Tag - Fratelli d'Italia

Il primo sondaggio su Futuro Nazionale: è oltre il 4%, Vannacci ruba più voti a FdI che alla Lega
Non sarà indolore per il centrodestra la scissione di Roberto Vannacci dalla Lega. La lista Futuro Nazionale del generale e ormai ex vicesegretario del Carroccio, stando a un sondaggio di YouTrend per Sky TG24, è destinata a dragare voti principalmente alla coalizione. E, sorpresa, ne toglierà più a Fratelli d’Italia che al partito guidato da Matteo Salvini pescando in seconda battuta anche da indecisi e astenuti. Risultato finale? La prima rilevazione realizzata per il canale all news colloca Futuro Nazionale al 4,2%, risultando poco al di sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al 4%. IL SONDAGGIO SU FUTURO NAZIONALE: DOVE PRENDE I VOTI Stando alle intenzioni di voto, Vannacci eroderebbe consensi soprattutto a destra: Fratelli d’Italia perderebbe l’1,1% e la Lega lo 0,9%, mentre sarebbe contenuto l’impatto su Forza Italia (-0,2%). L’analisi dei flussi elettorali chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare, ma una quota rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare comprese Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi. Solo il 13,5% dei voti di Futuro Nazionale sarebbe invece frutto del ritorno alle urne di astenuti e indecisi. “Nel complesso, i dati suggeriscono – sostiene YouTrend – che in questa prima fase la lista di Vannacci potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati”. LA FIDUCIA IN VANNACCI AL 14% Per quanto riguarda la fiducia personale nell’europarlamentare, al momento si ferma al 14% tra chi lo conosce. Mentre ben il 53% non ripone fiducia nel nuovo leader di Futuro Nazionale. Il giudizio è ovviamente particolarmente polarizzato: “Giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli elettori di Pd e Alleanza Verdi-Sinistra”, sentenzia YouTrend. Una quota rilevante di elettori di centrodestra sospende invece il giudizio, rifugiandosi nel “non so”: una posizione che accomuna il 48% degli elettori leghisti prende questa posizione. L'articolo Il primo sondaggio su Futuro Nazionale: è oltre il 4%, Vannacci ruba più voti a FdI che alla Lega proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Lega
Roberto Vannacci
Fratelli d'Italia
Sondaggi
“Vota Sì per una giustizia più efficace e veloce”: lo slogan-bufala di FdI per il referendum (smentito anche da Nordio)
Vota Sì contro i giudici che “rimettono in libertà i clandestini“. Anzi, contro i “disegni politici” della “magistratura rossa” che impedisce i rimpatri e i trasferimenti dei migranti in Albania. Ma soprattutto “per una giustizia più efficace, veloce, giusta“. Mentre il video dello storico Alessandro Barbero viene oscurato da Facebook perché etichettato come “falso” da un fact-checking di Open, sui social del primo partito italiano compaiono ogni giorno messaggi ingannevoli sul contenuto della riforma Nordio: tutti accompagnati da uno slogan che contraddice le affermazioni dello stesso ministro, secondo cui la legge costituzionale “non influisce sull’efficienza della giustizia“ e d’altra parte “nessuno lo ha mai preteso”. O quelle di Giulia Bongiorno, presidente leghista della Commissione Giustizia del Senato: “Ma chi è che ha detto che questa riforma deve incidere sui tempi e sull’efficienza della giustizia? Un ignorante può pensare una cosa del genere!”. Da qualche settimana Fratelli d’Italia ha messo il turbo alla campagna per il Sì al referendum. I primi cartelloni del comitato “Sì Riforma“, ispirato dai partiti di governo, sono apparsi nelle strade delle grandi città (firmati “Gruppi Camera e Senato di Fratelli d’Italia, perché gli alleati non ci hanno messo i soldi). E sulle pagine Facebook e Instagram dei meloniani hanno iniziato a moltiplicarsi le “card” con il logo del partito accanto a quello del comitato: immagini create con l’intelligenza artificiale accompagnate da messaggi che aizzano gli elettori contro i magistrati. Ad esempio, due anziani leggono un giornale (finto) dal titolo “Scippa signora di 90 anni“. Scritta in