Non avranno fatto fatica ad arrivare i circa 500 militanti neonazisti che si
sono presentati il 15 ottobre a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Il
paesino è vicino all’aeroporto di Malpensa e al suo interno ospita la
tecnostruttura del Cerello, abbastanza ampia che funge spesso da sede della pro
loco cittadina. La location è stata messa a disposizione dell’Hammerfest, un
festival di musica rock fortemente orientato a destra. Erano presenti in molti,
tra vertici delle organizzazioni e militanti di base. Alcuni membri di questa
internazionale suprematista – che tra gli altri comprende Spagna, Russia, Paesi
Bassi, Francia, Stati Uniti, Svezia, Svizzera – avrebbero commesso gravi atti di
violenza.
A divulgare la cosa è stata la piattaforma antifascista tedesca EXIF – Recherche
& Analyse che ha documentato l’evento. Che non è il primo in Italia negli ultimi
anni: nel 2023 e nel 2024 la ricorrenza annuale si tenne in provincia di Milano.
Di quello di quest’anno però colpiscono sicuramente la sede e la risonanza, dato
che secondo EXIF è stato “senza dubbio il più grande evento degli Hammerskins
degli ultimi anni”.
Ma chi sono gli Hammerskin? Il gruppo neo-nazista si è formato a Dallas, in
Texas, nel 1988 e ha diramazioni in tutto il mondo. Il suo scopo primario
sarebbe garantire la produzione e lo sviluppo del white power rock, un
sottogenere musicale che promuove il suprematismo razziale. Ma l’organizzazione
non è solo questo: oltre alla semplice militanza, il gruppo sarebbe votato al
terrorismo politico e spingerebbe i suoi adepti a prepararsi e arruolarsi
militarmente in vista di una futura guerra etnica.
Tra le band in locandina quest’anno – che è anche il trentesimo anniversario
della sezione italiana Hammerskin – i tedeschi Spreegeschwader e gli
statunitensi Max Resist, accolti al grido di Sieg Heil e saluti romani. Ma la
parte più rilevante della giornata non è stata il concerto serale, bensì la
riunione furtiva del pomeriggio a Bollate (Milano) dove si trova la sede dei
neofascisti di Lealtà e Azione. Erano circa una trentina i membri presenti e la
metà proveniva dalla rete tedesca. Presente anche il capo dell’organizzazione in
Europa Malte Redeker.
A seguito della diffusione della notizia, sono arrivate alcune risposte dalla
politica locale. L’Anpi, nella sua sezione di Ferno – Lonate Pozzolo, ha inviato
una lettera alla sindaca del paese. L’organizzazione, si legge, “chiede
all’amministrazione comunale di Lonate Pozzolo di chiarire ai propri cittadini
quanto accaduto prendendo posizione nei confronti di chi ha permesso che
avvenisse e di farsi promotrice di convocare tutte le organizzazioni culturali e
sportive accreditate presso il Comune affinché si adotti un protocollo comune di
comportamento teso a evitare in futuro altre simili e disdicevoli situazioni.
Non è possibile – prosegue la lettera – che e a distanza di ottant’anni dalla
liberazione dell’Italia dal nazismo e fascismo, si permetta a questi oscuri
personaggi di potersi organizzare in manifestazioni esaltando il suprematismo
bianco, il razzismo e l’omofobia”. La nota si conclude con il ricordo da parte
dell’associazione delle vittime cadute in quei territori per mani nazifasciste e
con il ricordo di alcuni partigiani locali come Domenico Lanceni e i cugini
Giassi, assassinati dai nazisti.
La consigliera della pro loco di Lonate Pozzolo, Melissa Derisi, ha annunciato
le sue dimissioni perché ha ritenuto – scrive sui social – “questo episodio
totalmente incompatibile con qualsiasi forma di impegno civico, culturale e
associativo”. La donna ha lamentato anche la mancanza di comunicazioni interne,
affermando che il Consiglio direttivo di cui fa parte non sarebbe stato
informato dell’evento. “Affittare una struttura – conclude Derisi – senza
informarsi adeguatamente su chi la utilizzerà e per quali finalità non può
essere considerato una semplice leggerezza: è una mancanza grave di
responsabilità”.
Sdegno e rammarico anche da parte dell’ex sindaca Nadia Rosa, ora consigliera
comunale di minoranza e capogruppo di Uniti e Liberi. Sempre sui suoi profili
social Rosa si è detta “indignata” ribadendo di trovare “insultante che 500
neonazi da tutta Europa si siano radunati, trovando ospitalità a Lonate Pozzolo”
e concludendo dicendo che “razzismo, omofobia, antisemitismo, suprematismo
bianco non devono trovare cittadinanza nel mondo, e tanto meno nella
tensostruttura della pro loco di Lonate Pozzolo”.
L'articolo Neonazisti da tutta Europa radunati nella sede di una pro loco del
varesotto. Protestano Anpi e politica locale proviene da Il Fatto Quotidiano.