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Donna minacciata con un’accetta a Roma: l’aggressore prova a salire sulla sua auto, due passanti lo mettono in fuga
“Mi sono fermata al bar in via Nomentana per comprare le sigarette, quando sono risalita in macchina un uomo mi ha aggredita con un’accetta: ha tentato di colpirmi, mi ha spinta sul sedile del passeggero e voleva partire con me a bordo. Se non fossero intervenuti due passanti, non so cosa mi sarebbe successo”. A parlare, raggiunta da Repubblica, è Francesca, una libera professionista 64enne, che mercoledì alle 21.30 è stata aggredita da uno sconosciuto davanti al White Cafe in via Nomentana, tra i quartieri Montesacro e Talenti, a Roma. La donna è stata poi salvata da due passanti, un uomo e una donna, che, notando la scena, sono intervenuti e hanno messo in fuga l’aggressore. Gli agenti della polizia del distretto di Fidene sono intervenuti sul posto e dopo poco hanno rintracciato e raggiunto l’uomo, un italiano di 64 anni, denunciato per minaccia aggravata e porto abusivo di arma impropria. Francesca ha dovuto trascorrere quasi tutta la notte al commissariato per formalizzare la denuncia. “Ero appena uscita dal lavoro, stavo tornando a casa per cucinare la cena ai miei figli – spiega la sessantaquattrenne, ripercorrendo gli attimi di paura vissuti – mi sono fermata a comprare un pacchetto di sigarette, quando risalita in auto, prima che richiudessi lo sportello, quell’uomo mi si è scagliato contro, cercando di colpirmi con l’accetta”. Francesca aggiunge che ha anche provato a difendersi: “Ho iniziato a gridare, ho afferrato l’accetta per il manico, ma lui, con tutto il peso del corpo, mi ha spostata sul sedile del passeggero, si è seduto in macchina, alla guida, voleva partire. Io cercavo di difendermi e ho provato a impedirglielo lasciando un piede sul lato della guida, mentre il resto del mio corpo era piegato contro lo sportello di destra. Ho gridato con il tutto il fiato che avevo, finché due passanti non sono intervenuti”. Proprio l’intervento dei due passanti, attirati dalle urla della vittima, ha scongiurato il peggio. “Il ragazzo cercava di tirarlo via afferrandolo per le spalle – spiega – la donna ha afferrato il manico dell’accetta per sfilargliela dalle mani. Poi gli ha gridato: ‘Fermati, sono una poliziotta’. Non era vero, ma lui ha lasciato l’arma ed è scappato. Non so come ringraziare questa signora coraggiosa”. E concludendo ha aggiunto un altro fattore che potrebbe aver minato il piano dell’aggressore: “La mia macchina è una berlina, c’erano le chiavi inserite, non è riuscito a metterla in moto solo perché bisognava spingere un pulsante“. La vittima conclude, ancora sconvolta: “Se fosse partito non so dove mi avrebbe portata, cosa mi avrebbe fatto. Mi sono salvata solo grazie a queste due persone che mi hanno soccorsa. Oltre al fatto che fino ai 19 anni ho praticato arti marziali, così mi sono difesa e ho impedito che mi colpisse, altrimenti non so se sarei ancora qui a raccontarlo”. L'articolo Donna minacciata con un’accetta a Roma: l’aggressore prova a salire sulla sua auto, due passanti lo mettono in fuga proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ho paura, vi prego, Ho paura”, le urla di un bimbo che assiste dallo scuolabus allia tra autista e il padre di uno studente
Scoppia una lite tra l’autista di uno scuolabus e il padre di uno studente davanti alla scuola elementare e media Rodari-Annecchino di Monterusciello, frazione del comune di Pozzuoli, in provincia di Napoli. Sul bus sta assistendo dal finestrino un bambino, che davanti alla scena urla in lacrime: “Ho paura, vi prego, ho paura“. Leggo, che riporta la notizia, spiega che il motivo dietro la lite, andata in scena lunedì poco dopo le 14, sarebbero delle vecchie ruggini tra i due. Il litigio sarebbe esploso proprio mentre genitori, docenti e alunni stavano lasciando l’istituto scolastico. Il video, ripreso da un altro studente sullo scuolabus, immortala un uomo a torso nudo, inseguito da un altro. La colluttazione è stata poi sedata grazie all’intervento di due volanti del commissariato di Polizia di Pozzuoli. Entrambi non hanno sporto querela. L'articolo Ho paura, vi prego, Ho paura”, le urla di un bimbo che assiste dallo scuolabus allia tra autista e il padre di uno studente proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Aggrediti e pestati a Colleferro, dove morì Willy Monteiro: denunciata in concorso una 23enne
