Prima le scuse e un mea culpa verso Federico Dimarco, poi il solito – ormai noto
– attacco ad altri opinionisti o giornalisti del mondo del calcio. In questo
caso specifico verso Giuseppe Cruciani. Come sempre è stato un Antonio Cassano
senza mezze misure nel corso dell’ultima puntata di “Viva El Futbol”,
trasmissione in diretta streaming con Daniele Adani e Nicola Ventola. Cassano ha
infatti inizialmente fatto mea culpa sui durissimi giudizi espressi in passato
nei confronti di Federico Dimarco, autore quest’anno di una stagione devastante
all’Inter. Poi – collegandosi al discorso Inzaghi – ha attaccato Cruciani, che
lo aveva tirato in ballo nel suo podcast.
Cassano ha citato ciò che accadeva in passato, sotto la gestione Inzaghi, con
l’esterno sostituito quasi sempre intorno al 60esimo. Poi l’attacco: “Cruciani e
gli altri due sfigati che gli stanno di fianco, che fanno quel mezzo podcast da
0-0, Zazzaroni e Sabatini… perché io faccio i nomi! Ok? Insomma Cruciani e gli
altri due sfigati che dicono che non ci seguono: ‘No, me li hanno mandati, me
l’hanno detto’ e senza noi tre quelli non vivono, come tanti altri in Italia,
perché noi siamo il riferimento in Italia“.
Entrando nel dettaglio del suo attacco, Antonio Cassano ha criticato Cruciani
proprio parlando di Inzaghi: “Voglio dargli anche un pochettino di calcio. Anche
se con Cruciani non posso parlare, che ca**o vado a parlare con lui? Non capisce
una minc**a, non capisce un ca**o. Però voglio dirgli una roba: caro Cruciani,
visto che hai detto ‘quanti soldi ha fatto guadagnare Inzaghi’, lui a livello di
plusvalenze all’Inter ha fatto guadagnare zero, una beata minc**a. Quando dici
che Inzaghi ‘carta canta, ha vinto questo, questo, quest’altro ed è un
grandissimo allenatore eccetera’. come me, che anche se non ho vinto niente,
vengo dichiarato un grande giocatore. Io ero un fenomeno. Però voglio andare
oltre perché, ripeto, con te non voglio parlare di calcio”.
Un attacco diretto, chiuso poi con parole durissime da parte dell’ex attaccante
del Bari: “C’è una differenza tra me e te, caro Cruciani: che io per fare il
calciatore di altissimo livello non ho detto grazie a nessuno, non ho fatto mai
la predica a nessuno, l’ho fatto perché ero un fenomeno. A differenza tua, che
lecchi il cu*o a Mediaset e a gente di Mediaset per lavorare, caro Cruciani. La
differenza fra me e te è questa ed è enorme. Tu devi andare a leccare il cu*o
per guadagnare qualcosina e stare lì sempre a Mediaset a fare lo sfigato con
quegli altri due che fanno il podcast con te. Io sono stato un campione, sono
stato un fenomeno, non ho vinto niente ma non mi frega niente: sempre a testa
alta, a differenza tua”.
L'articolo “Non capisce un caz*o di calcio, lecca il cu*o a Mediaset per
lavorare. C’è differenza tra me e lui”: Cassano contro Cruciani proviene da Il
Fatto Quotidiano.
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“Presidente, ds, tutti. Mi hanno lasciato solo a combattere. È stato un anno
tremendo. A un certo punto non avevamo nemmeno più i soldi per l’acqua o per
andare in trasferta”. A parlare è Alessandro Lucarelli, fratello di Cristiano ed
ex bandiera del Parma. Il riferimento è proprio al Parma e alla stagione
2014/15, quella del fallimento prima di ripartire dalla Serie D. “Noi ci
allenavamo e intanto una gru portava via strutture e materiali della società.
Sembrava un film di Fantozzi. Invece era vero: un incubo a occhi aperti”, ha
raccontato a La Gazzetta dello Sport.
Lucarelli è stato una bandiera del club ducale ed è rimasto anche dopo il
ritiro, fino ad agosto 2025, ricoprendo il ruolo di direttore dell’area
prestiti. “Sono stato mandato via senza avere una spiegazione chiara. L’ho
trovata una mancanza di rispetto grave, sia per me come persona che per quello
che ho rappresentato per la città di Parma”.
Nel 2013/14 – ultimo anno con Tommaso Ghirardi alla presidenza – il Parma arrivò
sesto, si qualificò in Europa League ma non la giocò per l’assenza della licenza
Uefa. Nel 2014/15 successe di tutto, prima del fallimento. A un certo punto
della stagione arrivò Giampietro Manenti, che si presentò con una conferenza
stampa che fece il giro del mondo e che ancora oggi è spesso ricordata sui
social. “Un pagliaccio. Fece quella conferenza stampa dal nulla, senza essersi
presentato a nessuno. Poi venne in spogliatoio con un foglio bianco con scritto
“100 milioni“. Dopo due settimane, ci disse che avevano sbagliato Iban a cui
mandare i soldi. Io andai in banca e lo chiamai da lì… non sa quante gliene ho
dette…”.
Furono mesi in cui Lucarelli ha spiegato di esser rimasto deluso da tanti:
società, calciatori, ds. “Più di Ghirardi mi hanno deluso i giocatori che
rifiutarono di abbassarsi l’ingaggio. E poi, in città o nelle interviste,
facevano quelli innamorati del Parma. Mi fanno schifo. Non serve fare nomi, loro
sanno a chi mi riferisco”. Tra questi anche Antonio Cassano: “Quello di Antonio
è un caso a parte. Lui scelse di andare via e questo ci sta, ma sbagliò a
tradire un patto fatto nello spogliatoio”.
Patto che lo stesso Lucarelli ha deciso di rivelare: “Io avevo proposto alla
squadra di aspettare prima di mettere in mora la società. Antonio, invece, fece
di testa sua. Alla vigilia di una partita col Cesena andò da un giornale a
raccontare tutto. Poi andò sotto la curva a parlare con i tifosi, proprio lui
che non aveva mai voluto farlo. Mirante gli urlò “puoi smettere di fare il
fenomeno Anto”. Io ero squalificato e scesi dalla tribuna di corsa: andai in
spogliatoio convinto di prenderlo a pugni. Per sua fortuna ci separò Luca Bucci,
allora preparatore dei portieri. Tempo due giorni e rientrò tutto. Noi ci
chiarimmo, ma lui scelse ugualmente di rescindere e andare via”.
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di corsa convinto di prenderlo a pugni”: il racconto di Lucarelli proviene da Il
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