sovrimpressione: “Tanto non gli faranno nulla. La toga rossa lo libererà dopo qualche giorno”. Una famiglia fa colazione guardando in tv un servizio (altrettanto finto) su una “Donna violentata in strada da due clandestini”: “Tanto i rimpatri del governo Meloni trovano l’opposizione di certi magistrati“. O ancora: “Il governo trasferisce gli immigrati in Albania, la magistratura rossa lo impedisce”. Ovviamente, la riforma costituzionale – che si occupa di separazione delle carriere e dei Csm – non avrà e non potrà avere alcun effetto sulle decisioni dei magistrati. Ma altrettanto ingannevole è lo slogan riportato in tutte le card: “Domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 vota Sì per una giustizia più efficace, veloce, giusta”. Un messaggio diverso da quello scelto i cartelloni, dove invece si legge solo “Referendum giustizia. Finalmente si cambia”. E il doppio binario potrebbe avere una ragione ben precisa, legata al privilegio concesso da Meta (l’azienda che gestisce Facebook e Instagram) agli account politici, liberi di spacciare fake news senza rischiare conseguenze come quelle riservate a Barbero. Quella delle card di FdI, infatti, è una fake news a tutti gli effetti: che la giustizia possa diventare “più giusta” con la riforma è discutibile, ma di certo non sarà più efficace né più veloce, perché nessuna delle modifiche alla Costituzione impatta sul suo funzionamento concreto. Lo hanno sempre riconosciuto anche i sostenitori del Sì e lo stesso ministro Nordio: “Non abbiamo mai detto che la separazione delle carriere rende i processi più veloci”, ha sottolineato, definendo la celerità della giustizia una questione “secondaria“. Ultimamente però si dev’essere reso conto che il messaggio non aiuta la causa del Sì. E quindi, in alcune interviste, ha sostenuto che la riforma aiuterà a velocizzare i processi perché la nuova giustizia disciplinare (sottratta al Csm e affidata a un organo esterno, l’Alta Corte) sanzionerà più severamente i magistrati pigri e lenti nel depositare sentenze. Così i gestori degli account social di FdI, in un’altra delle loro card, possono fargli dichiarare trionfalmente “Sentenze più veloci“. Con tanti saluti alle fake news. L'articolo “Vota Sì per una giustizia più efficace e veloce”: lo slogan-bufala di FdI per il referendum (smentito anche da Nordio) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Carlo Nordio
Riforma della Giustizia
Fratelli d'Italia
Appendino dà della “cronista” a Meloni, ma FdI capisce “tronista” e scoppia la bagarre alla Camera – Video
Bagarre nell’aula della Camera tra maggioranza e opposizione, con la presidente Anna Ascani che interviene più volte per richiamare alla calma i deputati. A scatenare le proteste le parole del deputato di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini che definisce “pregiudicata” la 5 stelle Chiara Appendino, puntando il dito contro l’ex sindaca di Torino per aver dato della ‘tronista‘ alla presidente del Consiglio. In realtà la parola usata da Appendino è ‘cronista’ ma lo ‘scambio di consonante’ scatena un acceso botta e risposta in aula. “Chiedo – dice Trancassini – di stigmatizzare l’intervento della pregiudicata Appendino. Ha dato per due volte della ‘tronista’ alla presidente del Consiglio. È una cosa che non fa parte della dialettica parlamentare. Sul fatto che abbia dato della pregiudicata alla collega mi attengo ai fatti di cronaca. Una persona condannata in via definitiva in questa nazione è un pregiudicato”. Parole che scatenano la reazione del M5s prima e di Avs subito dopo. “Si apra un procedimento disciplinare nei confronti del questore che offende in maniera gratuita. Non esiste che si dia del pregiudicato a un altro collega. Non cada nel vuoto una offesa del genere”, dice la deputata del M5s Carmela Auriemma. L'articolo Appendino dà della “cronista” a Meloni, ma FdI capisce “tronista” e scoppia la bagarre alla Camera – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Giorgia Meloni
Fratelli d'Italia
Chiara Appendino
Gratteri denuncia Fratelli d’Italia: “Usato un mio vecchio video per associarlo alle ragioni del sì al referendum”