Una 23enne di Labico, già nota alle forze dell’ordine, è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Colleferro ed è ora gravemente indiziata di lesioni personali in concorso. I fatti risalgono alla notte del 16 gennaio scorso quando, dopo una lite, la 23enne, in concorso con due giovani tuttora in corso di identificazione, aveva aggredito fisicamente due ragazzi di Fiuggi. Colleferro è finita al centro della cronaca nazionale dopo l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto in un contesto molto simile: una discussione sfociata in un pestaggio che costò la vita al ragazzo di 21 anni. Il diverbio, nato per futili motivi di natura stradale, era iniziato in Largo Santa Caterina, nel cuore della zona della “movida” colleferrina: la 23enne aveva aggredito un 22enne e una 19enne di Fiuggi, i quali avevano riportato rispettivamente 35 e 5 giorni di prognosi. Le due vittime si erano poi allontanate in auto subito dopo l’aggressione ed erano state intercettate e bloccate a breve distanza da una pattuglia. Viste le condizioni e le evidenti lesioni dei due, i militari avevano allertato il personale sanitario del 118 per le cure del caso e avviato sul posto la preliminare attività di indagine. I carabinieri di Colleferro hanno preso la guida delle indagini e dopo poco, grazie a un lavoro certosino di ricerca e acquisizione di testimonianze e una dettagliata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a ricostruire la dinamica esatta dei fatti, accertando inequivocabilmente la responsabilità della 23enne e degli altri due aggressori. Per la giovane denunciata e per i due complici, l’Arma richiederà l’emissione del Daspo Urbano, così da prevenire ulteriori comportamenti violenti. Il pestaggio è avvenuto in un luogo simbolico, a due passi da Largo Oberdan dove Willy, alle prime luci dell’alba del 6 settembre 2020, era stato aggredito dopo aver cercato di sedare una rissa tra un suo amico e quelli che sarebbero poi diventati i suoi assassini. L’aggressione fisica successiva fu talmente violenta da lasciare in fin di vita il ragazzo, che morì dopo poco a causa delle ferite riportate. Per l’omicidio sono stati condannati i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, rispettivamente all’ergastolo e a 28 anni, anche se il secondo spera in una riduzione di pena vista la scelta di un processo d’appello ter, con l’obiettivo di ridiscutere le attenuanti generiche. L'articolo Aggrediti e pestati a Colleferro, dove morì Willy Monteiro: denunciata in concorso una 23enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Willy Monteiro Duarte
Con un coltello militare minaccia i passanti in pieno centro di Milano: “Vi ammazzo”. Arrestato
Minacciava i passanti con un coltello militare lungo 30 centimetri. La vicenda si è svolta martedì 17 marzo in via San Damiano, angolo Corso Venezia. L’autore un 55enne, pregiudicato, è stato immobilizzato dopo poco dai carabinieri del Nucleo radiomobile. L’uomo, dopo una chiamata al 112, è stato raggiunto sul posto. Proprio qui, pochi minuti prima, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, aveva cercato di aprire la portiera di un’auto, ferma davanti al semaforo all’incrocio. L’automobilista, alla vista dell’uomo che brandiva la lama, era scappato. Il 55enne aveva poi raggiunto una coppia che stava parcheggiando uno scooter, li aveva rincorsi gridando: “Vi ammazzo“. I due giovani erano poi riusciti a sfuggire all’aggressore e a mettersi in salvo, entrando in un palazzo in via San Damiano. I militari giunti sul posto lo hanno convinto a deporre il coltello per poi bloccarlo. L’uomo è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza. L'articolo Con un coltello militare minaccia i passanti in pieno centro di Milano: “Vi ammazzo”. Arrestato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Milano
