiali, sottolineando che solo i doni effettuati tramite
questi strumenti contribuiscono realmente alle attività della Fondazione,
storicamente impegnata nella difesa dei diritti degli animali. “È chiesto a
tutti di rispettare la memoria della defunta e soprattutto di prestare
attenzione per non lasciarsi ingannare da queste operazioni truffaldine tanto
volgari quanto meschine”, si legge in una nota diffusa sui social.
La Fondazione ha inoltre comunicato la volontà di intraprendere azioni legali
contro i responsabili delle raccolte fondi non autorizzate, esortando i
cittadini a segnalare eventuali annunci sospetti riscontrati online.
L’organizzazione riafferma il suo impegno a salvaguardare l’immagine e il
patrimonio morale di Brigitte Bardot.
L'articolo “Attenzione alle truffe online su Brigitte Bardot. Sono operazioni
tanto volgari quanto meschine”: la Fondazione dell’attrice morte lancia
l’allarme proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Attenti alle truffe sui saldi, soprattutto negli acquisti online”. A suonare il
campanello d’allarme è Confconsumatori: dalle promozioni online al “Buy now pay
later”, i rischi nel corso di quest’ultimi anni sono aumentati. Accanto a sconti
“fasulli” o “falsati” hanno preso piede nuove modalità di vendita legate al
commercio digitale, praticato ormai non solo dai più giovani.
L’associazione mette in guardia, in primis, dalla formula “acquista ora, paga
dopo”: si tratta di una forma di finanziamento a breve termine, di importo
contenuto e spesso concessa in modo quasi istantaneo, che consente di
suddividere il pagamento in rate apparentemente senza interessi. Qual è il
trucco? “In assenza di interessi – spiega Confconsumatori – possono essere
previste commissioni, costi di gestione o penali in caso di ritardi nei
pagamenti, con interessi di mora tutt’altro che trascurabili”.
Come evidenziato dalla Banca d’Italia in un report del 2022, questi strumenti
“potrebbero favorire acquisti impulsivi ed eccessivi rispetto alle capacità di
spesa degli acquirenti, determinando l’accumulo inconsapevole di un debito
complessivo non sostenibile”. Secondo i dati di Confconsumatori, più della metà
degli utenti ha sottoscritto almeno due contratti mentre una quota, seppur
minore, ne ha attivati cinque o più. Altra formula usata è il “buy now pay later
“creativo” e il credito revolving.
Cosa succede in questi casi? Può accadere che il consumatore creda di aver
sottoscritto un prestito finalizzato a tasso zero per un importo limitato,
mentre si ritrova titolare di una linea di credito revolving. Ciò comporta,
innanzitutto, l’apertura di un plafond ben superiore al prezzo del bene
acquistato (ad esempio, una linea di credito da 1.500 euro per un acquisto di
250 euro), con conseguente segnalazione in Centrale rischi. Inoltre, l’utilizzo
dell’importo eccedente comporta
l’applicazione di tassi di interesse elevati.
“Spesso – sottolinea l’Associazione – al momento dell’acquisto, il contratto e
il documento informativo precontrattuale non vengono consegnati, rinviandone
l’invio a un momento successivo, senza un’adeguata spiegazione delle condizioni.
È quindi essenziale leggere con attenzione la documentazione prima di firmare,
richiederne copia e ricordare che è sempre possibile esercitare il diritto di
recesso entro 14 giorni”.
In generale, per gli acquisti online è necessario verificare il prezzo finale
dei prodotti. In passato, infatti, sono state accertate pratiche scorrette
basate su messaggi pubblicitari che enfatizzavano la gratuità delle operazioni,
omettendo però costi aggiuntivi come commissioni per la protezione degli
acquisti o spese di spedizione.
Restano, infine, le classiche “truffe” sul prezzo praticate anche nei negozi.
Confconsumatori consiglia di osservare la riduzione annunciata calcolandola sul
prezzo più basso applicato nei trenta giorni precedenti. La Corte di giustizia
dell’Unione europea ha recentemente ribadito che qualsiasi riduzione di prezzo,
indicata tramite percentuali o claim promozionali, deve fare riferimento al
prezzo più basso praticato nei 30 giorni antecedenti.
L'articolo È tempo di saldi, ma occhio alle truffe negli acquisti online: ecco
una guida pratica per riconoscerle dalle promozioni fasulle al “compra ora e
paga dopo” proviene da Il Fatto Quotidiano.