Nicola Gratteri favorevole alla riforma sulla separazione delle carriere? È questo quello che hanno potuto pensare alcuni utenti dopo aver visto un post della pagina facebook di Fratelli d’Italia. Almeno secondo il procuratore di Napoli che ha deciso di denunciare il partito della premier Giorgia Meloni. “La Costituzione e la democrazia sono prioritarie. Non si toccano. Provvederò a denunciare nelle sedi opportune quanto accaduto per chiedere gli accertamenti del caso“, si legge nella nota diffusa dal capo dell’ufficio inquirente partenopeo. Il tema è ovviamente quello del referendum sulla giustizia. Il procuratore Gratteri è tra i sostenitori del No, ma Fratelli d’Italia ha cercato di far credere ai suoi follower come al contrario il magistrato sostenga le ragioni del sì. Come? Pubblicando un video, senza contesto, di un vecchio intervento in cui Gratteri critica le correnti della magistratura e auspica il sorteggio per il Csm. Nel post si legge: “Sì, con il sorteggio metteremo la parola fine alle correnti politicizzate in magistratura. Gratteri, sì. Riformiamola”. Un’associazione che distorce il reale pensiero del procuratore di Napoli. Che scrive: “Con riferimento alla diffusione di un mio vecchio intervento sulle correnti, che un partito politico sta associando alle sue ragioni del sì al referendum, tengo a precisare due cose: nessun partito è stato da me autorizzato ad associare il mio nome a questa campagna referendaria; il testo proposto per questo referendum per il sorteggio del Csm, temperato per i politici e secco per i magistrati, è molto lontano da quella che era la mia idea”. Gratteri quindi denuncia Fratelli d’Italia per l’uso di un suo video per veicolare informazioni distorte e per minare la credibilità del suo pensiero, ma sottolinea anche come il sorteggio inserito nella loro riforma sia distante dalla sua idea. La nota poi si conclude con una ulteriore precisazione: “Ma soprattutto a fronte della perdita di autonomia della magistratura e di un indebolimento dell’equilibrio democratico tra i poteri dello Stato, sancito dalla nostra costituzione – scrive Gratteri – ribadisco che sono contrario a tutta la modifica proposta, compreso il sorteggio proposto”. L'articolo Gratteri denuncia Fratelli d’Italia: “Usato un mio vecchio video per associarlo alle ragioni del sì al referendum” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Referendum
Giustizia
Nicola Gratteri
Fratelli d'Italia
FdI e Lega, ora è scontro su Strade sicure. Romeo: “In maggioranza c’è chi si comporta come il centrosinistra”
Seppur a bassa tensione, le schermaglie tra Fratelli d’Italia e Lega non si fermano mai. E sullo sfondo resta il decreto Ucraina, con i distinguo del Carroccio. L’ultimo scontro tra il partito di maggioranza relativa e l’alleato di governo si consuma attorno all’operazione Strade sicure, quella che da quasi vent’anni vede i militari dell’Esercito impegnati nel pattugliamento delle grandi città. È bastata una frase del capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, a scatenare la reazione stizzita dell’omologo leghista Massimiliano Romeo. I soldati impegnati in Strade Sicure vanno aumentati, come chiede Matteo Salvini, o diminuiti, come dice Guido Crosetto? “Ha ragione il ministro Crosetto – ha risposto Malan in un’intervista a Repubblica – I soldati devono fare i soldati. È preferibile avere forze di polizia nelle città e nelle stazioni, perché il militare non può procedere ad alcune azioni proprie delle forze dell’ordine”. Non una questione secondaria per la Lega, evidentemente. Tant’è che, nonostante la domenica, Romeo è intervenuto nel giro di qualche ora per andare all’attacco: “Ci chiediamo perché, oggi, nella maggioranza ci sia chi cambia idea e si comporta come i governi di centrosinistra. Per la Lega la sicurezza è una priorità e restiamo convinti che rafforzare la presenza dei soldati sia uno strumento valido”, ha scritto il numero uno dei senatori del Carroccio. “I soldati in strada con compiti di sicurezza furono