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Ventenne aggredito davanti al Duomo di Milano, trauma cranico e lesioni per la vittima
Un ragazzo di 20 anni è stato aggredito martedì 17 marzo, poco dopo le 22, in via Orefici a Milano. Il giovane egiziano è stato colpito da un connazionale, poi bloccato dai carabinieri e indagato per lesioni personali. La notizia, riportata da MilanoToday, racconta che tutto sarebbe avvenuto nella via che collega piazza Duomo a Cordusio, più precisamente all’altezza del civico 10.l Non si conosco le ragioni che hanno portato allo scontro i due, che apparivano entrambi in un evidente stato di alterazione psicofisica. Sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma, dopo la chiamata al 112 di alcuni passanti che avevano notato la zuffa. Immediato l’intervento con un’ambulanza e un’automedica dei sanitari del 118 che hanno soccorso la vittima. Il giovane è stato stabilizzato e trasportato con la massima urgenza al pronto soccorso del Niguarda. I medici hanno rilevato un trauma cranico e un sanguinamento da un orecchio. L’aggressore è stato poi bloccato dai carabinieri. L’uomo, 20enne egiziano anche lui, è stato denunciato per lesioni personali. L'articolo Ventenne aggredito davanti al Duomo di Milano, trauma cranico e lesioni per la vittima proviene da Il Fatto Quotidiano.
Milano
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Donna accoltellata sul bus a Napoli, l’aggressore si è tolto la vita
Antonio Meglio, il 39enne che la sera del 5 marzo aveva accoltellato senza motivo una 32enne su un autobus a Napoli, si è tolto la vita ieri sera all’ospedale San Giovanni Bosco, dove era piantonato nel reparto di psichiatria. Giovedì l’uomo aveva sequestrato su un bus nel quartiere Vomero una penalista di 32 anni. Il conducente aveva fermato il mezzo e aveva avviato una trattativa con l’aggressore, che tratteneva la vittima, già ferita da alcune coltellate. L’intervento dei carabinieri aveva poi scongiurato il peggio, riuscendo a proteggere Meglio anche da un tentativo di linciaggio da parte della folla accorsa sul luogo. Secondo quanto si apprende Meglio, affetto da gravi problemi psichiatrici, aveva tentato già per due volte di togliersi la vita: prima nella caserma dove era stato condotto subito dopo l’arresto e poi a seguito del trasferimento presso il carcere di Poggioreale. Infine è riuscito nel suo intento ieri sera, nel reparto psichiatrico del San Giovanni Bosco a Napoli. La salma resta a disposizione per l’autopsia. L'articolo Donna accoltellata sul bus a Napoli, l’aggressore si è tolto la vita proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Accoltella una donna su un bus a Napoli: poi urla il nome di Gratteri mentre rischia il linciaggio. Arrestato 39enne
È stato arrestato l’uomo 39enne che giovedì sera, a Napoli, ha accoltellato una donna 32enne su un bus di linea per poi trattenerla per 15 minuti sotto la minaccia di un coltello. L’uomo, già in cura per problemi psichiatrici, era stato fermato dalle forze dell’ordine intervenute e aveva rischiato il linciaggio dalla folla accorsa sul posto. È ora accusato di sequestro di persona e lesioni personali gravi. Tutto era iniziato a bordo di un autobus in via Simone Martini (linea c32), quando l’uomo, che non aveva rapporti pregressi con la vittima, aveva iniziato a sferrare delle coltellate all’altezza di braccia e volto della donna. Il 39enne l’aveva poi trattenuta minacciandola. L’autista aveva interrotto la marcia nel traffico e si era subito diretto verso l’aggressore per cercare di mediare e scongiurare il peggio. Molti dei passeggeri sono fuggiti in preda al panico, ma hanno immediatamente allertato le forze dell’ordine. Intervenuti sul posto i carabinieri del nucleo Radiomobile di Napoli, intorno alle 22 sono riusciti a sottrarre l’arma all’uomo dopo 15 minuti di terrore. La donna, secondo le prime fonti un’avvocatessa di 32 anni, è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Cardarelli, è