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Acca Larentia, prosciolti 29 indagati per il saluto romano (quasi tutti di CasaPound). Il giudice: “Non c’è ragionevole previsione di condanna”
Il gup di Roma ha prosciolto 29 persone, quasi tutti appartenenti a CasaPound incluso Gianluca Iannone, accusati di aver compiuto il saluto romano il 7 gennaio del 2024, nel corso della commemorazione per Acca Larentia. I pm, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, contestavano la violazione delle leggi Mancino e Scelba. Ma il giudice ha disposto il non luogo a procedere sostenendo che “non vi è una ragionevole previsione di condanna”. “É stata rispettata la giurisprudenza delle sezioni unite della Cassazione e quindi la mancanza di pericolo concreto per una manifestazione che si svolge con le stesse modalità da quasi 45 anni”, ha commentato l’avvocato Domenico Di Tullio, uno dei difensori dei 29 indagati, dopo il non luogo a procedere. “Oggi si chiude un processo, mentre di fatto sono ancora impuniti e sconosciuti gli assassini di Acca Larentia”, ha proseguito il legale. L'articolo Acca Larentia, prosciolti 29 indagati per il saluto romano (quasi tutti di CasaPound). Il giudice: “Non c’è ragionevole previsione di condanna” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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In centinaia ad Acca Larentia per il rito del “presente”: il saluto romano dei militanti di estrema destra – Video
Il grido “per tutti i camerati caduti” ad Acca Larentia, a Roma. E il “presente” ripetuto tre volte, accompagnato dal saluto romano. Anche quest’anno, centinaia di aderenti a CasaPound e altri militanti di estrema destra hanno commemorato i morti dell’agguato del 7 gennaio 1978, a Roma, in cui furono uccisi due appartenenti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, e, poco dopo, Stefano Recchioni, a seguito degli scontri con le forze dell’ordine. A qualche centinaio di metri, sull’Appia Nuova all’altezza dell’Alberone, il contro-presidio antifascista di gruppi autonomi e studenti, vicino a una sezione. L'articolo In centinaia ad Acca Larentia per il rito del “presente”: il saluto romano dei militanti di estrema destra – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Acca Larentia, la denuncia di Gioventù nazionale: “Aggrediti a Roma 4 nostri militanti”. La Russa: “È odio politico”
Stavano affiggendo dei manifesti per la commemorazione di Acca Larentia a Roma quando sono stati aggrediti con spranghe e aste da “un gruppo di estrema sinistra“. È quanto denuncia Gioventù Nazionale che parla di una “gravissima aggressione” subita nella notte da quattro militanti dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. Secondo quanto riferito dalle vittime, i quattro giovani sono stati aggrediti la notte scorsa nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana, a Roma. Un’aggressione “ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni”, dichiara Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma. Il tutto sarebbe avvenuto a poche ore dalla commemorazione dedicata ai tre militanti del Fronte della Gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del Movimento sociale italiano. Sul fatto indaga la Digos. “I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larentia”, sottolinea Todde. “Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento – aggiunge – non si è mai contraddistinto per azioni del genere. Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale”. La vicenda ha provocato la reazione della politica, in particolare degli esponenti di Fratelli d’Italia. A partire dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che sui social ha espresso il suo “sconcerto” per la “vile aggressione”: “Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza”, scrive La Russa. “Queste aggressioni – aggiunge – non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione. A Gioventù Nazionale e ai giovani rimasti feriti va la mia sincera e affettuosa vicinanza, con l’auspicio che i responsabili vengano rapidamente individuati”, conclude. Di “segnale preoccupante che deve far riflettere” parla il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: “La violenza politica deve essere condannata in ogni caso, da qualsiasi parte provenga. Ma stavolta – aggiunge – non si tratta solo di questo: la spedizione in pieno stile criminale, con tanto di coltelli e ricetrasmittenti per evitare intercettazioni, ci racconta di una precisa strategia, studiata nei dettagli, volta a vietare il ricordo di tre ragazzi trucidati nel 1978″. Bignami si augura anche “che questo episodio venga condannato da tutte le forze politiche”. “Un atto vile, premeditato e organizzato”, lo definisce il presidente dei senatori di Fdi Lucio Malan: “Evidentemente – sottolinea – c’è chi ha la volontà di far ritornare la violenza di quegli anni, intenzione che va unanimemente condannata senza alcuna ambiguità”. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social ma per ricordare l’anniversario di ” una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità”. La premier, con un post sui social, sottolinea che “l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale” e che “anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”. L'articolo Acca Larentia, la denuncia di Gioventù nazionale: “Aggrediti a Roma 4 nostri militanti”. La Russa: “È odio politico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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