introdotti nel 2008 dal governo Berlusconi, con il ministro della Difesa di allora Ignazio La Russa. Fu un governo come il Conte 2 a ridurre progressivamente il contingente, depotenziando una misura che aveva funzionato e che la Lega, alla prima occasione utile, ha reintegrato”, ha ricostruito Romeo. “Il collega Malan dimentica l’effetto deterrenza dei militari nelle strade, che vale più di mille norme che possiamo scrivere – ha continuato nel suo sfogo – Stiamo vedendo in questi giorni quanto sia fondamentale garantire in tutta Italia più sicurezza in zone più colpite dalla criminalità, pensiamo alle stazioni”. Il tutto nonostante sul tema sicurezza i due partiti siano comunque allineati. “Vogliamo introdurre misure più stringenti”, aveva detto il capogruppo di FdI. “È curioso che la questione della sicurezza venga cavalcata dalla sinistra adesso. Pochi giorni fa in Parlamento, quando il ministro Piantedosi ha risposto alle domande dell’opposizione, due su quattro erano su questo tema. Hanno una fiammata di securitarismo, ma in questi tre anni hanno contrastato tutte le nostre proposte”. Perfino sul decreto Ucraina era stato conciliante, assicurando che i meloniani non si aspettano defezioni nella Lega: “Ma no – replica Malan – finora tutti i provvedimenti sono stati approvati da tutte le forze di maggioranza”. L'articolo FdI e Lega, ora è scontro su Strade sicure. Romeo: “In maggioranza c’è chi si comporta come il centrosinistra” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Lega
Fratelli d'Italia
Sicurezza
Strade Sicure
Meloni prenda le distanze dal coordinatore Cantini che parla di ‘sterminio’
Carissima Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, personalmente ritengo che le parole del coordinatore di Fratelli d’Italia per la sezione di Empoli superino l’indecenza e l’orrore. Il 3 gennaio 2026 “Empoli per la pace” organizza un presidio “per condannare l’ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall’attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela”, denunciando “una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli” e invitando cittadini e istituzioni a mobilitarsi contro la guerra” e diffondere la notizia sui propri profili social. Il coordinatore e responsabile di Fratelli d’Italia per l’equità sociale e la disabilità, Isacco Cantini, decide di lasciare un commento: “Soliti comunisti, prima o poi vi stermineremo anche in Italia”. Non voglio esprimere nessun giudizio verso la persona poiché a mio parere si definisce già da sé esprimendo certe parole, anche perché avendo una disabilità dovrebbe saper benissimo che cos’è stato il progetto Aktion T4 nel periodo fascista per le persone disabili. Desidero porre una domanda a lei, Presidente del Consiglio, come le ho già detto più volte lei sottolinea che il suo governo vuole lasciare un segno nella storia, ma visto il susseguirsi degli eventi inizio a preoccuparmi e non poco: 1. Costringere le famiglie e le persone disabili a pagarsi in parte o totalmente gli ausili 2. Dice che è legittimo l’attacco sul Venezuela. 3. Un suo coordinatore sul territorio dice che i comunisti prima o poi verranno sterminati anche in Italia. Il segno nella storia che lei e il suo governo volete lasciare mi è molto chiaro e se mi legge avrà ben capito che non siamo sulla stessa lunghezza d’onda, ma lei a differenza mia sta governando un paese e non coordinando una sezione di partito allargata. Come le ho già ribadito più volte chi governa deve garantire a tutti i cittadini gli strumenti per la propria crescita e per il proprio benessere psicofisico e non dare la possibilità a certi coordinatori territoriali di parlare di sterminio, per questo le chiedo cortesemente di sollevare dall’incarico di coordinatore Isacco Cantini e con un comunicato ne prenda le distanze. Se vuole inviarmi un testo con delle sue considerazioni o come risposta come sempre il testo verrà pubblicato su questo blog. L'articolo Meloni prenda le distanze dal coordinatore Cantini che parla di ‘sterminio’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Blog