ancora ricoverata ma non sarebbe in pericolo di vita. L’aggressore è sceso dal bus già ammanettato. Mentre gli agenti lo conducevano verso l’auto, una folla di persone ha cercato di raggiungerlo. I carabinieri, dopo aver scoperto anche che l’uomo aveva addosso una seconda lama, sono riusciti a farlo entrare nella volante evitando il linciaggio. Proprio mentre veniva fatto scendere dal bus, come riferito da Il Corriere del Mezzogiorno, il 36enne ha più volte nominato il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, proseguendo nel farfugliare qualche altra frase confusa. L’uomo ha passato la notte al carcere di Poggioreale ed è ora accusato di sequestro di persona e lesioni personali gravi. Marco Sansone, sindacalista dell’Usb, ha commentato la vicenda: “La prontezza del giovane autista dell’Anm, che ha fermato il mezzo e ha provato a calmare l’aggressore mentre i presenti comunicavano con le forze dell’ordine, ha probabilmente scongiurato il peggio“. Secondo il sindacalista si tratta di “un episodio che conferma una volta di più la necessità di garantire sicurezza al personale del trasporto pubblico locale, proteggendo le postazioni dove si presta servizio ed aumentando i controlli all’interno degli autobus e delle stazioni metropolitane. – e conclude – Aziende e Prefetture del territorio non possono continuare ad essere indifferenti in attesa che ci scappi il morto, serve subito un tavolo permanente tra sindacati, aziende ed istituzioni”. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Francesco Emilio Borrelli (@francescoemilioborrelli) L'articolo Accoltella una donna su un bus a Napoli: poi urla il nome di Gratteri mentre rischia il linciaggio. Arrestato 39enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiede il biglietto a una passeggera: autista aggredita selvaggiamente. Strappata anche una ciocca di capelli
La conducente di un bus nel Casertano è stata aggredita selvaggiamente da una passeggera. La colpa dell’autista sarebbe stata quella di chiedere il biglietto. L’addetta al trasporto pubblico è stata trascinata dal sedile di guida e assalita fisicamente. Quando sono giunte sul posto le forze dell’ordine, i carabinieri hanno persino ritrovato una ciocca di capelli della vittima, strappata nella colluttazione. A riportare la notizia è Fanpage.it, che inoltre riferisce la denuncia del sindacato Usb della Campania, che ha commentato: “Un episodio gravissimo di aggressione e violenza ai danni di un’operatrice del trasporto pubblico locale nel Casertano. L’ennesimo, che segue quello avvenuto solo pochi giorni fa sempre nei riguardi di un operatore d’esercizio dell’Air Campania, che non può e non deve essere archiviato come ordinaria amministrazione”. L’aggressione si è consumata ieri pomeriggio, mercoledì 4 marzo, sulla linea bus dell’Air Caserta-Castel Volturno. “Un territorio – prosegue l’Usb – già segnato da criticità, dove i lavoratori del tpl campano continuano ad operare senza adeguate tutele e protezioni sui mezzi”. Secondo quanto riferito dall’Usb “la ragazza avrebbe chiamato la madre che, intervenuta sul posto, avrebbe preso parte all’aggressione”. “La lavoratrice è stata trascinata giù dal posto di guida, afferrata per i capelli e strattonata con una violenza inaudita, fino a riportare il distacco di ciocche rimaste sull’autobus – racconta Alessandro Susio del sindacato Usb – È stata poi soccorsa da alcuni passeggeri, sanguinante e sotto shock, un’immagine che dovrebbe far vergognare chiunque abbia responsabilità istituzionali ed aziendali”. Sul posto sono poi intervenute le forze dell’ordine, mentre un gruppo di parenti delle presunte responsabili si sarebbe radunato nelle zone limitrofe al luogo dell’aggressione per continuare a farsi “giustizia”. L'articolo Chiede il biglietto a una passeggera: autista aggredita selvaggiamente. Strappata anche una ciocca di capelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, mia sorella e portato via mia nipote. Ci minaccia da un anno ma è ancora libero”: il creator Leo Mel mostra i segni dell’aggressione