Politica
Venezuela
Fratelli d'Italia
Toscana
Acca Larentia, la denuncia di Gioventù nazionale: “Aggrediti a Roma 4 nostri militanti”. La Russa: “È odio politico”
Stavano affiggendo dei manifesti per la commemorazione di Acca Larentia a Roma quando sono stati aggrediti con spranghe e aste da “un gruppo di estrema sinistra“. È quanto denuncia Gioventù Nazionale che parla di una “gravissima aggressione” subita nella notte da quattro militanti dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia. Secondo quanto riferito dalle vittime, i quattro giovani sono stati aggrediti la notte scorsa nelle vicinanze di un supermercato di via Tuscolana, a Roma. Un’aggressione “ad opera di un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico, muniti di coltelli e persino radio per comunicare senza intercettazioni”, dichiara Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma. Il tutto sarebbe avvenuto a poche ore dalla commemorazione dedicata ai tre militanti del Fronte della Gioventù uccisi il 7 gennaio 1978 davanti alla sede del Movimento sociale italiano. Sul fatto indaga la Digos. “I nostri ragazzi sono stati aggrediti con tanta violenza proprio mentre affiggevano manifesti in ricordo della strage di Acca Larentia”, sottolinea Todde. “Oggi, un anno dopo il grande rumore fatto da certa stampa per un pericolo fascismo in Gioventù Nazionale, vogliamo la stessa attenzione per questa storia. Il nostro movimento – aggiunge – non si è mai contraddistinto per azioni del genere. Mai in più di 10 anni si è trovato un mostro militante colpevole di un attacco pianificato e violento per ragioni politiche. Al contrario, questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni violente registrate ai danni di Gioventù Nazionale”. La vicenda ha provocato la reazione della politica, in particolare degli esponenti di Fratelli d’Italia. A partire dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, che sui social ha espresso il suo “sconcerto” per la “vile aggressione”: “Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza”, scrive La Russa. “Queste aggressioni – aggiunge – non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione. A Gioventù Nazionale e ai giovani rimasti feriti va la mia sincera e affettuosa vicinanza, con l’auspicio che i responsabili vengano rapidamente individuati”, conclude. Di “segnale preoccupante che deve far riflettere” parla il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: “La violenza politica deve essere condannata in ogni caso, da qualsiasi parte provenga. Ma stavolta – aggiunge – non si tratta solo di questo: la spedizione in pieno stile criminale, con tanto di coltelli e ricetrasmittenti per evitare intercettazioni, ci racconta di una precisa strategia, studiata nei dettagli, volta a vietare il ricordo di tre ragazzi trucidati nel 1978″. Bignami si augura anche “che questo episodio venga condannato da tutte le forze politiche”. “Un atto vile, premeditato e organizzato”, lo definisce il presidente dei senatori di Fdi Lucio Malan: “Evidentemente – sottolinea – c’è chi ha la volontà di far ritornare la violenza di quegli anni, intenzione che va unanimemente condannata senza alcuna ambiguità”. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sui social ma per ricordare l’anniversario di ” una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità”. La premier, con un post sui social, sottolinea che “l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale” e che “anche fatti recenti, in Italia e all’estero, ci ricordano quanto a volte possa essere fragile il confine tra confronto e odio, tra parola e violenza. Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde. Sempre”. L'articolo Acca Larentia, la denuncia di Gioventù nazionale: “Aggrediti a Roma 4 nostri militanti”. La Russa: “È odio politico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Fratelli d'Italia
Aggressione
Acca Larentia
Ricciardi (M5s) attacca FdI in Aula: “I veri antisemiti siete voi, il vostro capogruppo con la svastica” – Video