Da circa un anno il creator e modello noto sui social come “Leo Mel” e la sua famiglia riceverebbero minacce di morte, aggressioni e tentativi di estorsione. Lo racconta online e lo conferma in un’intervista a Fanpage.it. In base a quanto riferito dal giovane e alle denunce presentate, che la testata afferma di aver visionato, l’uomo indicato come responsabile sarebbe l’ex compagno della sorella. LA DENUNCIA SUI SOCIAL Il caso è diventato pubblico dopo un video diffuso su Instagram dallo stesso creator: ripreso dall’ospedale e con ferite evidenti al volto, racconta di essere stato colpito la sera del 22 febbraio sul pianerottolo dell’abitazione dei familiari. “Se la giustizia fosse giusta lui sarebbe già stato ai domiciliari”, afferma nel filmato, sostenendo che non sarebbero stati adottati provvedimenti come il divieto di avvicinamento o il braccialetto elettronico. E aggiunge alla testata con sede a Napoli: “Alla fine chi vive in prigione siamo noi”. LA RICOSTRUZIONE DELL’AGGRESSIONE Secondo la sua ricostruzione, quella sera avrebbe ricevuto un messaggio della madre: “Ho F****o fuori dalla porta di casa”, che segnalava la presenza dell’ex compagno della sorella sotto l’abitazione. Raggiunto il luogo, avrebbe trovato l’uomo che “urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, ammazzato mia sorella e portato via la bambina”, la nipote del modello che ha cinque anni e che non è figlia dell’indagato. Il creator sostiene di aver documentato parte della scena con un video poi consegnato agli inquirenti: “Ormai mi sento in dovere di raccogliere prove ogni volta, perché sembra che non siano mai abbastanza”. Dopo un confronto sulle scale, l’uomo lo avrebbe colpito al volto prima di allontanarsi. “Sono rimasto fermo solo per rimanere dalla parte del giusto e avere la denuncia possibile”, racconta. All’arrivo delle forze dell’ordine, l’aggressore non sarebbe più stato presente; il modello si sarebbe quindi recato in ospedale per le cure e avrebbe sporto una nuova denuncia. UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE Gli episodi, secondo quanto dichiarato, si ripeterebbero praticamente ogni mese da marzo 2025. L’ex compagno della sorella avrebbe inoltre precedenti penali. La polizia avrebbe già fermato tre aggressioni, “ma poi ci sono le 12 ore di tempo che la legge consente di tenerlo in stato di fermo e poi lo lasciano libero e aggiungono il verbale a un fascicolo che è già pieno di altri verbali”, è lo sfogo del creator, che da un anno sente di vivere in gabbia e ha dovuto rivedere la propria vita rinunciando anche ad alcuni opportunità lavorative per assicurarsi di stare vicino ai familiari in caso di necessità. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Leo Mel (@eyestodream) L'articolo “Urlava che avrebbe ammazzato mia mamma, mia sorella e portato via mia nipote. Ci minaccia da un anno ma è ancora libero”: il creator Leo Mel mostra i segni dell’aggressione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Aggredisce la nuora con l’ascia: arrestato 85enne a Roma. La donna è in condizioni gravissime
Un’aggressione violenrissima in pieno giorno, lungo una pubblica via. È accaduto a Roma, nel quartiere Gianicolense, dove un uomo di 85 anni ha colpito con un’ascia la nuora 41enne, ferendola in diverse parti del corpo. La dinamica dei fatti è ora al vaglio degli investigatori. Secondo quanto riferito, l’anziano ha sferrato più fendenti contro la donna mentre si trovavano in strada. Determinante l’intervento di un carabiniere libero dal servizio che, trovandosi casualmente sul posto, è riuscito a disarmare l’aggressore ed evitare che infliggesse dei colpi alle zone vitali della vittima. L’85enne è stato quindi arrestato dai militari dell’Arma con l’accusa di tentato omicidio. La donna, gravemente ferita, è stata trasportata in codice rosso all’ospedale San Camillo: secondo quanto si apprende, non sarebbe in pericolo di vita. Foto d’archivio L'articolo Aggredisce la nuora con l’ascia: arrestato 85enne a Roma. La donna è in condizioni gravissime proviene da Il Fatto Quotidiano.
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