“Ci associamo anche noi alla richiesta di avere il ministro Piantedosi in Aula. E questo perché noi non abbiamo paura di parlare di antisemitismo. D’altronde non era il capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle a vestirsi da nazista, ma quello di Fratelli d’Italia. Noi infatti ce lo ricordiamo bene cosa si dice nelle giovanili di Fratelli d’Italia, dove si inneggia ai forni crematori. La cosa più squallida è che questa destra usa l’inchiesta per pulirsi la coscienza per la sua complicità con il genocidio”. Così in Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera dopo la richiesta da parte di FdI di informativa sul caso Hannoun. “Tra l’altro – prosegue – se vogliono parlare di chi finanzia Hamas, parlino anche di Netanyahu, che ora finanzia le costole dell’Isis. Noi siamo orgogliosi di aver partecipato alle piazze per la Palestina e della nostra deputata Ascari, che è andata a vedere con i suoi occhi cosa accadeva in luoghi come la Cisgiordania. Se qualcuno ha speculato sul grande moto di solidarietà per la popolazione palestinese, noi siamo i primi a condannare. E sapete perché? Perché noi, nel nostro piccolo, abbiamo messo un milione di euro per sostenere la più grande missione umanitaria di questi tempi. Non siamo noi a doverci vergognare”. L'articolo Ricciardi (M5s) attacca FdI in Aula: “I veri antisemiti siete voi, il vostro capogruppo con la svastica” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Fratelli d'Italia
La “talpa” che svelò a Emiliano l’indagine a suo carico? Ora collabora con Fratelli d’Italia
In una delle ultime riunioni degli iscritti di Fratelli d’Italia a Bari, la segretaria Antonella Lella l’ha espressamente menzionato. “Un grande grazie a Nicola Pepe per aver scritto il programma di Luigi Lobuono”, cioè lo sfidante, sconfitto, di Antonio Decaro alle ultime regionali. Pepe, estensore del programma del centrodestra e collaboratore di Fratelli d’Italia di Bari, andrà a processo a aprile prossimo: secondo la procura del capoluogo pugliese è la talpa che ha svelato a Michele Emiliano tre giorni prima il blitz che la Guardia di finanza aveva programmato per perquisire la presidenza della Regione Puglia nell’inchiesta che vedeva indagato l’ex governatore. La vicenda, avvenuta l’8 aprile 2019, ha dell’incredibile. Il contesto è l’indagine per finanziamento illecito e abuso d’ufficio in relazione alla campagna elettorale per le primarie del Pd: Emiliano era candidato a segretario (finirà terzo dopo Matteo Renzi e Andrea Orlando) e la sua campagna di comunicazione, secondo l’ipotesi accusatoria della procura, sarebbe stata pagata da Giacomo Mescia, un imprenditore dell’eolico. Emiliano e Mescia sono poi stati assolti da ogni addebito dal tribunale di Torino, dove si è svolto il processo. Quell’8 aprile 2019 si era però nel pieno delle indagini e la procura aveva programmato un blitz con perquisizione e sequestro per l’11 aprile. Una notizia eclatante, che non era sfuggita a un cronista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Massimiliano Scagliarini, che aveva avuto una “soffiata” da una fonte; la promessa era di scriverne solo l’11, giorno della perquisizione. Scagliarini riferisce della imminente notizia alla sua redazione: in quel momento Nicola Pepe è responsabile della redazione web e viene messo a parte dell’indiscrezione. E cosa fa? Lascia la redazione e raggiunge la presidenza della Regione Puglia. Il resto lo racconta la denuncia che il giorno dopo, 9 aprile, lo stesso Emiliano deposita in procura. “Nicola Pepe mi ha comunicato a voce, alla presenza di testimoni, che Scagliarini in redazione aveva comunicato che giovedì mattina ‘si sarebbe ballato’ nel senso di un trambusto particolare perché sarei stato oggetto di una perquisizione domiciliare presso la Presidenza da parte della Guardia di Finanza, specificando che si trattava dei fatti relativi all’imprenditore Giacomo Mescia”. È l’ex governatore quindi a denunciare la fuga di notizie. La procura quindi apre un’indagine a carico di Pepe, accusato di favoreggiamento e di aver provocato “un grave nocumento all’attività investigativa”, consistita nel rinvio delle perquisizioni e nella conoscenza da parte degli indagati dell’inchiesta a loro carico e dei provvedimenti da eseguirsi. Nei giorni scorsi il giudice del Tribunale di Bari Valentina Tripaldi, al termine dell’udienza predibattimentale, ha disposto la prosecuzione del giudizio per Pepe, ammettendo la costituzione di parte civile di Scagliarini, inizialmente coindagato ma poi archiviato. E cosa fa ora Pepe? Andato in pensione a 55 anni, si è cancellato dall’albo dei giornalisti e ha intrapreso una carriera come comunicatore politico. Grazie al suo legame con il senatore FdI Filippo Melchiorre, è diventato collaboratore dell’europarlamentare Michele Picaro, coordinatore dei Fratelli d’Italia della provincia di Bari, ed è presenza fissa nelle kermesse di partito. E intanto si prepara al processo che si terrà davanti al giudice monocratico Patrizia Gramegna. La sua linea difensiva, illustrata dall’avvocato Roberto Eustachio Sisto, è che l’interlocuzione con Emiliano servisse a verificare per primo l’esistenza della notizia, in modo da fare uno scoop e bruciare sul tempo il collega. Una tesi ribattuta dalla pm Savina Toscani, che ha fatto notare come Emiliano non potesse in alcun modo confermare o smentire una perquisizione di cui sarebbe stato oggetto e che si sarebbe svolta quattro giorni dopo. Il processo inizierà il 3 aprile 2026. L'articolo La “talpa” che svelò a Emiliano l’indagine a suo carico? Ora collabora con Fratelli d’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Fratelli d'Italia
Regione Puglia
Michele Emiliano
L’esponente di Fdi partecipa al Consiglio comunale collegandosi dallo stadio. Ed esulta al gol della Juve
Tifoso, direttore sportivo… e consigliere comunale. È la sera del 10 dicembre, la Juventus deve affrontare il Pafos per la sesta giornata della fase campionato di Champions League. In contemporanea, a San Giuliano Milanese, comune di 40mila abitanti poco fuori Milano, è in corso un’altra partita: il Consiglio comunale, alla presenza della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Marco Segala, è riunito per l’approvazione del bilancio previsionale 2026-2028. La Champions e il bilancio, due importanti appuntamenti ai quali il consigliere Vito Cera (Fdi) ha deciso di partecipare dalla tribuna dello Juventus Stadium di Torino, collegandosi da remoto alla seduta del consiglio comunale. Vito Cera ha 51 anni ed è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. Intervistato da Il Giorno sulla vicenda, il consigliere ha dichiarato: “Lo stadio non è un contesto disdicevole e io non percepisco un euro per le mie partecipazioni alle sedute del Consiglio comunale”, una decisione che nel 2022 è stata comunicata al Comune tramite pec. Ma l’opposizione composta da Partito democratico, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi sinistra protesta e ha annunciato delle segnalazioni in Prefettura per la “mancanza di rispetto delle istituzioni e dell’intera città”. A infastidire i colleghi, tra l’altro, è stata l’esultanza di Cera al gol di McKennie al 67′: una scena di gioia a microfono spento che il consigliere ha condiviso in diretta streaming. Cera ha giustificato la sua presenza allo stadio per via del suo lavoro da direttore sportivo nel calcio dilettantistico: dall’ottobre di quest’anno è, infatti, il ds dell’Oltrepò, squadra maschile che milita nel campionato del girone B di Serie D. “Assistere alle partite fa parte del mio lavoro, è una questione di contatti e pubbliche relazioni” – prosegue il politico nell’intervista – “mi trovavo in tribuna d’onore con altri addetti ai lavori: procuratori, scouting e colleghi direttori sportivi”. Stando alle sue parole, il sindaco Segala era stato informato della cosa. Al voto per l’approvazione del bilancio, invece, ha preso parte mentre si trovava già in macchina. L'articolo L’esponente di Fdi partecipa al Consiglio comunale collegandosi dallo stadio. Ed esulta al gol della Juve proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Milano
Fratelli d'Italia
Juventus
Champions League